luisa corna

PESTE E CORNA (LUISA) – "MOLESTIE? MAI. MI È BASTATO DIRE DI NO. MA IL #METOO CON TUTTI I SUOI LIMITI PUÒ SERVIRE A DIFENDERE LE DONNE CHE PER TANTO TEMPO SONO STATE VISTE COME OGGETTO DEL DESIDERIO” – LA VITA DELLA CANTANTE TRA CONCERTI E FIDANZATO CARABINIERE: “LA TV NON MI MANCA. I REALITY NON FANNO PER ME, LA VITA PRIVATA DEVE RESTARE TALE. NON VOGLIO SEMBRARE PRESUNTUOSA, MA…” – FOTOGALLERY BOLLENTE

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

luisa corna

Buongiorno Luisa Corna. Da qualche tempo la rivediamo in televisione con più assiduità: le manca un po' di visibilità o le piacerebbe tornare a condurre un programma?

«Ma no. Ho fatto giusto un paio di interviste in Rai. E sono stata ospite quest' estate di Barbara D' Urso a Domenica live».

 

In che occasione?

«Avevo inciso un singolo in omaggio a Mia Martini in collaborazione con l' Associazione Minuetto onlus Mimì sarà. Sua sorella Leda mi aveva fatto conoscere Col tempo imparerò, un brano struggente registrato da Mia, proponendomi di cantarlo. Ho accettato con molta umiltà, per affetto verso di lei e tutte le donne che non si arrendono davanti alle difficoltà della vita».

luisa corna

 

Tornando alla televisione?

«Non mi manca. Mi mancherebbe se non avessi la possibilità dei concerti e del contatto con il pubblico che che per me è la cosa più importante. Ai live vedo che l' affetto dei fan c' è sempre. Poi oggi ci sono anche i social».

 

Perché a un certo punto l' abbiamo persa di vista?

«Nel 2011 ho scelto di dedicarmi alla musica. In questi anni la televisione ha cominciato a privilegiare un tipo di programmi nei quali non mi ritrovo. Varietà se ne fanno sempre meno, tutto gira intorno ai reality show. Me ne hanno proposti alcuni, ma ho preferito rimanerne fuori. Non per snobismo, ma perché non mi sentirei a mio agio».

 

Però li guarda?

«Capita».

 

Che cosa in particolare non la convince?

«Vorrei andare in televisione per esprimere ciò che so fare. Non voglio sembrare presuntuosa, ma mi sembra che nei reality devi metterti in gioco con tutta te stessa. Penso che la vita privata debba restare tale, mentre nei reality è la parte principale. Non do giudizi, semplicemente non fa per me».

 

Com' è sbocciato il suo amore per la musica a Palazzolo sull' Oglio?

luisa corna

«Da bambina. All' oratorio, padre Lino suonava il pianoforte e io stavo sempre ad ascoltarlo. Dopo un po' m' inserirono nel coro della Rocchetta di Palazzolo. Quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande rispondevo sempre allo stesso modo.

 

Da piccoli si è determinati e a volte i sogni si avverano. A 16-17 anni ho iniziato a frequentare a Milano il Centro professione musica di Franco Mussida della Premiata Forneria Marconi. Poi anche il Centro teatro attivo, per togliermi l' accento bresciano e imparare a intrattenere. Vedevo Mina che sapeva cantare e condurre, vedevo i musical nei quali bisognava saper fare tutto».

 

Chi erano i suoi insegnanti?

«Daniela Ghiglione, Lella Costa».Poi cosa accadde?«Iniziai a esibirmi nei locali con un gruppo che si chiamava Te chì la band, in dialetto milanese, con chiara allusione al liquore messicano».

 

Con che musica è cresciuta?

luisa corna

«Con il blues e il soul, con Stevie Wonder e gli standard jazz. Poi Mina, Lucio Battisti, Fabrizio De André».

