“IL VERO GENIO? RIFUGGE IL CONFORMISMO” – PAOLO CREPET RACCONTA IN UN LIBRO LE STORIE DI TANTI INCONTRI: "FRANCO BASAGLIA UNA VOLTA MI PORTÒ A LONDRA SENZA DIRMI DOVE SAREMMO ANDATI. FINIMMO IN CASA DI UN DIRETTORE D’ORCHESTRA: FRANCO VOLEVA CHIEDERGLI DI SUONARE A UNA GRANDE ASTA DOVE, IN VESTE DI BATTITORE, DARIO FO AVREBBE MESSO IN VENDITA I MANICOMI ITALIANI" – I CALZINI VERDI DI PETER O’ TOOLE (“ANCHE SOTTO IL COSTUME DI SCENA LI METTEVA”), ALDA MERINI: “LA SUA CASA ERA UNA FUMERIA ORIENTALE...". E SU OLIVIERO TOSCANI...
Estratto dell'articolo di Roberta Scorranese per il “Corriere della Sera” del 20 giugno 2025
Paolo Crepet, qual è l’ultima buona notizia che ha ricevuto?
«Ieri sera mi hanno detto che un mio ritratto, firmato da Luca Vernizzi — ritrattista di Krizia e di molti altri — è stato acquistato da un museo di Parma».
Quindi è finito anche lei in un museo?
«E proprio mentre esce il mio nuovo libro, Il reato di pensare : le storie di tanti che nei musei ci finiranno, forse, ma solo dopo morti. In Occidente il genio lo vogliamo o morto o conformista».
Un esempio.
«Il mio amico Oliviero Toscani. Fino a pochi giorni prima della morte era per molti un banale provocatore, poi è diventato un genio. Ma cominciamo a reprimere il talento da bambini: guai se li vediamo perdersi nel gioco, devono essere efficienti e funzionali anche a cinque anni».
Uccidiamo il gioco e, con questo, anche la capacità di pensare in autonomia?
«Se il gioco scompare, anche il pensiero si semplifica e diventa inconsistente. Nessuna delle grandi teste che ho incontrato nella mia vita si è mai perso nel conformismo.
Pensi a Franco Basaglia. Una volta mi portò a Londra a scatola chiusa, senza dirmi dove saremmo andati. Finimmo in casa di un direttore d’orchestra: Franco voleva chiedergli di suonare a una grande asta dove, in veste di battitore, Dario Fo avrebbe messo in vendita i manicomi italiani».
I suoi incontri meriterebbero un libro a parte.
«Conobbi bene Peter O’ Toole. Forse all’epoca l’uomo più bello del mondo, era stato Lawrence d’Arabia. Scoprii che non era mai uscito da casa senza indossare dei calzini verdi. Anche sotto il costume di scena li metteva. Vede, nella mia carriera di psichiatra ho scoperto che tante di quelle cose che chiamiamo “follia” sono “genialità”».
Alda Merini, che lei ha conosciuto bene, è un esempio.
«Andavo a trovarla accodandomi al farmacista che le portava le medicine nella casa sui Navigli, a Milano. Quella casa era una fumeria orientale, ma lei si guardava bene dal mettere ordine nel caos: se lo avesse fatto avrebbe annientato sé stessa. Mario Botta, invece, uomo di grande razionalità, mi disse che i suoi giovani collaboratori, quando ricevono la commissione di progettare una casa, devono soddisfare la richiesta che la stanza più curata sia il bagno, forse perché, ormai, in genere vi trascorriamo il doppio del tempo rispetto ai nostri nonni».
paolo crepet
paolo crepet cover
PAOLO CREPET - UN GIORNO DA PECORA
OLIVIERO TOSCANI
alda merini
3 peter o'toole e barbara steele roma, 1963
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