IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA PER FESTEGGIARE HALLOWEEN? MEDIASET ITALIA 2 OFFRE IL REBOOT “HALLOWEEN”, SANGUINOLENTO MA RISPETTOSO DELLE TRADIZIONI, DIRETTO DA DAVID GORDON GREEN E MUSICATO DAL MAESTRO JOHN CARPENTER – ANCHE RAI4 PROPONE UN HORROR, “DARK HARVEST”, DOVE UN TERRIFICANTE SPAVENTAPASSERI OGNI ANNI FA UNA CAPATINA IN CITTÀ – RAI STORIA PASSA “MIO DIO COME SONO CADUTA IN BASSO!”, COMMEDIA SEXY D’AUTORE DIRETTA DA LUIGI COMENCINI CON LAURA ANTONELLI – IN SECONDA SERATA TORNIAMO IN ZONA HALLOWEEN CON “WOLF”, HORROR MOLTO INTELLETTUALE, DIRETTO DA MIKE NICHOLS, CON JACK NICHOLSON CHE SI TRASFORMA IN LUPO E MICHELLE PFEIFFER… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Halloween di David Gordon Green
Che vediamo stasera per festeggiare Halloween? In chiaro su Mediaset Italia 2 alle 21 si comincia con il reboot “Halloween”, sanguinolento ma rispettoso delle tradizioni, diretto da David Gordon Green, ma musicato proprio dal maestro John Carpenter.
Ricordate il vecchio serial killer Michael Myers, quello del primo Halloween col mascherino? Guarda un po’, dopo quarant’anni di manicomio criminale, riesce a scappare, recupera il mascherino, e torna nella città, Charleston, dove aveva ammazzato un po’ di babysitter carucce per chiudere i conti.
Halloween di David Gordon Green
Lo interpreta, a quarant’anni da Halloween, lo stesso interprete di allora, Nick Castle, quando sta fermo, quando si muove è uno stuntman veloce. E lo attende, armata fino ai denti di fucili e pistole di ogni tipo, la Laurie Strode di Jamie Lee Curtis, con rughe e capelli bianchi, ma ancora bella.
Ovvio che lì per lì nessuno pensa che il criminale a piede libero possa essere così pericoloso, è proprio il giorno di Halloween, guarda un po’ la coincidenza, e i giovani del posto cercano di divertirsi con film dell’orrore, festicciole e sane attività sessuali. Ma Michael Myers è tornato proprio per uccidere e nel corso della notte punterà dritto su Laurie Strode per il regolamento dei conti.
Un po’ come il Suspiria di Luca Guadagnino, anche questo Halloween 2018 di David Gordon Green, che curiosamente doveva dirigere qualche anno fa Suspiria per Guadagnino produttore, è una specie di film-omaggio a un grande classico, e cerca, inoltre, di ripeterne il realismo e le atmosfere.
Suspiria va più in profondità, Halloween è più indirizzato a essere un remake con rispetto e amore per il film precedente. Ma fa paura, almeno a me, e ci offre a Jamie Lee Curtis un grande ritorno. Ha anche un bel finale che non vi dirò, anche se la parte centrale è un po’ ovvia. Le musiche di Carpenter sono perfette per l’operazione.
Anche Rai4 alle 21,20 propone un horror, “Dark Harvest” diretto nel 2023 da David Slade con Casey Likes, Emyri Crutchfield, Dustin Ceithamer, Elizabeth Reaser, Jeremy Davies, dove un terrificante spaventapasseri, ribattezzato Sawtooth Jack, ogni anni fa una capatina in città e combatte con i diciottenni. L’incubo finisce a mezzanotte. Ha critiche soddisfacenti.
