spaghetti a mezzanotte

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO CHE VEDIAMO? SIAMO ALLE SOLITE. SU CINE 4 ALLE 21 TROVATE “SPAGHETTI A MEZZANOTTE”, CAVALLO DI BATTAGLIA DELLA COMMEDIA SEXY RIPULITA, DIRETTA DA SERGIO MARTINO. ALIDA CHELLI NON PUÒ CERTO COMPETERE CON LA FENECH COME STELLA SEXY, MENTRE BARBARA BOUCHET È QUI IN GRANDE SPOLVERO - NELLA NOTTE PROFONDA TROVIAMO DI TUTTO, DA “IL SINDACALISTA” DI LUCIANO SALCE CON LANDO BUZZANCA, ISABELLA BIAGINI, DOMINIQUE BOSCHERO, RENZO MONTAGNANI, CON UNA DELLE PERNACCHIE PIÙ LUNGHE DELLA STORIA DEL CINEMA ITALIANO FATTA DAL SINDACALISTA LANDO AL PADRONE MONTAGNANI...

 

Marco Giusti per Dagospia

 

lino banfi barbara bouchet spaghetti a mezzanotte

E in chiaro che vediamo? Siamo alle solite. Su Cine 4 alle 21 trovate “Spaghetti a mezzanotte”, cavallo di battaglia della commedia sexy ripulita, diretta da Sergio Martino, ma stavolta scritta da Toscano e Marotta, gli sceneggiatori dei film di Giorgio Capitani e Enrico Montesano e prodotta da Luigi Borghese, allora marito di Barbara Bouchet, quindi senza Edwige Fenech e senza Luciano Martino.

 

In un trionfo di quiproquo, Lino Banfi fa cosa può, compreso il giro del cornicione in mutande, mentre Teo Teocoli dimostra il suo poco funzionamento nella commedia pochadistica. Alida Chelli non può certo competere con la Fenech come stella sexy, mentre Barbara Bouchet è qui in grande spolvero.

 

spaghetti a mezzanotte 1

Sergio Martino ricorda che venne chiamato, con la sceneggiatura di Toscano e Marotta già pronta, da Gigi Borghese, «il quale chiamò me, che avevo avuto un’esplosione di successo con Zucchero, miele e peperoncino. Io molto correttamente – penso di essere uno dei pochi – avevo un contratto con lui a una cifra, precedente all’uscita di quel film, e non chiesi aumenti».

 

Si parla della lavorazione del film, in un articolo di Stampa Sera, 26 aprile 1981, «Spaghetti all’astigiana», con grandi particolari sulle apparizione nel film degli abitanti di Asti (c’è pure Toni Frizzorin il “gigante di Tigliolo”), e varie battute di Banfi: «Sono il più sfigheto avvocheto di Asti».

 

alida chelli lino banfi spaghetti a mezzanotte 1

Il critico dello stesso giornale, a film uscito, però si lancia in una stroncatura. «Le prime risate saranno le ultime; per 70-80 minuti il meccanismo, troppo risaputo, scatta a vuoto.» E ancora: «Si vorrebbero spendere due parole di comprensione per Lino Banfi, ma il regista Sergio Martino infierisce su di lui con tale sadismo da fargli ripensare ai bei tempi della gavetta».

 

Su Canale 20 alle 21, 10 un action comedy con Jackie Chan, “Skiptrace – Missione a Hong Kong” diretto da Renny Harlin dieci anni fa con Bingbing Fan, Johnny Knoxville, Eve Torres, Michael Wong, Eric Tsang.

 

Su Tv2000 alle 21, 10 il film australiano con un giovane campione di nuoto “Swimming Upstream” di Russell Mulcahy con Geoffrey Rush, Judy Davis, Jesse Spencer, Tim Draxl, Deborah Kennedy, David Hoflin. Bel cast. Mai visto il film.

 

forza 10 da navarone

Rai Storia alle 21, 10 passa il davvero dimenticato “Incensurato, provata disonestà, carriera assicurata, cercasi”, commedia di satira politica (senti senti) diretta da Marcello Baldi con Gastone Moschin, Riccardo Cucciolla, Nanni Loy, Gisela Hahn, Paola Quattrini, Günther Ungeheuer, Silvio Spaccesi, Alfred Thomas, Arnoldo Foà, Claudio Nicastro, dove a un simpatizzante comunista di un paesino veneto, Moschin, viene chiesto di sostituire un candidato democristiano dallo stesso nome. Si rifiuta, ma è il suo stesso partito a spingerlo a prendere il posto del democristiano.

