2021divanogiusti0308

IL DIVANO DEI GIUSTI – PER FORTUNA CHE IN CHIARO C’È ANCORA QUALCHE BUON FILM ASSURDO, COME “BALLATA DELL’AMORE E DELL’ODIO” DI ALEX DE LA IGLESIA. UNO DEI FILM PIÙ STRANI, VIOLENTI, ASSURDI E DISTURBANTI DEL REGISTA SPAGNOLO. SE NON VI VA C’È SEMPRE “MATRIMONIO ALLE BAHAMAS” CON BOLDI (“ME LA CIULA… SÌ CHE ME LA CIULA”) - RAI UNO A MEZZANOTTE RISPOLVERA “UN MATRIMONIO DA FAVOLA” DEI VANZINA. TROPPO VOLGARE PER METTERLO PRIMA, HA GRANDI BATTUTE TRASHISSIME: “ME DAREBBE UNA GRATTATA ALLE PALLE CHE SO’ OCCUPATO?” - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

the suicide squad 2021

 

Uffa. Se non riesco a farmi il Green Pass in questi giorni, ci ho provato più volte inutilmente, e ora con il sito della Regione Lazio hackerato…, dal 6 agosto non mi faranno entrare al cinema per vedere “The Suicide Squad” o “Old”, i film che vorrei vedere su grande schermo. Aiuto! 

 

“Jungle Cruise”, che sta facendo incassi col botto in tutto il mondo, lo posso vedere su Disney+, fortunatamente. Posso sempre rifarmi con la riproposta di “Un topolino sotto sfratto” di Gore Verbinsky su Netflix. O la seconda stagione della serie poliziesca polacca “Pantano” che si è già sparato mia moglie… Ma non è la stessa cosa.

balada triste de trompeta

 

Per fortuna che c’è ancora qualche buon film assurdo in chiaro stasera, come “Ballata dell’amore e dell’odio”, Rai5 alle 21, 25, meglio noto col titolo originale, “Balada triste de trompeta”, capolavoro dello spagnolo Alex de la Iglesia e uno dei film più strani, violenti, assurdi e disturbanti del regista, presentato con successo al Festival di Venezia del 2010 e premiato dalla giuria presieduta da Quentin Tarantino per la miglior regia e la miglior sceneggiatura.

balada triste de trompeta 2

 

Non che sia un film perfetto, anzi. Ma è un’opera di tale coraggio e visionarietà che non può lasciarci indifferenti. A cominciare dal voler affrontare la storia e le contraddizioni del proprio paese, la Spagna di Franco e dell’attentato a Carrero Blanco, attraverso un horror-mélo alla Tod Browning ambientato in un circo e dal voler rendere omaggio, fin dal titolo, al celebre pezzo per tromba e voce di Nini Rosso, “La ballata della tromba”, del 1961, reso popolare in Spagna dal loro mito Raphael, qualche anno dopo, che la eseguì in un film, “Sin un adios” (1971) vestito da pagliaccio.

 

pantano

 

E proprio l’eseucuzione di Raphael vestito da clown che piange triste il suo amore perduto, guardato e riguardato da un altro clown triste, Javier (Carlos Areces), che pensa al proprio amore impossibile per una equilibrista, Natalia (Carolina Borg), che gli preferisce il rozzo e violento clown buffo, Sergio (Antonio de la Torre Martin), è il momento di massima emozione per questo incredibile stracult spagnolo che ha fatto saltare sulla sedia il pur navigato giurato Tarantino (sembra che lo preferisse al vincitore “Somewhere”, diretto dall’ex fidanzata Sofia Coppola).

 

matrimonio alle bahamas

Perché de la Iglesia non si limita alla stravaganza, all’omaggio ai suoi maestri di horror Lon Chaney, Boris Karloff, Narcio Ibanez Serrador o Paul Naschy, si serve della sua storia assurda e del genere stesso che mette in scena, il mélo-horror circense, per raccontare la storia del suo paese.

 

i 4 del texas

Se non vi va, posso capire, è un film pazzo e violento, c’è sempre “Matrimonio alle Bahamas” di Claudio Risi con Massimo Boldi (“Me la ciula… sì che me la ciula”), Biagio Izzo, Enzo Salvi, Tosca D’Aquino, Anna Maria Barbera, Cine 34 alle 21.

