“NON SONO RIMBAMBITO, IL MIO E’ IL CONCERTO MIGLIORE DI TUTTI” - AL CIRCO MASSIMO ARRIVA IL QUASI 80ENNE EDOARDO BENNATO: “NON SONO SOTTO LO SCACCO DI IMPRESARI E MANGIAFUOCO CHE SI SONO PRESI LA MUSICA DEL NOSTRO PAESE: È UN LIVE PER GIOVANI DAI 15 AI 45 ANNI, PIÙ VICINO A PAT METHENY CHE A CERTE COSE CHE SI SENTONO IN ITALIA - CI SIAMO ABBRUTTITI E INSTUPIDITI. NON SONO SCESO A PATTI CON NESSUNO. E POI, SONO RIMASTO DIVERSO - DE GREGORI E GLI ARTISTI CHE NON DOVREBBERO ESPORSI? NON MI PIACCIONO I COMIZI, RIVENDICO PERÒ L’URGENZA DI PARLARE DI TEMI IMPORTANTI NELLE CANZONI” – VIDEO
Patrizio Ruviglioni per repubblica.it - Estratti
edoardo bennato – sono solo canzonette 2
Due cose. La prima: «Questo è il concerto migliore in Italia». La seconda: «Non sono rimbambito». A quasi ottant’anni — li compirà giovedì — Edoardo Bennato è il solito tifone, il ragazzo di Bagnoli con la chitarra al collo che, nonostante i milioni di dischi venduti, resta un non allineato, un irregolare, «fuori dagli schemi dei buoni e dei cattivi».
Non a caso, lo show in questione s’intitola Quando sarò grande, perché figurarsi se può stare su un piedistallo, se può diventare un rudere come quelli del Circo Massimo che lunedì lo ospitano. «Al massimo, al museo, ci vanno le mie opere», ride.
Diceva: è il concerto migliore.
«Suvvia, alla mia età la modestia è una quisquilia. Sarà uno spettacolo vero, in cui facciamo arte e suoniamo canzoni su temi urgenti, ma sempre con spirito propositivo. Perché bisogna costruire, non distruggere. Non sono sotto lo scacco di impresari e mangiafuoco che si sono presi la musica del nostro Paese: è un live per giovani dai 15 ai 45 anni, più vicino a Pat Metheny che a certe cose che si sentono in Italia».
edoardo bennato – sono solo canzonette 1
Non le piace nessuno dei colleghi?
«Pochi. I concerti di Zucchero, Jovanotti e Carboni, tra i vari e per quanto diversi, meritano sempre. Tra i nuovi, Lucio Corsi e Leo Gassman, che sarà con me lunedì. Canteremo Io vorrei che per te, un mio brano ecologista».
(…)
Appunto, la musica italiana come sta?
«Come sempre, cambiano solo gli input dall’alto. L’arte non è sport, non sono i numeri e i record a stabilire la qualità, altrimenti il mio sarebbe il concerto più visto in Italia. Ma l’ho capito presto, quando nel 1974 mi dissero, a Milano, che il mio primo disco non funzionava. Venivo da nove anni di gavetta ininterrotta, pensavo di essere finito ancor prima di cominciare».
Valutò di smettere?
edoardo bennato – sono solo canzonette 3
«No, smascherai il loro inganno. Il disco era Non farti cadere le braccia, che conteneva Un giorno credi, che ho cantato per tutta la vita — e che canterò anche lunedì. Morale? Non era la qualità delle canzoni a incidere, ma la promozione che se ne faceva. E loro non me ne facevano. Da lì, sono sempre stato diffidente verso la discografia».
Fu in quel momento che venne a Roma?
«Sì, cominciai a tampinare i dirigenti Rai, che andavano sempre al bar Vanni. Mi misi a suonare lì, in strada, come un punk. Tutto: chitarra, kazoo, tamburello. Ma non facevo sconti a nessuno, dal Papa al Presidente della Repubblica, che allora era Leone. Alla fine mi notarono e cominciarono a mandarmi dovunque: erano anni di grande politicizzazione, finii in tutti i festival dell’intellighenzia di sinistra, era cambiato il vento».
E lei come lo viveva?
«Continuavo a provocare, stavolta anche loro. Cantavo Arrivano i buoni e Cantautore, non mi piace quella retorica. Odio fare il nostalgico, oggi non rimpiango niente, se non altro però era un decennio in cui dall’alto si spingeva per la cultura musicale».
edoardo bennato – sono solo canzonette 4
Del ragazzo di Bagnoli cosa resta?
«Tutto. Non appena ho avuto successo, ho portato tutti i miei amici storici con me, tra chi faceva il tecnico e chi il manager. Siamo arrivati a suonare negli stadi, per primi, tra gli italiani, a San Siro».
Facendo così si è protetto?
«Non sono sceso a patti con nessuno. E poi, sono rimasto diverso. Ricordo gli autoriduttori, che cercavano lo scontro con noi cantautori. Non erano altro che violenti ignoranti. A De Gregori, a Milano, fecero un vero processo. Noi invece rispondemmo a tono alla loro violenza, altroché».
Senta, mai smesso, in questi anni, di cercare l’Isola che non c’è?
«No, ma ammetto che è sempre più difficile. Ci siamo abbruttiti e instupiditi. Capisco ancora De Gregori, che non ha più voglia di scrivere. Ma io voglio essere propositivo, anche per i nostri figli».
GIORGIO ZITO edoardo eugenio bennato
Capisce De Gregori anche quando dice che gli artisti non dovrebbero esporsi?
«Mi dispiace vedere come ormai siamo diventati una sorta di nuova inquisizione, questo sì. Non mi piacciono i comizi, rivendico però l’urgenza di parlare di temi importanti nelle canzoni».
edoardo bennato – sono solo canzonette 5
edoardo bennato terza serata sanremo 2025 foto lapresse
edoardo bennato
edoardo bennato
carlo conti edoardo bennato terza serata sanremo 2025 foto lapresse
GIORGIO ZITO E I FRATELLI BENNATO
leo gassmann in neil barrett con edoardo bennato
edoardo bennato
eugenio bennato giorgio zito edoardo bennato
edoardo bennato
EDOARDO BENNATO CON BB KING
edoardo bennato
EDOARDO BENNATO GIANNA NANNINI E MARADONA
edoardo bennato alla cerimonia di apertura di italia 90 1
gianna nannini e edoardo bennato cerimonia di apertura di italia 90 1
edoardo bennato
EDOARDO BENNATO GIANNA NANNINI
edoardo bennato de andrè
edoardo ed eugenio bennato
alex britti edoardo bennato
edoardo bennato
(...)