IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO? IL FILM PIÙ STRANO È “IO SONO L’ABISSO”, SCRITTO E DIRETTO DA DONATO CARRISI, CON MICHELA CESCON, GABRIEL MONTESI, SU RAI MOVIE ALLE 21.10 – IRIS PASSA IL VISTISSIMO MA SEMPRE STREPITOSO “BASTARDI SENZA GLORIA” O “INGLOURIOUS BASTERDS” DI QUENTIN TARANTINO CON UN CAST CLAMOROSO – TV2000 PROPONE IL SECONDO DEI TRE “FRANCESCO” DI LILIANA CAVANI, QUELLO CON MICKEY ROURKE – LA NOTTATA SI RIANIMA CON IL CULT MOVIE DI GABRIELE MAINETTI “LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT”… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera in chiaro? Il film più strano, ma da vedere, è “Io sono l’abisso”, scritto e diretto da Donato Carrisi con Michela Cescon, Gabriel Montesi, Sara Ciocca, Giordana Faggiano, Sergio Albelli, uscito nel 2022, su RaiMovie alle 21.10.
Vediamo cosa ne scrivevo. Al suo terzo film, ovviamente giallo, dopo “La ragazza nella nebbia”, buono ma un filo derivativo, e “L’uomo nel labirinto”, troppo ambizioso e meno riuscito, Donato Carrisi con “Io sono l’abisso”, trova finalmente la sua strada più personale, con un grande recupero della storia dei casi criminali italiani degli ultimi anni, e costruisce così il suo miglior film.
Grazie anche a tre strepitosi protagonisti, che quando il film uscì il regista chiese, per un assurdo vezzo autoriale, di non svelare, che sono alle prese con tre strepitosi personaggi che riprendono appunto alcune delle storie criminali italiane più celebri. E che aiutano il regista a mettere in scena, a dare vita a un unico racconto che possa contenerle tutte. Ma in una maniera personale, lontana dai modelli di gialli francesi o nordici o dalle costruzioni labirintiche all’americana.
Intorno al Lago di Como, e al suo passato di grande set cinematografico, Carrisi lancia tre personaggi e tre diversi percorsi. C’è un giovane serial killer completamente glabro dalla doppia personalità, Gabriel Montesi, che si traveste per uccidere signore d’età che raccatta nelle balere.
C’è una sorta di detective per caso, Michela Cescon, che cerca di aiutare le donne sottoposte a violenza dai maschi. C’è una ragazzina aspirante suicida, Sara Ciocca, salvata dal serial killer, che cerca di uscire da una brutta situazione. Ognuno dei tre personaggi ha un pesante passato che ne condiziona le azioni, che si svelerà nella parte finale del film.
Mentre il percorso di ognuno di loro si scontrerà inevitabilmente, nel bene e nel male, con quello degli altri due. Non è da subito un film facile da costruire. Perché non è facile costruire geometrie su tre diversi piani di racconto. E non c’è una vera e propria trama gialla, visto che è chiaro da subito chi è il serial killer e quel che si deve svelare è solo il passato dei personaggi. Anche se è un passato importante.
E da buon criminologo, lo stesso Carrisi ha spiegato in conferenza stampa come si capisca solo dal passato violento di un omicida, come Luigi Chiatti, il perché delle sue azioni. E non c’è una reale divisione tra il bene e il male nei personaggi presentati. E questo li rende, se non più interessanti letterariamente, sicuramente più adatti alla tensione.
Preciso, documentato, motivato, Carrisi non gioca sulle azioni dei suoi personaggi, ma cerca di sezionarli e di capirli. Aiutato da tre attori sorprendenti.
Cine 34 alle 21, propone la commedia “Ricchi a tutti i costi” di Giovanni Bognetti con Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Dharma Mangia Woods, Claudio Colica, Fioretta Mari, sequel di “Natale a tutti i costi”. L’avrò visto?
Canale 20 alle 21,10 passa l’action “I predoni” di Steven C. Miller con Bruce Willis, Christopher Meloni, Dave Bautista, Adrian Grenier, Lydia Hull. Sembra che sia bruttissimo. Mi sa che è meglio buttarsi nei tanti film anni ’90 presenti stasera. Come “Due nel mirino” di John Badham con Mel Gibson, Goldie Hawn, David Carradine, Bill Duke, Stephen Tobolowsky, Joan Severance, Jeff Corey, Canale 27 alle 21,15, che all’epoca era un film importante. Storia di informatori dell’FBI che vivono una seconda vita, ma qualcuno li fa scoprire.
