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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - SE RIMANETE A CASA STESI SUL DIVANO MI FA PIACERE AVVISARVI CHE PASSA “HUGO CABRET” DI MARTIN SCORSESE, MA SENZA GANGSTER E SENZA CATTIVI - AVETE ANCHE LA STREPITOSA VERSIONE DI “IL NOME DELLA ROSA” DI UMBERTO ECO DIRETTA DA JEAN-JACQUES ANNAUD E “CHIAMATEMI FRANCESCO”, BIOPIC DI PAPA FRANCESCO - IN SECONDA SERATA PASSA UNO DEI TITOLI PIÙ CELEBRI, E PIÙ CONTESTATI, DI FRANCO BRUSATI, “DIMENTICARE VENEZIA”. PER I FAN DI MICHELANGELO E DEL CINEMA RUSSO È IMPOSSIBILE PERDERE "IL PECCATO"… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

hugo cabret

 

In chiaro stasera che vediamo? Insomma, se rimanete a casa stesi sul divano mi fa piacere avvisarvi che su Rai Scuola alle 21 passa “Hugo Cabret” di Martin Scorsese, un film pensato per il 3D sulle origini del cinema tratto da una graphic novel di Brian Selznick, pro-nipote di David O. Selznick, il produttore di “Via col vento” e “Duello al sole”.

 

hugo cabret

Il protagonista del film, il piccolo Hugo Cabret, nella fredda Parigi del 1931, è ossessionato dal dover rimettere a posto i meccanismi, far girare tutte le rotelle degli orologi della Gare de Lyons dove, novello Quasimodo, è stato relegato dalla morte del padre orologiaio, e dal far funzionare l’automa meccanico che gli ha lasciato proprio il padre e che lo ricondurrà alla scoperta del cinema fantastico e alla figura di Georges Méliès, un grande Ben Kingsley.

hugo cabret

 

Anche Scorsese e la sua grande montatrice Thelma Schoonmaker, che non solo ha montato tutti i suoi film, ma che aveva sposato un pezzo di storia del cinema fantastico come Michael Powell, il regista di “Scarpette rosse” e “Peeping Tom”, sono da sempre ossessionati dal funzionamento delle loro macchine-cinema e dalle infinite possibilità che il cinema ha di espandersi come percezione temporale.

hugo cabret 2

 

Senza gangster e senza cattivi, ma soprattutto occupato a costruire un labirinto di piani sequenza per il 3D che sviluppa tutto in profondità, come l’”Alice” di Tim Burton, Scorsese perde la grandezza della complessità di montaggio di Thelma Schoonmaker, fa un gran lavoro di ricostruzione visiva, ma è limitato nella storia e nel montaggio.

 

raoul bova ultimo 5 caccia ai narcos

E’ ovviamente bravissimo a far recitare le sue piccole star, Asa Butterfield e Chloe Grace Moretz, ma alla fine preferisce buttarsi nella grande celebrazione del mago Méliès, per il quale ricostruisce con precisione maniacale i set, le macchine, le immagini. Su Cielo alle 21 abbiamo invece “Ultimo 5 – Caccia ai narcos” diretto da Alexis Cahill con Raoul Bova, Nerea Barros, Ruben Zamora, Luca Fiamenghi, Mayra Hermosillo, Tony Valdes. Su Canale 20 alle 21, 10.

 

il nome della rosa

Fu una scoperta per il pubblico americano Jet Li protagonista dell'ennesima versione di Romeo e Giulietta in “Romeo deve morire” di Andrzej Bartkowiak con Jet Li, Delroy Lindo, Aaliyah, Russell Wong, Isaiah Washington, scontro tra italo-americani e asiatici. Su Rai Movie alle 21, 10 abbiamo la strepitosa versione di “Il nome della rosa” di Umberto Eco diretta da Jean-Jacques Annaud con Sean Connery, F. Murray Abraham, Christian Slater, Michael Lonsdale, Valentina Vargas, Ron Perlman. Ma anche bei nomi stracult come Urs Althaus, Franco Valobra, Donald O’Brien, Francesco Scali.

il nome della rosa 33

 

Il film non fu un successo in America, ma lo fu, enorme, in Europa. Sean Connery, che allora era considerato un nome un po’ vecchio, ritornò una star. Se fate attenzione nel ruolo del norcino appare Mazotin alias Ennio Antonelli. Lo portò sul set il mio amico Nick Di Gioia. Avrebbe dovuto squartare il maiale dopo il pronti ciak azione, ma Antonelli, nella foga delle riprese partì prima e fece inutilmente a pezzi un maiale.

