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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - CHE VEDIAMO STASERA? CE L’HO. “CAUGHT STEALING”, TRADOTTO COME “UNA SCOMODA CIRCOSTANZA” (BLEAH…), MISTERY-THRILLER DIRETTO DA DARREN ARONOFSKY IN GRAN FORMA E SENZA PESANTEZZE, SU AMAZON PRIME VIDEO – SEMPRE SU PRIME, C’È ANCHE “ELEANOR THE GREAT”, OPERA PRIMA DI SCARLETT JOHANSSON, MA MAGARI È TROPPO EBREO PER IL NOSTRO PUBBLICO, DOPO IL DISASTRO DI GAZA – TRA I RECUPERI TROVATE UN GOTICO CLAMOROSO COME “DANZA MACABRA” DI ANTONIO MARGHERITI O “PIUME DI STRUZZO” DI MIKE NICHOLS, REMAKE AMERICANO DI “IL VIZIETTO”…

 

Il divano dei giusti 29 novembre 2025

Marco Giusti per Dagospia

 

austin butler caught stealing una scomoda circostanza

Che vediamo stasera? Ce l’ho. Lo avevo perso perché uscì assurdamente quando partiva il Festival di Venezia, ma lo ritrovo adesso su Amazon, “Caught Stealing”, tradotto come “Una scomode circostanza” (bleah…), mistery-thriller diretto da Darren Aronofsky in gran forma e senza pesantezze, scritto da Charlie Huston con Austin Butler nel ruolo di un ex giocatore di baseball che si è ritirato e per colpa del gatto dello strambo vicino, Matt Smith, si ritrova in un mare di guai.

 

Ci sono anche Zoe Kravitz, Regina King, Liev Schreiber. Non è mai uscito in sala in Italia (magari è troppo ebreo dopo il disastro di Gaza per il nostro pubblico), e lo trovate sempre su Amazon, “Eleanor The Great”, opera prima di Scarlett Johansson, scritta da Tony Kamen, fotografato dalla grande Hélène Louvart dei film della Rohrwacher.

 

 

eleanor the great

Era il film perfetto per le vecchie signore del cinema Eden. Dove altro trovano, avevo scritto, un film con una scatenata protagonista di 94 anni, June Squibb, ancora in gran forma, che nemmeno muore alla fine del film, e sgancia una battuta dietro l'altra come fosse l'Aspesi dei bei tempi. Venne anche candidata all'Oscar per "Nebraska" di Alexander Payne nel 2014.

 

Come film, ve lo dico subito, non è un granché, ma è perfetto da vedere prima di una tazza di tè caldo. Non è un granché perché malgrado la grande prova di June Squibb, è una banalissima commedia di scambio di identità, di piccola truffa nata per caso e scoperta con dolore, dove quasi tutti i personaggi sono un bel po’ stereotipati.

 

june squibb eleanor the great

Eleanor ha passato una decina d'anni della sua vecchiaia in Florida con Bessie, la sua migliore amica, che le parla costantemente della sua esperienza terribile a Auschwitz e della morte del caro fratello. Quando Bessie improvvisamente muore, Eleanor torna a New York dalla figlia single, troppo indaffarata per seguirla, che vuole metterla in un istituto.

 

La salva il Jewish Cultural Center dove viene accolta trionfalmente, anche perché si identifica con Bessie e racconta la storia dell'amica scomparsa come se fosse la sua. Questo scatena l'interesse di una ragazzina, Elly Kellyman, figlia di un celebre giornalista televisivo, Chiwetel Ejiofor, fresca orfana di madre ebrea osservante, che la spinge a raccontare pubblicamente in video la sua storia.

 

l'amore coniugale 2

Come può finire?  Come film dà il suo meglio con le gag delle due vecchie signore ebree al mercato che parlano con ragazzetti sprovveduti, la Squibb ha recitato pure per Woody Allen non scordiamo, o con le battute sui newyorkesi, ma ci troviamo quasi sempre nel territorio della fiction lacrimogena con orfanella nera, ebrea, ricca e gay. Ma la performance, a 94 anni, di June Squibb vale la visione.

