IL DIVANO DEI GIUSTI - E STASERA CHE CI VEDIAMO IN TV? LA7 CINEMA PROPONE "AMERICAN BEAUTY". VINSE CINQUE PREMI OSCAR - COME AL CINEMA, TROVIAMO ANCHE IN TV UNA COMMEDIA CON FABIO DE LUIGI E VIRGINIA RAFFAELE, "TRE DI TROPPO”. POCA FANTASIA, VERO? - IRIS PASSA ADDIRITTURA "FORREST GUMP". IN ALTERNATIVA, ALLA STESSA ORA, C'E' "UFFICIALE E GENTILUOMO" - IN SECONDA SERATA C'E' L'ESPLOSIVO... - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
locandina tre di troppo fabio de luigi
E quindi questo 8 marzo in tv in chiaro cosa vediamo? Esattamente come al cinema, troviamo anche in tv, Cine 34 alle 21, una commedia con Fabio De Luigi e Virginia Raffaele, “Tre di troppo”. Ci sono anche Fabio Balsamo, Marina Rocco, Barbara Chichiarelli. Poca fantasia, vero?
Rai Due alle 21 in punto almeno passa la prima commedia con Andrea Delogu, “Divorzio a Las Vegas” di Umberto Carteni con Giampaolo Morelli, Ricky Memphis, Grazia Schiavo, Gian Marco Tognazzi, che uscì din un periodo di mezza-chiusura Covid. Non so, scrivevo, se mi avesse colpito di più la recensione (una palla e mezzo) di Paolo Mereghetti con tanto di battute sul cosa avrebbero detto del film Lubitsch-Wilder e Michele Massimo Tarantino (ma cosa devono dire, Paolo?), il nudo casto ma generoso (culo+tette) della mia amica adorata Andrea Delogu al suo primo ruolo da protagonista o l’anteprima del film con mascherina, che è stata poi l’unica anteprima-evento che si sia vista a Roma.
Mi verrebbe voglia di rimandarvi al nudo di Andrea, gettato lì distrattamente tra una scena e l’altra, o alla scena del cazzone mobile cavalcato da Luca Vecchi in quel di Las Vegas, ma devo dire che sia l’anteprima a Roma che la recensione di Mereghetti mi colpirono molto. Anche perché ci riportarono per un attimo alla normalità di come si viveva il cinema in Italia, scazzi critici compresi, prima che ci chiudessero o ci mettessero le mascherine.
Quanto al film in sé stesso, maldestro nella narrazione, scrivevo, è decisamente più moderno del solito, e Andrea, che è mia amica, ma anche una bellissima ragazza, magari sarà un po’ acerba, ma porta nel film una leggerezza che poche altre attrici di professione, più seriose, avrebbero saputo portare. E questo contamina un po’ tutto. Al di là del valore della commedia, ricordo che era comunque qualcosa che ci liberava da un po’ di tensione, di ansia, leggero e divertente quanto basta.
Con tanto di Giampaolo Morelli, Ricky Memphis, Grazia Schiavo e della new entry Luca Vecchi, anche lui molto legato a Stracult, che si poteva sviluppare un po’ di più. Una leggerezza, insomma, post-vanziniana, ma che avrebbe davvero guadagnato proprio da una bella rilettura vanziniana. Due palle e mezzo…
tre di troppo fabio de luigi e Virginia Raffaele
Rai Movie alle 21, 10 punta l’8 marzo su “La poliziotta”, commedia di Steno che lanciava Mariangela Melato come comica popolare, anche se poi il ruolo finì nei tre sequel non ufficiali a Edwige Fenech. Qui, con lei, ci sono Renato Pozzetto come fidanzato, Mario Carotenuto come superiore, manche Alvaro Vitali come collega, tal Fantuzzi, Orazio Orlando, Gianfranco Barra Renato Scarpa (Camillotti, farmacista), Gigi Ballista, Armando Brancia. Fu un grande successo per tutti. Nei flani si punta tutto sul nome di Ponti produttore e sul cast, definito “veramente eccezionale”:
Mariangela Melato è definita “la più grande artista italiana”, Renato Pozzetto è ricordato per il successo di Per amare Ofelia, Alberto Lionello come «il grande attore dalle mille espressioni», Orazio Orlando ammirato come poliziotto napoletano interpretato in tv e come «esemplare marito cornuto in Peccato veniale».