Canale 20 alle 21,10 propone “Into the Sun” action diretto da Mink con Steven Seagal, Matthew Davis, Takao Osawa, Eddie George, William Atherton. Dite, ma cosa c’entra con Jalloween? Nulla. E nulla c’entrano né “Remi” di Antoine Blossier con Maleaume Paquin, Daniel Auteuil, Virginie Ledoyen, Jonathan Zaccaï, Ludivine Sagnier, Tv2000 alle 21,10, né il pur glorioso “Il gattopardo” di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Romolo Valli, Paolo Stoppa, Rina Morelli, su Rai Movie alle 21,20 Mi spiegava Franco Maresco quanto sappia di vera voce palermitana quella di Corrado Gaipa che doppia da maestro Burt Lancaster come Principe Salina.
Rai Storia alle 21,15 invece di proporci qualche buon horror passa “Mio Dio come sono caduta in basso!”, commedia sexy d’autore diretta da Luigi Comencini con Laura Antonelli, Alberto Lionello, Michele Placido, Jean Rochefort, Ugo Pagliai, Karin Schubert. La marchesa Eugenia (Laura Antonelli) scopre, nel giorno delle nozze, che lei e il marito, il marchese Raimondo (Alberto Lionello), sono fratello e sorella. Fa così voto di castità per sublimare e eludere la vergogna. Ma la carne è debole. Così si innamora del suo chaffeur, Silvano (Michele Placido), che riuscirà a possederla in un pagliaio.
mio dio come sono caduta in basso
«Mio Dio come sono caduta in basso è un film che a me piace molto. C’è di tutto, è un gran polpettone», spiegava Comencini, «Attraverso una donna, il costume di una società, di un’epoca. Dal dannunzianesimo siamo ancora tutti inquinati, il primeggiare dell’estetica ci opprime ancora tutti! Guarda Visconti!
All’epoca di Mio Dio, fece un’intervista al Messaggero, senza mai citarmi, in cui alludeva allo scempio che si faceva nel cinema di un così gran poeta, con disinvoltura, deridendo quest’uomo così grande, questo gigante. [...] Il soggetto è nostro, la sceneggiatura mia, un centone di situazioni rubate alla letteratura dannunziana (non a D’Annunzio, ai suoi epigoni e imitatori).
laura antonelli mio dio come sono caduta in basso
Forse però è stato un errore partire dalla Sicilia, perché il dannunzianesimo era un fenomeno più settentrionale; ma volevamo mettere a contrasto una realtà come quella siciliana e questa cultura che le era totalmente estranea.
Una commedia di costume, certo, ma sul costume di una volta, e che mescolasse, come ho spesso tentato di fare, il costume e la storia, in questo caso l’Italia dalla guerra d’Eritrea agli anni Venti. La critica l’ha detestato, era troppo ‘popolare’ rispetto all’assunto, e la critica non ama i film popolari».
laura antonelli mio dio come sono caduta in basso
Il critico Francesco Savio scrive: «L’estrema casualità degli ingredienti non si compone in un disordine fittizio, rimane un catalogo da emporio, sciorinato, per giunta, con ansia. Il regista ed i suoi collaboratori sembrano continuamente domandarsi: rideranno? Non rideranno? Ma il pubblico cinematografico non ama sentirsi tirato per i capelli, né provocato con nudi gratuiti (il bagno dopo la deflorazione). Ahimé.
Le nozze di Brancati con Carolina Invernizio, sotto il segno sguaiato dell’Immaginifico, necessitano, per riuscir bene, di una tagliente e icastica lussuria, corretta da un rigore sbigottito. Si cade, altrimenti, nell’approssimazione frivola e rivistaiola, dove la situazione, le battute, valgono come pretesto, per cui ogni sorriso è un rimorso.
Non credo, tuttavia, che ai film di Comencini verrà meno il conforto del box-office. Anche il pubblico è parte del gioco: occuperà, compatto, la casella lasciata libera da Paolo il caldo.» Savio però salva due belle sequenze di sesso con la Antonelli e Placido e la stessa protagonista: «La Antonelli ci si conferma attrice di prim’ordine, una specie di clown con molto glamour, molti istinto e anche molta sfacciataggine».
robert redford brad pitt spy game
Iris alle 21,15 presenta un altro film che non ha nulla di horror, “Spy Story” di Tony Scott con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack. Un buon film, certo. Canale 27 alle 21,15 passa addirittura il kolossal biblico di Samuel Bronston diretto da Nicholas Ray “Il re dei re” con Jeffrey Hunter, secondo Gore Vidal il Gesù Cristo più sexy di sempre, Robert Ryan come San Giovanni Battista, Siobhan McKenna, Viveca Lindfors, Rip Torn, Rita Gam.
