ines pellegrini una bella governante di colore

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – STASERA IN CHIARO AVETE UNA DELLE COMMEDIE EROTICHE ITALIANE PIÙ IMBARAZZANTI DI SEMPRE, “UNA BELLA GOVERNANTE DI COLORE” DI LUIGI RUSSO, CON RENZO MONTAGNANI SCATENATO, CARLO DELLE PIANE COME VICINO GUARDONE E GIANFRANCO D’ANGELO PAZZO TEDESCO. LA PROTAGONISTA, INES PELLEGRINI, NON DEVE AVERE AVUTO UNA BELLA ESPERIENZA SUL SET. QUANDO VENNE INVITATA DA ENZO BIAGI IN UN PESANTISSIMO DIBATTITO TELEVISIVO SULLA PORNOGRAFIA… - VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

007 IL DOMANI NON MUORE MAI

Stasera in chiaro cosa avete? Un James Bond moderno con Pierce Brosnan, Jonathan Pryce e Michelle Yeoh, “007. Il domani non muore mai” di Roger Spottiswoode, Rete 4 alle 21, 25, un capolavoro di poliziesco da 170’ (attenzione!) diretto da Michael Mann, “Heat – La sfida”, Rai 4 alle 21, 20, dove Al Pacino e Robert De Niro sono ancora loro e non la loro versione invecchiata.

 

AL PACINO ROBERT DE NIRO - HEAT LA SFIDA

E la scena dove si incontrano è spettacolare.

 

“Cattivissimo me” di Pierre Coffin e Chris Renaud su Italia 1 alle 21, 20. Assolutamente divertente.

 

una bella governante di colore

Su Cielo alle 21,20 avete una delle commedie erotiche italiane più imbarazzanti di sempre, “Una bella governante di colore” di Luigi Russo, sottospecie di Malizia con la variante della governante di colore al posto della procace camerierina veneta. La protagonista, Ines Pellegrini, era appena uscita dal personaggio di Zumurrat di “Il fiore delle mille e una notte” di Pier Paolo Pasolini.

 

Con Renzo Montagnani scatenato, Carlo Delle Piane come vicino guardone e Gianfranco D’Angelo pazzo tedesco. La Pellegrini non deve avere avuto una bella esperienza sul set di un film più scemetto che razzista. Quando venne invitata da Enzo Biagi in un pesantissimo dibattito televisivo sulla pornografia assieme a Eleonora Giorgi e a Ilona Staller, “Proibito”, il 4 luglio 1977, subì un vero e proprio processo.

 

 

ines pellegrini una bella governante di colore

Con Biagi incalzante oltre il dovuto dopo averle fatto vedere le scene più piccanti del film. “Lei arrossisce?” – “Nel mio caso, non arrosisco”. “Si sente un bell’oggetto?” – “Io mi sto realizzando, non mi sento un oggetto”. “Il suo senso del pudore?” – “Il pudore io non ce l’ho”. “Suo padre è soddisfatto di questi film?” – “Io so cosa faccio. Ho rifiutato film come Gola profonda nera e Bocche calde, ma se sto sessanta giorni senza lavorare mi tolgono anche la mutua così ho dovuto accettare Una bella governante di colore”.

una bella governante di colore

 

“Quando io ho fatto questo film il regista mi ha proposto un’altra cosa. Mi ha detto che ci sarebbe stata dietro Dacia Maraini… Poi sul set lui ha cambiato tutto. Quando mi spoglio significa che quella scena è richiesta. E’ il mio personaggio che si deve spogliare, non io”.

 

La Pellegrini dice anche che Luigi Magni è pronto a farle fare un film da una sua idea. “Una ragazza che si traveste da uomo e lavora in un cantiere”. Non fece poi molto altro. 

 

Su Rai Storia trovate “I due colonnelli” di Steno con Totò, Walter Pidgeon, Nino Taranto, la bella Scilla Gabel, il grande Toni Ucci.

 

Su Rai Movie alle 21, 10 passa la seconda versione cinematografica di “Via dalla pazza folla” diretta da Thomas Vinterberg con Carey Mulligan come Batshbaba Everden, eroina fine ’800 di uno dei primi capolavori di Thomas Hardy.

 

INES PELLEGRINI OSPITE DI ENZO BIAGI

E’ attorno a lei che ruotano le vite di tre maschi più o meno pazzamente innamorati, il pastore di pecore Gabriel Oak, il gettonatissimo Matthias Schoenarts, il ricco proprietario William Boldwood, cioè Michael Sheen, e il bel sergente Francis Troy, cioè Tom Sturridge, abile con la spada e con le femmine.

