marco mazzoli

“IN 21 ANNI HO RICEVUTO 600 DENUNCE” - LE CONFESSIONI DI MARCO MAZZOLI, CREATORE DELLO “ZOO DI 105”: “LA CIFRA PIÙ ALTA CHE HO PERSO? 125 MILA EURO A UN PRODUTTORE DI CALDAIE CHE AVEVO PESANTEMENTE INSULTATO. L'ALLORA PROPRIETARIO DELLA RADIO, ALBERTO HAZAN, MI HA LICENZIATO 11 VOLTE. LE DONNE? LA BOTTA E VIA C'È STATA, MA POCHE VOLTE - HO SDOGANATO IL LINGUAGGIO VOLGARE IN RADIO E MI CHIEDO SE HO CONTRIBUITO A CREARE QUESTA MANCANZA DI RISPETTO E DI SENSO CIVICO NELLA SOCIETÀ. UN PO’ MI PENTO. LA COSA PIÙ ESTREMA FATTA IN RADIO E’ STATA…”

Maria Elena Barnabi per “il Messaggero”

 

MARCO MAZZOLI

Denunce, licenziamenti, sospensioni. Marco Mazzoli, 48 anni il 20 ottobre, l' inventore di Lo Zoo di 105 (la trasmissione più seguita in Italia con il 14,9% di share, va in onda da lunedì a venerdì su Radio 105, dalle 14 alle 16) in ventun anni di trasmissione non si è fatto mancare niente. I fan che ogni giorno si ritrovano durante la sua diretta sotto lo studio nella centralissima via Turati, a Milano, lo idolatrano dicendo che è goliardico. I detrattori, invece, lo odiano dicendo che è osceno, e lui ammette candidamente di «essere quello che ha sdoganato la volgarità nella radio italiana».

 

MARCO MAZZOLI LEONE DI LERNIA

Il suo show è un format curatissimo e a più voci fatto di scherzi telefonici, scenette e parodie. E poi personaggi, serate nelle discoteche, tour pazzi in giro per l'Italia. Il tutto condito da rumoracci in diretta, parolacce, insulti. Nel corso degli anni, i suoi collaboratori più stretti lo hanno tradito e sono passati alla concorrenza (a Radio Deejay dell'eterno rivale Linus, con cui poi ha fatto pace), ma poi sono tornati da lui.

 

Nato a Milano, bilingue e naturalizzato americano (fino ai 10 anni è stato a Los Angeles perché il padre Claudio, scenografo, ad oggi uno dei più grandi nomi nel settore dei parchi divertimento, era art director della divisione cinema della Disney), Mazzoli è entrato in radio per la prima volta a 14 anni e ha fatto la gavetta in mille emittenti locali e regionali mentre faceva il liceo artistico e poi studiava grafica pubblicitaria e marketing allo Ied, l'Istituto europeo di design.

MARCO MAZZOLI 12

 

È passato per Rtl 102,5 e Radio Capital ai tempi di Claudio Cecchetto («Gli devo tutto, mi ha forgiato. Ancora oggi lo sento sempre», racconta), per poi approdare a 105 nel 1999, prima da New York e poi a Milano, dove ha inventato lo Zoo. Dal 2011 vive a Miami con la moglie Stefania Pittaluga, 46 anni, con la quale, insieme a soci della famiglia Dompè, nel 2015 ha creato la sua emittente Dance Revolution935. Ogni giorno si sveglia alle 5 del mattino e alle 14 puntuale va in onda in Italia.

 

Sono 21 anni che fa lo Zoo: non è stufo?

«È una sfida: le cose che fanno ridere sono sempre quelle, Stanlio e Ollio, Charlie Chaplin Ogni giorno devi trovare un modo nuovo per rifarle. Così finita la diretta mi aspettano otto o nove ore di scrittura, recitazione, montaggio. Sono un maniaco del controllo, arrivo in radio per primo, vado via per ultimo. E poi ho una radio mia da seguire».

 

È il suo Piano B?

MARCO MAZZOLI

«Per ora, no. Con la pandemia abbiamo dovuto licenziare tutti, e ora siamo in quattro a fare il lavoro di venti. Pesante, soprattutto in questi giorni in cui ho avuto il Covid. Ora sto meglio. Economicamente poi è un salasso».

 

Che fa, si lamenta? Lei?

«Non sono miliardario, sto bene, però anch' io aspetto tempi migliori. E poi ho mille rotture che mi rubano tempo, come le denunce».

 

Appunto: quante ne ha collezionate in 21 anni?

«Circa 600, anche se non tutte finiscono davanti al giudice. Per fortuna c' è la prescrizione».

 

MARCO MAZZOLI 11

Paga la radio o paga lei?

«Dipende dai casi. Ora con Mediaset abbiamo un esercito di avvocati, ma il mio vecchio editore Alberto Hazan (di Finelco, ndr) ogni tanto mi diceva: Hai aperto tu il microfono, sono cavoli tuoi».

 

La cifra più alta che ha perso?

«125 mila euro a un produttore di caldaie che avevo pesantemente insultato. La mia, di quella marca, si rompeva sempre, e d' inverno mi svegliavo sempre al freddo e senza acqua calda. Un mattino sbottai in diretta augurandogli il fallimento e altre cose. Il suo autista ci ascoltò e lui, zac, fece subito la denuncia. Chiese più di un 1 milione di euro, ma io riuscii a convincere il giudice che i miei ascoltatori mica tutti erano adulti, tanti erano ragazzini, quindi non potenziali clienti».