 

bridget jones

Arnoldo Foà fa una sorta di mostro a tre teste, di tutti i partiti. Nanni Loy un trafficone. Mai visto (da me). Ma leggo che si vede anche un vero comizio di Gian Maria Volonté per il PCI.

 

Rai Movie alle 21, 10 propone “Forza 10 da Navarone” di Guy Hamilton, sequel del celebre “I cannoni di Navarone”, con Robert Shaw, Barbara Bach, Franco Nero, Harrison Ford, Carl Weathers, Richard Kiel. Il produttore Carl Foreman aveva chiesto all'autore del romanzo, Alistair MacLean un sequel già nel 1961 per poterlo girare subito dopo. Ma la storia arrivò solo dopo il 1968.

 

L'idea, qui, era quella di unire l'eroe di "Jaws", il protagonista "Star Wars" e Apollo Creed di “Rocky”. Durante la lavorazione Robert Shaw, che stava malissimo, si lasciò andare nel dire che questo avrebbe potuto essere il suo ultimo film, che non ricordava più l’ultima volta che si era divertito a girarne uno. Morirà durante la lavorazione di “Avalanche Express”, prima che questo uscisse.

 

 

anne hathaway in le streghe di robert zemeckis 2

La7 Cinema alle 21, 15 passa il divertente “Agente 007. L’uomo dalla pistola d’oro” di Guy Hamilton con Roger Moore nel suo secondo James Bond, Christopher Lee come il cattivo Scaramanga, Britt Ekland come Goodnight, Maud Adams come Andrea, Hervé Villechaize come il minuscolo Nick Nack.

 

Quando nelle location in Tailandia da una caverna uscirono centinaia di pipistrelli, Roger Moore fece la battuta a Christopher Lee, "Master, they are yours to command!" (“Padrone, sono ai tuoi ordini!”). E’ uno dei Bond che ha incassato di meno. Roger Moore ha raccontato che Villechaize era infoiatissimo con tutte le attrici, una peste sul set. Invece Christopher Lee, oltre tutto cugino di Ian Fleming, un vero signore.

 

BRIDGET JONES

Su Canale 27 alle 21, 15 avete “Il diario di Bridget Jones” di Sharon Maguire con Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Jim Broadbent, Embeth Davidtz, Gemma Jones, su Iris alle 21, 15 il thriller “John Q.” diretto da Nick Cassavetes con Denzel Washington, Kimberly Elise, Anne Heche, James Woods, dove una persona tranquilla e comune cambia totalmente con la malattia del figlio. E per salvarlo è pronto a tutti.

 

David Cronenberg incontra Stephen King in “La zona morta” con Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Nicholas Campbell, Tom Skerritt, Herbert Lom, Anthony Zerbe, Colleen Dewhurst. Quando esce dal coma, un uomo acquista poteri che non pensava di avere… L’idea venne a King dalla vera storia di Peter Hurkos e fu uno dei suoi primi successi internazionali.

 

le streghe di robert zemeckis 1

Rai4 alle 21, 20 passa l’action “Legacy of Lies – Gioco d’inganni” di Adrian Bol con Scott Adkins, Honor Kneafsey, Andrea Vasiliou, Yuliia Sobol, Martin McDougall. Su Italia 1 alle 21, 25 trovate invece “Le streghe”, nella versione di Robert Zemeckis con Anne Hathaway, Octavia Spencer, Stanley Tucci, Kristin Chenoweth, Chris Rock.

 

Vediamo cosa ne scrissi quando lo vidi. Le streghe di Zemeckis non fanno tanta paura, anche se con tre gocce della pozione n. 86 possono trasformare i bambini in topini. Seconda versione cinematografica del capolavoro di Roald Dahl del 1983, malgrado la regia di Robert Zemeckis, la sceneggiatura di Guillermo Del Toro, la produzione di Del Toro e Alfonso Cuaron, due bravissime attrici, Octavia Spencer come nonna e Anne Hathaway come Strega Suprema, la musica di Alan Silvestri, non funziona.

 

le streghe di robert zemeckis

O, almeno, non funziona come avremmo sperato. 14 euro buttate su Sky, mi spiace. Magari sarebbe stata più indovinata la prima idea di horror con pupazzi in stop motion, come avrebbe voluto Del Toro, quando il regista doveva essere lui, di questa versione costruita con troppi effetti digitali un po’ fracassoni e poco eleganti.

