il divano dei giusti

IL DIVANO DEI GIUSTI - E IN CHIARO STASERA CHE VEDIAMO? SU CINE 34 ALLE 21 C’È UN BEL “FANTOZZI VA IN PENSIONE” CON LA GRANDIOSA SCENA AL CINEMA PORNO CON PAOLO VILLAGGIO E LA PINA CHE VANNO A VEDERE “LE CASALINGUE” - RETE 4 ALLE 0, 55 PRESENTA “DOLOR Y GLORIA”, IL PRIMO DEI FILM DELLA VECCHIAIA DI PEDRO ALMODÓVAR, CINE 34 PROPONE IL VOLGARUCCIO, “METTI LO DIAVOLO TUO NE LO MIO INFERNO” IL PROTAGONISTA, ANTONIO CANTAFORA HA RACCONTATO A STRACULT, CHE AL TEMPO AVEVANO ANCHE FATTO GLI SLIP, A VIA CONDOTTI, CON IL TITOLO DEL FILM STAMPATO SOPRA – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

E a casa stesi sul divano in chiaro stasera che vediamo? Su Cine 34 alle 21 c’è un bel “Fantozzi va in pensione” di Neri Parenti, quarto Fantozzi con il cast originale al completo, Paolo Villaggio, Milena Vukotic, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, ma ci sono anche Antonio Allocca e il grande Ennio Antonelli. Si diceva che fosse l’ultimo, ma non lo fu. Grandiosa la scena al cinema porno con Fantozzi e Pina che vanno a vedere “Le casalingue”.

 

Canale 27 alle 21, 10 passa l’ottimo “Prova a prendermi” di Steven Spielberg con Leonardo DiCaprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Martin Sheen e l’appena scomparsa Nathalie Baye come la mamma del protagonista.

 

Rai Movie alle 21, 10 passa “Free State of Jones” di Gary Ross con Matthew McConaughey, Gugu Mbatha-Raw, Mahershala Ali, Keri Russell, Sean Bridgers, dove McConaughey è Nigel Knight, il fattore che si oppose a unirsi ai Confederati nella Guerra di Secessione americana e mantenne la propria libertà costruendosi una sorta di proprio stato libero.

 

Una storia che Gary Ross voleva dirigere prima di “Hunger Games”, ma i produttori non ritennero l’argomento così forte. Non avevano tutti torti, però.

fantozzi va in pensione 54

 

Tv2000 alle 21, 10 propone “L’uomo venuto dal Kremlino”, papamovie diretto da Michael Anderson, prodotto da George Englund, scritto da John Patrick e James Kennaway dal romanzo di Morris West con Anthony Quinn che fa il primo papa russo, Laurence Olivier, Oskar Werner, Vittorio De Sica, David Janssen, Leo McKern, John Gielgud, Barbara Jefford, Rosemary Dexter, Frank Finlay, Arnoldo Foà, Burt Kwouk.

 

Un fumettone anticomunista, che, almeno visto allora, sembrava almeno curioso. Fu un flop per la MGM che ci spese anche parecchio. Fra gli attori italiani Leopoldo Trieste e Isa Miranda, ma anche il grosso Al Thomas, un musicista nero americano che rimase tutta la vita a Roma. Doveva girarlo in un primo tempo sia Anthony Asquith che Peter Glenville. Alla fine lo girò Michael Anderson.

 

 Per i fan, occhio, anzi orecchio alla colonna sonora di Alex North, originariamente scritta per “2001, odissea nel futuro” e non usata da Stanley Kubrick, che lo invitò alla prima, il musicista ci andò e si accorse solo vedendo il film che non aveva usato nulla della sua partitura. Si pensò dapprima a Rex Harrison protagonista, poi a Richard Burton che lo descrisse come “la peggiore volgarità hollywoodiana di sempre”.

