laura morante

“IL MIO RAPPORTO CON NANNI SI È GUASTATO DOPO ‘LA STANZA DEL FIGLIO’” – PERCHÉ LAURA MORANTE NON È NEL GRAN FINALE DEL “SOL DELL’AVVENIRE”, DOVE CI SONO TUTTI GLI ATTORI CON CUI HA LAVORATO MORETTI: “ME LO HA CHIESTO MA CI SONO STATE TROPPE COSE CHE MI HANNO FERITA” (MAGARI MORETTI LE PREFERI' L'ALTRA ATTRICE DE "LA STANZA DEL FIGLIO", JASMINE TRINCA, CHE INFATTI LO ACCOMPAGNO' POI A CANNES?) - IL SEQUEL DI ''FERIE D’AGOSTO'', IL RAPPORTO CON LA ZIA ELSA, LE MOLESTIE: “RACCONTARE IL CINEMA COME UN LUOGO DI VIOLENZA È INGIUSTO. DI CERTO AVVENGONO E È INACCETTABILE, MA NÉ PIÙ NÉ MENO CHE ALTROVE”

 

 

Estratto dell’articolo di S.S. per “Specchio – La Stampa”

 

laura morante 1

Laura Morante è cresciuta in una famiglia di otto figli. Lei ne ha tre, uno per matrimonio. Quando Gabriele Muccino l’ha chiamata per parlarle della seconda stagione di A casa tutti bene (dal 5 maggio su Sky e in streaming su Now), dove lei interpreta Alba, la madre matriarca di una famiglia numerosa e complessa, le ha detto, entusiasta, di aver scritto per lei una bellissima storia d’amore. Non ha condiviso l’entusiasmo. «Gli ho risposto che una storia d’amore proprio non mi andava e gli ho proposto di mettere un cane al posto di un uomo. L’ha fatto», dice a La Stampa.

 

[…]  Una volta, durante un provino, Damiano Damiani le chieste di levarsi i capelli dalla fronte, lei non lo fece, lui le urlò di farlo, allora lei gli disse: «Questo è un provino anche per lei, e io non voglio lavorare con lei».

nanni moretti e laura morante bianca

 

Da regista ha firmato due film, Ciliegine e Assolo. Da attrice è stata diretta, tra gli altri, da Bertolucci, Monicelli, Salvatores, Cristina Comencini, Avati, Francesca Archibugi, Verdone, Resnais. E naturalmente Nanni Moretti. Per lui è stata Bianca nell’indimenticabile Bianca.

 

S’è molto parlato del perché, nella scena finale di Il Sol dell’avvenire, l’ultimo film di Nanni Moretti, dove ci sono tutti gli attori a lui più cari, quelli con cui ha lavorato di più, lei non ci sia. «Nanni me lo ha chiesto ma io non me la sono sentita: purtroppo il nostro rapporto si è guastato dopo La Stanza del figlio. Non siamo in guerra, ci vogliamo bene, ci facciamo gli auguri di compleanno, ma ci sono state troppe cose che mi hanno ferita e non me la sono sentita di fare buon viso a cattivo gioco, non sarebbe stato coerente», dice.

 

laura morante lo sguardo dell altro

 

Risponde da Ventotene […], dove è appena arrivata per girare, 27 anni dopo, il sequel di Ferie d’Agosto di Paolo Virzì. Lei aveva quarant’anni, faceva la parte di Cecilia, insicura, incerta, ma innamoratissima compagna di Silvio Orlando, l’intellettuale di sinistra, naturalmente in crisi, scontento, frustrato, perbene.

 

Ha sempre detto di non provare nostalgia per i film che ha fatto, tranne che per Ferie d’Agosto.

«Perché si creò, tra tutti noi, un’atmosfera indescrivibile. Unica».

 

E ora?

«Sono arrivata due giorni fa, non è ancora successo niente. Però ritrovare i compagni di quell’avventura è emozionante. Ed è anche buffo: di quanto tempo sia passato mi dà la misura mia figlia, che allora era una bambina e adesso è una donna. Alcuni non ci sono più e questo aggiunge malinconia».

nanni moretti laura morante la stanza del figlio

 

Aggiunge?

«Ferie d’agosto era un film profondamente malinconico».

 

Come tutti i film sulla sinistra. Meglio: sull’essere di sinistra.

