mahmood

IL FESTIVAL DI MONINA - ''MAHMOOD, RAGAZZO DI TALENTO, È MOLTO AMATO DALLE GIURIE: VINSE ANCHE SANREMO GIOVANI RIBALTANDO IL TELEVOTO. CI SONO TRE SUGGESTIONI POSSIBILI. 1) MAHMOOD VINCITORE PER ANDARE CONTRO IL GOVERNO, VEDI LA FACCENDA MIGRANTI. 2) QUELLA CHE MI FA VENIRE I BRIVIDI: MAHMOOD VINCITORE AL POSTO DELLO SCOMODO ULTIMO, SCOMODO PER LA FACCENDA DEL CONFLITTO DI INTERESSI. E 3) QUELLA CHE MI SEMBRA LA PIÙ PLAUSIBILE…

 

 

 

 

Michele Monina per www.linkiesta.it

michele monina

 

Negli anni sessanta, è noto, la Cia utilizzò la droga per anestetizzare i movimenti di controcultura. Non solo per anestetizzarla, a dire il vero, anche per distrarla. Del resto ce lo insegnano i maghi sin dagli albori dei tempi. Vuoi far sparire la carta nella manica della giacca? Semplice, gesticola molto animatamente con l'altra mano, così da far spostare lo sguardo lì, nel mentre fai quel che devi fare.

 

Bene, ieri ha vinto Mahmood, Alessandro Mahmood. Nato a Milano, fanculo chi si è attaccato al suo essere figlio di un egiziano per dimostrare in rete tutta la propria grettezza e ignoranza. L'anno scorso ha vinto un albanese e neanche ve ne siete accorti, capre. Alessandro Mahmood di Milano è un bravo autore, con già delle hit nel carniere. Ha una bella voce. Con lui lavorano due hitmaker mica da ridere, gente che sa che suoni girano oggi, parlo di Dardust, al secolo Dario Faini da Ascoli, Dio lo perdoni, uno che ha cucito successi nella sua sartoria di canzoni per praticamente mezzo panorama pop italiano, e Charlie Charles, quello che invece le ha cucite per gente come Sfera Ebbasta e Ghali. Insomma, tutto bello dritto. In apparenza.

MAHMOOD

 

Perché succede questo, per vincere il Festival tocca mettere d'accordo una giuria cosiddetta di qualità, diretta dal maestro Mauro Pagani, e poi composta da un circo di gente che con la musica c'entra poco più che un cazzo, anzi, poco meno. Joe Bastianich, quello di MasterChef, Camila Raznovich, quella del Kilimangiaro, Claudia Pandolfi, attrice, Beppe Severgnini, giornalista, Serena Dandini, conduttrice tv, Elena Sofia Ricci, attrice, Ferzan Ozpetek, regista. 

 

Poi tocca mettere d'accordo la Sala Stampa. Sì, quella Sala Stampa di schiene dritte, talmente dritte da non fare domande, anzi, da ritwittare manco fosse oro colato ogni battutina della direttrice De Santis o di Claudio Baglioni inerente al presunto conflitto di interessi. Una sorta di amplificatore del pensiero unico salzaniano. Quella stessa Sala Stampa, sempre per dire, nella quale ieri circolava il ciclostile del contratto firmato da Claudio Baglioni con la Rai per la direzione artistica di questo Festival, contratto invero firmato da Mario Orfeo e non dalla De Santis, all'epoca non alla guida della rete ammiraglia di casa Rai, ciclostile di cui ovviamente nessuna delle schiene dritte ha sentito necessità né di fare menzione nei propri articoli né di chiedere ragione ai diretti interessati durante la conferenza stampa.

MAHMOOD

 

E dire che il contratto indicava esattamente le clausole riportate prima qui su Linkiesta e poi replicate da Striscia la Notizia. Striscia la Notizia che ha scoperto addirittura una ulteriore clausola di trasparenza che annullerebbe l'effetto della prima, sorta di obbrobrio giuridico da far rizzare i capelli in testa a un qualsiasi giurista. Poi, a dirla tutta, quel ciclostile lo si poteva trovare un po' per tutti i luoghi topici di Sanremo, ma evidentemente la distrazione era davvero alta, ieri.

 

Terza parte in causa da convincere, ovviamente la più tosta da convincere, il pubblico da casa, che nel giorno della finale pesa per il cinquanta per cento (la giuria di qualità pesa il venti e la Sala Stampa il trenta). Insomma, qualcosa di difficile, molto difficile.

 

Anche perché puoi usare tutti i trucchetti che ti pare, come piazzare chi vuoi portare in alto all'inizio del programma, ma se la canzone che ha portato fa cagare non c'è proprio nulla da fare. Un esempio? Nek si è piazzato al diciannovesimo posto, Enrico Nigiotti al decimo. Nonostante il primo, decisamente caro a Ferdinando Salzano, si sia sempre esibito presto, il secondo spesso dopo Marzullo. 

ultimo

 

Tanto per non rimanere vaghi: Nek si è esibito per terzo martedì, Nigiotti per ventitreesimo. Nek si è esibito per quinto mercoledì, Nigiotti per secondo il giovedì (i BIG sono stati divisi in due tranche). Nek si è esibito per dodicesimo il venerdì, Nigiotti diciottesimo. Nek si è esibito per sesto durante la finale, Nigiotti ventunesimo. Lì a fregare Nek è stato solo Nek, non certo la posizione in scaletta. Succede. Il popolo è sovrano.

