zuckerberg soldi facebook

UNA PIOGGIA DI MILIONI DELLA SILICON VALLEY SI È ABBATTUTA SU BRUXELLES: GOOGLE, FACEBOOK E SOCI STANNO ARRICCHENDO STUDI LEGALI E LOBBISTI PER COMBATTERE LA DIRETTIVA SUL DIRITTO D'AUTORE CHE SARÀ VOTATA IL 12 SETTEMBRE DAL PARLAMENTO EUROPEO. I PIÙ GRANDI EDITORI EUROPEI, PULCI AL CONFRONTO, PIANGONO E AVVERTONO CHE LA 'STAMPA RISCHIA DI MORIRE'. MA SONO GLI STESSI CHE AVEVANO PUNTATO TUTTO SUL TRAFFICO FACEBOOK, SUICIDANDOSI APPENA ZUCK HA CAMBIATO L'ALGORITMO

Ivo Caizzi per il Corriere della Sera

zuckerberg

 

 L' intensità dell' attività di lobbying e dello scontro politico sulla nuova direttiva Ue per il diritto d' autore in Rete, che deve essere votata il 12 settembre prossimo nell' Europarlamento di Strasburgo per poi passare alla mediazione con il Consiglio dei governi e la Commissione europea, ha prodotto un ennesimo effetto sorprendente. Importanti studi legali specializzati in diritto comunitario sarebbero diventati difficili da consultare perché già preventivamente ingaggiati da multinazionali Usa del digitale, che sono diventate le più ricche e appetibili clienti degli avvocati di Bruxelles da quando cercano di frenare proprio le norme Ue sul copyright o quelle contro le loro strategie di maxi elusioni delle tasse tramite i paradisi fiscali.

UDIENZA DI ZUCKERBERG AL SENATO

 

È trapelato dall' incontro dei rappresentanti degli editori europei di giornali con il presidente dell' Europarlamento Antonio Tajani, che ieri ha ascoltato nel suo ufficio le ragioni della richiesta di un equo compenso per l' utilizzazione degli articoli sul web.

 

La giustificazione di alcuni avvocati rinvia al ritardo e all' impegno limitato dei favorevoli alla direttiva sul copyright, rispetto al dispiegamento di ingenti mezzi economici investiti da multinazionali statunitensi del web per contrastarla. L' associazione degli editori europei Enpa, presieduta da Carlo Perrone del gruppo Gedi, sta ora tentando di recuperare consensi tra gli eurodeputati in un Europarlamento diviso anche all' interno di gruppi politici e di delegazioni nazionali.

larry page

 

L' Enpa, insieme alla componente italiana Fieg guidata da Andrea Riffeser della Poligrafici Editoriale, sta diffondendo sui giornali un appello a favore delle nuove regole Ue. Le ritengono essenziali per la «sopravvivenza della stampa, minacciata dalla distribuzione massiva di contenuti ad opera dei grandi aggregatori digitali (come i giganti Usa Google o Facebook, ndr)». Denunciano il rischio di «un generale impoverimento della qualità della produzione editoriale» e «la proliferazione di notizie false».

il direttore La Stampa Mario Calabresi lAd di Poligrafici Editoriale Andrea Riffeser Monti e Ferruccio de Bortoli direttore del Corriere della Sera

 

Associazioni di giornalisti, scrittori e registi hanno appoggiato questa linea. Le multinazionali Usa del digitale, invece, respingono i costi aggiuntivi. Vorrebbero almeno far slittare tutto al prossimo Europarlamento, dopo le elezioni europee del maggio 2019. Nello scontro si sono inseriti i sostenitori della «libertà del web», che sospettano ingiuste restrizioni e censure dietro il testo un po' ambiguo di alcune parti della direttiva sul copyright. Nel voto del luglio scorso a Strasburgo perfino i «pirati informatici» del Nord Europa si sono incredibilmente schierati con le multinazionali Usa di Internet per far passare il rinvio al 12 settembre e consentire agli eurodeputati di presentare emendamenti (entro ieri).

 

Un ulteriore allarme l' hanno lanciato alle masse di tifosi sulle restrizioni per gli eventi sportivi coperti da «diritti», che impedirebbero di scambiarsi liberamente in Rete quanto fotografato o registrato (senza fini di lucro) assistendo alle partite di calcio o di rugby negli stadi.

 

parlamento europeo

 

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