Per Steno è una specie di parodia dei poliziotteschi, nati proprio da un suo film, La polizia ringrazia, anche se si può leggere, dietro l’operazione, l’ombra di un classico della commedia all’italiana come Il vigile di Luigi Zampa. Per l’occasione si sprecano due talenti come Sergio Donati e Luciano Vincenzoni. Sui flani più a Sud si legge dell’«Incontenibile successo del film che ha fatto tremare tutta Bari. In soli otto giorni 12.000 spettatori hanno subito il fascino della bella e prosperosa vigilessa urbana».
mariangela melato la poliziotta
La7 Cinema alle 21, 15 propone il romantico “Ufficiale e gentiluomo” di Taylor Hackford con Richard Gere nel momento del suo massimo splendore, Debra Winger e Louis Gossett, Robert Loggia, David Keith, David Caruso. Vinse due Oscar, per il sergente di ferro di Louis Gossett Jr e per la canzone di Buffy Sainte-Marie che il produttore, Don Simpson, voleva addirittura togliere dal film. Fece storia l’Oscar a Louis Gossett Jr come non protagonista, perché lo vinse per un ruolo ben lontano dai soliti che venivano affidati agli attori neri del tempo, il magnaccia, il cameriere, lo spacciatore.
Louis Gossett - ufficiale e gentiluomo
Questo per il pubblico nero del tempo era fondamentale. Emil Foley era il ruolo che doveva interpretare Jack Nicholson, il sergente durissimo che forma gli ufficiali americani. Un ruolo da bianco? In realtà un ruolo al di là del colore della pelle. Su Canale 27 alle 21, 15 abbiamo “Il Principe cerca moglie”, bella commedia di John Landis con Eddie Murphy, Shari Headley, Arsenio Hall, James Earl Jones. 33 anni dopo arrivò un sequel diretto da Craig Brewer.
Su Iris alle 21, 15 passa addirittura “Forrest Gump”, capolavoro di Robert Zemeckis con Tom Hanks nel ruolo della sua vita come un candido personaggio che attraversa la storia d’America con la stessa grazia imperturbabile. E lo vorremmo vedere alle prese con Donald Trump oggi un Forrest Gump. Con Tom Hanks ci sono Robin Wright Penn, un meraviglioso Gary Sinise che ha costruito una sorta di film della sua vita partendo proprio dal suo personaggio di veterano di guerra, Sally Field, Mykelti Williamson.
Su Rai4 alle 21, 20 vedo che passa l’action “Faster”di George Tillman jr. con Dwayne Johnson, Billy Bob Thornton, Moon Bloodgood, Oliver Jackson-Cohen, Maggie Grace, con Dwayne Johnson che ecse di prigione dopo dieci anni e ha una sola idea in testa, vendicarsi della morte del fratello. Si porta dietro un poliziotto, Billy Bob Thornton, e un assassino, Oliver Jackson-Cohen. Era un gran bel fantasy “Ladyhawke” di Richard Donner con Matthew Broderick, Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer, Leo McKern, Ken Hutchison, dove la bella Michelle Pfeiffer diventava un falco di giorno e la donna del cavaliere Rutger Hauer di notte. Tra gli atori minori potete riconoscere Massimo Sarchielli, Nello Pazzafini, Benito Stefanelli. Tutto girato in Italia. Il falco è interpretato, leggo, da certo Spike II. Lavorò da attore fino al 2000, poi diventa ambasciatore Audubon e morì nel 2007. Una lunga vita.
Rai5 alle 21, 20 rimane in tema 8 marzo col biopic “Simone Veil – La donna del secolo” diretto da Olivier Dahan con Elsa Zylberstein, Rebecca Marder, Elodie Bouchez, Judith Chemla, Olivier Gourmet. Meno Tv8 alle 21, 30 col thriller “Operation Fortune” di Guy Ritchie con Jason Statham, Aubrey Plaza, Hugh Grant, Josh Hartnett, Cary Elwes.
Si torna in tema però con “La candidata ideale” della regista araba Haifaa Al-Mansour con Mila Al Zahrani, Nora Al Awad, Dae Al Hilali, Tv2000 alle 21, 40, dove una dottoressa saudita si oppone alla società patriarcale del suo paese e si candida. Venne presentato in concorso a Venezia nel 2019. Haifaa Al-Mansour diresse “La bicicletta verde”, primo film arabo diretto da una ragazza.
Passiamo alla seconda serata con l’esplosivo “Fahrenheit 11/9” di Michael Moore, La7 alle 23. L’11/9 è quando venne eletto la prima volta Donald Trump. Il film è il primo atto d’accusa contro l’amministrazione Trump, ovviamente. Prodotto inizialmente da Harvey Weinstein, si trovò senza finanziamenti quando il potente produttore finì indagato per molestie sessuali. Trump vinse un Razzie Awards come peggior attore nel ruolo di se stesso nel film.
