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IL MUSICAL E’ VIVO E CANTA E BALLA INSIEME A NOI - UN MILIARDO E 365 MILIONI DI DOLLARI IN UN ANNO: SI CHIAMA BROADWAY IL GRANDE BUSINESS DI NEW YORK - LA PRIMA FONTE DI GUADAGNO DELL’INDUSTRIA DEL MUSICAL SONO I TURISTI

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Alberto Flores d’Arcais per “la Repubblica”

 

Un miliardo e 365 milioni di dollari in un anno. Se qualcuno ancora non sa (o non è convinto) quale sia il più redditizio business di New York City può dare un’occhiata alle cifre che “The Broadway League” - il sito online ufficiale della theatre industry della Grande Mela - ha reso pubbliche qualche settimana fa.

 

Con incassi (lordi) che si avvicinano al miliardo e mezzo di dollari, con la presenza di 13,13 milioni di spettatori e con 1.631 settimane complessive di spettacoli, considerando ovviamente tutti e quaranta i teatri, la più famosa strada dei musical (ma non solo) del mondo sta battendo ogni record di incassi della metropoli.

 

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Chi aveva storto il naso quando due anni fa gli spettatori erano leggermente calati, chi si era spinto a parlare un po’ prematuramente di “morte del musical” è stato clamorosamente smentito dai numeri.

 

Perché se è vero che nella stagione 2012-2013 (800mila spettatori in meno e un incasso uguale a quello dell’anno precedente nonostante prezzi dei biglietti maggiorati) le cose non erano andate troppo bene, i frettolosi critici non avevano considerato che in quell’anno New York City era stata colpita - con tutte le conseguenze del caso - dall’uragano Sandy, che per settimane aveva paralizzato parte della città e ridotto sensibilmente il flusso turistico.

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Perché sono loro, i turisti, la prima fonte di guadagno dell’industria del divertimento a Broadway. Negli ultimi due anni il numero dei biglietti venduti per gli spettacoli teatrali è aumentato del 13 per cento (e gli incassi sono cresciuti di oltre 200 milioni di dollari) grazie soprattutto ai “pacchetti” che le agenzie di viaggio vendono in ogni angolo d’America e in ogni paese del mondo.

 

L’aumento complessivo del turismo, e gli spettacolari record di chi arriva da paesi di recente “ricchezza” come Cina ed Est Europa, hanno fatto sì che nel 2014 New York City ha ospitato 56,4 milioni di turisti per un giro di affari che ha sfiorato i 40 miliardi di dollari.

 

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Ma è stato decisivo avere anche puntato su una diversificazione delle offerte (gli spettacoli a Broadway abbinati a visite a Disneyland o al Grand Canyon) e su nuovi mercati, come quello brasiliano che rappresenta oggi il secondo gruppo nazionale al mondo dopo i britannici a visitare la Grande Mela.

 

E ancora, una economia come quella Usa che dopo la grande crisi del 2008 è in netta ripresa, la percezione di una Times Square (il cuore di Broadway) sempre più sicura e più family- friendly e la grande diversità di offerte che i musical offrono per i più diversi gusti musicali, teatrali, etnici e via dicendo.

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Offerte per tutti e per tutte le tasche, anche se mediamente i prezzi dei biglietti possono sembrare - e spesso lo sono - troppo alti (ma ci sono pacchetti e combinazioni varie - come orari o last minute - per ridurli sensibilmente), spettacoli che spaziano dal sempiterno fascino di Simba ( Il Re Leone ) o del pluripremiato Chicago a quelli più sofisticati e con grandi interpreti (come Helen Mirren nei panni della regina Elisabetta II in The Audience , Bradley Cooper in Elephant Man o Larry David in Fish On the Dark ) fino a clamorosi (e a volte inaspettati) successi di cassetta come Il Libro dei Mormoni , On The Town o Matilda e il recente musical su Carole King.

 

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Che hanno bilanciato alcuni clamorosi fiaschi stagionali quali il super-pubblicizzato Dottor Zivago , Luna di miele a Las Vegas e Side Show . L’importante è vendere e - come rivendicano con un certo orgoglio a “The Broadway League” - «noi vendiamo qualità e varietà».

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