federica sciarelli

NOSTRA SIGNORA DELLA NERA - CAMPO-SANTO DALL’ORTO VUOLE MENO CRONACA NERA IN RAI MA INTANTO "CHI L' HA VISTO?" FA RECORD DI ASCOLTI E FEDERICA SCIARELLI E’ DIVENTATA LA PALADINA INDISCUSSA DEI DISPERSI E DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME - A DIFFERENZA DELLA LEOSINI, NON DIALOGA MAI CON I “CATTIVI”

Marianna Rizzini per “il Foglio”

 

DARIA BIGNARDI CON FEDERICA SCIARELLI E STEFANO COLETTA IN STUDIO A CHI L HA VISTODARIA BIGNARDI CON FEDERICA SCIARELLI E STEFANO COLETTA IN STUDIO A CHI L HA VISTO

Basta delitti, testimonianze esclusive, segreti nascosti sotto al tappeto nel tinello, voci dei parenti che gracchiano da un citofono, appostamenti del cronista avvolto in enormi piumini sotto la neve o morto di caldo a ferragosto.

 

Basta ricostruzioni dettagliate su scena del crimine, soliti sospetti, insospettabili, alibi blindati e taroccati: basta cronaca nera a "Domenica In", ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto agli albori del mese di marzo, ma chissà se intendeva soltanto a "Domenica In" o in generale - questo il dubbio subito dilagato nei corridoi in Viale Mazzini, dove però intanto si era diffuso pure il dato che rendeva difficile l'attacco massiccio al giallo sul piccolo schermo, ché "Chi l' ha visto"?, la storica trasmissione del mercoledì su Rai 3 - scomparsi da riportare a casa e casi irrisolti che riemergono dalle nebbie del tempo, officiante Federica Sciarelli - aveva appena totalizzato tre milioni e cinquecentonovantunomila spettatori, record stagionale di ascolti.

SCIARELLISCIARELLI

 

E dunque altro che alibi blindato: il giallo, mal tollerato dai vertici su Rai1 nonostante la zona franca di "Porta a Porta", dove la puntata con delitto e con segreto è attesa quasi con sollie vo dallo spettatore notturno dopo giorni di puntate con politico e con dibattito, si rinserrava nell' enclave della terza rete, dove, oltre al "Chi l'ha visto?" di Sciarelli, abitano pure le "Storie maledette" di Franca Leosini.

 

Chi vede uno dei due programmi magari non vede l' altro - le conduttrici sono opposte per stile, eloquio, trucco e parrucco - ma più facilmente vede tutti e due. Si dà il caso, infatti, che giallo chiami giallo, specie nell' eventualità in cui si possa differenziare tra generi: Leosini intervista i dèmoni, la persona normale che cade nel vuoto; Sciarelli cerca gli scappati, i cadaveri occultati, le famiglie delle vittime.

 

FEDERICA SCIARELLIFEDERICA SCIARELLI

Leosini entra nell' abisso del conflitto bene -male (chi sono io per giudicare?, è il sottinteso che però le viene anche spesso rimproverato, come quando ha intervistato Rudy Guede, condannato a 16 anni per il caso di Meredith Kercher); Sciarelli l' abisso lo condanna senza esitazione ("lo stato di diritto non esiste solo per i carnefici", dice quando qualcuno le dà di giustizialista - cosa che capita spesso). E ormai è come tra ultrà di Roma e Lazio: gli habitué del delitto in tv guardano entrambe, poi si dividono in fazioni.

 

federica sciarelli 2federica sciarelli 2

Chi ama la forbita Leosini non ama la verace Sciarelli, chi è sedotto dal viaggio al termine della notte non cede al fascino dell' indagine sul "cold case", caso freddo all' inglese, ma senza la rarefazione dei romanzi di Agatha Christie, dove c' era un' investigatrice dilettante, non aspirante poliziotta né 007 (lì Miss Marple, qui Sciarelli), ma capace di prendere un tè con l' assassino nel bel mezzo della brughiera prima di inchiodarlo con verità nascoste, scoperte facendo finta di potare le rose del giardino da cui tutto si poteva in fondo vedere e capire.

 

E insomma, in tempi in cui il terrore non viene per posta (Miss Marple poteva stare ore e ore a riflettere su una lettera anonima, ma più probabilmente sulle meno appariscenti incongruenze dell' animo umano), il record di share di "Chi l' ha visto?" ha molto a che fare con i "no pasaran" rivolti ai colpevoli noti e ignoti dalla Conduttrice Unica delle Coscienze Federica Sciarelli che, dice al Foglio il critico Aldo Grasso, "da ultima erede della Rai3 di Angelo Gugliemi, e da 'figlia' di Donatella Raffai, della dolenza ha fatto la sua nota espressiva. Pare quasi una madonnina sul punto di piangere, ma allo stesso tempo colei che vorrebbe redimere l' umanità".

dederica sciarellidederica sciarelli

 

"... Se tutte le afflizioni degli scomparsi da casa sono forti, lei è più forte di ogni afflizione. Le scelte dei casi umani non sono mai tra felicità e infelicità, ma tra due modi di infelicità...", aveva scritto Grasso sul Corriere della Sera. E se la cronaca nera, in mano a Barbara D' Urso, gli pareva comunque terrena - qualcosa che aveva sempre e comunque a che vedere con l' audience - in mano alla Sciarelli, che pure fa audience, gli appariva come tra sfigurata dalla "visione salvifica", e il volto stesso di Sciarelli, scriveva Grasso, diventava maschera d' angoscia. Intanto però il suo programma si faceva "àncora di salvezza per Rai3".

