bruno torri

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - LA CRITICA ITALIANA PERDE IL DECANO DEI SUOI CRITICI. SE NE VA BRUNO TORRI, 94 ANNI, IL PIÙ LONGEVO DI UNA CLASSE CRITICA MILITANTE NATA NEL DOPOGUERRA, CHE HA PRESTO CAPITO CHE LA CRITICA SCRITTA ERA POCO COSA SE NON ERA ACCOMPAGNATA DAI FESTIVAL, DALLE RASSEGNE DOVE FAR CIRCOLARE UN NUOVO CINEMA FATTO DI IDEE E DI SPERIMENTAZIONE - ROSSELLINIANO CONVINTO, SARÀ SEGRETARIO GENERALE DAL 1960 AL 1963 DELLE PRIME QUATTRO FAVOLOSE EDIZIONI DELLA “RASSEGNA INTERNAZIONALE DEL CINEMA LATINOAMERICANO”. SERIO, ELEGANTE, UOMO DI GRANDE COMPETENZA...

Bruno Torri rip

Marco Giusti per Dagospia

 

BRUNO TORRI

La critica italiana perde il decano dei suoi critici, il Festival del Cinema di Pesaro addirittura uno dei suoi fondatori e il nostro cinema un uomo di apparato di grande esperienza. Se ne va Bruno Torri, 94 anni, il più longevo di una classe critica militante nata nel Dopoguerra che ha presto capito che la critica scritta era poco cosa se non era accompagnata dai festival, dalle rassegne dove far circolare un nuovo cinema fatto di idee e di sperimentazione.

 

Non a caso Bruno è stato tra i pochi critici e studiosi italiani a potersi vantare di aver contribuito a far nascere e portare al successo tanto giovane cinema sudamericano e, soprattutto, brasiliano già dai primissimi anni’60, con la dittatura alle porte. Nato a Genova nel 1932, laureato in Economia e Commercio, dirige ancora studente il C.U.C.GE. (Centro Universitario Cinematografico Genovese) e inizia a scrivere di cinema sui giornali della sua città, “Il Lavoro” e “Il Secolo XIX”, ai tempi dei mitici Tullio Cicciarelli e Mauro Manciotti, che i vecchi giornalisti legati a Genova come me non possono di certo dimenticare.

 

BRUNO TORRI

Rosselliniano convinto, sarà segretario generale dal 1960 al 1963 delle prime quattro favolose edizioni della “Rassegna Internazionale del Cinema Latinoamericano” che si svolgeranno tra Santa Margherita, i primi due anni, e Sestri Levante. E’ allora che nasce e si diffonde il Cinema Novo, coi primi film di Glauber Rocha, Paulo Cesar Saraceni, Gustavo Dahl, Nelson Pereira dos Santos, Joaquim Pedro de Andrade che vengono invitati in Liguria e portano i loro film.

 

E si incontrano con Padre Arpa, Gianni Amico. Torri sarà uno degli artefici italiani della diffusione di un movimento di importanza internazionale. Nel 1964, trasferitosi a Roma, fonda con Lino Micciché, critico legato all’”Avanti!”, la “Mostra Internazionale del Nuovo Cinema” di Pesaro, di cui diventa segretario generale nelle prime edizioni (1965-1969), poi collaboratore un po’ speciale e, dopo la morte di Micciché, a partire dal 1994, Presidente del Comitato Scientifico.

 

glauber rocha

Carica che ha avuto per tutta la vita. Il festival nasce grazie al successo dei primi due film western di Sergio Leone e i due miliardi di lire di tasse che incassa il Ministero dello Spettacolo. Micciché e Torri trovano il modo di trasformare parte delle tasse che devono pagare i produttori sugli incassi del film in fondi per un festival sperimentale. Ovviamente Torri e Micciché portano a Pesaro i film e gli autori del Cinema Novo e del cinema sudamericano come Miguel Littin.

 

Il festival, con i colpi di stato in Brasile e in Cile, diventa immediatamente un punto di riferimento fondamentale per i giovani registi sudamericani dissidenti e per il cinema italiano politicamente più impegnato. Nel 1968 è presidente e socio fondatore dell’U.C.C.A. (Unione Circoli Cinematografici dell’Arci), poi, nel 1970-1971, diventa redattore della rubrica televisiva della RAI “Cinema Settanta”.

 

LINO MICCICHE

Nel 1971 è ideatore e collaboratore del programma della RAI “L’America Latina vista dai suoi registi”, dove a sei registi sudamericani verranno commissionati sei film sulla realtà dei loro paesi. Nel 1972 sarà direttore della programmazione all’Ente Autonomo di Gestione per il Cinema (cioè il Luce-Cinecittà), rimanendoci fino al 1993, e sarà Direttore Generale dell’Istituto Luce dal 1993 al 1995.

 

E’ uno dei fondatori storici, nel 1971, del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), nonché presidente dal 1996 al 2012. Come critico ha scritte per tutte o quasi le riviste storiche italiane, “Avanti!”, “Rinascita”, “L’Opinione”, “Mondo Operaio” (dove ha tenuto la rubrica di critica cinematografica dal 1970 al 1976), “Marcatrè”, “Nuova Corrente”, “Filmselezione”, “Cinema e Film”, “Cinema Sessanta”, “Bianco e Nero”, “Immagine e Pubblico” “Problemi”, “Sipario”, “Gulliver”, “Cinema Studio”, “La Scena e lo Schermo”, “CineCritica”.

 

Uomo di vasta esperienza nel campo cinematografico, ha fatto parte della Commissione Esperti della “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica” di Venezia, è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha insegnato all’Università di Roma 2 (Tor Vergata). Serio, elegante, uomo di grande competenza, rappresentava, negli anni della Pesaro di Lino Micciché, l’ala meno aggressiva e più mediatrice, per diventare negli anni l’uomo della continuità con quel tipo di festival.

cancer di glauber rocha cancer di glauber rocha

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