maria giovanna elmi

LA “FATINA” FA 80 – MARIA 'NONNA' ELMI: "STALLONE IN ISRAELE MI FECE SALIRE SUL SUO CAVALLO AFFERRANDOMI CON UNA MORSA D'ACCIAIO. IN AEROPORTO, DOPO, SCAMPAI A UN ATTENTATO" – ''AUDFREY HEPBURN MI CHIESE L’AUTOGRAFO. ERA PER ...'' - LA CORTE DI TONY CURTIS, LA "PAPERA" DEL CAPODANN, ALESSANDRA CANALE IN LACRIME - "IMPARAVO A MEMORIA TUTTO. USAVO BIGODINI BOLLENTI PER FARMI LE ONDE NATURALI, POI ENTRAVO IN UNA STANZINA E SALIVO SU UNA PEDANA..." – QUEL SANREMO CON BEPPE GRILLO: "FU LA MIA GUEST STAR…"

 

ELVIRA SERRA per il Corriere della Sera

 

maria giovanna elmi 1

Maria Giovanna, oggi sono 80. Auguri! «Ah sì, me l'hanno detto...». Non faccia finta di niente. Come festeggerà? «Eh, questo virus non ci voleva... All'ultima festa c'erano 500 persone!». Accidenti! «Erano diventate l'evento dell'estate, perché anche mio marito (l'imprenditore Gabriele Massarutto, ndr ) compie gli anni vicino, il 30: stessa età.

 

Sono sempre state feste open, si cominciava alle 20 e si finiva il giorno dopo alle 6. Una volta si erano trovati insieme Jörg Haider e Reinhart Rohr, che erano avversari politici. Ma anche il mio barista, per dire... Perfino la squadra di snow rugby al completo: mi avevano vista il giorno prima al supermercato e volevano una foto; dissi che non ero in ordine, ma li aspettavo a casa per il compleanno, e sono venuti con le firme sulla palla ovale».

 

maria giovanna elmi 2

Maria Giovanna Isabella Isolina Elmi, amatissima figlia femmina, dopo tre maschi, di papà Luigi e mamma Italia, ha mantenuto l'eleganza della Signorina Buonasera che annunciava i programmi dal piccolo schermo e l'entusiasmo dell'inviata di Sereno variabile che si spostava come una trottola da un capo all'altro dello Stivale. Con in più una innata gentilezza nascosta nei dettagli.

 

Come quello di far trovare alla cronista una sua foto incorniciata sul comodino della stanza dove trascorrerà la notte a Tarvisio - «Così ti senti a casa» - in quella zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia che si candidò a ospitare le Olimpiadi invernali nel 2002 e nel 2006, con un progetto chiamato, appunto, «Senza confini».

 

maria giovanna elmi 5

Dei tanti soprannomi che le hanno dato - Azzurrina, Fatina bionda, Barbie, Voce di velluto, Biancaneve, Serena invariabile - a quale è più affezionata? «Fatina di sicuro, perché me lo diedero i bambini ai tempi in cui conducevo Il dirigibile , prima con Toni Santagata e poi con Mal. Era una specie di Sereno variabile ante litteram... Io ero la Fata Azzurrina, parlavo con i pupazzi, Zippo coniglio macchinista, e Franz cuoco di bordo, e i bambini non capivano perché con loro restassero muti e con me no».

 

Veniamo alla Signorina Buonasera. Faceva le prove davanti allo specchio?

«No, imparavo a memoria tutto. Per 7 giorni in Parlamento non capivo nemmeno cosa stessi dicendo. Usavo bigodini bollenti per farmi le onde naturali, poi entravo in una stanzina e salivo su una pedana, perché Marina Morgan era molto più alta di me e il tecnico cambiava solo il controluce. C'era un semaforo: giallo attenzione, rosso e verde audio e video».

 

maria giovanna elmi 29

Papere clamorose?

«È passata per papera, ma non avevo colpe, l'annuncio del Capodanno 1979 a reti unificate. Rai 3 era appena nata. Davanti a me c'erano i monitor di Rai 1 e Rai 2, ma non di Rai 3.