 

via dalla pazza folla

Vi dico subito che non è facile scordare il vecchio Via dalla pazza folla diretto da John Schlesinger nel 1967, che vantava attori come Julie Christie, una miss Everden fresca della Lara di Zivago, un Terence Stamp bellissimo nel ruolo di Troy, un Peter Finch perfetto come Boldwood e un Alan Bates solido come Gabriel Oak. E non mi scordava la grandiosa scena di quando Terence Stamp si spoglia nudo della divisa rossa da dragone e si butta nel mare d’inverno inglese.

carey mulligan via dalla pazza folla

 

Talmente forte che Vinterberg si deve inventare una messa in scena totalmente diversa, con riprese del mare dall’alto. Carey Mulligan, oltre a cantare in maniera incantevole, riesce a passare da un sentimento all’altro, dalla forza da pre-femminista alla debolezza romantica dell’innamorata in pochi attimi. Certo, non è Julie Christie.

UNA PISTOLA PER RINGO

 

Su Canale 20 alle 21, 05 un Sansone moderno, “Samson – La vera storia di Sansone” di Bruce Macdonald, Gabriel Sabloff con Taylor James, Jackson Rathbone, Billy Zane e il sempre notevole Rutger Hauer.

 

 

UNA PISTOLA PER RINGO

Meglio su Cine 34 alle 21 lo strepitoso spaghetti western di Duccio Tessari “Una pistola per Ringo” con Giuliano Gemma, Nieves Navarro, George Martin, Fernando Sancho. Gemma lo riteneva perfetto (“è quello che cerca di ripercorrere l’epopea del west sotto una chiave storica”). Segna la nascita di Ringo-Montgomery Wood-Giuliano Gemma, voluta dai produttori, gli italiani Luciano Ercoli e Alberto Pugliese e i loro soci spagnoli, i fratelli Balcázar di Barcellona. Distribuisce la gloriosa Cineriz, per la prima volta imbarcata in un western.

 

ines pellegrini in il fiore della mille e una notte

Ma è anche il primo western di Tessari, che ci arriva dopo il successo da co-co-co-sceneggiatore di Per un pugno di dollari. In un primo tempo avrebbe dovuto firmare Roger Stevenson, sul modello del Bob Robertson leoniano, come leggiamo su un flano di “Il Giornale dello Spettacolo”.

 

Ricordiamo quel che disse Fernando Di Leo, a proposito del film e delle differenze tra Leone e Tessari, a Davide Pulici: “Tessari inizia Una pistola per Ringo con Gemma che gioca alla campana - i cattivi si avvicinano - e giunto alla fine dei saltelli estrae la pistola e li fa fuori tutti. Bè, Tessari diceva: “Sto giocando, volete giocare con me?”. Assolutamente geniale. Nessuno aveva chiesto così platealmente la complicità degli spettatori per un gioco - il western - importato dall’estero. Quest’aria Duccio la conserva - in vena - tra i cattivi e i buoni. Leone, invece, come dire…? Ci credeva un po’ di più nei western”.

 

il bianco il giallo il nero 1

 

Subito dopo, alle 23, su Cine 34 arriva anche il tardo, buffo, ma non riuscitissimo “Il bianco, il giallo, il nero” di Sergio Corbucci col trio Gemma-Wallach-Milian. In seconda serata vedo molte repliche, “Liam” di Stephen Frears su Tv2000 alle 23, 20, “Io sono leggenda” di Francis Lawrence su Canale 20 alle 23, 30, ci sarebbe il thriller con avvocati cattivi “Conspiracy – La cospirazione” diretto da Shintaro Shimosawa con Josh Duhamel, Anthony Hopkins e Al Pacino, Iris alle 23, 15. Nessun culto.

 

cruising

Nella notte non perdetevi il capolavoro di William Friedkin con un Al Pacino meraviglioso “Cruising”, Rai 4 alle 00, 30. Fim maledetto che tutti volevano girare, soprattutto Brian De Palma, e che ebbe una serie di problemi con le comunità gay del tempo. In una New York dove non è ancora scoppiato l’Aids, ma poco ci manca, l’agente Steve Burns si infiltra nei locali e negli ambienti gay per catturare un serial killer che uccide solo gli omosessuali.

 

claudio amendola il ritorno del monnezza

Ma presto l’agente diventa troppo legato al suo personaggio. Non vedremo mai l’edizione lunga del film, con 40 minuti in più, dove Friedkin mette in scena qualunque situazione assurda dei locali gay del momento, ma anche così il film è uno spaccato meraviglioso del tempo.

