ORINARE PALLIDO E ASSORTO: QUANDO EUGENIO MONTALE LA FACEVA NEL…LAVANDINO – VITTORIO FELTRI MEMORIES: “MENTRE STAVO ORINANDO AL CORSERA, ARRIVA IL POETA EUGENIO MONTALE, CHE ERA GIÀ ABBASTANZA VECCHIETTO. INVECE DI RIFARSI VERSO I PISCIATOI CLASSICI, SI DIRESSE SENZA TENTENNAMENTI VERSO IL LAVABO. PENSAVO CHE SI SAREBBE LIMITATO A LAVARSI LE MANI, MA MI ACCORSI PRESTO CHE AVEVA SCAMBIATO IL LAVANDINO PER UNA LATRINA” – “TIRATA GIÙ LA PATTA E RECUPERATO L'ARNESE, EUGENIO INIZIÒ A CONTORCERSI IN VARI MODI AL FINE DI RIUSCIRE A RAGGIUNGERE L'ALTEZZA DEL CATINO E LIBERARSI…”
Estratto da “Il borghese”, di Vittorio Feltri (ed. Mondadori), pubblicato da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”
«Mentre stavo orinando al Corsera, arriva il poeta Eugenio Montale, che era già abbastanza vecchietto. Invece di rifarsi verso i pisciatoi classici, Montale si diresse senza tentennamenti verso il lavabo. Pensavo che si sarebbe limitato a lavarsi le mani, ma mi accorsi presto - con stupore - che aveva scambiato il lavandino per una latrina.
Tirata giù la patta e recuperato l'arnese, Eugenio iniziò a contorcersi in vari modi al fine di riuscire a raggiungere l'altezza del catino e liberarsi. Non gli sfiorava neanche la testa l'idea che nessuno avrebbe mai costruito un water così complicato e inaccessibile»
eugenio montale
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eugenio montale disegnato da tullio pericoli
Eugenio Montale e re Gustavo di Svezia - consegna del Nobel 12 dicembre 1975
eugenio montale