 

E, malgrado sia sotto certi aspetti davvero fedele al testo di Dahl, rispetta anche il finale, non possiamo che rimpiangere la versione del 1990 diretta da Nicolas Roeg con i trucchi e i pupazzi meravigliosi di Jim Henson, fu il suo ultimo film, con una monumentale Anjelica Huston come Strega Suprema e la vecchia regista e attrice svedese Maj Zetterling come nonna con capelli bianchi che accudisce il nipotino orfanello.

 

anne hathaway le streghe

A Dahl non piaceva, si disse al tempo, anche se poi si scoprì che adorava Anjelica Huston, e la considerava la scelta migliore come la Strega Suprema. Identica anche ai disegni di Quentin Blake che accompagnavano il suo testo. E era identica anche Maj Zetterling, che doveva essere la vecchia nonna nordica proprio di Dahl che se lo portò orfano in Inghilterra. La storia è in parte autobiografica.

 

Trent’anni dopo, con i trucchi, i topini, le trasformazioni delle streghe in digitale, non ritroviamo la stessa poesia e lo stesso spavento. Funziona bene solo la prima parte, con la meravigliosa Octavia Spencer e il suo nipotino orfanello. E funziona l’idea di farne due personaggi afro-americani immersi nell’Alabama razzista degli anni ’60, dopo gli omicidi dei Kennedy e di Martin Luther King. La nonna non fuma il sigaro, come quella di Dahl e di Roeg, ma ascolta le canzoni dei Four Tops, di Otis Redding. Balla.

 

le streghe

E combatte le streghe da quando era piccola. Quando l’azione si sposta nel ricco albergo sull’Oceano e arrivano le streghe capitanate da Anne Hathaway per il loro congresso, e Octavia Spencer non è più l’unica protagonista, il fascino del film scompare. Perché gli effetti, a cominciare da quelli della Strega Suprema con la bocca aperta piena di denti sul modello di “Ichi the Killer” di Takashi Miike, ma anche le trasformazioni dei bambini in topini, sono un po’ meccanici, e purtroppo già vecchi, già visti. Ridateci i pupazzi di Jim Henson e la sua visione artigiana e poetica dei trucchi, please!

 

Passiamo alla seconda serata con la commedia sentimentale “Tutto l’amore per Grace” diretto nel 2018 da David L. Cunningham con Jim Caviezel, Matt Dillon, Ryan Potter, Juliet Mills, Olivia Ritchie, Tv2000 alle 22, 50, storia di amori impossibili nell’era della segregazione razziale alle Hawaii tra i coltivatori di caffè. Siamo negli anni ’20. Mai visto da nessuno. Non ha status critico.

 

 

escape plan – fuga dall’inferno

Canale 27 alle 23, 05 propone “Innamorati cronici”, commedia diretta da Griffin Dunne con Meg Ryan, Matthew Broderick, l’appena scomparso Tchéky Karyo, Kelly Preston. Lei, Kelly preston, lo molla, Matthew Broderick, per uno chef francese, Tchéky Karyo. Lui si consola con la fidanzata dello chef, Meg Ryan.

 

Su Rai4 un action con Schwarzenegger e Stallone, “Escape Plan” dello specialista nordico Mikael Håfström con Jim Caviezel, Sam Neill, Vincent D'Onofrio. Su Cine 34 alle 23, 05 torna il film maledetto di Franco e Ciccio, quello prodotto da Michele Greco, boss mafioso per il figlio che aveva voglia di fare il cinema, “Crema, cioccolato e pa… prika”. La scelta del giovane Giuseppe Greco pazzo per il cinema fu quella della commediaccia all’italiana con l’adorata Barbara Bouchet.

 

crema, cioccolato e pa…prika barbara bouchet

Così Greco chiama a Palermo un cast di veri attori e tecnici del genere, da Michele Massimo Tarantini, Renzo Montagnani, che farà suo padre, Franco e Ciccio, che non potevano rifiutare, Silvia Dionisio, l’ex bellona Hélène Ronée. Giorgio Bracardi ricorda che c’era qualcosa che non tornava sul set, ma non capiva cosa. Il film fu comunque un disastro e Giuseppe Greco, a parte i processi degli anni successivi, aspettò una decina d’anni prima di ritornare al cinema col gangsteristico giovanile alla Ragazzi fuori.

 

Si iniziano a girare gli interni alla Elios di Roma, come testimonia Giovanna Grassi sul “Corriere” in data 11 marzo 1981, “Attenti a quei due – La coppia riunita per il primo film prodotto in Sicilia”. Franco si lancia subito nel dire che oltre ai protagonisti, Renzo Montagnani e Silvia Dionisio, c’è anche “un giovane siciliano, Giuseppe Greco, che terremo a battesimo”. Ciccio ci tiene a dire che nel film sono due attori divisi e non una coppia.