 

Canale 20 alle 21, 10 passa “Mortal Kombat” diretto da Simon McQuoid, tratto dal videogioco, con Lewis Tan, Jessica McNamee, Joe Taslim, Mehcad Brooks, Hiroyuki Sanada. Iris alle 21, 15 almeno ci offre un film d’autore, “Cattive acque”, legal thriller ambientalista diretto da Todd Haynes con Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Bill Pullman, Tim Robbins, Victor Garber. Uscito in piena pandemia non è stato molto visto. La5 alle 21, 15 propone il romantico “La casa sul lago del tempo” di Alejandro Agresti con Keanu Reeves, Sandra Bullock, Shohreh Aghdashloo, Christopher Plummer, Dylan Walsh.

prova a prendermi

 

Ha i suoi fan “Stargate”, La7 Cinema alle 21, 15, mischione di fantascienza e egittomania diretto da Roland Emmerich con Kurt Russell, James Spader, lo strepitoso Jaye Davidson di “La moglie del soldato” in versione superqueer, Alexis Cruz, Mili Avital. Ci sono battute incredibili, come "Give my regards to King Tut, asshole". Roger Ebert scrive che è l’opera massima in vista della quale anni di film trash diretti da Ed Wood ci hanno preparato. Imperdibile.

 

Cielo alle 21, 20 passa un buon film di spie, “La regola del sospetto”, diretto da Roger Donaldson con Al Pacino, Colin Farrell, Bridget Moynahan, Gabriel Macht, Mike Realba. Rai 5 alle 21, 20 ci offre l’ultimo, disperato film di Michael Haneke, “Happy End” con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz, Fantine Harduin. Non è un film riuscito, anche se tratta un argomento complesso.

 

 

La fine della borghesia occidentale e la sua impotenza di fronte all’arrivo dei disastri causati dallo sfruttamento degli occidentali in Africa e Medio Oriente. Strepitoso il suicidio finale di Jean-Louis Trintignant, già protagonista del film precedente di Haneke, “Amour”. Italia 1 alle 21, 25 passa l’action “97 Minuti” di Timo Vuorensola con Jonathan Rhys Meyers, Alec Baldwin, MyAnna Buring, Jo Martin, Michael Sirow. Passiamo alla seconda serata con “Saint Clare” di Mitzi Peirone con Bella Thorne, Ryan Phillippe, Rebecca De Mornay, Frank Whaley, Bart Johnson.

 

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Cine 34 alle 23, 20 passa il divertimenti “Arrivederci, professore” di Riccardo Milani, tratto dai racconti di scuola che Domenico Stranone scriveva come rubrica su “Il Manifesto”, con Silvio Orlando, Claudia Pandolfi, Duilio Del Prete, Flavio Pistilli. Molto carino. La7 Cinema alle 23, 25 propone il thriller politico “The International” di Tom Tykwer con Clive Owen, Naomi Watts, Armin Müller-Stahl, Jack McGee, Ulrich Thomsen, Victor Slezak e Luca Barbareschi.

 

Su Rai Movie alle 23, 30 trovate un grande western di Anthony Mann, “L’uomo di Laramie” con James Stewart, Arthur Kennedy, Donald Crisp, Cathy O'Donnell. grande modello di storia western poi copiata altre cento volte con lo straniero che arriva in città in cerca di vendetta e piano piano arriverà dove vuole andare. Rivisto, confesso, non è bello come altri capolavori di Mann, penso sempre a “Winchester 73” e a “Lo sperone nudo”, ma rimane lo stesso un grande film. James Stewart indossa lo stesso cappello di sempre e ha lo stesso cavallo che ha in tutti i film di Mann, e questo è il loro ultimo film assieme, che magari andrebbe visto al cinema nel primo Cinemascope fotografato da Charles Lang. Vederlo in tv non è la stessa cosa.

 

Su Rai5 alle 23, 35 passa “Il vento che accarezza l’erba”, film sui ribelli irlandesi diretto da Ken Loach con Cillian Murphy, Padraic Delaney, Liam Cunningham, Gerard Kearney, William Ruane. Rete 4 alle 0, 55 presenta “Dolor y gloria”, il primo dei film della vecchiaia di Pedro Almodóvar con Antonio Banderas, Penélope Cruz, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Julieta Serrano.