MARCO MAZZOLI 9

 

Personaggi famosi che l'hanno denunciata?

«Tantissimi. Rossella Brescia, Valerio Merola, Enrico Ruggeri. Però non capisco: se sei famoso e sicuro di te, che ti importa se quegli scemi dello Zoo ti prendono in giro?»

 

Lei ha mai denunciato?

«Non è il mio stile, anche se ho ricevuto un sacco di insulti e minacce di morte».

 

Altri personaggi sono stati allo scherzo?

«Per un periodo tiravamo sempre in mezzo Nek, mentre a Biagio Antonacci facevo mille scherzi telefonici. Lui rideva. A Gigi D'Alessio dicevo che mi faceva schifo la sua musica. Ma non c'era niente di personale: siamo diventati amicissimi, durante la pandemia è stato due ore in diretta con noi a dire stupidaggini».

MARCO MAZZOLI 4

 

La cosa più estrema che avete fatto in radio?

«Un giorno venne a trovarci un produttore di film hard con cinque pornostar. Mettemmo del Viagra nel caffè di un mio collaboratore e lo sfidammo a rimanere insensibile alle ragazze, pena il dover baciare l' impresario. Lui decise di rilanciare: baciò l'uomo, e si chiuse in bagno con una delle attrici. Con il microfono».

 

Conseguenze?

«L'allora proprietario Alberto Hazan, che con me aveva un rapporto padre-figlio, si infuriò e mi tolse la diretta. Per quattro mesi andammo in onda solo registrati. Un'altra volta ci sospese per un mese, per proteste degli animalisti. Molto spesso scelse di licenziarmi: lo fece undici volte. Ma appena arrivavano i dati, mi riacciuffava subito. Lui comunque fu coraggiosissimo fin dall' inizio: oggi nessun altro editore mi lascerebbe iniziare lo Zoo».

MARCO MAZZOLI

 

In diretta ha trasmesso anche la storia di Santina, l'anziana che si innamorò di uno degli speaker dello Zoo.

«Era la nonna di un nostro ascoltatore. Uno di noi si finse anziano, la chiamava di continuo, aggiungendo particolari: una base su Marte, missioni segrete, realtà parallele. La saga di Santina andò avanti dieci anni, le presentammo Matteo Renzi, Obama e Michael Jackson. La portammo in tour per l'Italia, in elicottero, in go kart. Poi ci fu l'incontro, in una discoteca a Verona: ottomila persone a vedere Santina che baciava il mio collaboratore travestito da anziano».

 

La signora comprendeva quello che le succedeva?

«Sì. Stava al gioco. Ebbe anche problemi economici e noi la aiutammo per tanti anni, senza farglielo sapere».

on air marco mazzoli

 

Un altro ospite fisso nella gang dello Zoo era Leone di Lernia, scomparso nel 2017.

«Quando facevamo le serate e lui usciva sul palco, era come se fosse Gesù: i ragazzi impazzivano per lui. Era squilibrato e volgare, ma geniale. Aiutò tantissimo la trasmissione con le sue gag. Si vantava di essere famoso e io gli dicevo: Leone, guarda che anche Hitler era famoso. E lui, con il suo accento pugliese tutto sghembo: Mazzoli, non capisci un cazzo. Mi ricordo quando in ospedale mi dissero che gli rimaneva poco, ero sulla porta dell' ascensore, mi sentii mancare il terreno sotto ai piedi. Mi invitò a cena a casa sua, poi partii per Miami. Tre giorni dopo morì. Non riuscii ad andare al suo funerale. Ma lui vive ancora in noi, lo tiriamo sempre in mezzo».

 

Fuori dalla radio si favoleggia di serate pazze in discoteca: donne, droghe e rock' n'roll

on air marco mazzoli

«Mai drogato in vita mia, non fa per me. Quanto alle donne, sono un romanticone: la botta e via c'è stata, ma poche volte. Ammetto, però, che qualche anno fa nelle discoteche le ragazze ci si buttavano addosso».

 

Nel 2016 uscì On Air - Storia di un successo, un film preso dalla sua autobiografia che andò malissimo.

«Era troppo lungo, ma non per scelta mia: due ore sono troppe per la mia vita, mica ho inventato la cura dell'Aids. Sono solo un cretino che ha trovato una via libera nel mondo dei media».

 

Non le viene mai il dubbio di aver superato troppo il limite?

on air marco mazzoli

«Quando mi arrivano certi messaggi di tredicenni, temo di sì: volgari, violenti, irrispettosi. Io mai mi sarei permesso di dire queste cose a un adulto. Io ho sdoganato questo linguaggio in radio, e l' ho fatto per primo, e mi chiedo se ho contribuito a creare questa mancanza di rispetto e di senso civico che c' è nella società».

 

Oddio, si pente?

«Un po'. Nella vita vera credo di essere una persona perbene, pulisco le spiagge, sono un animalista. Se il mio modo di fare ha creato danni, mi dispiace».

 

marco mazzoli trans

Il marchio dello Zoo l' ha limitata?

«Sì, certo. Qualsiasi cosa faccia, sarò sempre Mazzoli, quello dello Zoo. E così me lo sono tatuato anche sul braccio».

marco mazzoli a miami marco mazzoli a miamiMARCO MAZZOLI

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