 

dark shadows

“Paprika e champagne non segna un nostro vero e proprio rientro al cinema, ma è piuttosto un gustoso assaggio per un film che presto scriveremo, sceneggeremo e dirigeremo tutto da soli”. Insieme spiegano anche che il film “è prodotto per la prima volta da una società siciliana di Palermo e come ‘padrini e pupi, non più giovanissimi, ma ancora con tanti progetti e idee nel carniere, anche noi volevamo dare una mano a questo siculo sforzo cinematografico”.

 

Su Italia 1 alle 23, 30 avete “Dark Shadows” di Tim Burton con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Eva Green, Michelle Pfeiffer, Chloe Moretz, rilettura di una celebre serie horror televisiva americana. Come era? E' un horror camp senza alcuna tensione di regia, scrissi a caldo.

 

E il vecchio Tim Burton, genio assoluto del cinema fantastico, da qualche anno parcheggiato in Inghilterra, un po' schiavo di se stesso, alla ricerca pi di blockbusters alla "Alice in Wonderland", un successo internazionale anche grazie al 3D, che di veri progetti originali. Sulla carta questo era un progetto estremamente personale, sia per lui che per il partner di sempre Johnny Depp.

crema, cioccolato e pa…prika bouchet

 

 Bravi ragazzi di Los Angeles cresciuti con le mille e passa puntate della soap coi vampiri ideata e diretta fin dai primi anni '70 da Dan Curtis, un regista importante e non così noto da noi, e interpretato da Jonathan Fryd nei panni del vampiro televisivo Barnabas Collins, vero vampiro inglese finito nel Maine a mordere i sani cittadini americani. Un progetto che ossessionava Burton e Depp da parecchi anni e che hanno affrontato, purtroppo, in un periodo di decadenza per entrambi.

 

helena bonham carter johnny depp dark shadows

Certo, la decadenza di Tim Burton e di Johnny Depp offre comunque allo spettatore dei prodotti di altissima classe, soprattutto per la ricchezza visiva di quello che ci offrono, ma certo non possiamo ritrovare qui le emozioni che i due ci avevano offerto in "Edward Shissorhands" o in "Sleepy Willow".  Detto questo, Tim Burton si diverte come un pazzo, e noi con lui, a riprendere dal 1972 i grandi lati glam, rock e camp del periodo.

 

La grande musica del tempo, da T Rex ai Carpenters, dal "Crocodile Rock" di Elton John al "Nights in White Satin" dei Moody Blues, alla "School's Out" di Alice Cooper, che fa un grandissimo cameo nel film come se stesso, e Barnabas Collins continua a prenderlo per la signora Cooper, domina un po' tutto il film, e Danny Elfman ricostruisce una colonna sonora che deve incastonare le hits del '72 come parte quasi visiva della storia.

 

eva green dark shadows

Ma si citano anche i grandi film di quell'anni, "Deliverance" di John Boorman e "Superfly"di Gordon Parks. Coi collaboratori di sempre, Colleen Atwood ai costumi, Rick Heinrichs alle scenografie, Burton se la spassa anche a ricostruire in Inghilterra la piccola cittadina di Collinsport nel Maine, che sembra una delle tante cittadine americane della sua infanzia.

 

Con il nuovo venuto, nel suo mondo, Bruno Delbonnel, grande direttore della fotografia francese che abbiamo tutti venerato nel "Faust" di Sokurov, si lancia invece in una ricerca visiva che deve unire la foto da soap della serie originale e il mondo dei teen movies anni '70, l'horror baviano e l'horror di Dan Curtis.

crema, cioccolato e paprika 4

 

Tim Burton costruisce le sue immagini e adatta a queste il suo protagonista Johnny Depp come Barnabas Collins, più o meno identico a quello originale, interpretato da un modesto attore, Jonathan Frid (da poco scomparso, fa però un'apparizione nel film), che per tutta la vita sarà  schiacciato da quel ruolo, e tutti i suoi personaggi, dalla Elizabeth della grande Michelle Pfeiffer, alla ragazzina Carolyn di Chloe Grace Moretz, bravissima, alla dottoressa Julia Hoffman, interpretata da Helena Bonham Carter, alla cattivissima strega Angelique, amante e nemica del vampiro, una Eva Green in stato di grazia.

