IL CINEMA DEI GIUSTI - IN SALA C’È UN NUOVO FILM DI HIROKAZU KORE-EDA, "SHEEP IN THE BOX", FRESCO DELLA VISIONE DI CANNES. NON SI MUOVE BENISSIMO, UNDICESIMO POSTO CON 12 MILA EURO DI INCASSO IERI, UN TOTALE DI 23 MILA EURO MA FORSE IL SUO PUBBLICO DEVE ANCORA ARRIVARE - PARLA DI FIGLI ROBOT. MA NON SOLO: MAGARI NON AGGIUNGE NULLA ALLA GRANDE FILMOGRAFIA DI KORE-EDA, MA SE VI PIACCIONO I SUOI FILM PENSO CHE QUESTO LA PELLICOLA SIA IMPERDIBILE - VIDEO!
Marco Giusti per Dagospia
sheep in the box di hirokazu kore eda 6
C’è un nuovissimo film di Kore-eda a Venezia, e c’è un nuovo film di Hirokazu Kore-eda, “Sheep in the Box”, in sala, fresco della visione di Cannes. Non si muove benissimo, 11° posto con 12 mila euro di incasso ieri, un totale di 23 mila euro, ma forse il suo pubblico deve ancora arrivare. Perché farlo uscire così? Magari proprio perché c’è il Kore-eda di Venezia, tratto da un manga, più atteso.
Ma anche questo film, per i tanti fan del regista, sarà imperdibile. Parla di figli robot. Ma non solo. Quando ho capito che il progetto del figlio umanoide, Kakeru, della coppia lui taglialegna, Daigo, lei architetta, Otone, non è altro che una sorta di comune in mezzo al bosco con grande casa costruita sull’albero più grande,
sheep in the box di hirokazu kore eda 5
il vecchio cuore di architetto organico wrightiano che è ancora dentro di me, ha finalmente capito cosa volesse davvero fare un regista sofisticato e umano come Hirokazu Kore-eda con questa sorta di risposta a “A.I.” di Steven Spielberg e di risposta alle tante trappole dell’intelligenza artificiale di oggi.
Siamo quello che ci hanno trasmesso come insegnamento e cultura i nostri genitori. Da una mamma architetta organica e da un padre boscaiolo non poteva che nascere un Pinocchio di questo tipo. Senza trasformazione in bambino. Come Spielberg insegnava. E non capisco perché il film è stato accolto così tiepidamente. Non ha il fascino forse dei film precedenti di Kore eda, che non ha mai sbagliato un titolo soprattutto a Cannes, ma è sempre di altissimo livello.
sheep in the box di hirokazu kore eda 4
Guardate come costruisce l’ambiente della casa della famiglia di Kakeru, interni esterni continui senza porte e limitazioni di sorta. Un’accoglienza visiva totale in una casa segnata dalla tragedia. Perché i due genitori, Daigo, Kensuke Komoto, e Otone, Haruka Ayase, hanno perso il figlio in un incidente due anni prima. E sono disperati.
Quando una società di umanoidi propone loro, siamo in una sorta di futuro vicinissimo, un figlio robotico identico a quello che hanno perso, soprattutto la mamma accetta. Viene costruito con la memoria dei genitori e quello che loro hanno voluto inserire dei suoi unici sette anni di vita.
sheep in the box di hirokazu kore eda 1
Può fare tutto, a parte mangiare, bagnarsi, bere. Se cade è riparabile, mostrando la stretta apertura robotico che aveva il vecchio, glorioso Astro Boy degli anni ’50. Non tutto funziona tra Kakeru e i suoi genitori, ma se avete pazienza alla fine si capirà quello che ha in testa Kore eda.
Dopo anni di studi appassionati sull’idea della nuova famiglia, e sul crescere i bambini in famiglie diverse, ricordate “Father and Son”, sulla crescita dei ragazzi nel mondo di oggi, “Monster”, alla fine questo dolce, delicato, racconto di costruzione architettonica organica porta solo avanti un quadro di cinema molto coerente e sempre commovente nella sua umanità. Magari non aggiunge nulla alla grande filmografia di Kore-eda, ma se vi piacciono i suoi film penso che questo “Sheep in the Box” sia imperdibile. In sala.
sheep in the box2
sheep in the box1
sheep in the box di hirokazu kore eda 3
sheep in the box di hirokazu kore eda 2