 

L'assassino di "Chi l' ha visto?" non è sempre il maggiordomo né torna sul luogo del delitto come nei borghi piovosi che fanno da sfondo alle indagini "per caso" della Miss Marple che si aggira serena tra arsenico e vecchi merletti (l' assassino di Agatha Christie il più delle volte non lo lascia neppure, il luogo del delitto, essendo uomo o donna che sa mascherare il proprio passa to di efferatezze sotto il sembiante del buon gusto, della sensibilità o della buona educazione).

chilhavisto sciarelliR chilhavisto sciarelliR

 

Ma qui e ora, nell'epoca della Rai di Cdo (Campo Dall' Orto), Rai che vorrebbe a un certo punto anche pensare ad altro, e liberarsi dei troppi delitti e castighi collaterali (troppi programmi sul tema?), i colpevoli abbandonano anzitempo la scena del crimine, nonostante le diavolerie della tecnica ("luminol": sostanza magica di cui sono fatti i sogni dell' investigatore moderno; ma pure "dna", chimera di ogni caso irrisolto).

 

Arriva la Scientifica, arrivano gli uomini in tuta da Ris, ma l' assassino è già uno, nessuno, centomila. Te lo devi andare a cercare chissàdove, e senza nppure la consolazione dell' unità di tempo, azione e luogo: più probabilmente all' estero, magari oltremare, dopo molti anni. O peggio nelle profondità del web, inseguendo l' indizio flebile di una lettera anonima, come ai vecchi tempi, neppure più cartacea (niente impronte, niente errori nell' incollare lettere di giornale, niente goccia di profumo che tradisce).

 

Vittorio Rizzi Federica Sciarelli e l inviato Vittorio Rizzi Federica Sciarelli e l inviato

Nell' infinita gamma di possibilità, anche quando c' è almeno un paese o una famiglia da cui partire, si scatena (nello spettatore ma prima di tutto nel conduttore), l' inquietudine del buco nero. In assenza di luogo davvero circoscritto (addio vagoni dell' Orient Express con a bordo Hercule Poirot; addio stanza chiusa dall' interno su cui indaga Ellery Queen), tutto può impe dire di acciuffare l' inacciuffabile artefice del crimine. Ed ecco che entra in scena Sciarelli. Non solo conduttrice: paladina.

 

Non solo voce che spiega: anima vigilante, se occorre giudicante. E non importa che la cronaca nera non sia stata la sua prima passione: la Sciarelli degli esordi faceva la cronista politica, anche investita di pettegolezzi (poi smentiti con querela vinta) per via dell' amicizia con il presidente emerito Francesco Cossiga. Non era la sua amante, dice oggi (ridendo - cosa strana) Sciarelli mentre si racconta a "L' Arena" di Massimo Giletti, con l' aria di chi ha risolto il caso: i colpevoli sono stati puniti, nuove e più importanti sono le preoccupazioni.

SCIARELLISCIARELLI

 

E se Giletti parla di "Chi l' ha visto?" come del "romanzo della realtà che supera le fiction", Sciarelli neppure si schermisce ("so che molti sceneggiatori ci guardano, anche la moglie di Camilleri..."), talmente rilassata da far trasalire gli habituè del mercoledì in giallo di Rai3, quelli che mai vedono Sciarelli libera da tensione estrema, a dispetto dell' abbigliamento décontracté. (Esempio: giacca rossa e jeans oppure canottiera monocolore e pantalone da viaggio nei paesi caldi).

 

SCIARELLISCIARELLI

Ma ci furono giorni, qualche anno fa, in cui la vis dolente di Sciarelli venne capovolta in cantilena da Sora Cecioni dei delitti nell' imitazione di Francesca Reggiani (con Serena Dandini, su La7): fu allora che "Chi l' ha visto?" diventò "'Ndo l' hai visto?", fu allora che Scia relli fu d' un tratto tramutata in simpatica romanaccia sul cui volto si leggeva rassegnazione. Non si poteva trovare in alcun luogo, infatti, "La Signora Sinistra": "... 'ndo sta... in Francia?... lo sa Bersani che possono spari' tutti?...", né si poteva illuminare la sorte misteriosa della "Nonna Padania scomparsa con sessanta milioni di euro...".

