“LE VECCHIE VERSIONI DEI SUPEREROI SONO NOIOSE E I LETTORI SONO DIVENTATI ADULTI. IL REALISMO HA AIUTATO I FUMETTI A SOPRAVVIVERE” – IL LEGGENDARIO FUMETTISTA FRANK MILLER SPIEGA COME HA RIVOLUZIONATO IL MONDO DEI COMICS, TRASFORMANDOLI IN UN GENERE “DA GRANDI”, GRAZIE AI SUOI PERSONAGGI CUPI, TRAUMATIZZATI E DECADENTI: “VOLEVO ALLONTANARE TUTTO IL GENERE DALLO STEREOTIPO CHE LO RELEGAVA A UNA LETTURA STUPIDA PER BAMBINI. C’È SEMPRE UNA PORZIONE DI LETTORI CHE CERCA QUALCOSA DI PIÙ INGENUO, RASSICURANTE E INNOCENTE. ORMAI I FUMETTI SONO CRESCIUTI E NON SI TORNA PIÙ INDIETRO…”
Estratto dell’articolo di Damiano D’Agostino per www.editorialedomani.it
A lui la critica ha riconosciuto, insieme all’anarchico Alan Moore, il merito di aver cambiato il tono ai fumetti spingendoli verso atmosfere più cupe, mature e noir. Frank Miller, insomma, ha ribaltato la classica narrativa dei supereroi inserendo temi crudi e personaggi decadenti. Per questo la sua presenza in mezzo ai mostri sacri come Robert De Niro, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola e tanti altri è così importante.
Ha lavorato per le più importanti case editrici degli Stati Uniti come Marvel e Dc, scrivendo e disegnando i più famosi personaggi della storia della nona arte: Batman, Daredevil, Wolverine, Superman ed Elektra, […] l’epopea spartana 300, da cui è stato tratto il film di Zack Snyder con protagonista Gerard Butler, e il capolavoro pulp Sin City, poi tradotto sul grande schermo da Robert Rodriguez.
La creatività di Miller è stata fonte di ispirazione per tutto il mondo dell’intrattenimento. E alla 60ª edizione di Lucca Comics & Games celebra i 40 anni dalla “rivoluzione” del 1986, anno di storico cambiamento per i fumetti, accompagnando anche la proiezione del suo documentario biografico Frank Miller: American Genius, diretto da Silenn Thomas. […]
Da qualche anno Miller sta lavorando a un adattamento televisivo di Corto Maltese, dall’opera a fumetti firmata da Hugo Pratt. Per ora tutto tace e anche lui – dice – non sa in che direzione stia andando il progetto. Promessa: «Proverò a realizzare uno splendido tributo a Hugo Pratt», verso il quale lui ha una profonda stima, ma sul se si realizzerà questa serie o meno «non ho il controllo».
[…] Signor Miller, lei ha lanciato i fumetti nel mondo adulto. È convinto che questo abbia aiutato i supereroi?
Detto francamente le vecchie versioni dei supereroi sono noiose. E i lettori intanto sono diventati adulti. Il realismo ha quindi aiutato i fumetti a sopravvivere. In quel periodo le cose dovevano cambiare, e l’obiettivo era quello di allontanare tutto il genere supereroistico dallo stereotipo che lo relegava a una lettura stupida per bambini.
[…] Secondo lei il pubblico ha sofferto questo passaggio?
C’è sempre una porzione di lettori che cerca qualcosa di più naïve, rassicurante e innocente. Difficilmente il pubblico ottiene ciò che vuole, ma è anche vero che stiamo parlando di un gruppo di persone troppo vasto e diverso. Ora il fatto è questo: i fumetti sono cresciuti e non si torna più indietro.
[…] Secondo lei c’è un rapporto di dialogo tra fumetti e realtà?
Non sono un realista, io non scrivo come la gente parla. Quando scrivo desidero farti sentire parte di un mondo che ti sto presentando, dove le persone parlano in un modo diverso rispetto alla gente comune. Perché alla fine i supereroi non si muovono nel mondo come gli esseri umani. Queste storie sono infatti fantasie, folclore, creazione del mito. Il mio obiettivo è quindi trasmettere un’esperienza più simile al sogno che alla realtà. Un mondo dove i supereroi alla fine non seguono regole né leggi.
I fumetti non hanno influenzato la realtà?
Dai, io credo nel mio lavoro, promuovo il medium perché abbia il giusto peso, ma non credo che la finzione dica o debba dire alle persone come vivere. E diciamocelo, non penso che i romanzi di Stephen King abbiano mai portato qualcuno a uccidere qualcun altro. Quindi no, i fumetti non hanno cambiato il cuore della società.
il ritorno del cavaliere oscuro
[…] Qual è il suo obiettivo quando scrive?
Provo a raccontare la storia come se stessi parlando a una persona sola, oppure sul palco di un teatro in fronte a un pubblico. Desidero raggiungere le persone ma non voglio che a tutti piaccia ciò che sto dicendo. Infatti sono felicissimo quando non apprezzano il finale, perché probabilmente significa che ho toccato le corde giuste. Credo che sia il sogno di ogni storyteller, raccontare una buona storia e tenere le persone coinvolte. […]
sin city.
FRANK MILLER
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BATMAN DI FRANK MILLER
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