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IL CINEMA DEI GIUSTI – “PERCHÉ NON MI AMI?”. LA STRAVAGANZA DELLA BATTUTA NON È SENTIRLA IN UN HORROR, MA È SENTIRLA DETTA DA UNA RAGAZZA DESIDERATA DAL PROTAGONISTA – “OBSESSION”, STREPITOSA OPERA PRIMA DEL 26ENNE CURRY BARKER, GIRATA IN 20 GIORNI CON MENO DI 800 MILA DOLLARI, NON È SOLO UN HORROR DI SUCCESSO MONDIALE (NAVIGA GIÀ SUI 150 MILIONI DI DOLLARI), È QUALCOSA IN PIÙ. PER QUESTO PIACE DA MORIRE ALLE RAGAZZE, E LE HO SENTITE APPLAUDIRE ALLA FINE DEL FILM. PERCHÉ RIBALTA IL MODELLO DEL MASCHIO CHE TI UCCIDE PENSANDO DI AMARTI... – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

obsession 4

“Perché non mi ami?”. La stravaganza della battuta non è sentirla in un horror, ma è sentirla detta da una ragazza, la ragazza desiderata dal protagonista, su cui lui rovescia il proprio desiderio. Maschile.

 

“Obsession”, strepitosa opera prima di Curry Barker, 26 anni, girata in 20 giorni a Burbank con meno di 800 mila dollari, venduto alla Focus per 15 milioni di dollari, non è solo un horror di successo mondiale, naviga già sui 150 milioni di dollari, e non è solo un horror nato su YouTube come il più ambizioso ma non meno autoriale “Backrooms” di Kane Parsons, è qualcosa in più.

 

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Per questo piace da morire alle ragazze, e le ho sentite applaudire alla fine del film. Perché ribalta il modello del maschio che ti uccide pensando di amarti, quando il suo è solo desiderio di potere, nel maschio che trasferisce il suo desiderio di possesso nella ragazza che lui ama e lei, così, si comporta come si comporterebbe lui seguendo il suo istinto, fino a azzerare qualsiasi desiderio di lei, fino a togliere qualsiasi controllo che ha lei anche sul proprio corpo.

 

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Baron Bailey detto “Bear”, Michael Johnstone, lavora in un negozio di musica a Burbank. Lo vediamo nella prima scena del film provare una dichiarazione d’amore sotto il controllo del suo amico Ian, Cooper Tomlinson, con la cameriera di un bar, che fa le veci del suo vero amore, Nikki, interpretata dalla strepitosa e mai vista prima Inde Navarrete. Fin dall’inizio abbiamo un transfert, e una prova.

 

Al tempo stesso proprio Nikki, che lavora con i due ragazzi, ci fa sapere che sta scrivendo una storia d’amore che non è una storia d’amore. Un quarto personaggio, Sarah, Megan Lawless, che lavora con loro al negozio di musica, aspetta invece di essere accettata all’Accademia d’Arte Luther, sta con Ian, ma si capisce che è molto interessata a Bear. Che desidera però Nikki.

 

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Al punto che aprendo una specie di pennetta dei desideri, esprimerà quello che Nikki lo ami più di qualsiasi altro uomo al mondo. E’ allora che scatta il desiderio di Nikki per lui e scatta l’horror, perché porta Nikki a fare cose terribile inseguendo quello che è di fatto una sorta di parodia grottesca del desiderio maschile slegato dall’amore e del romanzo che vuole scrivere.

 

Nikki, che sente il suo corpo invaso da una forza che non le appartiene, è posseduta da questo desiderio al punto da diventare un burattino nelle sue mani. Torturatrice e torturata nello stesso momento.

 

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“Uccidimi”, chiede Nikki a Bear nei momenti che si sente ancora se stessa. Ma quando racconta la sua versione un po’ cannibal della storia di Hansel e Gretel, capiamo che rovescia sulla storia la sua voglia di scrivere una storia d’amore senza amore, che, al di là del meccanismo horror, già lavora sullo stesso tema. Un po’ come Sarah che aspetta la lettera della Luther per lasciare il negozio.

 

In maniera più violenta rispetto al cinema femminista scritto e diretto dalle ragazze, “Obsession”, trasferisce nell’horror con scream queen il pericolo del desiderio maschile, facendo della Nikki di Inde Navarrete, in fondo, una eroina vendicativa, come la Pearl di Ti West.

 

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E’ un piccolo horror perfetto nei tempi e nella costruzione narrativa, che trova in Inde Navarrete l’attrice ideale, favolosa sia come la ragazza dei tuoi sogni che come la ragazza dei tuoi incubi, al punto di portarsi dietro un mattone per spiaccicarti al testa in maniera definitiva o di manovrare il proprio corpo come fossimo in un body horror o di urlare a se stessa “Mi strapperò gli occhi dal cranio e mi ficcherò la canna della pistola nella fica, bitch!”.

 

Michael Johnstone rimane un tontolone che non è in grado di risolvere molto dopo averti asfissiato col suo desiderio. Come tanti maschi. Da vedere. In sala.

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