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IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

carissimo bernardino - di Rocco Moccagatta Alberto Pezzotta

Marco Giusti per Dagospia

 

‘’L’impareggiabile Jeeves’’. Ecco. Non mi ricordavo più il libro che la moglie, Françoise, mise tra le mani di Bernardino Zapponi quando morì. Per fortuna che Dino Risi nella sua autobiografia non poteva non riportarlo. Era andato a trovarlo “quando era immerso nel grande sonno”. Quello era il libro che stava leggendo quando se ne è andato.

 

‘’Bernardino’’, scrive Dino, “aveva letto tutti i libri e aveva visto tutti i film. Era puntuale come un orologio svizzero. Fu bravo ad andarsene prima di entrare nella quarta età, in cui ci si occupa di noi (qualche volta la tv) come animali di una razza in via di estinzione”.

 

Questa immagine di Bernardino che si porta dietro un libro per il grande sonno trionfando sull’orrore della quarta età mi è tornato in mente per parlare di un altro libro, un librone di oltre 500 pagine, “Carissimo Bernardino… - Bernardino Zapponi, un talento multimediale tra cinema, televisione, letteratura e giornalismo”, a cura di Rocco Moccagatta e Alberto Pezzotta, edito da Mimesis.

 

dario argento 19

Un imperdibile volume che raccoglie saggi, testi, interviste dedicate a Bernardino, “detto Carissimo…”, scrive Dino, “perché così salutava gli amici”, che fu, fra le tante professioni, tutte legate alla scrittura, sceneggiatore di Federico Fellini, da “Toby Dammit”, “Fellini Satyricon”, “I Clowns”, ‘’Roma”, “Casanova” e “La città delle donne”.

BERNARDINO ZAPPONI 2

 

 E ovviamente anche di molti film di Dino Risi, da “Vedo nudo” a “La moglie del prete”, da “Mordi e fuggi” a “Telefoni bianchi”, ma anche di tanti altri registi italiani, da Dario Argento (“Profondo rosso”), a Mauro Bolognini (“Per le antiche scale”), da Tinto Brass (“Paprika”, “Così fan tutte”) a Mario Monicelli (“Il Marchese del Grillo”), da Vittorio Caprioli (“Splendori e miserie di Madame Royale”) a Sergio Corbucci, fino all’Alberto Sordi di “Polvere di stelle”.

 

Per non parlare di Bernardino giornalista per il glorioso “Marc’Aurelio”, per “L’Espresso” degli anni d’oro, per “Playboy”, o di Bernardino autore di sketch per la rivista, o per “Carosello” assieme a Italo Terzoli e di programmi di varietà televisivi.

alberto sordi il marchese del grillo

 

O del Bernardino editore, “Il delatore”, o scrittore surrealista, “Gobal”. Lettore e scrittore instancabile, a suo modo modesto, alla mano, per come me lo ricordo, geniale e chiuso dentro un mondo di rara perfezione letteraria, dove riusciva a far pulizia delle tante cose che, probabilmente, non gli piacevano.

 

Nel suo fondamentale “Il mio Fellini”, Marsilio, uscito nel 1995, quello che spiega come Fellini con una telefonata alle otto e mezzo di una mattina di luglio, gli avesse cambiato la vita (“Sono Federico Fellini: ho letto il suo libro e ne sono rimasto incantato”), e racconta che riuscì a far togliere da “Toby Dammit” la sequenza western girata alla Elios, costata 50 milioni di lire, già montata.

FEDERICO FELLINI sul set toby dammit

 

Ottima per sé, era una “gobba”, un inciampo nella perfezione dell’episodio. Inutile che dica che l’ho cercata per anni…

 

Anche dalla sua filmografia, vai a sapere quanto vera, scompaiono film che forse ha scritto. Anche spaghetti western, per Giovanni Fago, per Demofilo Fidani detto Miles Deem, che giustificherebbero anche il problema con “Toby Dammit”.

 

In “E per tetto un cielo di stelle” di Giulio Petroni c’è un episodio tratto addirittura dal “Satyricon”, che sembra arrivare dritto dal “Fellini-Satyricon”. Per non parlare di progetti, dove vedo addirittura un “Casanova West” di Romolo Guerrieri con James Caan.

 

Dino Risi

Credo, leggendo anche le sue interviste nel librone di Moccagatta e Pallotta, che con l’arrivo di Fellini, Zapponi si ritrovò al centro di molti, troppi interessi, con richieste su richieste di ogni tipo. E non tutte arrivavano da Fellini e da Dino Risi.

 

Esattamente come accadde per i giornali, dove davvero scrive di tutto, col cinema non riuscì probabilmente a limitare le collaborazioni come forse avrebbe voluto. L’idea enciclopedica di leggere tutto e vedere tutto che descrive per lui Dino Risi, va letta come una ricerca ossessiva di perfezione. E di studio.

 

A differenza di Pasolini e Flaiano, che finirono per allontanarsi da Fellini, e curiosamente Flaiano lo tradì proprio con Dino in “Un amore a Roma”, che avrebbe dovuto essere la sua anti-“Dolce vita”, Bernardino si tuffa in un rapporto da vecchi compagni di scuola con Fellini, e diventa il suo sceneggiatore.

 

Trionfo della Morte - Giacomo Borlone de Buschis - 1484-1485

E la stessa cosa fa, con grande e ricambiata amicizia, con Dino. Rimanendo una sorta di trade-union, di traduttore letterario, tra due grandi registi del ‘900. Uno dei pochi in grado di saperli ridurre, tagliare, fino alla perfezione. E di seguirli anche nella decadenza.

 

Vi confesso che perdersi nel librone su Bernardino, che cerca di fare ordine dove, forse, un ordine non si può fare, anche perché già lo aveva fatto tagliando foreste e foreste di progetti inutili proprio lui, rimane un grande piacere per chi ha amato il cinema e la cultura italiano del Dopoguerra.

 

I fumetti, le riviste, la stampa erotica, le stravaganze dell’Espresso. Era un’Italia meravigliosa che possiamo vantarci di aver conosciuto. E stiamo toccando solo una parte di un lavoro gigantesco di scrittura che inizia nel 1948 e va avanti fino alla fine del secolo, con misteri ancora da scoprire e segreti ben nascosti da risolvere.

ROMA DI FEDERICO FELLINI

BERNARDINO ZAPPONI

bernardino zapponipaprikafederico fellini sul set di satyriconsatyricon felliniitalo terzoli enrico vaimeprofondo rosso marc'aureliomario monicelli foto pino settanniTOBY DAMMIT

CASANOVA DI BERNARDINO ZAPPONIBernardino ZapponiIL CASANOVA DI FEDERICO FELLINI

 

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