1- ALTRO GIRO, ALTRO PROFUMO! “CORRIERE” E ‘’REPUBBLICA’’ IN FESTA PER IL RITORNO DEL REUCCIO DEI DERIVATI. MA CHI È “ALESSANDRO”? UN NOSTRO FRATELLO, AMICO, COMPAGNO? PER QUALCHE GIORNALISTA, EVIDENTEMENTE, È TUTTE TRE LE COSE INSIEME 2- COME AVEVANO PREVISTO IN POCHISSIMI, TRA CUI QUESTO DISGRAZIATO SITO, LA PACCATA DI EURI ALLE BANCHE A TASSI AGEVOLATI, VARATE DALLA BCE DI DRAGO DRAGHI, NON SI SONO TRADOTTE IN ALCUN MODO IN MAGGIOR CREDITO PER IMPRESE E FAMIGLIE 3- “IMU, ARRIVA LA STANGATA SULLA CASA. MOLTE AMMINISTRAZIONI DECIDERANNO I RINCARI SOLTANTO DOPO LE ELEZIONI DI MAGGIO”. CHE GRAN CLASSE ‘’DIGERENTE’’, VERO? 4- IL SALVACONDOTTO “TECNICO” PER IL CAINANO. “LE CONDIZIONI DEL PD: ALLUNGARE LA PRESCRIZIONE”. MA ALLORA DITELO CHE VOLETE ANCHE RE BANANONI AL QUIRINALE! 5- FINI PENSA A UN “POLO DELLA NAZIONE” E CHIAMA MONTEZEMOLO”. POLO CON UNA “L” SOLA

A cura di MINIMO RISERBO e FALBALA'

1 - ALTRO GIRO, ALTRO PROFUMO...
"Non è animato da spirito di rivalsa - dice un suo amico - piuttosto dallo spirito di cercare di fare le cose bene". ‘'Repubblica'' in festa ("Al Monte dei Paschi inizia l'era Profumo", p.2) per il ritorno del reuccio dei derivati e della banca "non di sistema". A un anno e mezzo dalla sua defenestrazione ai vertici di Unicredit, per mano delle sedicenti fondazioni bancarie, un'altra fondazione filantropica tenta di salvare se stessa ricorrendo ad Arrogance Profumo.

Si mettono già a tappetino anche i valorosi cantori delle gesta bancarie di via Solferino: "Svolta Montepaschi, arriva Profumo. Siena sarà banca modello. Quei piani di Alessandro" (Corriere, p. 17). Ma chi è "Alessandro"? Un nostro fratello, amico, compagno? Per qualcuno che farebbe il giornalista, evidentemente, è tutte tre le cose insieme.

2 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN...
Come avevano previsto in pochissimi - tra cui questo disgraziato sito - le due operazioni di rifinanziamento delle banche a tassi agevolati, varate dalla Bce di Drago Draghi e garantite dal bollino blu del governo Monti, non si sono tradotte in alcun modo in maggior credito per imprese e famiglie.

Lo ha certificato il bollettino della Banca d'Italia, lo ha meritoriamente segnalato nei giorni scorsi il Sole 24 Ore e oggi, giustamente, Massimo Giannini ricapitola "L'audace colpo dei signori del credito" (Affari&Finanza di Repubblica, p. 1). I quali si sono intascati i soldi per riacquistare azioni proprie e ora hanno anche il coraggio di piagnucolare per la storia delle commissioni. E come scrive Alberto Statera (A&F, p. 5), "ci si chiede se la mission dei nostri banchieri sia ridotta esclusivamente a rimpolpare i propri attivi e, incidentalmente, i bonus milionari che si sono lautamente autoassegnati".

3 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...
"Imu, arriva la stangata sulla casa. A Roma e Bologna aumenti del 30%. Già tredici Giunte hanno ritoccato l'imposta sulle abitazioni oltre le aliquote fissate dal governo. Molte amministrazioni decideranno i rincari soltanto dopo le elezioni di maggio" (Repubblica, p. 4). Che gran classe ‘'digerente'', vero?

4 - PIU' LAVORO PER CHI?...
La Fornarina del Canavese, flessibile come un grissino stirato, batte i braccialetti sul tavolo: "Ultimatum di Fornero sul lavoro. ‘Non si discute all'infinito, riforma senza accordo'. Monti fiducioso sul vertice di domani: avrà successo. Imprese e sindacati sempre più critici" (Corriere, p. 1). Ci hanno sfrantumato le palle. La prossima volta fate un bel decreto e poi, se non piace, si va tutti in piazza a protestare e si vede se il Parlamento ha le palle di convertirlo in legge allo scadere dei 90 giorni.