Leggo che in un primo tempo doveva produrlo John Farrow, il padre di Mia, supercattolico, molto legato a Bronston, che lo vedeva come il film della sua vita. Ma già non stva bene. Venne così affidato a Nicholas Ray, al tempo amatissimo dai giovani critici della Nouvelle Vague (“Il cinema è Nicholas Ray”, scrive Jean-Luc Godard).
Purtroppo, per vari motivi, non venne come sperava Ray. “… se avessi avuto carta bianca, se fosse stato il quarto film di Bronston e non il secondo, se non avessimo avuto tante difficoltà, credo che sarebbe stato un film molto più intenso. Non sono contento del modo in cui si è risolto”.
Ray fa delle sperimentazioni incredibili per il tempo. Nella scena con Gesù Cristo e la madre in cucina, che lui stessa definiva straordinaria, uno dei ben tre direttori della fotografia, lo spagnolo Manuel Berenguer, “ha utilizzato una lente speciale di sua invenzione con la quale poteva tenere a fuoco i due personaggi. (..) L’importante era evidenziare che in quell’istante si giungeva akka realizzazione del momento, che era il tempo, che era successo ciò che Maria e Gesù sapevano che sarebbe successo, che avevano sempre saputo ed erano gli unici a saperlo”.
Purtroppo la produzione rimonta l’incredibile piano sequenza del Discorso della Montagna inserendo tagli che Ray non avrebbe mai fatto e distruggendone l’unità di ripresa. Per questo Ray non si dice soddisfatto del film. Proprio durante questa scena il direttore della fotografia, Franz Planer, ebbe un infarto, verrà sostituito, e morirà pochi anni dopo.
Il povero Jeffrey Hunter verrà depilato sotto le ascelle e sul petto per problemi di “decenza”. Gli mettono anche un naso finto. Come Ponzio Pilato, che doveva essere interpretato fin dall’inizio da James Mason, non si trovò nessun grande attore inglese disponibile e venne chiamato Hurd Hatfield.
Il ruolo di Richard Johnson venne completamente tagliato al montaggio. I bambini del tempo lo videro, almeno nelle grandi città, in 70 mm. Non avete idea di cosa potesse essere un film come questo o come “Ben-Hur” o come “El Cid” in 70mm.
Cine 34 alle 21,15 non si placa con la commedia sexy nemmeno per Halloween e presenta un poco in tema “La moglie in vacanza… l’amante in città” di Sergio Martino con Edwige Fenech, Lino Banfi, Renzo Montagnani, Barbara Bouchet.
La7 Cinema alle 21,15 continua con gli 007 con Roger Moore e ci propone “Octopussy – Operazione piovra” diretto da John Glen con Roger Moore, Maud Adams, Louis Jourdan, Kabir Bedi. Cielo alle 21,25 passa un altro film di Bruce Lee, stavolta anche regista, “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente” diretto e interpretato da Bruce Lee e con Nora Miao, Chuck Norris, Malisa Longo, George Wall.
Roger Moore e Maud Adams in Octopussy
Italia 1 alle 21,25 passa il cartone animato “L’era glaciale: Rotta di collisione” diretto da Mike Thurmeier, Galen T. Chu. Rete 4 alle 21, 35 passa uno dei migliori film della serata, il prison movie “Le ali della libertà” scritto e diretto da Frank Darabont, tratto dal romanzo di Stephen King con Tim Robbins, Morgan Freeman, James Whitmore, Bob Gunton, William Sadler, Clancy Brown. Per Morgan Freeman fu un grandissimo lancio.