 

Tra i recuperi di Amazon vi segnalo il curioso “L’amore coniugale” scritto e diretto da Dacia Maraini, scritto insieme a Moravia con Tomas Milian e Macha Meril, che ho visto a Genova al cinema Olimpia, oggi chiuso. Non lo ricordo bello, anzi, lo ricordo noiosissimo. Tutto girato a Bagheria. Ma c’è pure Gigi Burruano giovanissimo.

 

 

danza macabra di antonio margheriti

Tra i recuperi trovate i capolavori di Raffaello Matarazzo, “Catene” e “Angelo bianco” con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. O un gotico clamoroso come “Danza macabra” di Antonio Margheriti con Barbara Steele, Georges Rivière, Margaret Robsham e Silvano Tranquilli come Edgar Allan Poe.

 

Forse il miglior film di Margheriti, di certo quello da lui scelto per le varie retrospettive delle quali è stato omaggiato negli ultimi anni della sua vita (“Per me è molto datato, ma so che piace a voi cinéphiles”). Ha fatto anche la sua figura a Venezia per la rassegna “Kings of the B’s” con uno spettatore eccellente come Quentin Tarantino del tutto rapito.

 

nathan lane e robin williams piume di struzzo

La storia produttiva era peraltro piuttosto complessa. La stessa produzione aveva appena girato un film comico con Totò per la regia di Sergio Corbucci, Il monaco di Monza. Visto che il film era stato terminato in anticipo, per sfruttare le scenografie, Sergio Corbucci propose a Giovanni Addessi una storia dell’orrore che era stata scritta da suo fratello Bruno e da Gianni Grimaldi, ma che lui propose come un horror classico di due inglesi, Wilson e Smith. Addessi ci casca.

 

I due sceneggiatori avevano pensato a un horror nel quale figurasse Edgar Allan Poe, che all’epoca era molto di moda visto il successo dei film di Roger Corman interpretati da Vincent Price. Sergio Corbucci, alla fine, dovette rinunciare a dirigere il film perché aveva preso troppi impegni e non ce la faceva. La palla passa così, dopo una settimana di riprese, ad Antonio Margheriti, che lo gira quasi tutto e poi lo firma.

 

 

zoe kravitz austin butler caught stealing una scomoda circostanza

Utilizza a fondo le scenografie e ci aggiunge qualche esterno, in particolare il castello da cui prende il via la vicenda è quello di Bolsena, in provincia di Viterbo. Grandioso lo striptease di Sylvia Sorrente, tagliato dall’edizione italiana, ma presente in quella francese. Rifatto sette anni dopo dallo stesso regista in una versione a colori, col titolo “Nella stretta morsa del ragno” e Klaus Kinski come Poe.

 

Ma ieri ho visto, su Amazon, “Piume di struzzo” di Mike Nichols, remake americano clamoroso di “Il vizietto” di Edouard Molinaro con Nathan Lane e Robin Williams al posto di Michel Serrault e Ugo Tognazzi, riscritto da Elaine May e in gran parte improvvisato dai protagonisti, ambientato in una Florida coloratissima.

 

piume di struzzo

 

Ha ragione Paul Thomas Anderson, è un film che, come “Shining”, non riesci a smettere di guardare. E’ perfetto. In un primo tempo il ruolo da maschio, Armand, doveva farlo Steve Martin, mentre quello del travestito Albert doveva farlo Robin Williams. Ma Robin Williams veniva da “Mrs Doubtfire” e pensò che era meglio non facesse ancora un personaggio da drag. E Steve Martin non era giusto per fare Albert.

 

l'amore coniugale

Così Mike Nichols acchiappò da Broadway Nathan Lane, che stava ancora recitando a teatro “Dolci vizi al foro”. Fu il suo vero grande successo e il primo film da protagonista. Assieme a Robin Williams sono favolosi e ancora meglio quando si scontrano con la coppia di suoceri di ultradestra Gene Hackman e Dianne Wiest. E’ uno spettacolo anche l’Agador, il cameriere sculettante di Hank Azaria. Temo di preferirlo al film originale. Anche se il duo Serrault-Tognazzi…

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