 

Il primo concerto?

«Paolo Conte e poi Giorgio Gaber».

 

Il primo disco?

«Uno di Mina, poi Celentano che ascoltavano anche i miei».

 

Come presero la sua volontà di fare la cantante?

«Mio padre aveva un' azienda e io stessa avevo studiato ragioneria nella prospettiva di lavorare in famiglia. Quando si accorse che mi piaceva cantare, pur con un filo di perplessità - perché insomma, il lavoro è un' altra cosa - mi disse: «Se vuoi, provaci. Però qui il posto ce l' hai sempre».

FAUSTO LEALI LUISA CORNA

 

Ma le cose andarono bene

«Entrai nel coro di Miguel Bosé. Poi m' iscrissi al Festival di Castrocaro, presentandomi da sola... Conducevano Gigi Sabani e Rosita Celentano. Ogni settimana ti richiamavano se superavi le selezioni in base al gradimento del pubblico».

 

E?

«Arrivai seconda. Anzi, prima mi avevano detto che avevo vinto, poi si corressero, in diretta».

 

Poi però tradì la musica per la moda

«Mi avvicinarono nei locali dove cantavo: «Perché non provi qualche servizio fotografico?». Ci pensai un po', non avevo 20 anni, ma poteva essere un modo per mantenermi. Entrai nella Fashion, una delle agenzie più importanti.

 

LUISA CORNA E SANDRO PICCININI

A una delle prime sedute c' era anche Fabrizio Ferri... Ho girato il mondo, sono stata più volte a New York, in Australia, l' Europa l' ho vista tutta. È stato un periodo intenso, ho imparato tanto».

 

Quando tornava a Palazzolo pativa lo sbalzo dal mondo glam alla vita del paese?

«Ho una famiglia unita, torno volentieri a casa. Dicono che quelli del Sagittario siano persone curiose, che amano viaggiare, ma che allo stesso tempo tengono i piedi per terra. Quella della modella è una professione faticosa, ci si alza presto.

 

A me non interessava la vita notturna. Finito di sfilare me ne stavo in albergo, spesso sola o con qualche collega. Perciò quando tornavo a casa ero felice di riabbracciare i miei e le amiche che sono tuttora quelle della scuola».

 

La seconda deviazione dalla musica è stata la televisione.

luisa corna 1

«Seppi che Michele Guardì e Fabrizio Frizzi cercavano cantanti per Domenica in. Non avevo nemmeno l' agente, ma ci provai. Cantai accompagnandomi al pianoforte e andò bene. Alla fine di quell' anno mi contattò Corrado Mantoni per propormi di affiancare Giampiero Ingrassia nell' edizione estiva di Tira e molla su Canale 5.

 

Dopo l' estate mi proposero di partecipare a Controcampo di Sandro Piccinini. Stavo fra il pubblico e facevo qualche domanda. Poi a un certo punto decisero che potevo affiancare il conduttore».

 

Arrivò anche il cinema.

«Mi chiamò Giorgio  per interpretare una fotoreporter della quale si innamorava lui stesso che faceva il giornalista. Quando, per promuoverlo, andai ospite di Taratatà di Vincenzo Mollica, Fausto Leali mi propose di partecipare in coppia alla selezione per Sanremo».

 

Arrivaste quarti.

«Il brano s' intitolava Ho bisogno di te».

 

luisa corna 3

Cantate ancora insieme, i timbri vocali si completano.

«Fausto è un amico, ed è bresciano, parliamo in dialetto».

 

Coltiva altre collaborazioni?

«Nel 2007 con Tony Hadley degli Spandau Ballet abbiamo inciso un brano per la colonna sonora del film Russian Beauty e, di recente, Sananda Maitreya, più conosciuto come Terence Trent D' Arby, mi ha coinvolto nell' album Prometheus e Pandora, inciso per il trentennale della sua attività artistica. Siamo stati in tournée».