 

 

Scritto dai Vanzina Brothers, prodotto e distribuito da Medusa in più di 400 sale, il film esce proprio mentre Berlusconi sale sulle auto a Piazza San Babila e lancia il suo nuovo partito, dimostrando, scrivevo allora sul glorioso Il Manifesto, “quale desiderio abbia il pubblico italiano di comicità, e quanto conti, a livello produttivo, il ritorno ai generi nel nostro cinema”. Tre milioni di incasso solo alla prima settimana, ah però…

 

balada triste de trompeta 3

Iris alle 21 lancia lo strampalato western comedy diretto da Robert Aldrich “I 4 del Texas” con Frank Sinatra, Dean Martin, Ursula Andress, Anita Ekberg, Victor Buono e Charles Bronson. Malgrado il grande cast un mezzo disastro. Sinatra, anche produttore, odiava Aldrich, che però non gli fece passare niente. Anita Ekberg, racconta Ursula, era sempre mezza ubriaca sul set. Fu un inferno. E il film non funzionò, malgrado fosse girato in un periodo d’oro di Aldrich, tra i due meravigliosi thriller gotici “Che fine ha fatto Baby Jane” e “Piano piano dolce Carlotta”.

 

 

un topolino sotto sfratto

Su Tv2000 il pubblico degli ottantenni e più snob si può divertire con la grande commedia di Leo McCarey, un vero maestro, “La mia via” con Bing Crosby, Barry Fitzgerald e Frank McHugh. Rai Movie alle 21, 10 ripropone gli ultimi giorni di Adolf Hitler nel bunker del celebre “La caduta” di Oliver Hirschbiegel con uno strepitoso Bruno Ganz che vale tutto il film, Rai Movie alle 21, 05.

 

blue nude

Sono opere bizzarre da recuperare anche “La signora ammazzatutti” diretto da John Waters, maestro di cattivo gusto, con Kathleen Turner come mammina serial killer che adora Ted Bindy, Mediaset Italia 2 alle 21, 15, e il folle “Jupiter-Il destino” dei fratelli/sorelle Wachowski con Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Canale 20 alle 21, 05.

 

Divertente e sofisticato “La cuoca del presidente” di Christian Vincent con Catheine Frot, bravissima, Jean D’Ormesson e Hyppolite Girardot, Tv8 alle 21, 30. Per un pubblico più tradizionale, diciamo, su Rai Premiun c’è “Volare” il biopic su Domenico Modugno diretto da Riccardo Milani con Beppe Fiorello e Kasja Smutniak.

jupiter il destino

 

In seconda serata ha un po’ di fama stracultistica “Blue Nude” di Luigi Scattini con Gerardo Amato, Susan Elliot e Giacomo Rossi Stuart sulle prime scene degli spettacoli hard, Cine 34 alle 22, 50. La7 presenta una versione recente di “10 piccoli indiani”, il celebre giallo di Agatha Christie, diretto da Craig Viveiros con Douglas Booth, Toby Stephens, Sam Neill.

 

la signora ammazzatutti

Non fece molto scalpore “Una bionda tutta d’oro” di Russell Mulcahy con Kim Basinger nel suo momento di gloria, 7 Gold alle 23, 30. Dovrebbe essere abbastanza divertente anche “In the Blood” di John Stockwell con Gina Carano, Danny Trejo e Luis Guzman, Rete 4 alle 23, 35. “The Way Back” di Peter Weir descrive la vera fuga da un lager russo verso l’India, Rai Movie alle 23, 50. Malgrado un regista come Weir e un cast di tutto rispetto, Colin Farrell, Jim Sturridge, Mark Strong, Saoirse Ronan e Ed Harris non venne molto considerato alla sua uscita.

the last exorcism

 

Rai Uno a mezzanotte rispolvera un recente film dei Vanzina, “Un matrimonio da favola”. Troppo volgare, mi sa, per metterlo prima, ma ha grandi battute trashissime: “Me darebbe una grattata alle palle che so’ occupato?”. “Non è che ci fai dormì coi filippini, no?”, “Che dici, ci sposiamo a Grottaferata? Ci si è sposato anche coso der Grande Fratello”. “Mi si è accavallata ’na palla!”.

 

Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina

Finalmente, scrivevo, i Vanzina brothers tornano alla sana comicità stracultistica dei tempi d’oro con una bella scarica di battute pesanti (“E niente meteorismi!” – “Meteo… che?”) e di personaggi in gran parte riusciti che rinnovano un po’ il solito parco di facce e faccioni della mostra commedia. Anche se l’idea di partenza non è così credibile.