 

metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno 66

“Dolor y gloria”, scrivevo da Cannes, con tutta la sua alta classe di messa in scena, attori perfetti, musica di Alberto Iglesias e omaggi alle dive del passato, alla fine si riduce nel lamento di un vecchio regista pieno di acciacchi e ansie di ogni tipo che non ha più tanto da raccontare e si butta nel ricordo della sua infanzia al paesello con la mamma, sia in versione Penelope Cruz che in versione, meno giovane, Julieta Serrano, e che non trova di meglio che lenire ogni dolore con l’eroina, o con una doppietta di vecchi maschi, il protagonista di un suo film molto amato, Sabor, Asier Etxeanda, e il suo vecchio amore, Leonardo Sbaraglia, ormai emigrato in Argentina.

 

Il cocktail dolore+eroina lo porta a sognare, al ritmo di “Come una sinfonia” di Pino Donaggio cantata da Mina, il passato, il bianco della grotta- casetta dove viveva con la mamma a Partana, vicino a Valencia, la visione di un muratore nudo che gli ha fatto scoprire il desiderio sessuale, ma anche il rapporto complesso con una mamma ultracattolica che non è del tutto contenta del figlio.

 

dolor y gloria

Qualche vecchio spettatore con gli stessi acciacchi di corpo e di cuore si commuoverà, penserà alle proprie sciatiche, io un paio di volte mi sono proprio addormentato, anche se Banderas e la Cruz sono bravissimi, ma forse non era materiale da farci proprio un film.

 

Certo, il continuo incastro di cinema e vita, di rimandi di personaggi dentro altri personaggi ci riporta ai grandi film di Almodóvar, ma è un po’ un funzionamento minimo del suo cinema. Come l’uso di Mina o della Natalie Wood di Splendore nell’erba. Ci viene voglia di parlare con Pedro dei nostri acciacchi, magari più interessanti dei suoi. Ma chiamare un buon medico, no?

 

Rai Movie all’1, 20 passa il fantascientifico “Il sesto giorno” diretto da Roger Spottiswoode, che veniva da un James Bond, “Il domani non muore mai”, con Arnold Schwarzenegger, che incontra il suo clone, Michael Rooker, Tony Goldwyn, Michael Rapaport, Sarah Wynter, Robert Duvall. Ci lavorò brevemente anche John Sayles, qualcuna delle sue idee rimasero nel film.

 

Visto che aveva due ruoli, Arnold ebbe due nomination ai Razzie Awards, peggior protagonista e peggior non protagonista. La7 Cinema all’1, 35 propone una commedia poco vista, “Hope Springs” di Mark Herman con Colin Firth, Heather Graham, Minnie Driver, Mary Steenburgen. Rai Due alle 2, 30 passa un altro di quei film italiano sconosciuti, “100 metri dal Paradiso” di tal Raffaele Verzillo con Domenico Fortunato, Jordi Mollà, Giulia Bevilacqua, Giorgio Colangeli, Lorenzo Richelmy.

 

prova a prendermi 34

 Cine 34 alle 2, 55 propone un decisamente piùnoto, ma volgaruccio, “Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno” di Adalberto "Bitto" Albertini con Antonio Cantafora, Margareth Rose Keil, Mario Frera, Fortunato Arena. Decamerone record della stagione ’72 /’73 con 900 milioni d’incasso. Grandissimo il titolo, ancora oggi ricordatissimo. Il protagonista, Antonio Cantafora, ha raccontato a Stracult, che al tempo avevano anche fatto gli slip, a via Condotti, con il titolo del film stampato sopra: «Abbiamo girato al Castello di Balsorano, in tre settimane. Io facevo Mastro Ricciardo, un pittore, che faceva coppia con Mimmo Baldi, un attore che veniva dal varietà. Assieme facevamo secche tutte le mogli dei possidenti. Le donne erano eccezionali, stupende, il set era veramente allegro».

 

metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno 59

Bitto Albertini ha raccontato,a Nocturno, una storia fantastica: «Come al solito avevamo accontentato la censura, tagliando qualche scena un po’ osée, ma poi successe una tragedia. Un giorno fui mandato a chiamare dalla casa di sviluppo e stampa: per sbaglio, una copia integrale era uscita, mi pare, a Viterbo. Partii per quella città ed arrivai al cinema, dove lo spettacolo era già cominciato.