 

Torniamo quindi alle classifiche finali.

Grazie alla somma dei voti della Giuria di Qualità, della Sala Stampa e del Televoto ha vinto Mahmood con la canzone Soldi. Applausi.

Bene.

Occupiamoci del voto di ieri sera.

Sappiamo che a vincere è stato Mahmood, su Ultimo, classificatosi secondo, e su Il Volo, classificatosi terzo. Vediamo nel dettaglio come è andato il voto, tanto per farci una idea di come ha funzionato. Mahmood ha vinto con il 38,9%, Ultimo ha preso il 35,6% e Il Volo il 25,5%.

 

Approfondiamo ulteriormente.

la rosicata di ultimo per sanremo 2019

Il 38,9% di Mahmood è così composto: 63,7% sommando voto della Giuria di Qualità e Sala Stampa,14,1% dal televoto.

Ultimo ha preso il 24,7% dalla Giuria di Qualità e Sala Stampae il 46,5% dal televoto.

Il Volo ha preso l'11,6% dalla Giuria di Qualità e Sala Stampa e il 39,4% dal televoto.

Cioè, fosse stato per il televoto la classifica sarebbe stata assai diversa. Primo Ultimo, secondo Il Volo e ultimo, staccato di molto, Mahmood. 

 

Ora, lasciando perdere le migliaia di messaggi che si possono leggere in rete di quanti hanno provato a votare e si sono visti respingere il proprio messaggio, c'è un particolare che balza agli occhi. Questo. Nel giro di poco più di un mese e mezzo Mahmood si è trovato due volte a vincere Sanremo, prima nei Giovani e poi nei Big, e questa è una notizia, ma si è trovato a vincere prima nei Giovani e poi nei Big perdendo clamorosamente al televoto e andando avanti grazie al voto di chi, in effetti, un po' influenzabile è. 

 

A dicembre, infatti, a vincere al televoto erano stati i La Rua, con il 35.8%, mentre a lui era toccato un misero 5,03%. In quel caso il voto era dato dalla somma del televoto con il voto della giuria televisiva, quella con Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa, Luca e Paolo e Annalisa, e la Commissione Musicale presieduta dallo stesso Baglioni.

 

Come direbbe qualcuno, coincidenze.

Ora, sia chiaro, anche i La Rua, come Dardust, sono di Ascoli. Figuriamoci se proprio io che sono di Ancona mi potrei mai permettere di difenderli. Ma qualcosa non torna.

ULTIMO

Del resto, che le giurie siano influenzabili ce lo avevano spiegato perfettamente ai tempi della vittoria di Arisa con Controvento nel 2014, quando proprio un lavoro scientifico della Giuria di Qualità presieduta da Paolo Virzì e composta dallo scrittore Aldo Nove, dall'attrice Lucia Ocone, dal musicista Paolo Jannacci, dalla scrittrice Silvia Avallone, da Piero Maranghi, amministratore delegato di Classica, dall'attore Silvio Orlando, dalla vj Giorgia Surina, dal violinista Anna Tifu e da Rocco Tanica degli Elio e le Storie Tese. In pratica, in un Sanremo che sembrava dovesse vincere a man basse Francesco Renga, la giuria voto in modo tale da farlo uscire dal podio, dandogli tutti zero e premiando invece la stessa Arisa, Raphael Gualazzi e Renzo Rubino.

 

Insomma, Mahmood, ragazzo di indubbio talento sembra anche essere molto amato dalle giurie, talento nel talento.

Dargli contro per le sue origini è una aberrazione ingiustificabile, senza se e senza ma.

Prendere per buona la favoletta del cantante che dal nulla spodesta il vincitore designato, specie dopo tutte le polemiche di cui sopra, è invece gesto di ingenuità inaudita. Vuoi vedere che proprio il cambio dell'azienda indicata a gestire televoto e giuria, da quest'anno la neonata e snellissima Noto Sondaggi, come raccontato qui, non sia stato il frutto di una coincidenza?

MICHELE MONINA

 

Chissà, magari anche di questo si potrebbe chiedere conto a Teresa De Santis durante l'audizione prevista oggi alla Commissione di Vigilanza Rai sul presunto conflitto di interessi. Chiedere è lecito.

Ci sono tre suggestioni possibili.

Quella che mi fa venire in mente la droga e la Cia: Mahmood vincitore per andare contro il governo, vedi la faccenda migranti. Guardi le mosse che qualcuno fa con la mano destra, mentre con la sinistra nasconde le carte nella manica: magia.

 

Quella che mi fa venire i brividi: Mahmood vincitore al posto dello scomodo Ultimo, scomodo per la faccenda del conflitto di interessi, come dire: la nave affonda lasciamo a bordo il vincitore e saltiamo tutti sulle scialuppe di salvataggio, tanto abbiamo con noi i forzieri pieni d'oro.

MAHMOOD

Quella che mi sembra la più plausibile: Mahmood vincitore al posto dello scomodo Ultimo, scomodo per la faccenda del conflitto di interessi, ma non per questo vincitore super partes, perché già entrato nella medesima orbita, come raccontato ieri qui , come dire: vogliamo tutto.

Certo, poi c'è il Caso, il Fato, le Parche, il Destino, il Caos, il cazzo che vi pare. O più semplicemente le coincidenze.

 

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