“MI SONO SENTITO MANIPOLATO. LE FRASI SULLA MURGIA? NULLA DI PERSONALE. ERA UN DISCORSO SULLA REAZIONE ALLE NOSTRE FRUSTRAZIONI E INSODDISFAZIONI” - MICHELE MARI, VINCITORE DEL PREMIO STREGA, PARLA DELLE POLEMICHE ESPLOSE INTORNO AD ALCUNE PAROLE CHE LUI AVREBBE RIVOLTO CONTRO MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA PERCHÉ BRUTTA, SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PARLANDO CON TERESA CIABATTI, ALTRA FINALISTA IN GARA E AMICA DELL’AUTRICE SCOMPARSA: “ERA UNA CONVERSAZIONE PRIVATA. SONO STUPITO DALLA LETTURA SESSISTA. SE QUALCUNO SI È SENTITO FERITO, HO GIÀ CHIESTO SCUSA. MA LA MIA NON ERA UNA AMMISSIONE DI COLPA BENSÌ UNA FORMA DI CIVILTÀ. IO NON AVREI VOLUTO VINCERE SPECULANDO SULLE DISGRAZIE ALTRUI…”
Natalia Distefano per corriere.it - Estratti
Michele Mari, scrittore milanese e solitario, classe 1955, ha schivato per quasi cinquant’anni i meccanismi dei premi letterari («non fanno per me», ripeteva). Poi il salto, con la candidatura — e la vittoria — allo Strega 2026 per il suo «I convitati di pietra» (Einaudi), storia di un gruppo di ragazzi del Liceo Berchet di Milano (dove Mari si è diplomato) che siglano un macabro patto: versare una quota in denaro per ogni anno che passa, accumulando nel tempo una fortuna da spartirsi fra gli ultimi tre ex alunni sopravvissuti.
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Favorito della prima ora, è passato indenne nella bufera di indiscrezioni e polemiche esplosa intorno ad alcune parole offensive («Era intransigente e violenta perché brutta, sfogava così la sua rabbia») che lui avrebbe rivolto contro Michela Murgia (scrittrice morta nel 2023) a Teresa Ciabatti, altra finalista in gara.
Una tempesta che non si vedeva da tempo allo Strega, riuscita a sollevare perfino l’ipotesi di un’esclusione dal concorso e a costringere la Fondazione Bellonci (che organizza il premio) a una irrituale presa di posizione: «L’esclusione non è consentita dal regolamento». Così, due giorni fa a Roma, con 190 voti ha trionfato nell’edizione degli ottant’anni del premio.
Mari non parla volentieri della lite (o quel che è stato). All’indomani della premiazione, non smentisce e ribadisce: «Le mie parole non volevano offendere nessuno, mi ha stupito che siano state lette in chiave sessista. Quando ho parlato, mi riferivo alla persona, indipendentemente dal suo sesso, uomo o donna che fosse. Il mio era un discorso sulla reazione alle nostre frustrazioni e insoddisfazioni. Nulla di personale». E ancora:
«Quando qualcuno non si sente approvato sul piano dei canoni estetici o comportamentali è inevitabile che sviluppi una combattività, un’intelligenza, una creatività maggiore. Se ti senti disapprovato diventi poi un combattente». E su Ciabatti: «Con lei ci siamo chiariti e i rapporti sono cordiali, senza riserve. Se qualcuno si è sentito ferito ho già chiesto scusa. Ma la mia non era una ammissione di colpa bensì una forma di civiltà». Infine, sul timore che la polemica potesse influenzare il risultato finale: «Mi sono detto bisogna vedere che atteggiamento avranno molti degli Amici della Domenica. Comunque se fosse stato coinvolto Matteo Nucci (arrivato secondo, ndr) in questa polemica io non avrei voluto vincere speculando sulle disgrazie altrui».
Ricevendo lo Strega ha detto di non essere capace di ridere. Non lo ha fatto, ma la felicità provata ce la può raccontare?
«Più della gioia prevale la soddisfazione. E un senso di scioglimento, rilassamento dopo tanta tensione, tanti impegni. Perché quando sei al centro di grandi aspettative ti senti chiamato a essere all’altezza. Tensione e stanchezza ci sono state anche nel momento di grande emozione e soddisfazione della premiazione. Non mi sono ancora abituato. Come fosse qualcosa che riguarda un’altra persona e non me».
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Perché è entrato nel meccanismo di un concorso come lo Strega proprio adesso?
«Non lo so. La mia agente ha avuto quest’intuizione, ha pensato potesse essere il libro giusto. Ne ha parlato con me, ne ha parlato con la casa editrice e si è creato un consenso. Alla fine, mi sono lasciato convincere. Non è stata una decisione mia, né un colpo di testa o un capriccio. Mi sono detto: proviamo! Se ci credono loro, provo a crederci anche io».
Non si è pentito neanche quando è trapelata la notizia della bagarre con Ciabatti?
«Assolutamente sì, senza esitazioni. Mi sono strapentito! Ho maledetto di essermi lasciato convincere a partecipare».
Dunque le frasi su Murgia e la lite ci sono state?
«Indipendentemente da quello che è stato riferito ed è stato trascritto, sul quale non voglio tornare, resta dirimente per me il fatto che una conversazione privata è una cosa, un intervento pubblico è un’altra. Quindi mi sono sentito, non dico violentato, ma manovrato, manipolato. E la cosa mi ha molto infastidito, così ho cercato di tenermene fuori il più possibile».
Ha pensato che potesse compromettere il voto finale?
«Ho tirato giù la saracinesca e pensato: se la cosa deve finire qui, se per qualcuno è successa una cosa così grave da orientare il giudizio, allora tolgo il disturbo. Senza drammi. Non volevo irrigidirmi e farne una crociata per un principio. Mi sono detto: se la cosa degenera, amen. Vuol dire che non era destino».
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Quale è l’elemento di forza del suo libro per imporsi in questo panorama?
«Credo abbia molto ritmo, è un romanzo vertiginoso che cattura la curiosità e l’attenzione. Un libro che ti costringe a procedere nella lettura tanto velocemente quanto velocemente l’ho scritto: in un mese. Il che mi sembra un pregio».
MICHELA MURGIA IN VERSIONE SANTA
Ha conquistato pure i giovani lettori e vinto lo Strega Ragazzi.
«Immagino siano stati catturati prima dalla corrispondenza anagrafica con i protagonisti all’inizio del libro e poi dall’andamento del racconto».
E i suoi ex compagni di liceo?
«Nessuno di loro è davvero nel libro, ma quelli con cui sono ancora in contatto si sono divertiti a seguire questa storia. Ho promesso che li avrei invitati a cena in caso di vittoria. E lo farò».
Alla premiazione ha voluto la sua famiglia sul palco «immediatamente»...
«Stava finendo la diretta e ci tenevo ad averli accanto, anche per ribadire la mia idea di famiglia non canonica: con due figli di madri diverse e mia moglie che è arrivata dopo di loro».
Ha già un libro in cantiere?
«No, dopo ogni pubblicazione mi concedo un anno e mezzo di pausa. Ma arriverà».
teresa ciabatti 1
michele mari 2
michele mari 1
michele mari cover i convitati di pietra
MICHELE MARI






