STREAMING WAR - È PARTITA LA GUERRA TRA APPPLE, YAHOO!, AMAZON, MICROSOFT E GOOGLE PER LA TRASMISSIONE DI CONTENUTI VIDEO ONLINE

Valerio Maccari per ‘Affari &Finanza - La Repubblica'

Apple, Google, Netflix. E adesso Amazon, Microsoft e Yahoo. La streaming war - la competizione per il mercato della trasmissione di contenuti video online - si fa sempre più serrata. E se ormai sono oltre un miliardo (28 milioni in Italia) le persone che guardano programmi tv, film e altri contenuti video su Internet, i big della tecnologia orientano le loro strategie per monetizzare il fenomeno. Con strategie diverse, dalla creazione di contenuti proprietari (web series ma anche film veri e propri) all'immissione sul mercato di set top boxes, i dispositivi da collegare al televisore per portare il mondo dello streaming nel salotto di casa.

Al primo caso si iscrivono Microsoft e Yahoo. La prima ha appena ingaggiato i comici Sarh Silverman e Seth Green per i progetti streaming, mentre la società guidata da Marissa Mayer è pronta a puntare un budget fino a un milione di dollari per produrre quattro web series originali da 10 episodi da 30 minuti, per rimpolpare la propria offerta video proprietaria. Il progetto diventerà ufficiale il 28 aprile, in occasione della New Front, la fiera newyorkese dell'advertising via web. L'acquisto delle web series è da inserire in una strategia più ampia: Yahoo avrebbe infatti intenzione di lanciare una sua nuova piattaforma video, in diretta competizione con Youtube di Google. Amazon, ultima in ordine temporale a sbarcare nel settore, invece sceglie di seguire le orme di Apple e Google lanciandosi nella produzione di un set top box.

Il gruppo di Jeff Bezos, reduce dal successo dei lettori di e-book Kindle, ha presentato la sua Amazon Fire Tv: un piccolo dispositivo basato su Android da collegare al televisore, alla stregua di un decoder, che permette agli utenti di accedere a un vasto portafoglio di contenuti video e altri servizi, da Youtube, Netflix e Hulu ai programmi in abbonamento di Amazon Prime Instant Video.

Una funzione simile a quella della Apple Tv di Cupertino. Anche il prezzo - Amazon Fire Tv, per ora è in vendita solo negli Usa a 99 dollari - è lo stesso del box di Apple, dal quale il prodotto di Amazon si distingue per alcune caratteristiche: è più potente (stando alla casa) grazie al processore quad-core, è dotata di un sistema di ricerca vocale e di un'intelligenza artificiale in grado di consigliare contenuti sulla base dei gusti degli utenti, offre la possibilità di usufruire del set top box come se fosse una console. Amazon promette la disponibilità di migliaia di giochi grazie a un joypad aggiuntivo in vendita a 39 dollari.

Una caratteristica che aumenterà l'appeal presso la platea dei videogiocatori, rubandoli a Microsoft, Sony e Nintendo. Apple, del mercato dei set top boxes era stata pioniera, avendo immesso sul mercato la Apple Tv già nel 2007. All'epoca elemento non centrale delle strategie della mela, l'avventura televisiva fu definita da Steve Jobs "un hobby", poco più che il tentativo, per dirla con le parole dello scomparso fondatore, di affrontare "una mare incontaminato, privo di squali". Adesso, però, il business tv è diventato parte integrante dei servizi di Cupertino, grazie ad una crescita esponenziale delle vendite: più di 1 miliardo di dollari tra dispositivi venduti e contenuti comprati in streaming da iTunes.

Tanto da spingere Tim Cook a rivedere le parole del suo predecessore: "Di questi tempi - ha dichiarato - è difficile chiamare Apple Tv un semplice hobby". Tanto che la società è pronta al rilancio: indizi in tal senso arriva dai documenti per la fusione tra Comcast e Time Warner presentati alla Federal Communications Commission - l'ente di vigilanza americano - e pubblicati online, in cui si dice che Cupertino ''sta esplorando nuovi sviluppi per la Apple Tv''.

Anche Google, che da pochi mesi ha immesso sul mercato la chiavetta Chromecast per lo streaming di contenuti video da dispositivi mobili verso il televisore di casa, è pronta a rilanciare la propria strategia televisiva.

Il progetto si dovrebbe chiamare Android Tv, e nasce sulle ceneri della scomparsa Google Tv, la piattaforma per televisori smart nata nel 2010 in collaborazione con Intel, Sony, Lg e Samsung, chiusa lo stesso anno. Il sistema fu considerato troppo complesso e poco attraente per gli utenti. Per questo Android Tv sarà diversa: se Google Tv somigliava un po' ad una versione extralarge degli smartphone Android, la nuova interfaccia sarà più "cinematografica, divertente, fluida e veloce". Lo si legge su un documento di Google, pubblicato da The Verge. Android tv sarà un'interfaccia dedicata all'intrattenimento - continua la nota - con una versione di Android ottimizzata per la fruizione dei contenuti sullo schermo Tv.

E' incerto se si tratterà di un hardware - come Apple Tv e Amazon Fire Tv - prodotto direttamente da Google o da produttori tradizionali (come accade per tablet e smartphone) o solo di una piattaforma software. Ma, avverte The Verge, dovrebbe arrivare presto: per la testata online Google avrebbe già contattato gli sviluppatori per avere le app di streaming più famose - da Netflix a Vevo, passando per Hulu - sulla propria piattaforma.

 

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