GLI SCHELETRI DELLA TALPA - IL ‘’GUARDIAN’’, CHE PER PRIMO PUBBLICÒ I LEAKS DI SNOWDEN, AVANZA DEI DUBBI SU DI LUI ED È SUBITO SCAZZO CON WIKILEAKS E GLENN GREENWALD (L'AUTORE DELLO SCOOP)

Da "il Foglio"

"The Snowden Files", libro in uscita in questi giorni che vorrebbe raccontare la "inside story dell'uomo più ricercato del mondo", autore il giornalista del Guardian Luke Harding, editore il Guardian stesso insieme a Faber, sta provocando la rottura del fronte snowdeniano, quell'insieme di giornalisti, organizzazioni, media che hanno pubblicato e difeso l'ex contractor e le sue rivelazioni sul sistema di sorveglianza del governo americano.

Più di ogni altro media al mondo, negli ultimi mesi il Guardian ha veleggiato sullo scandalo dell'Nsa, con il suo direttore, Alan Rusbridger, che si trasformava in un pubblico assertore della libertà di stampa pronto a difendersi davanti ai Comuni contro i dispotici tentativi di controllo di massa dei sistemi di intelligence americano e inglese. Venerdì e domenica il Guardian ha pubblicato due lunghi estratti di "The Snowden Files"; per promuovere il libro ha anche rilasciato il video celebre di quando gli agenti della Gchq hanno costretto i giornalisti a distruggere gli hard disk con dentro i documenti trafugati dai server della Nsa.

Il lancio di "The Snowden Files", prodotto in casa e scritto da un reporter di punta, è stato preparato con cura, è il coronamento di mesi di campagna pressante. Ma il libro di Harding non è il racconto epico della lotta di un whistleblower in favore della libertà. Dall'estratto pubblicato venerdì esce il ritratto controverso di uno Snowden vanesio e militarista, quello di domenica è tutto dedicato alla possibilità che Snowden sia tenuto a Mosca quasi come ostaggio del regime di Putin, bloccato dalla minaccia di non rinnovargli l'asilo, circondato e plagiato da uomini vicini all'Fsb, compreso quell'avvocato Kucherena che, apparso dal nulla, è diventato il portavoce di Snowden nei giorni della reclusione all'aeroporto Sheremetyevo.

Improvvisamente l'unico alleato del fronte snowdeniano tra i media tradizionali, il giornale che aveva ospitato le prime inchieste di Glenn Greenwald (l'unico depositario di tutti i file di Snowden, che presto ha lasciato il Guardian per far fruttare il suo tesoro di informazioni trafugate in un'impresa giornalistica indipendente con il fondatore di eBay Pierre Omidyar) e che non aveva mai esitato a definire Snowden un eroe, passa dalla parte dei sospettosi e dei malfidati.

Ad attaccare per prima è stata Wikileaks, che dall'inizio dello scandalo ha speso uomini e mezzi per Snowden ma non è mai riuscita a mettere il cappello sull'impresa ed è stata snobbata dai media. "Gli scrivani del Guardian che hanno abbandonato Snowden a Hong Kong (la prima tappa del suo viaggio verso Mosca, ndr) ora stanno cercando di fare i milioni sulla sua pelle", ha scritto l'organizzazione di Julian Assange in una serie di tweet. "Solo Snowden e Wikileaks hanno la ‘inside story' (...), il fatto che il Guardian stia riciclando un plagiario anti Wikileaks e anti russo per approfittare della situazione di Snowden è l'ultima goccia, Snowden non ha mai parlato a Luke Harding".

Della reazione russa Wikileaks sembra particolarmente preoccupata, tanto da definire "anti russo" un giornalista che si è visto negare il visto dal regime di Putin. "La Russia ha i suoi problemi", ha aggiunto su Twitter, "ma Harding è così ostile che potrebbe compromettere il rinnovo dell'asilo di Snowden".

Quando Glenn Greenwald è entrato nella mischia, twittando che "The Snowden Files" è "‘La inside story di Edward Snowden' scritta da qualcuno che non ha mai incontrato Snowden né parlato con lui" - Harding non è tra i depositari del verbo snowdeniano, non può occuparsi della vicenda -, la frattura del fronte dei leaker è diventata una zuffa, con il Guardian accusato di voler lucrare (fin dall'inizio?) sullo scandalo della Nsa, il giornale e il suo liberalissimo direttore che non rispondono alle accuse, gli snowdeniani che si agitano forsennati. "Boicottate il Guardian", dice Wikileaks, gli unici amici di Snowden siamo noi.

 

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