Lo aveva accettato qualsiasi fosse il ruolo. Fu la produttrice Liz Glotzer a spingere su di lui, anche se il ruolo prevedeva che fosse un bianco, irlandese, che infatti si chiama Red. Da qui la battuta rimasta nel film, ma improvvisata, “Perché ti hanno chiamato Red?” – “Forse perché sono irlandese”.
Leggo che Stephen King non ha mai incassato l’assegna di 5.000 dollari per i diritti del film. Nonostante avesse ben 7 nomination agli oscar non ne vinse nemmeno una.
Passiamo alla seconda serata, Rai4 alle 22,55, col thriller sanguinoso “Finché morte non ci separi” diretto dal duo Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, gli stessi registi del recentissimo “Abigail”, con Samara Weaving, Andie MacDowell, Henry Czerny, Mark O'Brien, Adam Brody, dove una giovane sposa scopre che non ha sposato l’uomo dei suoi sogni, come credeva, perché la famiglia di lui fa dei giochi mortali. 89% di gradimento critico su Rotten Tomatoes. Penso che sia il film da vedere stasera se cercate qualcosa di nuovo e di terrificante.
Su Mediaset Italia 2 alle 23,35 trovate anche “Abigail”, horror con ballerina rapita che non è solo una ballerina, diretto da Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett con Melissa Barrera, Dan Stevens, Kathryn Newton, William Catlett, Kevin Durand.
Iris alle 23, 45 propone “Bomb Squad” thriller diretto da James Cullen Bressack con Mel Gibson, Shannen Doherty, Kevin Dillon, Michael Welch, Kate Katzman, Lydia Hull. Torniamo in zona Halloween con “Wolf”, horror molto intellettuale diretto da Mike Nichols, scritto da Jim Harrison e Wesley Strick con Jack Nicholson che si trasforma in lupo, Michelle Pfeiffer, James Spader, Christopher Plummer, Richard Jenkins, Kate Nelliogan. Jack Nicholson è un editore in crisi che rischia di perdere il posto perché ha un giovane rampante più aggressivo e più presente di lui, James Spader, quando viene morso da un lupo e questa cosa lo trasforma completamente.
Ora sarà lui la bestia da battere. Lo sceneggiatore Jim Harrison si scontrò duramente con Mike Nichols e lasciò il set. «Ha preso il mio lupo e l'ha trasformato in un chihuahua. Mi sono arrabbiato per 10 minuti e poi sono uscito in campagna e mi sono fermato davanti a una tana di lupi e mi sono scusato mentre il mio cane si è nascosto sotto il camion».
Rai Movie alle 0,25 passa “Il primo re” di Matteo Rovere con Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba. Vediamo cosa ne scrissi allora. La cosa più difficile, come nei film sui cavernicoli o legati al wilderness, è distinguere i nostri eroi. Almeno Romolo da Remo. Anche se Remo ha gli occhi inconfondibili di Alessandro Borghi.
E poi, alla fine, la storia la conosciamo, Detto questo, non possiamo che essere fan totali di questo il primo re, diretto da Matteo Rovere, che lo ha scritto con Filippo Gravina e Francesca Manieri, fotografato da Daniele Ciprì, musicato da Andrea Farri, dove ancora una volta, ma non sono così tante, viene rispolverato il mito di Romolo e Remo, anche se qui è più Remo che Romolo.
Pesa sui due beauty brothers, cioè Alessandro Borghi e Alessio Lapice, non solo il disegno degli dei, che vogliono che uno solo dei due sopravviva per fondare la potenza di Roma, ma la fratellanza stessa, il difendersi uno con l’altro. Che evidentemente si scontrerà con quello che vogliono gli dei. O forse no. Forse nel disegno stesso c’è la grandezza dei due protagonisti che devono arrivare a questa terribile scelta di perdere un fratello per la grandezza non tanto dell’altro, ma di tutta la stirpe.