 

Canta il blues, il soul, la musica napoletana. Chi apprezza tra gli artisti attuali?

«Tiziano Ferro, Elisa, anche i Maneskin mi sembrano centrati nel loro stile».

 

E il rap?

concerto pacem in terris mietta jacopo sipari di pescasseroli luisa corna 37

«Ci sono dei rapper che trovo interessanti per i testi oltre che per la loro comunicativa. Tra questi, J-Ax che ha scritto un brano meraviglioso dedicato a suo figlio. Al tempo stesso il genere rap ha prodotto il trap, i cui interpreti oggi stanno avendo grande successo soprattutto grazie a internet dove affrontano temi importanti di disagio sociale con una certa esaltazione e leggerezza.

 

Poiché questo particolare genere musicale è destinato a un pubblico adolescenziale facilmente influenzabile, credo sia importantissima una maggiore vigilanza e diffondere messaggi dai contenuti non negativi».

 

luisa corna 2

Segue i talent show musicali?

«Trovo che siano un fatto positivo. Oggi i giovani non sanno più come entrare nel mondo della musica. Certo, lì è già un po' tutto pronto. Ci sono i coach e il pubblico che ti ascolta in condizioni di favore.

 

Ai ragazzi che mi chiedono consiglio su cosa fare suggerisco di tentare i provini dei talent, perché fuori c' è il deserto. Mettendoli però in guardia sul fatto che un conto è avere una bella voce e saper cantare qualche cover, un altro è diventare un artista che sa stare sul palco».

 

Che rapporto ha con la politica?

«Quello di un cittadino normale. Seguo i telegiornali, m' informo».

 

Come vede il cambiamento verificatosi alle ultime elezioni?

«Sono piuttosto confusa. Fatico a farmi un' idea definitiva. Mi sembra che non si faccia abbastanza per far crescere il Paese. Appena si muove qualcosa, la burocrazia e la pressione amministrativa finiscono per soffocare tutto».

concerto pacem in terris luisa corna 41

 

Che cosa pensa del movimento Me too?

«Penso che, con tutti i suoi limiti, possa servire a difendere le donne che per tanto tempo sono state viste come oggetto del desiderio. Ai tempi di mia madre e di mia nonna le condizioni erano peggiori. Ma ancora oggi, nel mondo del lavoro, spesso non c' è parità e a volte le donne vengono viste come facile preda».

 

Ha mai subito molestie?

«Mai».

 

Nessuna invadenza che l' ha costretta a mollare qualche ceffone?

«Appena mi accorgevo di qualche insistenza eccessiva evitavo persone e circostanze».

Si divide tra Palazzolo e Brindisi dove c' è il suo compagno.

luisa corna 6

«Per fortuna ci sono due aeroporti comodi e funzionanti».

 

Come si vive vicino a un ufficiale dell' Arma dei carabinieri?

«Imparando il senso del dovere e la responsabilità di dedicarsi con generosità al benessere degli altri».

 

Che trasmissione vorrebbe per tornare in televisione?

«Oggi sembra obsoleto parlare di varietà. È un genere che va rinnovato e aggiornato».

 

Le è piaciuto Stasera a casa Mika?

«Molto. Mika ha un' eleganza e una grazia naturali.

Anche la scenografia era innovativa».

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Altri?

«Renzo Arbore che se ne sta defilato e ogni tanto spunta con la sua leggerezza sapiente. E poi Fiorello, anche lui quando esce dalle retrovie».

 

Come ha trascorso il Natale?

«Avendo viaggiato spesso per motivi di lavoro, il Natale per me e la mia famiglia è sempre stato un momento speciale per ritrovarsi tutti insieme. Credo che oltre al business della festività, questo sia un periodo giusto per rallentare e fare spazio ai valori più autentici e agli affetti più cari, ai famigliari, ai parenti e agli amici che non si ha avuto modo di abbracciare da tempo».

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