I TURISTI CIABATTONI DEVASTANO L’ITALIA DA SETTANT’ANNI – NEL 1957, ITALO CALVINO SCRIVEVA INFASTIDITO: “L’ITALIA È PREDA DELLE COMITIVE GOFFE E ANTIESTETICHE DEI TEDESCHI INGLESI SVIZZERI OLANDESI O BELGI IN VACANZA COLLETTIVA, DONNE E UOMINI DI VARIEGATA BRUTTEZZA, CON CERTE BRACHE AL GINOCCHIO, COI CALZINI NEI SANDALI O CON LE SCARPE SUI PIEDI NUDI, CERTA BIANCHERIA CHE SPORGE, CERTA CARNE BIANCA E ROSSA, SORDA AL BUON GUSTO E ALL’ARMONIA ANCHE NEL CAMBIAR COLORE” – “UNA FOLLA CIVILE, REALIZZATRICE, ADULTERA, SODDISFATTA, CORDIALE, FILISTEA, FAMILIARE, BEMPORTANTE, INGURGITANTE GELATI, TUTTI IN CALZONCINI E MAGLIETTA, IN QUESTO FIUME PINGUE E SUPERFICIALE SULL’ACCIDENTATA REALTÀ ITALIANA…”
Estratto dell’articolo di Antonio Gurrado per www.ilfoglio.it – 8 agosto 2026
Italo Calvino, che non è sospettabile di etilismo né di rigurgiti antidemocratici, scriveva quanto segue nel suo romanzo più sottovalutato, “La speculazione edilizia” […]
“Dopo la seconda guerra mondiale, era venuta la democrazia, ossia l’andare ai bagni di intere cittadinanze. (…) Genitori, nonni, suoceri che prendevano il sole di mezzogiorno sulle passeggiate a mare come già quarant’anni prima i granduchi russi tisici e i milord.
E alla stagione in cui un tempo i milord e le granduchesse lasciavano la Riviera e si spostavano nelle ombrose Karlsbad e Spa per la cura delle acque, ora negli appartamenti balneari ai vecchi davano il cambio le signore coi bambini e per i mariti occupatissimi cominciava la corvée delle gite tra sabato e domenica”.
Era il 1957 e l’Italia, che a fatica aveva cacciato gli invasori da nord ed era scesa a patti con i liberatori da sud, diventava preda delle “comitive goffe e antiestetiche dei tedeschi inglesi svizzeri olandesi o belgi in vacanza collettiva, donne e uomini di variegata bruttezza, con certe brache al ginocchio, coi calzini nei sandali o con le scarpe sui piedi nudi, certe vesti stampate a fiori, certa biancheria che sporge, certa carne bianca e rossa, sorda al buon gusto e all’armonia anche nel cambiar colore”.
Così che era inevitabile ritrovarsi intruppati “in questa folla civile, realizzatrice, adultera, soddisfatta, cordiale, filistea, familiare, bemportante, ingurgitante gelati, tutti in calzoncini e maglietta, donne uomini bambini giovanetti nell’assoluta parità delle età e dei sessi, in questo fiume pingue e superficiale sull’accidentata realtà italiana”. […]




