CINE-INCIUCIO - VOLETE SAPERE COME FINIRÀ QUESTA RIDICOLA SOAP ATTORNO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA, DIRETTA E INTERPRETATA MALISSIMO DALLA COPPIA SDERENATA POLVERINI & ALE-DANNO? - CHE MÜLLER LUNEDÌ PROSSIMO PASSERÀ PER UN PELO SENZA CHE RONDI GIUSTAMENTE SI DIMETTA; IN CAMBIO, NON MUTERANNO GLI ASSETTI “POLITICI” DELLA CINE-KERMESSE: FRANCESCA VIA, IN QUOTA PD-BETTINI, RESTERÀ DIRETTORE GENERALE E TUTTO IL RESTO NON SI TOCCHERÀ - SCOMMETTIAMO CHE ANDRÀ COSÌ?...

Michele Anselmi per Dagospia

Volete sapere come finirà, tranne sorprese cervellotiche sempre possibili, questa ridicola soap attorno al Festival del cinema di Roma, diretta e interpretata malissimo dalla coppia Sderenata Polverini & Ale-Danno, per dirla con D'Agostino? Che Marco Müller, ormai silente da un mese per evitare ulteriori danni alla sua candidatura e soprattutto per allontanare l'ingloriosa fine di Giulio Malgara trombato alla Biennale, lunedì prossimo passerà per un pelo senza che Gian Luigi Rondi giustamente si dimetta; in cambio, dopo estenuante trattativa, non muteranno gli assetti generali della kermesse quirite, Francesca Via resterà direttore generale e tutto il resto non si toccherà. Scommettiamo che andrà così?

Le cose si sono ingarbugliate a tal punto, da un lato per l'insipienza politica di governatrice e sindaco, dall'altro per le ambizioni personali non tenute a freno dal direttore in pectore, che solo un compromesso in extremis permetterà di trovare un cencio di accordo. Col risultato di piazzare Müller (San Pietroburgo era solo un ballon d'essai favorito dalla complicità dell'ex ministro Urbani, ben introdotto presso Putin e già sponsor del cinefilo sinologo) in un contesto che di sicuro, almeno all'inizio, lo guarderà in cagnesco. Si dirà: capita sempre con i cambi di "regime", vale anche per i direttori dei giornali e i manager d'azienda.

Improbabile che la vicenda - destinata forse a risolversi il 6 febbraio - rischi di triturare lo stesso Müller. Infatti dalla Biennale, dove lo conoscono bene, fanno notare che l'uomo, una volta incassata la nomina sia pure con margini risicati, governerà con il consueto piglio da mandarino cinese, provando a occuparsi anche di soldi e bilanci (non gli fu possibile a Venezia).

Intervistato da Gloria Satta sul "Messaggero" di oggi, il novantenne Rondi tiene il punto, smentendo le voci inconsistenti dei giorni scorsi in merito a presunte dimissioni. Fa bene il decano della critica ricolmo di decorazioni quirinalizie. «Non mi dimetto, il mio mandato scade a giugno. Mi asterrò, l'ho ribadito anche al sindaco. Astensione significa che sono pronto ad accettare qualunque esito della votazione» ha scandito al quotidiano romano, che forse s'è sbizzarrito un po' troppo nel lanciare candidature tanto "alternative" quanto inconsistenti.

Cosa significa? Che Rondi, attento alle forme e alla correttezza istituzionale per antica consuetudine democristiana, non vuole farsi mettere i piedi in testa dal sindaco sventato e dalla governatrice yé-yé. Resta lì, si astiene e osserverà lo spettacolo, sapendo che la partita - sia che finisca pari, cioè 2 astenuti, 2 sì e 2 no, sia che finisca con la vittoria scheletrita di Müller, cioè 3 astenuti, 2 sì e 1 no - fornisce un'immagine poco commendevole delle pretese politiche di un centrodestra pasticcione, diviso al suo interno, affannato e goffo.

Tutti questi pressing politici, su Rondi perché si dimetta, su Mondello e Fuortes perché si astengano e favoriscano così la nomina del nuovo direttore, mostrano quanto sia nata male la questione; e rendono un gigante il presidente della Biennale, Paolo Baratta, che in meno di un mese ha fatto sei nomine cruciali, cinque all'unanimità e solo una, quella di Massimiliano Gioni ieri, a maggioranza. Due mondi opposti, due culture del fare, due sensi dello Stato.

 

GIANNI ALEMANNO RENATA POLVERINI MARCO MULLER GIAN LUIGI RONDI CARLO FUORTES ANDREA MONDELLO GOFFREDO BETTINI FRANCESCA VIA

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....