IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA IN CHIARO VEDO CHE HANNO FATTO USCIRE DEI FILM SICURI. COME “IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO”, MA ANCHE IL THRILLERONE “GIUSTIZIA PRIVATA” E IL FAVOLOSO “300” - VOLETE UN FILM ITALIANO? PASSA IL RECENTE “E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A GUARDARE”. È UN PO’ ITALIANO ANCHE “LE VELE SCARLATTE”, TRATTO DAL ROMANZO DELLO SCRITTORE RUSSO PACIFISTA DEL 1923 ALEXANDER GRIN, ADATTATO ALLA NORMANDIA, ANZI ALLA PICARDIE, NEGLI ANNI SUCCESSIVI ALLA GRANDE GUERRA – NELLA NOTTE, COL RITORNO IN PISTA DI NICOLE MINETTI ANDREBBE RIVISTO IL FILM GIRATO SUI SET BERLUSCONIANI “VITA SMERALDA”… - VIDEO
il matrimonio del mio migliore amico
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? In chiaro vedo che hanno fatto uscire dei film sicuri. Come “Il matrimonio del mio migliore amico” diretto da P.J. Hogan, scritto da Ron Bass con Julia Roberts, Cameron Diaz, Rupert Everett, Dermot Mulroney, che trovate su Rai Uno alle 21, 30. Leggo che il film era così divertente nelle preview che vennero aggiunti 17 minuti che erano stati tagliati.
Canale Nove alle 21, 30 propone il thrillerone “Giustizia privata” diretto da F. Gary Gray con Gerard Butler, Jamie Foxx, Colm Meaney, Bruce McGill, Leslie Bibb, Michael Irby, Viola Davis. Come spiega il titolo un cittadino onesto non ci sta a vedere l’assassino della sua famiglia uscire di galera. Così si arma e fa da sé. Modello Charles Bronson, insomma. Gerard Butler è il giustiziere e Jamie Foxx il procuratore. Ma i ruoli possono anche essere scambiati. Scritto da Kurt Wimmer con revisioni di Frank Darabont.
Canale 20 alle 21, 10 propone il favoloso “300” diretto da Zack Snyder, ma ricostruito dalla graphic novel di Frank Miller, con un cast paurosi di boni, sia al naturale che photoshoppati, da Gerard Butler a Dominic West, da Michael Fassbender al Serse un po’ imbarazzante di Rodrigo Santoro. Devo dire che allora mi era molto piaciuto, anche se Zack Snyder non si è sempre mantenuto a questa altezza, anzi. Magari oggi gli effetti datati 2006 sembreranno un po’ cheap…
Rai Movie alle 21, 10 passa il più raro “Il giorno del delfino” diretto da Mike Nichols nel 1973, scritto da Buck Henry tratto dal romanzo di Robert Merle, con George C. Scott, Trish Van Devere, Paul Sorvino, John Dehner, Severn Darden, Victoria Racimo, Elizabeth Wilson, dove un biologo marino capisce come comunicare coi delfini, ma c’è chi vuole usare i delfini per altri scopi. E’ il film che doveva girare Roman Polanski con Jack Nicholson poco prima della morte di Sharon Tate.
paul sorvino in il giorno del delfino
Si pensò di farlo fare a Franklyn J. Schaffner, che con George C. Scott aveva appena girato “Patton”. Alla fine il produttore, Joseph E. Levine, lo passò a Mike Nichols, che aveva appena fatto due grandi film con lui, “Il laureato” e “Conoscenza carnale”. Questo però non funzionò. Nichols si trovò malissimo con George C. Scott, costoso, e gran bevitore, che aveva appena lasciato la moglie, Colleen Dewhurst, per la più giovane Trish Van Devere, che impose qui come coprotagonista.
Ma forse non era il genere adatto per Nichols. L’insuccesso del film fece rompere i rapporti tra Nichols e il suo sceneggiatore, Buck Henry, col quale stava lavorando a “Gli ultimi fuochi”, che finì poi nelle mani di Elia Kazan e Harold Pinter, come sceneggiatore. Leggo che i due delfini protagonisti recitarono fino alla fine delle riprese, poi scapparono e non tornarono più.
e noi come stronzi rimanemmo a guardare 4
Volete un film italiano? Su Cine 34 alle 21 passa il recente “E noi come stronzi rimanemmo a guardare” di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif con Fabio De Luigi, Ilenia Pastorelli, Pierfrancesco Diliberto, Valeria Solarino. E’ un po’ italiano anche “Le vele scarlatte” di Pietro Marcello con Juliette Jouan, Louis Garrel, Raphaël Thiéry, Noémie Lvovsky, Yolande Moreau, Rai5 alle 21, 20.
