DELIRIO PER “I SOLITI IDIOTI” - CODE DAVANTI ALLE SALE, SPETTACOLI EXTRA MONTATI IN TUTTA FRETTA. CRONACA LIVE DI UNA NOTTE GREVE TRA CAZZI, CAZZOTTI E VAFFANCULO. NEI CINEMA “COLTI” E IN QUELLI BURINI VA IN SCENA LO SPECCHIO RIFLESSO DELL’ITALIA - MENTRE IL PRODUTTORE VALSECCHI CONTA I SOLDI, LA GENTE RIDE PIEGATA SULLE POLTRONE E APPLAUDE A PROIEZIONE IN CORSO. UNA RIVOLUZIONE GENERAZIONALE CON I PADRI IN CANTINA E I TREDICENNI PADRONI - TRA “ATTACCHI D’EMORROIDI”, “GNOMI IN CULO” E SPINELLI “CHE RILASSANO LO SFINTERE”, ANCHE ZALONE SEMBRA UN’EDUCANDA - GREG (DI LILLO&GREG) INVECE NON GRADISCE: BIGGIO E MANDELLI ARRIVANO ALLA SUA TRASMISSIONE “SEI UNO ZERO”, LUI SI ALZA E SE NE VA (VIDEO)…

1- CARI SOLITI IDIOTI, SIETE UNO ZERO...

DAGOREPORT - Pro o contro i Soliti idioti? A quanto pare Greg di "Sei uno Zero" si iscrive alla lista di coloro che non gradiscono la comicità di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. Non appena la coppia regina del box office si è seduta al tavolo del programma di Radio2 in onda dal Festival del Cinema, Greg (al secolo Claudio Gregori), si è alzato con la scusa di "prendersi un caffè", lasciando l'intervista in diretta agli imbarazzati Lillo e Alex Braga.

Vedere il video per credere - http://www.youtube.com/watch?v=7Mur_-zMuk4


2- CRONACA LIVE DI UNA NOTTE TRA CAZZI, CAZZOTTI E VAFFANCULO...
Malcom Pagani per "il Fatto Quotidiano"

«Ner '67 stavo co' Briggibardò in Costa azzura, magnàvo cinghiale e lei inizia a rompe er cazzo con l'animalismo de ‘mmerda. Allora jo dato un carcio in culo e l'ho buttata in acqua». Risate. «Ammazza che alito, che hai magnato ar canile?". Boati. E poi in corrispondenza di "Sorcicove", "attacchi d'emorroidi", "maialini che scorreggiano" "Gnomi in culo" "supposte", spinelli "che rilassano lo sfintere" e "rantoli" sempre, ovviamente, "ar culo", piccoli sussulti, spostamenti d'aria, applausi a proiezione in corso, la sensazione di averla fatta grossa. Venerdì sera, cinema Adriano, Roma. Una targa ricorda che qui, tra bidoni di Pop Corn e "bella fratè" urlati a distanza di metri, un giorno, suonarono i Beatles.

Tra 5 minuti proiettano "I soliti idioti" e a spiare l'eccitazione di chi è in fila, non c'è paragone. Oggi i padri sono scarafaggi da eliminare. Il passato. L'epoca in cui si chiedeva permesso. Infatti non c'è l'ombra di un genitore e in sala, l'età varia tra i 13 e i 25 anni. Spettacolo extra, montato in fretta alle 23 in sala 3, perché quello previsto per le 22.30, è esaurito fin dal pomeriggio. Tra le poltrone, ragazzi normalissimi. Comitive. Amici e fidanzati.

Felici di potersi sfogare riconoscendo contorni del nostro presente "A 12 anni t'ho regalato una escort russa e tu hai rotto er cazzo che volevi la pista delle biglie"e sacrileghe evocazioni. Citazioni. I mostri di Risi e le corna di Gassman. Gli autogrill di Verdone, le zingarate di Monicelli, i cumenda di Vanzina e i "carissimi inferiori" di Villaggio. E poi noi. Fieri delle nostre furberie, che ci puliamo il naso in macchina e non tiriamo l'acqua al cesso. Sicuri che ce la caveremo. Anche stavolta.

Biggio e Mandelli, gli attori, naturalmente, rielaborano a modo loro e anche se la regia è affidata a un documentarista che lavorò con Paolini, il film è tremendo. Scollato e improbabile. Due storie su tre sfiorano il delirio, ma la terza, quella di un padre e un figlio in viaggio, volgarissima, cinica e scatologica, fa ridere spesso di pancia, per riflessi istintivi e ragioni che speriamo non ci costringano a confessarci. "I soliti idioti" è il primo film nato da Youtube. L'omonimo programma messo in onda da Mtv aveva ascolti discreti. Ma le clip in rete, erano tra le più cliccate d'Italia. Nel decidere di dilatarne i contenuti, senza l'imprimatur televisivo, che pure ( e solo dopo 10 anni) aveva permesso a Zalone di vestirsi per uno schermo più grande, il gusto dei figli di Jobs passati direttamente dal Pc al cinema è stato decisivo.

In questo ( e con tutti i suoi limiti) "I soliti idioti" è una rivoluzione. Imposta da minorenni che irridono il dibattito pseudosociologico, gli anatemi intellettuali e si chiamano a raccolta su Facebook. Abbandonano muretti e discoteche e si ritrovano. " I soliti idioti" è il loro film. La loro educazione sentimentale, scorretta, più eversiva di un'ora con Checco. Vicina per evasione e commenti all'intervallo: "Ahò, ma è una figata" a quando Monnezza, esorcicci, polizie incazzate e giovannone erano la principale voce di incasso del nostro cinema e a vederli, correva anche Manganelli. Se Gloria Guida nuda sotto la doccia è un poster sbiadito e il cazzo viene chiamato alternativamente "pongo" o "wrustel", "Nei soliti idioti" non pulsa alcun erotismo.

Ci sono un paio di belle (tra cui Miriam Leone, già nelle grazie di Masi) ma nessun culo in mostra. Il trivio è nella battuta. Nell'amplesso mimato: "Devi fa zingo zango, je devi fa sentì la presenza". Nella gag autostradale in cui i protagonisti rubano un'ambulanza, deridono i disperati in coda e arrivati in prossimità dell'incidente, con i feriti che si lamentano: "Vi aspettiamo da tre ore" li soccorrono così: "'A stronzo, e me sa che ne aspetti altre sei, nun sei manco morto, ma vaffanculo va". Il riesumatore di un genere (romano ma universale) si chiama Pietro Valsecchi.

Fa il produttore. È decisionista, rapido, brusco, capace. Un uomo fortunato. Lunedì mattina, quando gli incassi saranno numeri, questo sketch mutuato dell'inglese "Little Britain" supererà i 4 milioni. L'esperimento si colloca tra il Cinepanettone e la transegenetica. Ma è diverso, spinge su tasti non ancora usurati e l'abbondanza di " dai cazzo, cazzo" e vaffanculo (almeno 200 e non è un modo di dire) non lo rende comunque simile agli epigoni, vicini e lontani.

Valsecchi lo ha finanziato (senza offrire agli animatori Bigio e Mandelli niente più che un'opzione sul seguito) ma progetta la saga. Uscendo, una ragazza rimprovera il fidanzato: "Vabbè, pensavo meglio". La prossima volta: "dai, cazzo, cazzo", bisognerà esagerare.

 

 

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