La coppia doveva essere formata da Goldie Hawn e Kurt Russell, che però stava su “Tango & Cash” con Stallone. Così venne chiamato Mel Gibson. Leggo di una spettacolare sequenza di zoo con veri animali selvaggi: un leone, un babbuino, un'iguana, un varano, un pitone, tre giaguari, quattro alligatori, sei tigri, sei scimpanzé e 25 tipi di pappagalli. Mel Gibson era dieci anni più giovane di Goldie Hawn…
Siamo sempre negli anni’90 con “Il cliente”, legal thriller diretto da Joel Schumacher, tratto da un bestseller di John Grisham con Susan Sarandon, che venne candidata all’Oscar, Tommy Lee Jones, Brad Renfro, Ossie Davis, Mary-Louise Parker, LA7 Cinema alle 21,15.
Iris alle 21, 15 passa il vistissimo, ma sempre strepitoso “Bastardi senza gloria” o “Inglourious Basterds” di Quentin Tarantino con Brad Pitt, Eli Roth, Christoph Waltz come Hans Landa, Diane Kruger, Mike Myers, B.J. Novak, Samm Levine, Daniel Brühl, Michael Fassbender, Til Schweiger come Hugo Stiglitz. Cast strepitoso. Vinse l’Oscar, su 8 nominations, solo Christoph Waltz, da non protagonista.
Ma il vero miracolo è negli incroci dei dialoghi in più lingue, con attori che riescono a parlare tutte perfettamente. Due scene sono veri capolavori, la prima, che tra Christoph Waltz a caccia di ebrei e il contadino francese che li nasconde Denis Mecochet e quella della locanda con Michael Fassbender vestito da nazista e August Diehl.
brad pitt bastardi senza gloria
Rai4 alle 21,20 propone l’action australian-colombiano “Jungle” diretto da Greg McLean con Daniel Radcliffe, Thomas Kretschmann, Alex Russell, Yasmin Kassim, Jacek Koman. Come sopravvivere nella giungla amazzonica. Interessante, Rai 5 alle 21, 20, anche “Saint Judy” di Sean Hanish con Michelle Monaghan, Alfred Molina, Alfre Woodard, Leem Lubany, Peter Krause, Common, serissimo film sulle leggi per i diritti degli immigrati negli Stati Uniti. Prima dell’arrivo di Trump e degli uomini dell’Ice.
Cielo alle 21,20 passa l’action con caccia all’uomo di Andrew Davis “Reazione a catena” con Keanu Reeves, Morgan Freeman, Joanna Cassidy, Rachel Weisz, Fred Ward, dove due ricercatori che lavorano sull’energie alternative dell’Università di Chicago diventano bersagli umani quando vengono accusati ingiustamente di furto e di omicidio.
Il meccanismo è sempre quello. Reeves e Reisz in fuga per tutto il film. Brian Cox racconta che, malgrado ci fossero otto sceneggiatori a lavorare sulla sceneggiatura, giravano senza dialoghi scritti e molte cose le ha dovute improvvisare da solo.
Tv2000 alle 21,40 propone il secondo dei tre “Francesco” di Liliana Cavani, quello con Mickey Rourke, Helena Bonham Carter, Andréa Ferréol, Paolo Bonacelli, Hanns Zischler, Mario Adorf, Lucio Rosato. Notevole la scena di Mickey Rourke nudo nella neve…
Passiamo alla seconda serata con “Il processo di Norimberga” di Yves Simoneau con Alec Baldwin, Brian Cox, Jill Hennessy, Christopher Plummer, Roger Dunn, La7 alle 22. E’ una ricostruzione attendibile del processo. Tra tante repliche vi segnalo “La zona morta” di David Cronenberg con Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Nicholas Campbell, Mediaset Italia 2 alle 23,20.
susan sarandon e geena davis 2
Ma anche, su La7 Cinema alle 23,30, il sempre ottimo “Thelma & Louise” di Ridley Scott con Susan Sarandon come la cameriera Thelma e Geena Davis come la moglie sciocchina e mal sposata Louise in giro per l’America dall’Oklahoma al Messico in una vacanza di due giorni che diventerà una fuga (armata) verso un nuovo mondo, il film che fece capire alle ragazze che potevano sfanculare mariti e amanti e andare in giro da sole e prendersi la loro libertà senza i maschi attorno. E si ci provano gli spari. Bang! Tra i maschi del film Harvey Keitel, Michael Madsen e un giovanissimo Brad Pitt.