“Le vele scarlatte", che traduce l’originale “L’envol”, è un film decisamente meno stravagante e più normalizzante rispetto al precedente “Martin Eden”, che Pietro Marcello ha diretto in Francia, tratto dal romanzo dello scrittore russo pacifista del 1923 Alexander Grin, adattato alla Normandia, anzi alla Picardie negli anni successivi alla Grande Guerra. Quello che ci piace di più del film è la ricostruzione del vecchio cinema storico francese con quei faccioni alla Michel Simon o alla Jean Gabin.
Marcello, con la collaborazione del suo sceneggiatore di fiducia, Maurizio Braucci, e di Maud Adeline, ricostruisce infatti con grande cura un mondo ormai perduto di un secolo fa curando l’immagine, assieme al direttore della fotografia Marco Graziaplena, in modo che si amalgami nell’impasto dei vecchi filmati ricolorati della guerra e del tempo e ci rimandi a quel che ci è più vicino, cioè il cinema francese fra le due guerre che ha formato tanti intellettuali anche italiani.
La storia è quella di un soldato, il grosso, pesante Raphael interpretato dal monumentale Raphael Thiery, una specie di Michel Simon di oggi, che torna dalla guerra nel suo paesello in Picardie, vedovo della amata moglie Marie, ma padre della bambina Juliette, che è stata cresciuta da una vicina, Adeline, Noémie Lvovsky. Raphael ha dei problemi a trovare lavoro, ma ha le mani d’oro sia come falegname che come fabbricante di giocattoli che come riparatore di pianoforti.
Quando la ragazza cresce, Juliette, interpretata da Juliette Jouanno, le cose si complicano con un sub-plot mélo che prevede un bel pilota, Louis Garrel, un giovane che vuole vendicarsi e una pistola. Non strampalato, curioso, vitale come “Martin Eden”, ha una costruzione decisamente più tradizionale, quasi documentaristica, che porta il film verso il genere che Marcello riesce meglio a controllare, anche se a un certo punto senti il bisogno di una storia.
Funziona magari meno quando cerca di trovarsi una forma tra il mélo, il favolistico, poi il musical francese tra Demy e Dumont, senza sviluppare davvero una strada. Come fosse un problema di timidezza, di non voler esagerare. Rimane però un buon film, colto, intelligente, benissimo interpretato, ben musicato da Gabriel Yared e il faccione e le manone di Raphael Thiery sono notevoli.
Tv2000 alle 21, 10 propone “Il segreto di Santa Vittoria” girato negli anni ’60 da Stanley Kramer in Italia, a Anticoli Corrado trasformata nella cittadina di Santa Vittoria, con Anthony Quinn dilagante come sindaco Italo Bombolini, Anna Magnani sua moglie, Virna Lisi, Renato Rascel, Giancarlo Giannini, Hardy Kruger e una marea di caratteristi italiani del tempo, da Gigi Ballista a Carlo Pisacane detto Capannelle.
La stravaganza è che è il primo film dove tutti gli attori italiani parlano inglese, perché siamo in un film americano. Non solo la Magnani o Giannini, anche Francesco Mulé, Rascel, Leopoldo Trieste, Ballista. Per farlo dovettero fare mesi di prove. Su Amazon, se c’è ancora il film, potete sentirli in inglese, visto che non c’è una pista di doppiaggio italiana. Leggo che la Magnani fu faticosa. Detestava Anthony Quinn e in una scena di scontro con lui cercando di dargli un calcio nel sedere, si ruppe un piede.
Non capisco come la Magnani fosse un problema in tutti i film americani che ha girato. Con Quinn avevano già girato un film a Hollywood, ”Selvaggio è il vento” diretto da George Cukor, prodotto da Hal Wallis che la aveva messo sotto contratto, che vide nominati agli Oscar sia Quinn che la Magnani. Anche qui recita svogliatamente. Mentre Quinn esagera come italiano con la bottiglia in mano. Il primissimo cast doveva vedere Spencer Tracy come sindaco e Max Von Sydow come ufficiale tedesco. Doppiato penso sia un film quasi impossibile.
