1- CARMEN LLERA, NEI GIORNI SCORSI, SI ERA INDIGNATA PER LA PUBBLICAZIONE DEL NUOVO LIBRO DELL’ASSASSINO CESARE BATTISTI PRESSO LA FLAMMARION, LA CASA EDITRICE FRANCESE DI PROPRIETà DI RCS, LA STESSA CHE PUBBLICA I LIBRI DI ALBERTO MORAVIA 2- PIGI BATTISTA AVEVA REPLICATO CHE “LA LIBERTÀ DI STAMPA VALE ANCHE PER BATTISTI. ETC.” 3- A SISTEMARE FATTACCI E OPINIONI UNA MAIL INVIATA A CARMEN LLERA DA MAURIZIO CAMPAGNA, FRATELLO DELL’AGENTE DI PS AMMAZZATO DA BATTISTI, ATTUALMENTE IN VILLEGGIATURA SULLA SPIAGGIA DI COPACABANA, COCCOLATO DALL’INTELLIGHENZIA GLOBALE 4- “COME SI FA A DIFENDERE CHI SPARÒ MATERIALMENTE IN TESTA AL MARESCIALLO ANTONIO SANTORO, A UDINE IL 6 GIUGNO 1978? BATTISTI SPARÒ ALLE SPALLE MIO FRATELLO ANDREA IL 19 APRILE 1979 A MILANO. BATTISTI FECE DA COPERTURA ARMATA AL KILLER DIEGO GIACOMINI NELL'OMICIDIO DI LINO SABBADIN, MACELLAIO, UCCISO A MESTRE IL 16 FEBBRAIO 1979. BATTISTI FU CO-IDEATORE E CO-ORGANIZZATORE DELL'ATTENTATO CHE A MILANO, IL 16 FEBBRAIO 1979, COSTÒ LA VITA AL GIOIELLIERE TORREGIANI”

1- LETTERA A CARMEN LLERA MORAVIA
Gentilissima sig.ra Carmen Llera,
sono Maurizio Campagna fratello dell'agente di Pubblica Sicurezza Andrea Campagna ucciso il 19/04/1979 a Milano in un vile attentato terroristico dal latitante Cesare Battisti attualmente in villeggiatura in Brasile.

La sua mail mi è stata data dalla giornalista Cristina Taglietti del Corriere della Sera alla quale avevo chiesto se poteva gentilmente mettermi in contatto con lei perché è mia intenzione ringraziarla per la sua giusta presa di posizione verso un personaggio che sta burlando il nostro paese con false accuse sull'operato della nostra magistratura.

Battisti è stato condannato con sentenze definitive all'ergastolo per una serie di gravissimi reati. Banda armata, rapine, detenzione di armi, gambizzazioni e per quattro omicidi. Battisti sparò materialmente in testa al maresciallo degli Agenti di Custodia Antonio Santoro, a Udine il 6 giugno 1978. Battisti sparò alle spalle mio fratello Andrea il 19 aprile 1979 a Milano. Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini nell'omicidio di Lino Sabbadin, macellaio, ucciso a Mestre il 16 febbraio 1979. Battisti fu co-ideatore e co-organizzatore dell'attentato che a Milano, il 16 febbraio 1979, costò la vita al gioielliere Pierluigi Torregiani.

Difficile per me ripassare questo curriculum. Difficile considerare come politici i reati a carico di Battisti, soprattutto gli ultimi due, eseguiti con glaciale premeditazione affinché avessero maggior risalto sulla stampa. Anche la motivazione è agghiacciante: secondo il sedicente "tribunale popolare" dei PAC, Torreggiani e Sabbadin non avrebbero dovuto reagire alle rapine che avevano subito qualche tempo prima. Cesare Battisti raccoglie certamente simpatie, per non dire ampie coperture ed appoggi, che gli consentono di continuare a vivere al di sopra di tutto e tutti con facile evasione dal carcere, entrando e uscendo da più stati con documenti falsi, senza mai esprimere un minimo atto di pentimento per le azioni compiute.