 

dark shadows

Tutti perfetti, anche se Johnny Depp sembra un po' schiavo del dover essere sempre Johnny Depp col cerone e ragazzino anche a cinquant'anni e quel che funziona per le vere star del rock, come Alice Cooper, non funziona per gli attori che furono bellissimi da giovani.

 

Michelle Pfeiffer, purtroppo, è un po' invecchiata dai tempi di Catwoman in "Batman Returns" e Helena Bonham Carter si diverte a farsi brutta e cicciotta, perfino a farci intuire che sta facendo un blow job alla Linda Lovelace al vampiro, ma non sviluppa un vero grande personaggio. Cosa che riesce perfettamente a Eva Green come strega Angelique.

 

crema, cioccolato e paprika

 

Iris alle 23, 40 ripassa il bellissimo “Frantic” di Roman Polanski con Harrison Ford, Betty Buckley, Emmanuelle Seigner, John Mahoney. Su Rai3 alle 0, 30 troviamo invece “Mia” di vano De Matteo con Greta Gasbarri, Edoardo Leo, Milena Mancini, Riccardo Mandolini, Alessia Manicastri. Roma. Quartiere Marconi.

 

Piccola borghesia. Sergio e Valeria, cioè Edoardo Leo e Milena Mancini, hanno una figlia quindicenne troppo bella, Mia, l’inedita Greta Gasbarri, che cade nella trappola di un ventenne bulletto e possessivo, oggi si dice tossico, di classe più alta, Riccardo Mandolini, che la vuole tutta per sé. Mia sarai sempre mia, le scrive sotto casa. Si spingerà troppo in là, esasperando un’altra tossicità, quella paterna.

 

johnny depp eva green dark shadows

Con “Mia” Ivano De Matteo torna al cinema sociale attento ai turbamenti delle classi medie della borghesia italiana e ai conflitti fra padri e figli che De Matteo. Il modello, insomma, è ancora un intreccio di soprusi e reazioni da mélo matarazziano, che sopravvive ancora nei tempi di cellulari e social. Ma Ivano De Matteo lavora benissimo sia sulla scrittura dell’intreccio, sia sui diversi strati sociali, sia sulla geografia della Roma che descrive, sia sui cambiamenti umorali che attraversano i suoi personaggi.

 

viggo mortensen a history of violence

Su Rai4 alle 0, 50 abbiamo “The Survivalist” diretto da Jon Keeyes con Jonathan Rhys Meyers, John Malkovich, Jenna Leigh Green, Ruby Modine, Jon Orsini. Postatomico di nessuno status critico. Leggo che il protagonista ce la mette tutta per dare vita al suo personaggio. Inutilmente. Ricordo molto riuscita la commedia femminista “Dalle nove alle cinque… orario continuato” diretta da Colin Higgins con Jane Fonda, Lily Tomlin, Dolly Parton, Sterling Hayden, Jean March, Rita Moreno, La7 Cinema all’1, 45.

 

Su Iris alle 2, 05 avete una sorta di lezione sulla violenza americana scritta da David Cronenberg, “A History of Violence” con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes, Peter MacNeill. Mi guarderei volentieri “Drug War” del maestro Johnnie To con Louis Koo, Suet Lam, Michelle Ye, Honglei Sun, Wallace Chung, Xiao Cong, Yi Huang, Rai Tre alle 2, 35.

 

lando buzzanca il sindacalista 3

Nella notte profonda troviamo di tutto, da “Il sindacalista” di Luciano Salce con Lando Buzzanca, Isabella Biagini, Dominique Boschero, Renzo Montagnani, Rete 4 alle 3, 25, con una delle pernacchie più lunghe della storia del cinema italiano fatta dal sindacalista Lando al padrone Montagnani nella segreteria telefonica, al mai visto film per la tv “Potenza virtuale” di Antonio Margheriti con Terence Hill, Marvin Hagler, Gisèle Blondet, Tommy Lane, Rai Movie alle 3, 25.

 

Da “L’immagine del desiderio” (o “La femme de chambre du Titanic”) di Bigas Luna con Aitana Sánchez-Gijón, Olivier Martinez, Romane Bohringer, Giorgio Gobbi, Aldo Maccione a “Squadra mobile 631”, poliziesco di Richard Fleischer con Lawrence Tierney, Priscilla Lane, Philip Reed, June Clayworth, Rai Tre alle 4, 20. Chiudo col mai visto mélo “Piccola mia” diretto nel 1933 da Eugenio De Liguoro con Germana Paolieri, Ernesto Sabbatini, Ernesto Marini, Guido Celano.

lando buzzanca il sindacalista 1a history of violence 1

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