 

Così, vedendo che sul primo canale e sul secondo c'erano ancora il programma e l'intervallo, continuavo a sistemarmi il corpetto del vestito di pailettes: temevo che potesse dare l'effetto nudo a seconda della inquadratura. Peccato che su Rai 3 fossi già in onda... Quando sono tornata nella saletta del caffè mi passarono subito una telefonata: "Oh ma tu ce voi fa' morì, noi siamo gli avieri di Caserta!"».

 

maria giovanna elmi 15

Doveva sorridere sempre. Come ha fatto nei momenti più duri? Penso ai giorni del divorzio da Ernesto Hoffman o a quando mancò la sua collega e amica Roberta Giusti... «Prima ci fu la morte del mio papà... Ero disperata, ma il lavoro è sempre stato un complice. Ricordo di aver ricevuto, dopo, una lettera: "Sorridi sempre, ma non più con gli occhi"».

 

Riceveva tante lettere?

«Tantissime! Un siciliano voleva sposarmi e per iscritto poneva le condizioni: "Andremo al cinema una volta alla settimana, dovrai cucinare per me tutte le sere...". Un altro me lo trovai sotto casa, aveva citofonato dicendo che mi aveva portato i polli cotti. E io: "Ma quali polli?". E lui: "Sì, me lo hai detto tu, hai cambiato la riga dei capelli, era il segnale!"».

 

Cos' ha pensato della nuova generazione di annunciatrici, alla Claudia Andreatti?

«Ai miei tempi c'era solo il piano americano, non ho amato queste inquadrature a figura intera: alla fine ti chiedevi dove avevano comprato le scarpe... E poi quella chiusura con il dito puntato mi sembrava da maleducati».

 

E di Alessandra Canale che pianse in diretta dopo l'ultimo annuncio?

maria giovanna elmi 28

 «L'uso privato della tv pubblica è sempre stato vietatissimo. Una volta la Carrà si mise a piangere perché sua madre stava molto male ed ebbe una ramanzina... Comunque, tutto sommato, Alessandra ha fatto bene. Io per carattere, non lo avrei fatto».

 

Lei in compenso fece causa alla Rai per essere stata estromessa da «Sereno variabile».

 «Mi è costato molto dolore. A me seccava essere pagata per non lavorare. Comunque è una storia vecchia: si è chiusa dopo un bel po' di anni con una transazione economica».

 

Chi vinse Sanremo nel 1977?

«Homo Sapiens con Bella da morire ».

 

E nel 1978? «I Matia Bazar con ...e dirsi ciao ». Ricorda anche chi presentava, immagino...

«Nel '77 scoprii che sarei stata a Sanremo dai tabelloni dei turni. Mike Bongiorno voleva al suo fianco un volto amato dal pubblico e da un breve sondaggio ero risultata io la più amata. Ero terrorizzata! Lui fu splendido: mi diede una scatola con tutte le schede dei cantanti, così potevo prepararmi».

maria giovanna elmi 16

 

 Lo conosceva già, avevate fatto insieme un fotoromanzo...

«Di Mike non ho mai avuto il numero di telefono. E di quel fotoromanzo, Un nido di tenebre , per Grand Hotel , ebbi il coraggio di riparlargli solo molti anni dopo».

 

Nel 1978, invece, lei era accanto a Beppe Grillo.

«Veramente Beppe Grillo fu la mia guest star. Quel Festival lo presentai io, prima donna nella storia. Indossavo una collana alta della principessa Helietta Caracciolo: mi ero fatta un buco nero con il ferro, cercando di arricciarmi una ciocca, e quel collarino mi salvò!».

 

Facciamo un balzo in avanti: 2005, l'Isola dei Famosi.

«Era da un po' che me lo chiedevano, ma temevo che la Mutty, la madre di Gabriele, da mutter, disapprovasse. E invece al dunque disse che era fantastico e così andai».

 

I naufraghi più giovani non furono generosi con lei, che poi arrivò terza.