Iris alle 0,10 passa il film di esordio di Paul Thomas Anderson, il favoloso “Boogie Nights”, viaggio nel mondo del cinema porno storico di Los Angeles, con Burt Reynolds regista baffuto, Mark Wahlberg come simil John Holmes superdotato, Heather Graham nuda sui pattini, Julianne Moore star scostumata, William H. Macy operatore cornuto, John C. Reilly, Luis Guzman, Philip Seymour Hoffman e non so quanti altri.
heather graham nuda in boogie nights
DiCaprio doveva fare il ruolo del protagonista, andato poi a Mark Wahlberg, «Il mio più grande rimpianto è non aver fatto Boogie Nights. Era un film profondo della mia generazione... Quando finalmente ho potuto vedere quel film, ho pensato che fosse un capolavoro». Leggo che una primissima copia venne piratata prima che il film uscisse e conteneva molte scene in più, pieno di sesso, rispetto all’edizione finale.
Rai4 alle 0,50 passa il catastrofico coreano “Project Silence” di Tae-gon Kim con Lee Sun-Kyun, Ju Ji-hoon, Kim Hee-won, Moon Sung-Keun, Soo-jung Ye.
La nottata si rianima con il cult movie di Gabriele Mainetti “Lo chiamavano Jeeg Robot” con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei, Rai Movie all’1,25. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. “Scusa, ma te lo devo proprio di’. Cambiati le scarpe. Un supereroe con le scarpe de camoscio nun se po’ vede”.
heather graham boogie nights 1
Buone notizie. E’ sentito, ben fatto, magari con qualche ingenuità, ma divertente e originale, girato benissimo, e è già stato salutato come un piccolo miracolo italiano dalle platea di venti-trentenni che lo hanno visto al Festival di Roma e a Lucca Comics questo Lo chiamavano Jeeg Robot, via coatta al supereroe romano, che ha firmato alla sua opera prima Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria protagonista nei panni del Jeeg Robot di Torpigna e Luca Marinelli come ’o Zingaro, arcicattivo svalvolato alla Joker che vuole sangue, soldi e notorietà youtubbara e canta le canzoni anni ’80 della Berté.
Mainetti, come tutti i ragazzi della sua generazione, è cresciuto a cartoon giapponesi e new cinema coatto, al punto che, dopo un passato da attore vanziniano, è stato il non scordato protagonista protagonista di Il cielo in una stanza, e piccola star nel televisivo Un medico in famiglia, dedicandosi al corto ha ottenuto un certo successo con Basette, variazione coatta sul mito di Lupin con Valerio Mastandrea e Marco Giallini protagonisti, e con Tiger Boy, dove un ragazzino non abbandona mai la sua maschera da Uomo Tigre.
Arrivando al lungometraggio, autoprodotto con un aiuto di Rai Cinema e distribuito da Lucky Red, ha unito il mito delle bande coatte di Tor Pignattara con il culto immortale di Jeeg Robot, ma pensando anche un po’ ai Batman di Christopher Nolan, grazie a una sceneggiatura scritta assieme a Nicola Guaglianone e al disegnatore bolognese Menotti.
In Lo chiamavano Jeeg Robot seguiamo la storia di Enzo Ceccotti, cioè Claudio Santamaria, bravissimo e credibile, sbandato che vive da solo con un frigo vuoto e vecchi pornazzi in dvd, che si ritrova superpoteri da Jeeg Robot grazie a un tuffo nel Tevere e che gli si rivelano dopo un colpo finito male nel quale è stato coinvolto da un vicino, Sergio, con figlia sciroccata, Alessia, l’inedita Ilena Pastorelli, fissata di Jeeg Robot e del suo mondo. Colpito da un proiettile alla spalla, precipitato da nove piani e spiaccicato a terra, Enzo si è rialzato senza un graffio e ha scoperto così di possedere una forza sovrumana.
Tanto che, armato di passamontagna, ha divelto un bancomat con le mani e se l’è portato a casa scatenando i writer del posto che lo hanno visto immortalato su You Tube grazie al video di sorveglianza. Per Alessia è lui il suo Jeeg Robot tanto aspettato. Solo che il colpo finito male di Sergio, che doveva recuperare degli ovuli di cocaina da due poveracci, ha scatenato la banda dello Zingaro, Luca Marinelli, e dei suoi uomini, che non sanno più dove sia finito il bottino e ne devono rispondere a un gruppo di pericolosi napoletani capitanati da una femmina coattissima, tale Nunzia, la notevole Antonia Ruppo (e tra i suoi uomini fa capolino pure il Genny di Salvatore Esposito).
luca marinelli in lo chiamavano jeeg robot
Lo Zingaro sbrocca, i napoletani sono cattivi, e Alessia vorrebbe sapere che fine ha fatto il padre. In tutto questo Enzo si identifica sempre più nella parte del potente Jeeg Robot, anche se lo Zingaro gli ha staccato un dito del piede, e finisce per proteggere la ragazza sciroccata. E perfino per innamorarsene. Il resto non ve lo diciamo, ma è ovvio che di fronte a tanti superpoteri ci vuole un cattivo armato ugualmente forte.