«Non lo so. Ci sono stati molti momenti in cui le battaglie di sinistra hanno unito le persone, rendendole felici. Ce ne sono stati e ce ne saranno. Ora però la sinistra è disgregata come non mai. Alcuni di noi si sono allontanati dal partito da cui si sentivano rappresentati perché non era più l’espressione di quello in cui credevamo. Io stessa ho smesso di votare Pd a un certo punto. Mi è costato parecchio dolore, ma non credo nelle etichette: credo nella realtà. Un partito che non rappresenta le istanze di sinistra, non è un partito di sinistra, è semplice».

 

laura morante silvio orlando ferie dagosto

Elly Schlein non la rassicura in questo senso?

«È troppo presto per dirlo. L’ho trovata oscillante sull’invio delle armi: prima di diventare segretario era assolutamente contraria, dopo è parso che si ravvedesse. Questo mi ha delusa, io sono una pacifista convinta».

 

Il suo ricordo più divertente di Ferie d’Agosto?

«Silvio Orlando se l’è dimenticato e questo mi dispiace, ma io e lui giocammo a scopone, in coppia fissa, durante tutte le riprese: nessuno ci battè mai».

 

 

[…] Qual è la cosa che più le dà tormento?

nanni moretti jasmine trinca laura morante la stanza del figlio

«L’angoscia per il mondo. Quando cammino per strada, da quando è cominciata la guerra in Ucraina, provo spesso a immaginarmi come dev’essere fare lo stesso in un paese invaso, mi metto nei panni di quelle persone, capisco che fortuna ho e che disastro c’è laggiù».

 

Qual è la sua qualità migliore, nella relazione con gli altri?

«Non tollero la slealtà, quindi mi impegno a essere leale, a volte fino a diventare ridicola, perché per mantenere una promessa faccio qualsiasi cosa. L’ho raccontato in una parte del mio libro, Brividi immorali (La nave di Teseo)».

ROCCO PAPALEO LAURA MORANTE Bob and Marys, criminali a domicilio.

 

Quanto ha pesato essere la nipote di Elsa Morante mentre lo scriveva?

«Ha pesato prima. Nel senso la sua presenza è stata fortemente inibente, per me come per tutti noi, che in famiglia siamo cresciuti circondati dai libri, innamorati della letteratura. E credo che quella inibizione fosse inevitabile».

 

Era davvero così difficile, Elsa Morante, come hanno detto sempre tutti?

«Aveva un carattere duro. Io ero una bambina. Ed ero abituata a mia madre, che invece era dolcissima. Per me Elsa aveva una predilezione particolare e una volta mi volle portare con sé a Roma: io ero molto agitata proprio per via di quella sua durezza, e questo fece sì che il mio sonnambulismo si acuisse tanto. Mi rispedì a casa quasi subito».

laura morante

 

[…] Lei una volta ha detto: il coraggio lo trovo soltanto se qualcuno mi costringe.

«Ah sì? Che brutta frase. Non mi sembra nemmeno ben detta in italiano. La disconosco!».

 

Come mai non ha imparato a nuotare?

«È una delle paure che non sono riuscita a superare. Sto a galla ma non vado dove non tocco e mi spiace perché amo il mare moltissimo, non sa che frustrazione».

 

Ha mai corteggiato un uomo?

«No, sono sempre stata troppo pigra. Un po’ pigra e un po’ timida. Però avrei voluto essere più intraprendente».

 

laura morante lo sguardo dell altro 19

 

[…] Che ne pensa del codice Intimacy? […] Una terza figura presente sul set per controllare che, durante le scene intime, non avvengano abusi.

«Gendarmizzare il set non mi sembra una buona idea. Poi magari invece funziona, non lo so. So che il cinema viene raccontato come un luogo di violenza e molestie continue ed è ingiusto. Di certo avvengono ed è inaccettabile, ma né più né meno che altrove. Nel cinema è di certo più difficile estirpare il fenomeno perché è un settore in cui creare un criterio meritocratico è complicato, e questo favorisce, purtroppo, la tendenza a usare potere e compravendita per agevolare una carriera».

laura morante

[…] Cosa le dà più gusto?

«Mangiare il pane, ahimè».

 

Perché ahimè?

«Perché in Italia è diventato difficilissimo trovarne di buono».

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