Iris alle 21, 10 tira fuori dalla naftalina un vecchio western con Audie Murphy, “Sfida nella valle dei Comanche” diretto dal trafficone Frank McDonald con Audie Murphy, Ben Cooper, Colleen Miller, Jan Merlin. Leggo che è un remake di “Last of the Badmen” (1957). Girato sul set della serie “Bonanza”. Su Canale 27 alle 21, 10 passa “Un poliziotto alle elementari 2” diretto da Don Michael Paul con Dolph Lundgren, Sarah Strange, Andre Tricoteux, Aleks Paunovic, Fiona Vroom. Mai visto.
Su La 7 Cinema alle 21, 15 trovate “Un giorno come tanti” di Jason Reitman con Kate Winslet, Josh Brolin, Tobey Maguire, Gattlin Griffith, Dylan Minnette, commedia sentimentale con dramma che vede una madre e suo figlio ospitare un uomo che potrebbe essere quello giusto. Solo che è un evaso cercato dalla polizia. Strepitosi i due protagonisti. Film molto sottile. Tratto da un romanzo di Joyce Manard.
Rai4 alle 21, 20 propone il thriller spagnolo “Hostage Radio” di Pedro C. Alonso con Eddie Marsan, Paul Anderson, Ivana Baquero, Richard Blake, Alexis Rodney, dove un presentatore radiofonico viene messo in mezzo da due sconosciuti che lo spingono a leggere il loro testo…Tutto sulle spalle di Eddie Marsan.
Passiamo alla seconda serata con un film italiano che proprio non ho mai sentito, “L’anno dell’uovo”, diretto da Claudio Casale con Yile Yara Vianello, Andrea Palma, Regina Orioli, Rai5 alle 23, 05. Iris alle 23, 05 ripropone il bellissimo “Uomini e cobra” raro western di Joseph L. Mankiewicz con Kirk Douglas, Henry Fonda, Warren Oates, Burgess Meredith. Cine 34 alle 23, 20 propone “Ci vuole un gran fisico”, il primo film da protagonista di Angela Finocchiaro, diretta da Sophie Chiarello con Raul Cremona, Elio, Jurij Ferrini, Antonella Lo Coco, Laura Marinoni. Favoloso Elio come marito inutile.
nicole kidman in la donna perfetta
La7 Cinema alle 23, 20 passa “La donna perfetta” di Frank Oz con Nicole Kidman, Matthew Broderick, Bette Midler, Glenn Close, Christopher Walken, remake non riuscitissimo, per non dire disastroso, di “La fabbica delle moglie” / “The Stepford Wives” diretto da Bryan Forbes, tratto dal romanzo di Ira Levin, con Katharine Ross, Paula Prentiss, Peter Masterson, Nanette Newman, Tina Louise, grande modello per una serie di film di fantascienza femminista, come “Barbie”. Venne riscritto e rimontato inutilmente, perché i difetti e i buchi narrativi vennero solo aumentati. La Kidman si prese 15 milioni di dollari per il ruolo da protagonista.
la donna del mistero decision to leave 9
Rai4 alle 23, 30 presenta il thriller australiano “Backtrack” di Michael Petroni con Adrien Brody, Sam Neill, Robin McLeavy, Bruce Spence, Anna Lise Phillips, Jenni Baird. Su Cielo alle 23, 30 il bellissimo noir “Decision to Leave” di Park Chan-wook con Tang Wei, Park Hae-Il, Lee Jung-Hyun, Go Kyung-pyo, Park Yong-woo, Yong-woo Park. Rai Due alle 0, 50 propone la commedia “Il regno” di Francesco Fanuele con Stefano Fresi, Max Tortora, Silvia D'Amico, Fotinì Peluso, Francesca Nunzi.
Col ritorno in pista di Nicole Minetti andrebbe rivisto il film girato sui set berlusconiani “Vita smeralda” diretto da Jerry Calà con Jerry Calà, Eleonora Pedron, Francesca Cavallin, Benedetta Valanzano, Guido Nicheli. La7Cinema all’1, 05 passa il notevolissimo “Lunchbox” di Ritesh Batra con Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Denzil Smith, Bharati Achrekar.
