francesco massaro

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA A 90 ANNI FRANCESCO MASSARO, UNO DI QUEI FONDAMENTALI PROFESSIONISTI CHE HANNO FATTO GRANDE IL CINEMA ITALIANO E, SOPRATTUTTO, LA NOSTRA COMMEDIA – REGISTA, ANCHE DI OPERE DI GRANDE CULTO COME “MIRACOLONI”, “I CARABBINIERI”, “AL BAR DELLO SPORT”, “IL LUPO E L’AGNELLO”, PIÙ CHE AI FILM CHE AVEVA DIRETTO O SCRITTO SI SENTIVA LEGATO A FILO DOPPIO A QUELLI DIRETTI DAL SUO MAESTRO PIETRO GERMI - UN PERCORSO FORTUNATO CHE VA DA “DIVORZIO ALL’ITALIANA” A “SERAFINO”, MA FU MOLTO VICINO A DINO RISI, DIVENTANDONE L’ASSISTENTE PER “STRAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI”, A MARCO VICARIO PER “SETTE UOMINI D’ORO” - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

francesco massaro

Se ne va a 90 anni Francesco Massaro, uno di quei fondamentali professionisti che hanno fatto grande il cinema italiano e, soprattutto, la nostra commedia.

 

Regista, anche di opere di grande culto come “Miracoloni”, “I carabbinieri”, “Al bar dello sport”, “Il lupo e l’agnello”, più che ai film che aveva diretto o scritto si sentiva legato a filo doppio a quelli diretti dal suo maestro Pietro Germi, in gran parte prodotti da Franco Cristaldi, patron della Vides, un percorso fortunato che va da “Divorzio all’italiana” a “Serafino”, Ma fu molto vicino a Dino Risi, diventandone l’assistente per “straziami ma di baci saziami”, a Marco Vicario per “Sette uomini d’oro”.

 

Nato a Padova nel 1939, si trasferisce presto a Roma e diventa assistente volontario di Pietro Germi per “Divorzio all’italiana” , poi assistente di Luchino Visconti per “Il Gattopardo”. Lavora un po’ per tutti negli anni d’oro della nostra commedia. Per Dino Risi in “Il profeta”, “Straziami, ma di baci saziami”, per Eduardo De Filippo in “Spara forte, più forte… non capisco”, ma anche per Lucio Fulci, “Operazione San Pietro”, “Sette uomini d’oro” di Marco Vicario.

MIRACOLONI

Ma si sentì sempre vicino al cinema di Pietro Germi, a quel tipo di commedia, a film come “Sedotta e abbandonata” o “L’immorale”. Tognazzi lo vuole come co-regista della miniserie tv “FBI - Francesco Bertolazzi investigatore” nel 1970. Proprio con Ugo Tognazzi protagonista dirigerà la sua opera prima, “Il generale dorme in piedi”, satira sul mondo militare molto in voga negli anni ’70, seguito da “La banca di Monate”, tratto dal romanzo di Piero Chiara, con Walter Chiari e Vincent Gardenia.

 

I CARABBINIERI

L’azione del romanzo viene spostata dall’Italia degli anni Venti a quella del Dopoguerra, ma poco cambia. Il personaggio di Vincent Gardenia, Paleari, il cummenda che tutto divora al Nord, è ispirato a quello di Giovanni Borghi, patron della Ignis. Il film è pieno di riferimento all’Italia democristiana e ipocrita del tempo.

 

 Buono anche “Il lupo e l’agnello”, scritto assieme a Enrico Vanzina, con Tomas Milian e Michele Serrault, che non riusciva a capire che personaggio fosse quello del suo partner. L'incontro con Galliano Juso, il produttore, produce due folli barzelletta movie che non amava particolarmente, “I Carabbinieri” e “Miracoloni”, scritto assieme a Enrico Vanzina e Gianfranco Manfredi.

francesco massaro

 Il primo è sorta di “Scuola di polizia” barzellettistico costruito a sketch con attori come Diego Abatantuono, Maurizio Micheli, Carlo Monni, Giorgio Bracardi, Andy Luotto, molto divertente.  Il secondo è una sorta di rilettura irriverente del Vangelo con Francesco Salvi come Gesù Cristo, Nadia Cassini Giovanna D’Arco, ma anche Bombolo, Victor Cavallo come Giuda, Ania Pieroni come Maria Maddalena, Benedetto Casillo San Gennaro, Umberto Smaila Sant’Antonio.

 

Qualche anno fa riuscii a costruire una puntata di Stracult dedicata a I carabbinieri con tutti il cast tecnico e artistico, Massaro, Juso, Vanzina, Bracardi, Montanaro, Luotto. Più tradizionali titoli come “Al bar dello sport” e “Domani mi sposa”.

 

francesco massaro

Negli anni ’90, finita la stagione della commedia erotica e del cinema demenziale, Massaro lavorò molto per la tv, nelle serie “Little Roma”, Pronto soccorso”, “Provincia segreta”. Lavorò tanto anche come sceneggiatore, da “Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista, diretto da Flavio Mogherini, a “I giorni cantati” di Paolo Pietrangeli, fino a “Sposerò Simon Le Bon” di Carlo Cotti e “Ti presento un amico” di Carlo Vanzina. Il suo ultimo lavoro fu la sceneggiatura di “Rita Levi-Montalcini” di Alberto Negrin nel 2020.

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