 

Andai dal direttore dicendogli: ‘Sono qui per tagliare la copia, altrimenti passiamo dei guai’. Lui mi guardò e disse: ‘Lei non taglia un bel niente, perché qui è pieno di aviatori che tornano in caserma e raccontano ai loro commilitoni le scene; se arrivano gli altri spettatori e non le vedono, succede un casino’. Il direttore del cinema chiamò il prefetto, che assistette ad una proiezione e poi mi fece anche i complimenti. Così una copia in Italia circolò integrale».

 

Per Marcello Garofalo: «è probabilmente il più squallido e miserabile tra i decamerotici. C’è anche la soggettiva (finta) di un grosso sedere maschile che fa la cacca». A seguire, sulla stessa rete, alle 4, 20, passa un finto sequel, “leva lo tuo diavolo dal… convento” di Franz Antel con Femi Benussi, Gabriele Tinti, Marika Mindzenthy, Sonja Jeannine.

metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

 

Si tratta in realtà del sesto e ultimo titolo della saga della “Casta Susanna” (o “Sexy Susan” o “Frau Wirtin”) con Teri Tordai protagonista, che viene da noi travestito con un titolo italiano assurdo, con una costruzione di racconto che rimanda direttamente ai decameroni.

 

Tutto girato in un castello in Austria, come ricorda Femi Benussi nella sua intervista a Cine 70: «Mi sono ritrovata in albergo, con tutte queste ragazze, una cecoslovacca, una polacca e io slava. Pensavo che magari qualche parola l’avrei scambiata, e invece no! Una fatica per comunicare! [...] Per un momento è venuto Gabriele Tinti, che è rimasto un giorno e poi se n’è andato».

 

Rete 4 alle 4 propone “Il vendicatore di Kansas City”, western italo-spagnolo di Agustin Navarro con Fred Canow alias Fernando Casanova, Paul Piaget, Angela Cavo, Miguel Del Castillo, uscito lo stesso anno di Per un pugno di dollari.

 

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Uno dei primi western gialli. E il primo western “serio” di Emo Bistolfi, il produttore genovese col pallino del western comico, che qui coproduce assieme alla Fenix Film di Madrid e alla parigina Eurociné. Intuisce, come Alberto Grimaldi e Carlo Caiano che la chiave di tutto è la coproduzione a basso costo con la Spagna.

 

Tra gli sceneggiatori ritroviamo Vighi e Guerra, già attivissimi sul western parodistico alla Chiari e Vianello, sempre prodotto da Bistolfi, ma probabilmente il copione, come nelle note spagnole, va attribuito soprattutto a Mallorquí e Cabanillas. Uno sceriffo, il messicano Fernando Casanova, già rovinoso come El Coyote nel terzo titolo della saga, ribattezzato Fred Canow, indaga su una serie di omicidi legati alla morte di un certo Joe e poi di una ragazza che si pensava colpevole.

 

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Lui pensa che sia il fratello di lei, Frank Dalton, Paul Piaget, celebre pistolero, che lo fa per una sua logica vendetta. Il pistolero, invece, intende vendicare la morte della sorella e molto deve fare lo sceriffo per tenerlo a freno. L’assassino, invece, altri non era che l’innamorato pazzo della defunta. Western non memorabile che mette in luce qualche caratterista, come Francisco Moran come amico dello sceriffo e Tito García.

 

Iris alle 4, 30 propone “Pistole calde a Tucson”, vero western americano diretto dal mediocre Thomas Carr con Mark Stevens, Forrest Tucker, Gale Robbins, Vaughn Taylor, John Ward, Kevin Hagen. Rai Movie alle 5 passa il buffo “Immortals” di Tarsem Singh con Henry Cavill, Freida Pinto, Mickey Rourke, John Hurt, Kellan Lutz, Joseph Morgan.

 

Ma chiudo col film di un vecchio amico, Mario Caiano, che se ne è andato in punta di piedi ormai da qualche anno, “Milano violenta” con Claudio Cassinelli, Silvia Dionisio, Elio Zamuto, Vittorio Mezzogiorno, Cine 34 alle 5, 05.

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