 

"Noi siamo il romanzo popolare, racontiamo quello che succede anche nella casa di chi hai accanto. Tutti si riconoscono: gli assassini che vediamo adesso sono persone normali...partia mo da una scomparsa o da un omicidio e lì raccontiamo l' Italia, dal nord al Sud alle isole, i ricchi e i poveri, italiani ed extracomunitari...": stavolta è l' originale che parla, la Federica Sciarelli insolitamente non incupita che fa l' autoritratto a se stessa e al suo programma da Giletti, raccontando con rilassatezza l' oggi e lo ieri e dunque gli esordi, tormentati più che altro per via dell' opposizione paterna (il quale, da capofamiglia di buona casa napoletana, non vedeva di buon occhio un impiego della figlia presso il non conosciuto e contrattualmente aleatorio mondo giornalistico).

WOODCOCK SCIARELLI WOODCOCK SCIARELLI

 

Tuttavia la ragazza vinse un concorso per "avviamento" alla carriera cronistica e fu chiamata per una prima esperienza al Tg1 (con un giovane Enrico Mentana). Come la maggior parte dei borsisti, non fu assunta in quel frangente. Dovrà attendere quasi dieci anni, trovando nel frattempo una più tranquilla, stabile e redditizia occupazione, sempre previo concorso, presso gli uffici del Senato (dove telefonava gente capace di chiedere "ma che cosa fanno i senatori?").

 

FEDERICA SCIARELLI AL MARE FEDERICA SCIARELLI AL MARE

Seguirono anni di discreto benessere e tran -tran, interrotto dalla possibilità della sospirata assunzione in Rai: metà dello stipendio rispetto al Senato, ma grandi possibilità. Detto e fatto: Sciarelli affrontò di nuovo il niet genitoriale, per finire inviata in Parlamento ma anche all' estero, dove una sera, in quel di New York, ebbe persino modo di andare a ballare il mambo - con risultati disastrosi - in compagnia dell' ex collega ed ex direttore Rai 3 e Tg3 Antonio Di Bella, musicista per diletto (memorabile rimase la melodia composta dal Di Bella direttore di rete in occasione del reintegro del predecessore Paolo Ruffini proprio sulla sua poltrona: "...Ciao caro direttore reintegrato / non son triste io, che son trombato / per quello che sarà... / ...Ti lascio questo ufficio bellissimo / rimpiango tutti i colleghi qua... / Prendo il tuo ufficio bruttissimo / la tua tranquillità...".)

 

La madre di Sarah Scazzi apprende dalla Sciarelli della morte della figlia La madre di Sarah Scazzi apprende dalla Sciarelli della morte della figlia

All' epoca delle scorribande a New York e alla Camera, Sciarelli appariva in video con giacche squadrate e capelli cotonati (genere "Una donna in carriera" con Sigourney Weaver e Melanie Griffith). Nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata catarpillar del giallo, con excursus persistenti sulla banda della Magliana (che le valsero la non proprio cordiale telefonata in diretta di un amico di "Renatino" De Pedis) e con continua attenzione sul macabro caso di Elisa Claps (fino al ritrovamento del corpo) e su tutti i casi non risolti di donne o bambine sparite nel nulla.

franca leosini stylefranca leosini style

 

Tutte le volte in cui riappare in video con uno di questi misteri tra le mani, Sciarelli non solo espone, ma apertamente sospetta: quando scompare una giovane donna non è quasi mai perché è voluta scappare, dice con sguardo accorato ma soprattutto accigliato, e non si sa se si rivolga ai possibili avvistato ri della persona sparita (il numero in sovraimpressione è lì, come ai vecchi tempi, come quando la tv del giallo la faceva più placidamente Corrado Augias ma anche un antesignano Enzo Tortora a "Portobello") oppure al colpevole del delitto non ancora processato e chiamato tale: il reo non confesso che si sente al sicuro ma che, dopo l' interessamento della conduttrice unica delle coscienze da cronaca nera, mai più potrà sentirsi al sicuro dall' apertura o dalla riapertura delle indagini (con anni e anni di "Chi l' ha visto?" a contorno, ça va sans dire).

franca leosini e rudy guede storiemaledette  26franca leosini e rudy guede storiemaledette 26

 

E se il format teatrale di Franca Leosini, dice Aldo Grasso, rimanda a un tribunale, "come se l' intervista al condannato fosse un' ideale Cassazione che si sovrappone a ciò che è già stato giudicato", Sciarelli, con format "neorealista", ti trascina "nella cronaca nera come fosse insegnamento di vita".

 

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Nel mezzo, tra abisso e rieducazione, si colloca la triade di giallisti di "Porta a Porta": la criminologa dallo stile Charlie' s Angels Roberta Bruzzone, il magistrato dall' allure austera Simonetta Matone e lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet (che la suspense a volte l' ha creata a colpi di pullover: indosserà quello color aragosta o quello color penicillina?, ci si domandava nei giorni duri dei plastici, dei dubbi e dei più terrificanti orrori familiari, senza peraltro poter rispondere in tempo utile).

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