La7 Cinema alle 23, 35 propone “American Beauty”, importante film diretto da Sam Mendes con Kevin Spacey, Annette Bening, Mena Suvari, Thora Birch, Wes Bentley, Chris Cooper., Allison Janney. Vinse cinque Oscar, miglior film, regia, sceneggiatura, di Alan Ball, protagonista, Kevin Spacey, e fotografia, il grande vecchio Conrad L. Hall. Alan Ball, lo sceneggiatore lo aveva pensato come una commedia teatrale, in qualche modo lo è ancora. Steven Spielberg, dopo aver letto la sceneggiatura disse alla DreamWorks “facciamolo e non cambiamo una parola della sceneggiatura”. Fu lui a segnalare e imporre Sam Mendes come regista. Alla sua opera prima.
Su Cielo alle 23, 25 trovate l’ottimo “La favorita” di Yorgos Lanthimos con Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Stone, Nicholas Hoult, James Smith, Joe Alwyn. Vediamo cosa ne scrissi quando lo vidi a Venezia. "Questo fango puzza" - "Qui cacano per strada, le definiscono osservazioni politiche". Devo dire che questo The Favourite, lesbo-kubrickata diretta da Yorgos Lanthimos, ma molto vicino al vecchio Tom Jones di Tony Richardson per ironia e voglia di trasgressioni e sperimentazioni, non è uno di quei filmoni metaforici eccessivi del regista greco tipo The Lobster, ma una ben più divertente divertita e molto ben recitata visione della vita di corte del primo Settecento inglese. Magari con un taglio un filo misogino, e con un desiderio di fare un cinema più popolare.
Non un grandissimo film, forse, ma un buon divertimento, con un trio di protagoniste femminili favolose, la già superpremiata e pronta all’Oscar (che vincerà) Olivia Colman, Rachel Weisz e la più giovane Emma Stone, una brillante sceneggiatura di Deborah Davis e Tony McManara, e una bella fotografia di Robbie Ryan. Ovviamente, come in Mary Queen of Scots, lo scontro è tutto al femminile. E le ragazze in campo sono agguerritissime. Qui lo sono al punto che alla corte della vecchia e gottosa Queen Jane, Olivia Colman, golosa di cibo e di sesso femminile, sconvolta dalla scomparsa di ben 17 figli nati morti e sostituiti da altrettanti coniglietti, se la giocano due favorite, Lady Marlborough, Rachel Weisz, e la più giovane ma non meno aggressiva Abigail, Emma Stone. Abigail - partendo da una classe inferiore, il padre l'ha persa al gioco, il whist, e la ragazza è precipitata verso il fondo – scala dal basso il palazzo della regina,
trama coi maschi nemici o finti amici della favorita Lady Marlborough, per finire nel letto di Queen Jane e trovare tra le sue gambe la chiave della scalata al potere. Nel gioco delle trame di corte Emma Stone è una notevole gatta morta e Rachel Weisz perfetta come favorita ufficiale dura e senza scrupoli e a Olivia Colman spetta il ruolo più duro della gottosa e golosa regina. Magari vi piacerà di più “Il cardellino” diretto da John Crowley, sceneggiato da Peter Straughan, tratto dal romanzo omonimo di Donna Tartt con Ansel Elgort, Nicole Kidman, Oakes Fegley, Aneurin Barnard, Finn Wolfhard, Sarah Paulson, storia di un ragazzo che cresce a New York dovendo digerire la morte della madre,
uccisa in un attentato terroristico al Metropolitan Museum. Siamo sul film letterario ovviamente anche con “Ritratto di signora” diretto da Jane Campion, tratto dal capolavoro letterario di Henry James con Nicole Kidman, John Malkovich, Barbara Hershey, che venne candidata all’Oscar, ma anche John Gielgud, Shelley Winters, Shelley Duvall, Valentina Cervi, Viggo Mortensen. Alla fine delle riprese Nicole Kidman si prese due settimane di pausa per riprendersi dallo stress. Io temo di essermi addormentato in sala quando lo vidi a Venezia. Ma l’ho rivisto e l’ho trovato bello, ma un po’ pesante. E parecchio, parecchio bertolucciano…
Se vi è piaciuto “Agata Christian” dovrebbe piacervi anche di più la grande e sfortunata dark comedy di Maccio Capatonda “Omicidio all’italiana” opera seconda di Marcello Macchia alias Maccio Capatonda, che lo interpreta in ben tre ruoli assieme a Luigi Luciano alias Herbert Ballerina e a una strepitosa Sabrina Ferilli come Donatella Spruzzone, Cine 34 all’1, 10.