Deve sapere che quando questo losco figuro uccise Andrea era presente anche il padre della ragazza di mio fratello il quale ha fatto un identikit talmente preciso che quando fu arrestato, due mesi più tardi, negò il confronto all'americana richiesto dai giudici. Tutte queste cose e altre sono scritte agli atti ma nessuno le ha volute leggere; lo avessero fatto nessuno avrebbe preso le difese di un assassino quale è il signor Battisti e nessuno avrebbe messo in dubbio l'operato della nostra magistratura e soprattutto il nostro Stato di Diritto.

Grazie per le sue parole.
Maurizio Campagna

2- CARMEN LLERA: «BATTISTI CON MORAVIA FA SCANDALO»
Cristina taglietti per il Corriere della Sera

La notizia che il nuovo libro di Cesare Battisti, Face au mur («Faccia al muro») verrà pubblicato in Francia da Flammarion, marchio editoriale di Rcs, fa indignare Carmen Llera Moravia tre volte: «Come scrittore, come italiana e come vedova di Moravia» dice. L'ha ribadito anche a Teresa Cremisi, presidente di Flammarion. «Ci sono rimasta veramente male - spiega Carmen Llera -.

E l'ho detto per prima proprio a Teresa che è una cara amica, quasi una sorella. La vedo ogni volta che vado a Parigi. Lei mi ha risposto: mi dispiace e ti capisco. Immagino che dietro ci siano delle ragioni commerciali. Già nel 2006 avevo avuto una discussione con Bernard-Henri Lévy che aveva scritto una prefazione al libro di Battisti Ma cavale (La mia fuga), però in fondo quello lo pubblicava Grasset e non mi aveva così infastidito».

Il fatto che adesso il gruppo Rcs abbia messo in vendita il marchio francese non cambia le cose. «Flammarion è l'editore che ha pubblicato l'intera opera di Moravia, c'è sempre stato un grande rapporto personale, fin da quando la casa editrice era nelle mani della famiglia, mi irrita che ora Moravia e Battisti stiano nello stesso catalogo. Oltre al fatto che appartiene allo stesso gruppo di Bompiani, editore di Moravia e anche mio.

Ho parlato con Elisabetta Sgarbi che mi ha assicurato che non ci pensa nemmeno a tradurlo in Italia». Il libro dell'ex terrorista dei Pac, condannato in Italia per quattro omicidi, prima riparato in Francia, poi fuggito a Rio de Janeiro dove ha scontato quattro anni di carcere prima di ottenere, lo scorso giugno, lo status di rifugiato politico, uscirà contemporaneamente in Francia e in Brasile ed è chiaramente autobiografico. Il protagonista, Auguste, è un ex terrorista entrato in Brasile con un passaporto falso e racconta, più che il passato criminale, la vita in un carcere di Brasilia, dove i compagni di cella lo chiamano «lo scrittore».

«Ho letto alcuni stralci, c'è una storia d'amore passionale, violenta, dietro molte maschere c'è lui, Battisti - dice Carmen Llera -. Parla di via crucis, si presenta come una vittima. E, oltretutto, non mi pare nemmeno un capolavoro letterario. Ma anche se lo fosse, mi offenderebbe lo stesso sapere che è pubblicato da Flammarion. Teresa Cremisi dice che bisogna separare l'uomo dallo scrittore, che una cosa è la vita, un'altra l'opera, che se non si fosse fatta questa distinzione non sarebbero usciti nemmeno i libri di Céline o di Villon, ma credo che ci sia una grossa differenza».

