giulia michelini

"HO MOLLATO TUTTO UNA VOLTA, POTREI RIFARLO” – GIULIA MICHELINI, TUTTO BENE? “NEL MIO MESTIERE C'È IL RAPPORTO CON LA BELLEZZA, CON L'ETÀ CHE AVANZA, TUTTE COSE CHE TI ACCOMPAGNANO ANCHE DOPO CHE HAI CHIUSO LA PORTA DI CASA, È COME SE, ANCHE ALLORA, DOVESSI CONTINUARE A STARE PER FORZA COL PALO NEL CULO, IMPEGNATA IN UNA PERFORMANCE COSTANTE" (PUOI SEMPRE APRIRE UNA GELATERIA) – “IL MIO INCONTRO FONDAMENTALE? È BRUTTO SE DICO CHE NON C'È ANCORA STATO, SEMBRO PRESUNTUOSA?” - I GENITORI MAGISTRATI, E SUL REFERENDUM...

 

Fulvia Caprara per “la Stampa” - Estratti

 

La prima impressione è che, con il suo mestiere, abbia fatto a pugni fin dall'inizio, divisa tra attacco e difesa, attrazione e repulsione, fascino e fatica. 

 

giulia michelini 55

Sul ring della recitazione Giulia Michelini, romana, classe 1985, è salita per caso, ci è rimasta grazie a un ruolo magico, Rosy Abate della serie tv Squadra antimafia Palermo oggi, e, a un certo punto, ha sentito il desiderio di lasciarlo, mettendo a rischio un successo consolidato e accettandone le conseguenze: «È stato un capitolo importante della mia vita, un ruolo faticoso, che ho amato profondamente, ma ho avuto bisogno di fermarmi per un po', anche se Rosy, in realtà, è rimasta sempre con me. Ancora adesso, a distanza di anni, la gente mi ferma per strada e mi chiede "ma quando la rifate? "». 

 

Nel frattempo sono accadute tante altre cose - è stata anche la prima «fidanzata» di Checco Zalone in Cado dalle nubi - l'ultima è il successo del film di Stefano Lodovichi Il falsario, entrato nella top ten globale dei film non in lingua inglese più visti su Netflix, subito dopo è arrivata la serie Motorvalley, stessa piattaforma, con Matteo Rovere regista e Luca Argentero protagonista. La costante è che, in tutte e due le storie, Giulia Michelini è una donna forte, decisa a farsi strada da sola: «Tornare nel giro, una volta che nei sei uscita, non è stato semplice, però, dopo un po', ci sono riuscita». 

 

giulia michelini 43

 

Cosa non le piace del suo lavoro e, più in generale, del mondo dello spettacolo? 

«Mi fa paura idealizzarlo, e non mi piace il pensiero di dover arrivare per forza da qualche parte, frequentare, uscire anche solo per farsi vedere, essere definita in base a quello che fai, una cosa che, per me, è un po' inquietante e che, se non si è molto centrati, rischia di diventare distruttiva. Per questo sono sempre in cerca di un'altra prospettiva». 

 

Nel suo mestiere l'apparenza è importante. Questo le pesa? 

«Sì, c'è il rapporto con la bellezza, con un certo canone estetico, con l'età che avanza… tutte cose che ti accompagnano costantemente, anche dopo che hai chiuso la porta di casa… è come se, anche allora, dovessi continuare a stare per forza col palo nel c…, voglio dire impegnata in una performance costante». 

 

Qual è stato il suo incontro fondamentale? 

giulia michelini 44

«È brutto se dico che non c'è ancora stato, sembro presuntuosa? La verità è che le cose le ho apprese nel quotidiano, guardando gli altri, forse non ho mai preso il mio lavoro con vera consapevolezza, se lo avessi fatto avrei costruito una carriera diversa. Ho vissuto la mia vita, ho lavorato con ingenuità e con semplicità». 

 

È diventata madre molto giovane, all'ultimo anno di liceo. 

«Sì, mio figlio ha appena compiuto 21 anni, è stato difficile, ma adesso il nostro rapporto è proprio bello. Studia filosofia, vorrebbe fare cinema, è entrato nell'Accademia Renoir, segue un corso di sceneggiatura. È molto centrato, più di quanto non fossi io alla sua età, è curioso, colto, ha una testa critica, va in profondità, non si ferma, a volte mi mette in difficoltà, tra noi c'è sempre un confronto stimolante». 

 

Nel Falsario lei è Donata, proprietaria di una galleria d'arte. La storia è ambientata negli Anni 70 e racconta una generazione diversa dai ragazzi di oggi. Che cosa l'ha incuriosita di quel periodo? 

giulia michelini

«È stata una fase affascinante, irripetibile, c'era grande vitalità, si pensava che il mondo potesse cambiare davvero, c'è stato un risveglio collettivo delle coscienze, un clima oggi difficile da immaginare. Nel bene e nel male era un'Italia che, nelle sue lotte, era onesta, fervente, trasparente, anche se cruda. E poi esisteva una vita politica, una vita sociale». 

Oggi, invece? 

«Oggi è tutto appiattito, mistificato, l'onda dell'omologazione è fortissima, tutto è disfunzionale: bisogna restare con i piedi per terra, occuparsi della cosa pubblica, tenere gli occhi ben aperti». 

 

(...)

I suoi genitori sono magistrati, quindi l'epoca del Falsario l'hanno attraversata in prima linea. 

«Sì, loro gli Anni di piombo li hanno vissuti, a casa mia si è sempre parlato molto… quello del referendum, per esempio, è un argomento vivo, già da tanto tempo. I miei hanno contribuito a rendermi più attenta rispetto ai temi della giustizia e dell'ingiustizia». 

 

 

(…)

giulia micheliniGIULIA MICHELINI ROSY ABATEelisabetta canalis melissa satta giulia michelinielisabetta canalis, melissa satta, giulia michelini e fiammetta cicognaGIULIA MICHELINI ROSY ABATEA CASA TUTTI BENE GIULIA MICHELINI GIAN MARCO TOGNAZZI Giulia Michelinigiulia michelinigiulia michelini 1

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