 

The Secret Life of Walter Mitty

Su Mediaset Italia 2 alle 21, 15 l’horror “The Darkness” di Greg McLean con Kevin Bacon, Radha Mitchell, David Mazouz, Lucy Fry, Matt Walsh, Jennifer Morrison. Su Tv2000 alle 21, 15 abbiamo “I sogni segreti di Walter Mitty”, versione moderna del celebre libro di James Thurber e del film con Danny Kaye diretta e interpretata da Ben Stiller con Sean Penn, Kristen Wiig, Adam Scott, Kathryn Hahn, Shirley MacLaine. E’ il canto del cigno di grandi riviste fotografiche come “Life” nei porimi anni del digitale.

leonardo di caprio revenant

 

Il nuovo Walter Mitty lavora al fotografico di Life e deve trovare un negativo mancante in Groelandia… Si tentò più volte di fare un remake del film. Soprattutto con Jim Carrey protagonista. Il film passò dalle mani di Ron Howard a quelle di Chuck Russell a quelle di Steven Spielberg. La7D alle 21, 15 propone ancora una volta “Revenant” di Alejandro González Iñárritu con Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Will Poulter, Domhnall Gleeson, Paul Anderson, Lukas Haas.

chiamatemi francesco

 Iris alle 21, 15 passa l’action fracassone “Hostage” diretto dal francese Florent-Emilio Siri con Bruce Willis, Kevin Pollak, Jimmy Bennett, Michelle Horn, Ben Foster, Jonathan Tucker. Canale 5 alle 21, 20 passa “Chiamatemi Francesco”, biopic di Papa Francesco diretto da Daniele Luchetti con Rodrigo De la Serna, Sergio Hernández, Muriel Santa Ana, José Ángel Egido.

 

CHIAMATEMI FRANCESCO

Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. “E lei da che parte sta, destra o sinistra?”, chiede una donna a Jorge Bergoglio, futuro papa, nel pieno della dittatura. Alla risposta cattolica, ma vaga di Bergoglio, di stare con chi soffre, la donna ribatte con un “Ecco, io sto dall’altra parte”. Daniele Luchetti, regista celebrato di film come Il portaborse, I piccoli maestri, Mio fratello è figlio unico, si è sforzato il più possibile di non fare di questa biografia di Bergoglio, che lui stesso ha scritto assieme a Martin Salinas, il solito santino da tv generalista. Non lo è, come non è un film televisivo.

 

CHIAMATEMI FRANCESCO

E’ un film fortemente laico che cerca di descrivere in tutta onestà le avventure e gli incontri tutti terreni di Jorge Bergoglio prima di diventare papa, in mezzo a anni difficili se non terribili. Magari è anche un buon compromesso tra generi e interessi produttivi diversi, il biopic televisivo, la versione televisiva dura quattro ore, iil grosso film storico tipo Il cardinale di Otto Preminger, per intenderci, visto il budget di 15 milioni di euro, e il film d’impegno civile alla Pablo Larrain su una tragedia storica come la dittatura militare in Argentina.

chiamatemi francesco film

 

Al tempo stesso sa di non poter scivolare troppo né sul mélo cattolico, né sul dramma politico sudamericano, né sul ritratto di un santo che diventerà un papa molto amato dalla gente. “I santi tristi sono tristi santi”, dice a un certo punto lo stesso Bergoglio.

 

Luchetti cerca, soprattutto, di portare alla luce la carica di umanità e di forza di un gesuita che cerca costantemente di fare il buon pastore, di mediare il più possibile, soprattutto quando diventa Padre provinciale dei Gesuiti a Buenos Aires, per salvare vite durante la dittatura militare, e poi, da arcivescovo, di salvare le favelas e i loro abitanti dalla speculazione edilizia, di stare sempre e comunque dalla parte dei più deboli cercando di non diventare mai un santo triste o un triste santo.

 

chiamatemi francesco

E affida il suo Bergoglio a due bravissimi attori sudamericani, il più giovane Rodrigo De La Serna, argentino, che abbiamo visto ne I diari della motocicletta di Walter Salles e in Tetro di Francis Coppola e il più anziano Sergio Hernandez, cileno, che vanta una filmografia che va da Costa-Gavras, Miguel Littin, Raul Ruiz a Pablo Larrain. Divide la vita di Bergoglio, prima di diventare papa, in grandi capitoli, come “Gli anni della dittatura 1976/1983”, o quello sui dieci anni dopo la fine della dittatura a Cordoba nel 1992. Nella versione televisiva c’è anche un capitolo riguardante Bergoglio in Germania, che qui è totalmente rimosso, come è rimosso il personaggio del Cardinal Bertone.