Carmen Llera alla Francia è molto legata, ci ha vissuto e ci torna spesso. «Vedere su "Le Monde" una pagina dedicata a Battisti accanto a un'altra sul premio Nobel Herta Müller lo trovo davvero irritante. Vengo dalla Navarra, sono arrivata in Italia negli anni Settanta, sono sempre stata sensibile al tema della lotta armata, del terrorismo. La Francia è un Paese che ha sempre accolto i rifugiati politici, gli antifranchisti, c'è stata la dottrina Mitterrand, ma resta il fatto che questa è una persona condannata dai tribunali italiani, che, come ha detto il presidente Giorgio Napolitano, dovrebbe avere il coraggio di tornare e scontare la sua pena».

3- LA LIBERTÀ DI STAMPA VALE ANCHE PER BATTISTI
Pierluigi Battista per il "Corriere della Sera"

Considero Cesare Battisti un essere spregevole, perché solo un animo da mascalzone può fare lo strafottente con i parenti delle vittime che lui ha provocato. Però davvero non capisco perché Carmen Llera, come ha scritto Cristina Taglietti sul Corriere di sabato scorso, sia disgustata dall' idea che un nuovo libro di Battisti sia pubblicato da Flammarion, la stessa casa editrice che ha pubblicato in Francia le opere di Alberto Moravia. Non capisco perché un essere spregevole non possa pubblicare libri.

Naturalmente, come sempre, una casa editrice può sbagliare, pubblicando un libro brutto o semplicemente mediocre. Ma sarebbe un errore editoriale, non una pecca morale. Non c' è niente di riprovevole, per una casa editrice, decidere di pubblicare in piena autonomia pubblicare il libro di un assassino. Sarà piena facoltà per i lettori e i critici stroncarlo con severità o smettere a metà, nauseati dalla prosopopea di un terrorista omicida che, per motivi inspiegabili, è diventato presso una parte dell' intelligencija parigina, un' icona del perseguitato. Perché è così difficile accettare che tutti hanno diritto di scrivere un libro?

Che la censura e l' autocensura sono inutili e ingiuste, sempre arbitrarie, sempre piegate a criteri volubili e incerti? Che il modo migliore di arginare le ideuzze folli e fanatiche di un uomo che non ha esitato ad annichilire vite umane non è di farne un eroe discriminato e imbavagliato ma di demolirne senza indulgenza le argomentazioni solo «dopo» che un libro è stato pubblicato?

Si comprende che Carmen Llera sia turbata dall' accostamento presso uno stesso marchio editoriale di uno scrittore come Moravia e di un manigoldo come Battisti. Ma un catalogo editoriale non è un blocco monolitico, vive di voci diverse, anche opposte. E può fa sempre una cattiva impressione la speranza che un libro non sia mai pubblicato. Qualunque libro, anche il più impresentabile, scritto dall' autore più riprovevole. Poi ci sarà la libertà di non leggerlo, di ignorarlo, di dileggiarlo, se merita il dileggio. Perché il conflitto culturale, per essere aperto, non deve subire limitazioni preventive.

Né leggi che derubricano a reato le tesi più assurde (propaganda «negazionista» compresa). Né preventive squalifiche morali di chi scrive e pretende che ciò che scrive sia anche pubblicato. In una democrazia liberale funziona così. Nel mondo di Battisti, fautore della politica come assassinio, non funziona invece così.

Ma per questo siamo diversi. Per questo il pluralismo delle case editrici, la concorrenza del mercato editoriale, la concretezza della libertà di espressione sono valori essenziali o, come usa dire, non negoziabili. Cesare è un essere spregevole che si fa fotografare sulle spiagge brasiliane per indispettire chi ha perso una persona cara per colpa sua. Ma che c' entra con un libro?

 

CARMEN LLERA Photo Alberto Moravia e Carmen lleraCesare Battisti esce dal carcere brasiliano di PapudaCesare Battisti Cesare Battisti CESARE BATTISTIAndrea Campagna ucciso a Milano dai pacALBERTO TORREGGIANIPierluigi Battista Bernard-Henri Lévy

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