“Cogne, Avetrana, Novi Ligure, che hanno più di noi?”, si chiedono Piero e Marino Peluria, sindaco e vicesindaco di Acitrulo, di fronte alla possibilità di risolvere la miseria del loro paesino sperduto fra le montagne abruzzesi con un delitto da esibire in tv nel megashow sanguinoso “Chi l’acciso” condotto dalla superstar Donatella Spruzzone. Poco conta, anche per lei, se non si tratti di un vero delitto (ma ne siamo sicuri?), di fronte all’idea di poter far diventare Acitrulo, “la città della morta ammazzata”.
Anche se non ho mai assaggiato né l’amaraccio, l’imbevibile liquore di Acitrulo, né il babacchione, il dolce tipico del posto, da prendere subito dopo l’amaraccio, posso dirvi che questo Omicidio all’italiana, sfortunato in sala, a me parve una bomba. Non c’è solo la parodia dei programmi del dolore alla “Chi l’ha visto?” o alla “Vita in diretta”, c’è la parodia di un intero paese, il nostro, perduto dietro la necessità di sentirsi connessi, di una classe politica che non va oltre le frasi fatte, “uscire dall’euro è stata una sciocchezza”, di intere generazioni rovinate dai selfie e dal gomorrismo televisivo.
robin hood – l’origine della leggenda
“Cosa prova in questo momento?”, continuano a chiedere i giornalisti ai 16 abitanti di Acitrulo, diventata improvvisamente famosa grazie al delitto con dodici coltellate di una contessa. “Tanto dolore”, risponde un vecchietto seduto sulla tazza del cesso, “perché sono stitico”.
Rai Movie all’1, 15 passa “Robin Hood – L’origine della leggenda” di Otto Bathurst con Taron Egerton, Jamie Foxx, Eve Hewson, Jamie Dornan, Ben Mendelsohn, Tim Minchin. Nella notte passa un po’ di tutto. Il film più trash è forse “La cognatina” di Sergio Bergonzelli con Karin Well, Greta Vayan, Robert Woods, Carlo Micolano, Pupo De Luca, Mimma Monticelli. Prima commedia sexy da protagonista per Karin Well, che somigliava come una goccia d’acqua a Raffaella Carrà e per questo fece un certo successo sui giornaletti porno.
robin hood – l’origine della leggenda 1
Al cinema un po’ meno. Con lei un nome prestigioso del nostro western come l’americano Robert Woods, in una rara uscita sexy. Ma ci sono anche una specie di Don Camillo, Pupo De Luca, e una Peppona, Mimma Monticelli, un figlio balbuziente, una contadina modenese. Dirige il tutto, con una certa destrezza Sergio Bergonzelli. Il film è segnalato abbondantemente, come molti altri titoli del regista, sulle pagine de Il Giornale dello Spettacolo.
Così scopriamo che è un film di ripiego, visto che Bergonzelli avrebbe voluto girare due western in Spagna, Zanna Bianca e il cacciatore solitario e Zanna Bianca e i cercatori d’oro, ma non gli era riuscito di chiudere la coproduzione, per la lentezza burocratica del Ministero spagnolo. Così si butta sull’erotico.
Bocciato il 23 dicembre 1974 («contrario al buon costume sia nelle scene sia nella tematica»). Scrive l’anonimo giornalista: «Un Natale amaro e un Capodanno amaro! Un cattivo scherzo della Befana per Bergonzelli e l’Apotheosis!». Viene ripresentato un mese dopo in censura e alleggerito di alcune sequenze. Promosso. «La pochade, si sa, ha un suo stile, una grammatica costante in tutte le età e in tutti i paesi e La cognatina, che intende inserirsi in quel genere, non è mancato all’appuntamento con la beffa, col grottesco, col paradosso».
Leggiamo più avanti che «forse Bergonzelli si era lasciato prendere la mano dal divertissement e qualche sequenza era risultata greve e piccante oltre misura: quindi ha accettato di alleggerire in 8 punti precisati». Rete 4 alle 4 propone un bel po’ più pesante “La torre del piacere” di Abel Gance con Pierre Brasseur, Silvana Pampanini, Paul Guers, Michel Bouquet.
Chiudo, Ciene 34 alle 4, 30, con la cafonata “Da Scaramouche or se vuoi l’assoluzione baciar devi sto… cordone” di Gianfranco Baldanello con Stan Cooper alias Stelvio Rosi, Dada Gallotti, Franca Gonella, e come comici il mitico Mario Brega in coppia con Rolando De Santis, celebre caratterista felliniano, detto Er Chiodo, per come ballava mi spiegò il mio amico Nick Di Gioia. Ma anche perché ti tormentava come un chiodo per avere un ruolo dei film, come faceva con Fellini.
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