5 - IL SALVACONDOTTO "TECNICO" PER IL CAINANO...
Il patto sotterraneo con il Quirinale di Re Giorgio Banaliatano c'è e scava insieme a noi. Nonostante un po' di anime belle del Piddì-menoelle cerchino di negarlo, il tentativo di metter mano al reato di concussione ne è la prova. E infatti, una volta sputtanati da Idv e giornali (pochi), "I democratici ritirano l'emendamento sulla concussione" (Stampa, p. 8).
Ma se non metti mano al codice sulla concussione - la nazione non pensa ad altro, come è noto - il processo Ruby al Sire di Hardcore non si prescriverà mai.

E allora il Banana Party, comprensibilmente, esige: "Pdl: "Cambiare la concussione o salta l'intesa". Incontro Severino-Ghedini" (Repubblica, p. 13). Il partito guidato da Culatello Bersani, sempre timoroso delle urne elettorali, ovviamente non fa saltare il tavolo ma s'infrocia nella solita trattativa con gli avvocati di Bananoni, dalla quale uscirà con le ossa rotte: "Le condizioni del Pd: allungare la prescrizione" (Repubblica, p. 13). Ma allora ditelo che volete anche Re Silvio al Quirinale!

6 - ULTIME DAI RAISET...
"Commissario alla Rai, sì da Pd e Casini. L'Udc: è la nostra linea. Muro del Pdl: non si può, il bilancio è in attivo" (Corriere, p. 13). Questa è fantastica. Roba da mandargli la Finanza.

7 - MA FACCE RIDE!...
"Fini pensa a un "Polo della nazione" e chiama Luca di Montezemolo" (Repubblica, p. 6). Polo con una "l" sola.

8 - COMPAGNI CHE SBAGLIANO...
Sempre più avvincente lo scandalo Degennaro. "Bari, ombre sul condominio dei vip, nuovo filone con trenta indagati. Dovevano affittarlo ai poliziotti: venduto a politici e figli di magistrati" (Repubblica, p. 14). Mentre sul Corriere si occupano di politichetta: "Il Pd scarica Emiliano. ‘Maschera di lobby'. Il segretario pugliese Blasi: dal sindaco troppi errori" p. 10).

E sulla Stampa, l'ala morale della sinistra pugliese, impersonata dal senatore Latorre, scolpisce: "Se Emiliano verrà indagato dovrà fare un passo indietro" (p. 9).
Pesantissima e controcorrente l'inchiesta del Giornale: "Buchi, anomalie, fughe di notizie. Così si è salvato il sindaco di Bari. L'inchiesta è proseguita per dieci anni, le richieste di arresto risalgono a due anni fa. Emiliano compare ovunque, pure nelle intercettazioni. Ma per i pm "poteva non sapere" (p. 8). Due anni di "esigenze cautelari"? Davvero incredibile.

9 - SACERDOTI CHE SBAGLIANO...
"Giù la villa milionaria di don Verzè". Abuso edilizio. I periti del San Raffaele: sanatoria per venderla. Il comune di Olbia: stalla trasformata in residenza di lusso con piscina. Oggi al tribunale fallimentare la proposta per saldare i debiti ai fornitori" (Corriere, p. 25). Nella stessa pagina, un'altra notizia da non credere: "Il Vaticano pensa a una stretta sul riciclaggio". Non che l'aboliscono. Lo tollerano solo un po' di meno. Non male anche questo titolo della Stampa: "Arriva il ministero delle Finanze. Il Vaticano si mette in regola" (p. 25). Manco il papa fosse Briatore, babbucce a parte.

10 - AGENZIA MASTIKAZZI...
"Tornano le rondini, ma sono quasi dimezzate" (Corriere, p. 27). Per fortuna non l'hanno fatto scrivere a Mario Pappagallo.

11 - DISECONOMY/PORTI IN BELLAVISTA...
Notizie fastidiose dal Fronte dei porticcioli. Si comincia da Imperia, terra governata con mano ferma dalla numerosa Gens Scajolana: "Arrogante anche con i detenuti". Bellavista Caltagirone cambia cella. Screzi continui con altri reclusi e con gli stessi agenti penitenziari. Il 23 marzo l'udienza del riesame" (Stampa, p. 21).

Si va avanti con le banche finanziatrici dell'opera finita nel mirino della magistratura e tanto cara a "u ministru": "Così Caltagirone trasformò il porto in un bancomat. E gli istituti di credito si sono garantiti con un'ipoteca che ora potrebbe rivelarsi carta straccia" (Il Secolo XIX, p. 1).

Si chiude il bellezza con lo schema sperimentato a Imperia ed esportato a Roma: "Fiumicino, costi quadruplicati. Affonda il porto che non c'è. Indagine sull'opera passata da cento a quattrocento milioni" (Messaggero, p. 8). Bella idea, quella di trasferire il demanio portuale ai Comuni, che poi si sono dimostrati particolarmente incapaci di resistere alle pressioni degli interessi privati. Il ministro dell'epoca era un certo Claudio Burlando.

12 - LIBERI DI SOGNARE...
"La linea Alfano rilancia il Pdl nei sondaggi". Scoop del Giornale di Berlusconi, a pagina 11.

 

 

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