Rovere gioca col mito reinventadosi le regole del peplum, gettando i suoi protagonisti in una sorta di marana da peplum trattata come il selvaggio west di The Revenant o di giungla di Eucalypto. Spazza zia qualsiasi voce da cinema romana e impone un protolatino si dice studiato dai ricercatori della Sapienza, che, grazie ai sottotitoli, funziona come nei dialoghi di Gomorra – La serie.
Il suo Romolo e Remo, così, si modernizza, si toglie la patina da vecchia storia dei libri di scuola, per prendere quelli del grande cinema d’avventura di oggi. Riprese pericolose, un gruppo di maschi mezzi nudi al freddo.
Basta col cinema borghese. Molte cose funzionano, a cominciare da Alessandro Borghi, che domina interamente il film, e da suo fratello, Alessio Lapice, ma funziona anche in gran parte l’impostazione generale.
Rai4 alle 0,35 propone un film finalmente a tema Halloween, “The End? L’inferno fuori” diretto da Daniele Misischia, prodotto dai Manetti bros, con Alessandro Roja, Carolina Crescentini, Euridice Axén, Claudio Camilli, Benedetta Cimatti, dove il povero Roja rimane chiuso in ascensore a Roma mentre gli zombi stanno invadendo tutto. Tutto o quasi girato nell’ascensore. Non male, però.
Cine 34 all’1,10 ripesca l’horror comico prodotto da Andrea Iervolino prima del legame con Lady Bacardi, “Una notte da paura”, diretto da Claudio Fragasso con grande ristrettezza di mezzi, interpretato da Francesco Pannofino, Leonardo Manera, Maurizio Mattioli, Simona Borioni e Lillo, se non mi ricordo male. Non credo che abbia avuto un’uscita regolare.
Su La7 Cinema alle 2,15 passa l’ottimo “Mary Reilly”, la storia della cameriera del Dottor Jekyll diretta da Stephen Frears, scritta da Christopher Hampton, tratta dal romanzo di Valerie Martin, con Julia Roberts, John Malkovich, Glenn Close, George Cole, Michael Sheen. Lo doveva dirigere Tim Burton dopo “Ed Wood”. Come richiesta da contratto, Julia Roberts aveva un jet in attesa 24 ore su 24 che lei finisse per riportarla a Los Angeles.
Lo studio voleva Al Pacino come Frankenstein, Frears voleva Daniel Day Lewis, mentre Tim Burton avrebbe voluto Wynona Ryder come Mary. Rai Tre /Fuori orario alle 2, 15 presenta due documentari di Silvia Luzi, Luca Bellino, “Dell’arte della guerra” e “Luce”.
Rai4 alle 2,20 passa l’horror “Founders Day” di Erik Bloomquist con Naomi Grace, Devin Druid, William Russ, Amy Hargreaves, Catherine Curtin. Nella serata Halloween spunta anche “Zora la Vampira”, opera prima dei fratelli Manetti, prodotta da Carlo Verdone con Micaela Ramazzotti come Zora, Toni Bertorelli come Dracula, Lele Vannoli come Igor, G. Max e Chef Ragoo, Ivo Garrani, Valerio Mastandrea e Carlo Verdone come commissario. Ivo Garrani prese il ruolo pensato per Tomas Milian.
wolf - Michelle Pfeiffer e Jack Nicholson
Rete 4 alle 4,20 propone un classico della commedia sexy, “Lanatra all’arancia” diretto da Luciano Salce con Monica Vitti, Ugo Tognazzi, John Richardson, Barbara Bouchet, Sabina De Guida. Doveva dirigerlo Dino Risi con George Segal e Monica Vitti. Poi Segal uscì dall’operazione, Risi pure. Vennero chiamati Tognazzi e Salce.
E il film non solo si chiuse, andò benissimo. Ruba la scena a tutti il sedere perfetto di Barbara Bouchet che ogni tanto attraversa la scena commentato ogni volta da Ugo Tognazzi.
Cine 34 alle 4,30 passa un altro horror dei Manetti, “Paura” con Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio.













