hanif kureishi

CRONACHE DAL LETTO D’OSPEDALE DI HANIF KUREISHI – LO SCRITTORE DI 68 ANNI, RICOVERATO ALL’OSPEDALE GEMELLI DI ROMA DOPO UN MALORE E UNA CADUTA CHE LO HA RESO PARAPLEGICO, DETTA I SUOI TWEET – LA STAMPA: “PARLA DELLE CREATURE CHE SI STANNO PRENDENDO CURA DI LUI, CHE HA PERSO L'USO DEGLI ARTI E IL SENSO DEL TEMPO, E DICE CHE QUEST'ITALIA GIOVANE, NON BINARIA E QUEER, È FAVOLOSA. DICE ANCHE CHE IL VATICANO È GAY QUANTO L'INDUSTRIA DELLA MODA”

Nadia Terranova per “La Stampa”

 

hanif kureishi

Da bambino, Hanif Kureishi andava in biblioteca tutti i giorni. Dal 1964 al 1974, mentre diventava adolescente e poi ragazzo, segnava su un taccuino i libri che leggeva, anno dopo anno. Nell'anno dei suoi 11 ne aveva letti 86, un numero che ha molto colpito suo figlio, il quale ha poi aggiunto: immagino non ci fosse nient' altro da fare la sera.

 

Un dialogo che dice molto di cosa significa nascere in un'epoca piuttosto che in un'altra, e anche di cosa significa essere uno scrittore. O meglio: essere uno scrittore nato in tempi in cui il mondo era sempre piccolo, da qualsiasi parte lo si guardasse somigliava a una stanza angusta, alla provincia, alla periferia.

 

hanif kureishi

Un mondo a forma dell'angolo cui eri risospinto, dal quale coltivavi la tua evasione e il tuo riscatto che, invece, erano infiniti, come le pagine dei romanzi che potevi prendere a prestito in biblioteca. Un mondo in cui andare altrove significava leggere, e procurarsi le letture giuste non era una questione di click.

 

Oggi che l'altrove si è avvicinato a dismisura c'è chi dice che non nascono più scrittori (ci sarà sempre qualcuno abituato a considerare la fine del proprio mondo come la fine del mondo tout court), forse perché gli è difficile riconoscerli, dare un senso nuovo a una parola che ha creduto familiare. Forse perché serve non essere miopi per vedere che, persino nell'epoca in cui tutto sta al centro, anche al centro di uno schermo, uno scrittore è chi riesce comunque a trovare il margine, ovvero l'unico punto da cui sia interessante osservare. E scrivere.

 

Da qualche giorno, Hanif Kureishi scrive da un letto d'ospedale. L'ospedale è il Gemelli, a Roma. Il 10 gennaio ha scritto: «La letteratura, al suo splendore, è una vera bastarda. Dalla più volgare e scurrile alla più sublime e poetica. Puoi mettere qualsiasi cosa in un libro, torcerlo e volgerlo in qualcosa di indimenticabile».

hanif kureishi

 

Ho chiesto a Tommaso Pincio, scrittore e traduttore, la traduzione di questo tweet, perché volevo una voce d'autore e sensibile, non un automatismo, per queste poche righe. Per questa affermazione geniale e semplice, del tutto condivisibile per chi scrive, o per chi considera la lettura qualcosa in più che una saltuaria evasione.

 

Kureishi, per fortuna, è della vecchia scuola, quella per cui uno scrittore è anche un grande lettore, anzi è ancora più categorico: «Tutti gli scrittori sono anche dei grandi lettori», ha detto ottimisticamente qualche anno fa.

 

Nella stessa occasione, un discorso pubblico tenuto durante un festival in Italia, aveva ricordato che da bambino l'idea di riconoscersi nella parola scrittore gli aveva aperto infinite possibilità di futuro, aveva sentito di poter avere anche lui un'identità. E aveva detto che tutto questo era successo una mattina, a scuola, guardando fuori dalla finestra.

 

hanif kureishi

Adesso, dal letto di ospedale da cui non può muoversi, dal margine in cui la vita l'ha costretto, Kureishi guarda dalla finestra. Scrive di Roma, la città in cui si trova senza poterla attraversare, scrive dell'epoca in cui viviamo, un altro margine, e mette insieme memoria e futuro in modo sensato e creativo.

 

Parla delle creature che si stanno prendendo cura di lui, che ha perso l'uso degli arti e il senso del tempo, e dice che quest' Italia giovane, non binaria e queer, è favolosa. Dice anche che il Vaticano è gay quanto l'industria della moda e che l'estetica del Rinascimento è basata sulla sessualità poliamorosa. Insomma, in giro non sta accadendo nulla che non sia stato da noi, proprio da noi, canonizzato e istituzionalizzato.

HANIF KUREISHI

 

A proposito di Kureishi, ho usato in modo fungibile due verbi, scrivere e dire, e non per caso. Dal suo margine, dal letto di ospedale da cui sa di essere vivo per caso e non è certo di poter riappropriarsi di un corpo che non gli risponde, Kureishi non sta scrivendo un libro, anzi non sta proprio scrivendo nel senso fisico del termine.

 

Sta dettando dei tweet e una newsletter a chi li scrive per lui. Fa anche metaletteratura, quando scrive che sua moglie, Isabella D'Amico, si intromette nel flusso per fargli notare che, non avendo mai imparato l'italiano, forse non è la persona più adatta a dare giudizi sul nostro Paese. Ma Kureishi è uno scrittore, non un tecnico, non uno studioso, non un sociologo: quello che ha scritto sull'Italia è di una precisione che nessuna statistica potrà eguagliare.

 

Quello che differenzia uno scrittore da un non scrittore non è che scriva su un social network o su uno scontrino, che stia scrivendo un romanzo o un messaggio, ma il fatto che le sue visioni, i suoi sogni o incubi, le sue allucinazioni o ispirazioni, siano così esatti e inchiodanti nel parlare di noi.

 

hanif kureishi 55

Sarebbe caricaturale aspettarsi da uno scrittore che faccia letteratura anche su un biglietto, e non è detto che succeda, però, se succede, lo riconosci: riconosci il timbro, la voce, l'embrione di un immaginario. Kureishi fino a ora aveva usato i social network come la maggior parte degli scrittori, un po' per autopromozione, un po' per rilanciare le sue idee, un po' per sostenere i suoi amici (Salman Rushdie), un po' dimenticandosene.

 

Poi, come chi si fruga nelle tasche alla ricerca di uno scontrino dove appuntarsi ciò di cui gli importa, ha deciso di usarli per scrivere quello che stava vivendo, non solo i fatti, ma i pensieri. Ha deciso che quella disintermediazione a portata di mano era la più alta forma di contatto di cui aveva bisogno.

HANIF KUREISHI

 

Alcune delle cose che sta scrivendo le aveva già usate altrove, ma adesso è anche un altro tipo di pubblico a leggerlo, o forse è la sua generazione, e anche la mia, e anche tutte quelle in mezzo, a non andare in biblioteca da un po'. Ho ricevuto molti messaggi che sostanzialmente dicevano: eh, ma com' è bravo, com' è commovente. Verissimo, ma Kureishi è sempre stato così. E io, confesso, sto salvando quello che scrive come fosse un altro testo, inedito, da mettere in fila sul suo scaffale.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…