 

Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina

Come fai, insomma, a credere che Ricky Memphis, romano di famiglia coatta che si sta per sposare con la bella Andrea Osvart, ricca rampolla di un banchiere svizzero e puttaniere, Teco Celio il “Bombolo” del Nord, inviti al suo matrimonio a Zurigo i suoi vecchi amici dei tempi della maturità, Adriano Giannini, Giorgio Pasotti, Stefania Rocca e Emilio Solfrizzi, che non vede più da allora e dei quali non sa più niente?

 

 

Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina

Chi mai lo farebbe? Se sono i suoi migliori amici, possibile che non si sia mai più tenuto in contatto con loro? Neanche facebbok?! Detto questo, però, i Vanzina e Falcone si scatenano in maniera convulsa e maniacale ma con successo nella costruzione dei personaggi e, soprattutto, delle loro compagne e compagni.

 

ilaria spada e riccardo rossi un matrimonio da favola

Oltre che nella costruzione dei parenti di Memphis, la mamma cafona Roberta Fiorentini (“Piacere, so’ Capozzi Iole”), e lo zio ladro e coatto Max Tortora, che domina letteralmente la scena. Ma è grandiosa anche Paola Minaccioni come avvocatessa matrimonialista, ovviamente una iena, ad ogni suo “lo sfonnamo” dedicati ai mariti traditori in sala parte un boato da parte delle femmine, nonché moglie di Emilio Solfrizzi, molto Alberto Bonucci, che ha un’amante bella e coattissima, una Ilaria Spada che è una vera rivelazione, sia in mutande che quando apre bocca. Cippissima, ma perfetta. Come ai tempi di quando mostrava il sedere a “Libero”.

blue nude 2

 

Altro capolavoro stracut della serata è “Lucignolo” opera prima di Massimo Ceccherini, Cine 34 alle 00, 40, sgangherata rilettura dei personaggi collodiani con Cecche come Lucignolo, Flavio Bucci come suo padre, Alessandro Paci, che ha come padre uno strepitoso Carlo Monni, camei di Paolo Rossi, Giancarlo Antognoni, Tinto Brass e una meravigliosa Claudia Gerini che balla al palo in versione superhot per la delizia degli spettatori sporcaccioni e per il Cecche che, al tempo, perse un po’ troppo la testa per lei. Film adorato, guarda un po’, da Lietta Tornabuoni che di Cecche fu una vera fan.

massimo ceccherini alessandro paci lucignolo

 

Italia 1 all’1, 15 punta all’horror con il poco noto “The Last  Exorcism” di Ed Glass -Donnelly con Ashley Bell, Spencer Treat Clark. Mai visto. Come l’altro horror della nottata, “Cub-Piccole prede”, Rai Movie alle 2, di Jonas Govaerts, Maurice Luisten, Titus de Voost. Rete 4 sfodera i suoi gioielli alle 2, 15 con “Pierino il fichissimo” di Alessandro Metz, trashissimo falso-Pierino con tal Maurizio Esposito come protagonista. Ghiani, Ciardo, Crocitti, Jimmy il Fenomeno. E Nino Terzo con moglie scorreggiona per uno dei finali più terribili del cinema italiano con esplosioni corporali mai viste.

la mia via

 

Da cui la battuta di Nino Terzo "Attenzione: ho bisogno un tappo!" C’è anche la Pantera Rosa alias Italo Veglianti come amico di Pierino. Gné gné. Alle 2 su Cine 34 trovate il curioso, perché girato tutto su un treno Trenitalia, “Abbiamo solo fatto l’amore” di Fulvio Ottaviani con Daniele Liotti, Valerio Mastandrea e Iaia Forte. Visto allora, non è affatto male. Ci sono anche Christopher Buchholz, Francesco Siciliano, Simona Marchini e il grande Piero Natoli.

 

abbiamo solo fatto l’amore

Giuro che vedrei volentieri il vecchissimo “Eroi tra le nuvole” (“Parachute Battallion”), di Leslie Goodwins con Robert Preston, Nancy Kelly, Edmond O’Brien, Harry Carey. Film di propaganda militare girato prima di Pearl Harbour che spingeva all’entrata in guerra. Chiude la nottata alle 5 su Rai Movie il più che decoroso mafia-movie di Luigi Zampa “Gente di rispetto” con Franco Nero, James Mason, Jennifer O’Neil e Orazio Orlando. Non era affatto male, anzi.

the suicide squad 2021 cub piccole predeun topolino sotto sfratto blue nude cub piccole prede jupiter il destino the suicide squad 2021 balada triste de trompeta abbiamo solo fatto l’amore 2pantano 1abbiamo solo fatto l’amore the suicide squad 2021

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)