Diciamo però che Mainetti immerge la sua storia con grande piacere nel mondo della periferia romana già molto visto, fra Non essere cattivo, dove c’era Marinelli già sbroccatissimo, e Suburra, anche qui ci stanno cani feroci e teste spaccate, come sono un po’ visti certi atteggiamenti da sciroccati alla Timi e alla Micaela Ramazzotti, ma l’idea del supereroe di Torpigna è nuova e viene risolta da Mainetti e Santamaria con una certa inventiva.
Diretto con molta accortezza, solo qua e là si sente il peso di un budget limitato, ma questo non dà fastidio, e non lo danno delle ovvietà di messa in scena da opera prima. Ma tutto il progetto è fresco, nuovo e sentito, e il pubblico dei pischelli è già tutto dalla parte di Mainetti e del suo supereroe. Anche perché ha saputo costruire qualcosa di credibile e di divertente che tiene conto sia della passione fumettistica di una generazione di fan sia della nuova graphic novel romana alla Zerocalcare. Ce credi? Sì, ce credi, dai.
La7 Cinema alle 2 propone il “Piccole donne” di Gillian Armstrong con Winona Ryder, Susan Sarandon, Trini Alvarado, Kirsten Dunst, Claire Danes, Christian Bale.
Cine 34 alle 2,05 il raro “Cose di cosa nostra” di Steno, un mafiua-comedy con Carlo Giuffrè, Vittorio De Sica, Pamela Tiffin, Jean-Claude Brialy, Salvo Randone. Rai4 alle 2,20 punta più in alto con “Drug War” di Johnnie To con Louis Koo, Suet Lam, Michelle Ye, Honglei Sun, Wallace Chung, Xiao Cong, Yi Huang. Sarebbe da vedere.
Iris alle 3,10 punta sul cultissimo “Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry, grande film generazionale con Jim Carrey, Kate Winslet, Elijah Wood, Mark Ruffalo, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson. Rai Movie alle 3,20 passa “Il clan”, durissimo horror noir realistico argentino di Pablo Trapero con Guillermo Francella, Peter Lanzani, Inés Popovich, Gastón Cocchiarale.
carlo giuffre aldo fabrizi cose di cosa nostra
Trapero lo ha costruito su storie vere dell’Argentina dei primi anni ’80, quando alla dittatura si stava alternando una prima democrazia. Ma la violenza e il crimine erano ormai entrati nelle case e nelle teste della borghesia che aveva accettato e difeso il potere militare.
Al centro della storia c’è appunto una simpatica famiglia borghese di San Isidro, nella provincia di Buenos Aires, i Puccio, capitanati dal terribile papà Arquimedes, un impressionante Guillermo Francella, un figlio campione di rugby, Alex, cioè Juan Pedro Lanzani, e una serie di altri figli e figlie, che mettono assieme una attività criminale che vedono proprio come un normale lavoro. In pratica sequestrano figli e mogli di ricchi, chiedono lauti riscatti e non fanno mai trovare vive le loro prede. Pam! Pam!
Magari Alex qualche dubbio ce l’ha, ma il padre, un compito signore dai capelli bianchi e toni affabili all’interno della famiglia, è senza pietà. La cosa più interessante, a parte una regia piuttosto inventiva, è aver ambientato la storia di questa famiglia criminale nell’Argentina proprio di quel periodo, dove si vede che la violenza e la scomparsa della gente, è qualcosa del tutto normale.
E’ normale uccidere e è normale vedere come unica risposta al mondo esterno, il calore della famiglia. Anche se alcuni figli preferiscono scappare piuttosto che andare avanti col crimine. E le donne, mogli o figlie che siano, non si azzardano a dire nulla. Nulla di davvero innovativo, ma non male, con una bella tensione, un grande protagonista, e un notevole finale.
jim carrey si fa cancellare la memoria in se mi lasci ti cancello
Chiuderei con un bel film, come “Smoking” di Alain Resnais con Sabine Azéma, Pierre Arditi, Rete 4 alle 3,20. Ma certo a quell’oira prefrirei vedermi un thriller erotico come “Istantanee per un delitto” di Mario Imperoli con Erna Schurer, Monica Strebel, Luis La Torre, Lorenza Guerrieri, Giancarlo Annunziata, Cine 34 alle 4, 55. Temo di non averlo mai visto. Scritto dal Mario Brenta serissimo di “Vermisat” e “Barnabo delle montagne”.
