 

Su Rete 4 a mezzanotte, proprio contro Cruising, ci sarebbe “Il ritorno del Monnezza” dei Vanzina, sorta di omaggio-sequel all’eroe di Tomas Milian che diventa qui il figlio, Claudio Amendola, figlio del doppiatore di Tomas, Ferruccio Amendola, con Enzo Salvi come figlio di Bombolo, Elisabetta Rocchetti.

ines pellegrini

 

Alla fine, mi sembrò allora, un film decisamente superiore alle aspettative, anche se proprio il pubblico più stracult non accettò l’idea di qualcuno che, con Tomas Milian in vita, ne potesse prendere il posto, fosse anche Claudio Amendola, figlio cioè della “voce” di Monnezza.

 

Quando uscì era il film italiano più atteso dell'anno. I fan già scalpitavano. Magari per poterlo massacrare, ma va detto che il tipo di attesa che si era creata nel misterioso mondo dei cinefili era quasi da stadio. “Più che all'anteprima per i critici romani all'Adriano di Roma”, scrivevo, “divisi tra i tramezzini e le folli domande tecniche («Voi siete ispirati più a Delitto sull'autostrada o a Delitto al Blue Gay?») il nuovo Monnezza andava visto alla folle preview per pubblico popolare di Guidonia dove è stato salutato come fosse stata una nuova avventura di Indiana Jones.”

 

tutto suo padre 12

Lasciate perdere il Montesano figlio di Hitler del folle e sconclusionato “Tutto suo padre” diretto da Maurizio Lucidi, scritto dal grande Enrico Vaime e tratto da un’idea di Alberto Bevilacqua con Marilù Prati, Cristiano Censi, Mafred Freyberger, e gli stracultissimi Paul Muller, Eugene Walter e Fiammetta Barella, Cine 34 all’1, 10.

 

La regia di Lucidi rende noioso anche questo cast minore così interessante che sembrava più vicino al teatro di Memé Perlini che al cinema del tempo. Su Iris all’1, 25 un buon film americano di Muccino, “La ricerca della felicità” con Will Smith, Jaden Smith e Thandie Newton, mentre su Italia 1 alle 2, 30 arriva un grande film all black con musica rap da paura “Straight Outta Compton” di F. Gary Gray che in Italia non funzionò per nulla. Spacciano, girano armati, scopano come pazzi, mandano affanculo la polizia, amano i soldi e la mamma ma, soprattutto, rappanno.

 

straight outta compton il film 8

 

Non ci sarà ragazzo cresciuto col rap e con l’hip hop, scrivevo, che non vorrà vedere Straight Outta Compton, il film dedicato agli anni d’oro di Eazy-E, Dr Dre, Ice Cub e gli altri membri del N.W.A, Niggas With Attitude, la più celebre gangsta rap band di ogni tempo che partì dalle parti di Compton, in California a metà degli anni ’80 e dominò la scena musicale americana fino a metà degli anni ’90.

 

Ovvio che la parte più bella del film e della storia sta nella prima parte, nella scoperta di un genere, di una serie di versi realistici e meravigliosi che esprimono la rabbia di una generazione nata nella strada,  nella costruzione dei grandi hit della band, come “Fuck The Police”, mentre quando il film diventa una sorta di santino edificante che deve giustificare la tragica fine di Eazy-E, morto di Aids trentenne, la rivolta di Ice Cub contro il proprio gruppo e il loro manager bianco, Jerry Miller, la brutta piega del Dr Dre che si lega a un manager gangster, Suge, le cose cambiano.

 

la ricerca della felicita

E il film, dalla bomba iniziale che era, si addormenta un po’ e prende le vie del tradizionale. Ma rimane sempre un’operazione magistrale, una sorta di Via col vento dell’hip hop e della cultura nera degli anni ’80 e ’90.

 

Rai Tre alle 2, 30 si butta invece su “Tommaso” di Abel Ferrara con Willem Dafoe, che inizia come un’autobiografia malsana dello stesso Ferrara a Roma con moglie e figlia e diventa poi qualcosa di molto diverso. “L’ultima estate a Tangeri” di Alexander Arcady, Rai Movie alle 2, 45, è un bel noir con una strepitosa e giovanissima Valeria Golino che vi consiglio di vedere.

 

una bella governante di colore

Ci sono anche Thierry Lhermitte, Roger Hanin, Vincent Lindon, Anna Karina. Tutto si chiude sulla parodia dell’eurospy “Slalom” di Luciano Salce con Vittorio Gassman, Adolfo Celi, Daniela Bianchi e Beba Loncar, Rete 4 alle 4, e il rarissimo noir italiano “Ti aspetterò all’inferno” di Pietro Regnoli con Eva Bartok, Massimo Serato e il sempre ubriaco nei bar di Via Veneto John Drew Barrymore, padre di Drew Barrymore. Da registrare assolutamente.

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