teresa de santis carlo freccero stefano coletta

L'AUDITEL SI APPLICA AI NEMICI E SI INTERPRETA PER GLI AMICI - GLI ASCOLTI DI RAI1 SONO DAVVERO IN PICCHIATA, COME DICONO TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO LIBERARSI DELLA DE SANTIS PER METTERE QUALCUNO CHE SIA PIÙ VICINO AL NUOVO GOVERNO? ''IL SUSSIDIARIO'' PARAGONA IL PRIME TIME DELLE SETTE RETI GENERALISTE E TROVA RISULTATI ANCHE MIGLIORI RISPETTO ALLA MEDIA DEGLI ULTIMI 5 ANNI

RISULTATI AUDITEL 5 ANNI

 

 

 

 

 

 

Gennaro Da Varzi per www.ilsussidiario.net

 

bruno vespa e teresa de santis foto di bacco

Un’azienda seria si giudica dal fatturato e dalla sua redditività. Un’azienda atipica come la Rai bisogna giudicarla dagli ascolti, perché sono quelli che determinano ricavi (pubblicità) e utili (successo). Per questo motivo la bagarre di questi giorni sui nuovi assetti nella prima azienda culturale del Paese ha al centro la polemica sugli ascolti della rete ammiraglia, Rai1.

 

Da poco più di un anno alla guida della rete c’è una signora scelta dal governo precedente fondamentalmente per il merito. Teresa De Santis infatti non conosceva prima di essere nominata Salvini, Di Maio o Conte, e continua a non frequentarli neanche oggi. A differenza del suo principale accusatore, l’amministratore delegato Fabrizio Salini, che con “nonchalance” sta cercando di propinare lo stesso identico piano industriale concordato con il governo gialloverde ai nuovi partner del governo Conte 2. Promettendo posti a dritta e a manca, con annesso il vorticoso giro di nomi e di autocandidature.

carlo freccero (3)

 

Si dice che Rai1 abbia perso, soprattutto a settembre, molti ascolti. E che i dati siano in picchiata. Quindi andiamo a vedere come stanno effettivamente le cose. Intanto, per avere un quadro chiaro dei risultati e capire bene quali sono le tendenze, è fondamentale prendere in esame un periodo più ampio. Di seguito (foto 1) i risultati di “prime time” delle 7 generaliste negli ultimi 5 anni, nel periodo 15-30 settembre.

 

La tabella mette in evidenza il risultato positivo di Rai1, il calo di Rai3 e il risultato peggiore della propria storia di Rai2 ottenuto dalla direzione Freccero, che scende sotto il 6%. Anche Canale 5 e Italia1 sono in linea, a parte il tracollo di Canale5 nel 2018 dovuto a scelte aziendali restrittive. Crescono Rete4 e La7 grazie agli investimenti in programmi informativi, aiutati dal clima politico generale. Nel confronto tra le due ammiraglie, Rai1 ha battuto Canale5 nel periodo 15-30 settembre, 15 volte su 16: ha perso solo in occasione della serata di Champions League, andando sotto leggermente in prime time per -0,1%.

 

 

 

teresa de santis

In ogni caso il vantaggio medio di share rimane stabile al +3,2%, che – visti gli investimenti fatti – non è risultato da poco. Mediaset sta puntando sulla sua prima rete concentrando contenuti unici ed esclusivi. In particolare la Champions League (condivisa da Sky, partner occulto sulla tv in chiaro) ha effetti multipli sulle performance di Rai1, che ha perso da quest’anno – per scelta aziendale – la partita in chiaro.

 

In primo luogo origina una flessione diretta del mercoledì, indebolisce l’offerta del martedì perché incide in contro programmazione, provoca la perdita di contatti con target strategici della popolazione, come il pubblico maschile.

 

stefano coletta

Senza contare che proprio sul calcio Rai1 ha avuto il merito di aver rischiato – a ragione – inserendo in prima serata le partite della nazionale femminile, con risultati senza precedenti. A conti fatti Rai1 sta reagendo bene al confronto, e la flessione veramente non si riesce a capire dov’è. Senza contare che con i nuovi colpi in canna (a partire da Fiorello) che animeranno la programmazione di autunno, lo scontro con Mediaset si giocherà sera dopo sera.

 

O siamo tornati ai tempi in cui si vuol far vincere ad ogni costo il concorrente di Segrate?

 

A questo punto occorre farsi una domanda: dove sono finiti i 45 milioni di euro che erano a piano e che non sono stati spesi, mentre alle reti è stato tagliato il budget e a Rai1 addirittura tolto quello dell’anno corrente ad agosto, quando ormai era già impegnato? Tutto questo per finanziare Raiplay? Oppure solo per abbattere il potenziale della RAI e far respirare Canale5, che viene battuta 15 volte su 14? PD e 5Stelle sono pregati di far conoscere la loro opinione in merito.

fabrizio salini

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...