«Forse pativano di più la fame e si controllavano meno. Ma non importa. Ci sentiamo ancora. Con Idris è nata una bellissima amicizia. Mi è rimasto impresso quando Al Bano andò via e ci affidò la croce di legno che aveva costruito, per proteggerci. Lory Del Santo e Daniele Interrante volevano utilizzare il legno, io mi opposi e Idris, musulmano, mi aiutò a raddrizzarla. "Ricorda che Dio è uno solo", disse».

maria giovanna elmi 11

 

Davvero Audrey Hepburn le chiese l'autografo?

«Sì, al Matriciano a Roma. Era per il figlio Luca che guardava Il dirigibile ed era innamorato di me».

E della cavalcata nel deserto con Rambo?

«Intervistai Sylvester Stallone vicino a Tel Aviv per Sereno variabile: mi fece salire sul suo cavallo afferrandomi con una morsa d'acciaio. In aeroporto, dopo, scampai a un attentato...».

 

Prego?

«Ma sì, al check in dopo estenuanti interrogatori, urlarono: " Everybody down ! Everybody down !". Le hostess sparirono, inghiottite non so dove. Poco dopo, due soldati comparvero tenendo per le braccia un uomo».

 

E del corteggiamento di Tony Curtis?

«Eravamo a Taormina per il festival e mi aveva invitata nel suo hotel per nuotare con Esther Williams, ma io dovevo lavorare e gli diedi buca. Poi al party serale mi venne a cercare con il mio nome scritto sul palmo della mano».

maria giovanna elmi 21

 

Di quale cosa, tra le tante che ha fatto, è più orgogliosa?

«In Rai facevo parte del gruppo donatori di sangue. Sono 0 Rh negativo, preziosissimo perché lo puoi donare a tutti, ma lo puoi ricevere solo dal tuo gruppo. Una volta un tecnico delle riprese precipitò in parapendio, ci allertarono tutti, ma solo io potevo darlo.

Due anni dopo, quando ci siamo rivisti, mi ha abbracciato e ringraziato».

 

E sul lavoro di cosa è più fiera?

«Dell'intervista a Giulio Andreotti per le Europee del 18 giugno 1989. Era stato lui a chiedere che fossi io, fu una bella soddisfazione».

Pochi sanno che ha fatto tanta radio.

«Che bei ricordi, erano gli inizi. Facevo dei collegamenti con le Forze armate. Andai dentro un sommergibile, su un incrociatore lanciamissili, sulla nave scuola Corsaro II... A un certo punto quelli dell'Aeronautica protestarono.

 

maria giovanna elmi 32

Così salii bordo del Fiat G.91 e feci una serie di looping indimenticabili: mi avevano fatto indossare la tuta del Generale Remondino. Quando mi toccò l'elicottero il pilota mi fece fare un "valzer" e mi chiese se era meglio del looping. Ma come potevo dirlo? Allora lui, dopo aver chiesto l'autorizzazione via radio, fece precipitare l'elicottero e quando eravamo quasi a terra fermò l'aeromobile. Quindi, serafico: "Ecco, questo un G.91 non lo può fare"».

maria giovanna elmi 4

 

Quale regalo vorrebbe per il compleanno?

«Nel 2014 all'udienza pubblica del mercoledì in piazza San Pietro avevo chiesto a papa Francesco di venire al Santuario del Monte Lussari per benedire la Madonna, venerata da italiani, austriaci e sloveni. Avevo portato uno scatolone pieno di cartoline raccolte nei tre Paesi. Lui mi promise: Verrò, se il Signore me darà la vida . Lo sto ancora aspettando».

 

maria giovanna elmi 31maria giovanna elmi 19Marisela Federici e Maria Giovanna Elmi maria giovanna elmimaria giovanna elmimaria giovanna elmi 29maria giovanna elmi stallonemaria giovanna elmi mikeMaria Giovanna Elmi madrina della serata Fotoricordo con Maria Giovanna Elmi maria giovanna elmi 16 copiamaria giovanna elmi 56maria giovanna elmi 27

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”