DUNE 19

 

Diciamo, che in questa versione la parte più importante è quella che riguarda gli anni della dittatura, con Bergoglio che cerca di salvare dalla tortura e dalla morte i preti più esposti e fare ritornare a casa una serie di desparecidos. Su Italia 1 alle 21, 20 passa invece la prima parte di “Dune” di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Dave Bautista, Zendaya. Filmone, sotto tutti i punti di vista. Ma preferisco il Dune di David Lynch.

 

007 quantum of solace 3

Su Rai4 alle 21, 20 vedo il fantascientifico svedese “UFO Sweden” di Victor Danell con Inez Dahl Torhaug, Jesper Barkselius, Eva Melander, Sara Shirpey, Oscar Töringe. Su Canale 27 alle 21, 20 il più popolare “Contact” di Robert Zemeckis con Jodie Foster, Matthew McConaughey, James Woods, David Morse. Ritroviamo Jodie Foster, ma solo regista, del buon thriller politico tutto ambientato durante una diretta televisiva “Money Monster” con George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell, Caitriona Balfe, Dominic West, Warner tv alle 21, 30. Su Tv8 alle 21, 30 c’è ancora spazio per “Quantum of Solace”, 007 diretto da Marc Forster con Daniel Craig, Olga Kurylenko, Gemma Arterton, Judi Dench, Jeffrey Wright.

piove 3

Passiamo alla seconda serata con un horror italiano, “Piove” di  Paolo Strippoli con Fabrizio Rongione, Cristiana Dell'Anna, Francesco Gheghi, Aurora Menenti, Rai 4 alle 23, 15. Da vedere. Rai Movie alle 23, 25 ripropone l’ottima ricostruzione di una celebre operazione militare americana finita male con dei soldati da recuperare dal terreno di guerra in Somalia, “Black Hawk Down”, diretto da Ridley Scott con Josh Hartnett, Ewan McGregor, Tom Sizemore, Eric Bana, William Fichtner, Ewen Bremner. Grande film di regia. E pensare che Ridley Scott subentrò a Simon West, che non poteva girarlo.

 

blue crush

Su Warner tv alle 23, 40 passa “All the Devil's Men – Squadra speciale” action con spie che cacciano alter spie di Matthew Hope con Milo Gibson, Sylvia Hoeks, William Fichtner, Gbenga Akinnagbe, Joseph Millson.Su La5 alle 23, 55 un viaggio nel mondo delle surfiste americane in “Blue Crush” di John Stockwell con Kate Bosworth, Matthew Davis, Michelle Rodriguez, Sanoe Lake, Mika Boorem. Tutte bellissime e sportive. Poi arriva un bel giocatore di football…

mad max fury road 6

 

Italia 1 alle 0, 20 passa lo straordinario “Mad Max: Fury Road” di George Miller con Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Nathan Jones, Zoë Kravitz. Forse il più bel film della intera serie dei Mad Max. Su Iris all’1, 35 uno dei più celebri film di cappa e spada che abbia mai visto, “Ivanhoe” di  Richard Thorpe con Robert Taylor, Elizabeth Taylor, Joan Fontaine, George Sanders, Emlyn Williams. Tra gli arcieri che assaltano il castello di Warwick leggo che c’era un veterano di guerra, tale MAd Jack Churchill, vero arciere eroe di guerra.

 

dimenticare venezia

Per la verità nel 1952 Robert Taylor era troppo vecchio, quarant’anni…, per fare Ivanhoe, e Elizabeth Taylor poco adatta. La grande sceneggiatrice Marguerite Roberts, dichiarata comunista iscritta al partito, si rifiutò di fare nomi e il suo nome venne tolto dai titoli di testa. Su Cine 34 all’1, 40 uno dei titoli più celebri, e più contestati dai ragazzacci della critica del tempo, di Franco Brusati, “Dimenticare Venezia” con Mariangela Melato, Eleonora Giorgi, Erland Josephson, David Pontremoli, Fred Personne, Nerina Montagnani, Armando Brancia.