Il film, ideato dallo stesso regista assieme a Rutvik Oza, è tutto basato sulla incredibile pratica indiana dei Dabbawallahs. In pratica da qualcosa come 123 anni, gli impiegati indiani non vanno al baretto sotto l’ufficio per l’ora di pranzo né alle mense aziendali, ma si fanno mandare da casa, amorosamente cucinato dalle mogli, il pranzo, il lunch box del titolo.
Chi va a Mumbay sa che a una certa ora, buffi signori in bicicletta girano casa per casa per raccogliere i pranzetti, li stivano in un treno e questi, puntualmente, vengono consegnati sulle scrivanie dei mariti. In Italia non lo facciamo più nemmeno con le colazioni dei ragazzini a scuola, figurarsi le nostre mogli coi loro mariti… Il fatto incredibile è che in una città così grande e popolosa questi lunchbox non si perdano e vadano dritti sul tavolo del destinatario. Infatti il film di Ritesh Bara parte proprio da un errore.
Un giorno, per sbaglio, il pranzetto cucinata dalla bellissima Ila, Nimrat Kaur, moglie poco amata da un marito a dir poco distratto, Nawazuddin Siddiqui, finisce sul tavolo di un bel vedovo ormai vicino alla pensione, Saajan, interpretato dalla star indiana e ormai internazionale Irrfan Khan (“Vita di Pio”, “Spider Man”, “Il milionario”).
E, ovviamente, il pranzo a base di cavoli che doveva andare a Saajan, cucinato da un ristorante, finisce al marito di Ila, che nemmeno se ne accorge. Niente di che. Uno sbaglio. Ma invece di segnalare l’errore, Ila non solo si ritrova a ripeterlo, ma finirà per stare al gioco, inviando al misterioso uomo che riceve i suoi pranzetti delle vere bontà.
A sua volta, Saajan intesserà con lei un rapporto di messaggi e di delicatezze che il marito, tutto preso nel suo lavoro, non le avrebbe mai rivolto. In pratica, complice il Dabbawallahs, due solitudini, quella della moglie poco amata e quella del vedovo intristito finiranno per trovarsi e amarsi attraverso messaggi e messaggini. Si incontreranno mai? Chissà.
Iris all’1, 35 punta sul sicuro col thriller “Formula per un delitto”, solidamente diretto da Barbet Schroeder con Sandra Bullock, Ben Chaplin, Ryan Gosling, Michael Pitt, Chris Penn. Purtroppo non è bellissimo “Legend”, biopic sulle attività criminali dei fratelli Kray, interpretati entrambi dalla star inglese Tom Hardy, diretto da uno specialista come Brian Helgeland con Emily Browning, David Thewlis, Duffy, Christopher Eccleston, Chazz Palminteri, Rai Movie alle 2, 55. Il primo film sui fratellini, “The Krays”, diretto da Peter Medak con i veri gemelli Kemp, cioè gli Spandau Ballet e Billie Whitelaw come la loro mammina era decisamente superiore.
Su Rete 4 alle 2, 55 passa un capolavoro della fantascienza americana anni’50, “Il pianeta proibito”, diretto da Fred M. Wilcox con Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen, Jack Kelly, Warren Stevens. Ma ruba la scena a tutti Robby the Robot. Su Iris alle 3, 40 trovate la commedia “Non mangiate le margherite” diretto da Charles Walters con David Niven che fa il critico teatrale che si trasferisce con moglie e figli in campagna, Doris Day, Janis Paige, Spring Byngton.
Doris Day canta «Que Sera Sera» a David Niven in un ristorante italiano. Tratto da un romanzo autobiografico di Jean Kerr, moglie del vero critico Walter Kerr, fu un grande successo al tempo. Cine 34 alle 4, 20 si butta sullo stracult con “La morte è di moda”, thriller di Bruno Gaburro con Anthony Franciosa, Miles O'Keeffe, Teresa Leopardi, Marina Giulia Cavalli, Luigi Montini, Giancarlo Prete, Giuseppe Pambieri.
Chiudo con uno degli ultimi partizan film slavi, “Il grande trasporto”, diretto da Veljko Bulajic con un ricco cast, James Franciscus, Steve Railsback, Edward Albert, Helmut Berger, Robert Vaughn, 'Bata' Zivojinovic, Rai Movie alle 5. Robert Vaughn ha detto che la produzione era totalmente disorganizzata, per tornare in albergo gli era capitato di fare l’autostop. Sti americani…
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