 

Il povero Erland Josephson capita, col fidanzato David Pontremoli, nel casolare nel Veneto dove vive la sorella Mariangela Melata con la vecchia zia Marta, Hella Petri e la giovane orfanella Eleonora Giorgi. C’è anche la vecchia domestica Nerina Montagnani, stella degli spot del Caffè Lavazza. Zia Marta muore d’infarto, il fidanzato e le ragazze andranno a Milano. Nel casolare rimane da solo Erland Josephson e i Dik Dik cantano il brano del titolo. All’epoca, a noi giovani critici saccenti, faceva ridere.

 

american pastoral

Su Iris alle 3, 30 abbiamo “American Pastoral”, trasposizione del celebre romanzo di Philip Roth per la regia di Ewan McGregor con lo stesso attore, Jennifer Connelly, Dakota Fanning, Uzo Aduba, David Strathairn. Sincero, serio, ma non funziona benissimo. Su Cine 34 alle 3, 35 spunta “Sella d’argento”, uno degli ultimi western italiani, diretto da Lucio Fulci con Giuliano Gemma, Ettore Manni, Sven Valsecchi, Cinzia Monreale. Un film pieno di problemi produttivi, ahimé. “Fu proprio il grande mestiere di Fulci a renderlo presentabile.”, spiega Gemma a  “Amarcord”.

sella d’argento

Il fatto è che il Fulci per l’infanzia non è il massimo, anche se tutto sommato il prodotto funziona. Come diceva lo stesso regista a Marcello Garofalo: “Io volevo fare un film con Giuliano Gemma e Tomas Milian, violento, terribile; ma Gemma mi disse che preferiva fare un film intitolato Sella d’argento, che era per bambini. Lui si era innamorato della sella che aveva pagato una cifra da un’armeria d’antiquariato. Lo girammo in Almeria quando la Rizzoli cominciava già a traballare e quando uscì non ebbe un grande successo; ma lo hanno proiettato spesso sugli aerei e nei circuiti per bambini in America” (da “Nocturno”).

sella d’argento

 

Il progetto originale, ha ricordato Fulci in un’altra intervista, era scritto anche da Duccio Tessari e faceva quindi parte dell’ottica western di quel regista, molto lontana da quella fulciana. A Tessari che lo intervista, e che ha ricordato che l’inizio del film è identico all’inizio che lui aveva scritto in Per un pugno di dollari, ma che non menziona il fatto che il progetto fosse in qualche modo suo, Fulci spiega che è un western infantile: “Il western è partito con la violenza e è finito con l’infanzia.”

 

il peccato – il furore di michelangelo di andrei konchalowsky 3

Su Rete 4 alle 4, 40 passa il rarissimo “L’ha fatto una signora”, commedia diretta nel 1938 da  Mario Mattòli con Nino Taranto, Alida Valli ,Michele Abruzzo, Rosina Anselmi, Tina Pica, Virgilio Riento. Chiudo col bel film dedicato a Michelangelo da Andrey Konchalovskiy, “Il peccato”, con lo sconosciuto ai più Alberto Testone nel ruolo di Michelangelo, Jakob Diehl, Francesco Gaudiello, Federico Vanni, Glenn Blackhall e Orso Maria Guerrini.

 

il peccato – il furore di michelangelo di andrei konchalowsky 2

Quello che viene fuori dal film di Konchalovskiy è un Michelangelo zozzo (“Michelangelo lavati!”), usuraio, attaccato al denaro, bugiardo, traditore, sodomita, doppiogiochista, invidioso. Non l’avete mai visto un Michelangelo così, che si muove tra le strade di Roma (“ci incontri sempre un prete, un pellegrino, una puttana”), di Firenze e di Carrara tra bettole fetenti e continue vagonate di piscio e merda che piovono dall’alto, ma è capace anche di innamorarsi di un gigantesco pezzo di marmo bianco, un mostro che vuole portare nel suo studio a ogni costo, di dialogare con Dante nei deliri creativi, di far continui conti di ducati e zecchini.

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Insomma, per i fan di Michelangelo e del cinema russo è impossibile perdere questo clamoroso, ricco, documentatissimo e potente "Il peccato” di Konchalowsky, il grande regista di Siberiade e Runaway Train, che lo ha scritto assieme a Elena Kiseleva, e lo ha girato per 14 settimane in gran parte sui monti delle Apuane con veri cavatori e scalpellini grazie al ricco oligarca uzbeco Alisher Usmanov, putiniano di ferro, che ha praticamente sovvenzionato quasi tutto il ricco budget del film. Con la guerra si è schierato immediatamente con Putin. La chiudo qui.

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