sanremo 2020

IL PAGELLONE DI SANREMO BY CAVERZAN - AMADEUS PERFETTO MEDIOMAN, PIAN PIANO SI È RISOLLEVATO DALLE GAFFE DI PARTENZA - SAPEVAMO CHE FIORELLO SAREBBE STATO CALAMITA DI ECCELLENZA. COME PURE SE NE CONOSCEVA LA PERMALOSITÀ - BENIGNI MANIPOLATORIO, TIZIANO FERRO EGORIFERITO, ACHILLE LAURO È CONTRAFFATTO, UN MARYLIN MANSON DE NOANTRI - LA RISSA MORGAN-BUGO AL LIMITE DELL'AUTOLESIONISMO…

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

amadeus fiorello ferro

Grazie al cielo il 70° Festival di Sanremo è finito. Però, vabbè: era l' unico programma desardinizzato della Rai. Dopo le gaffe da preambolo, il Festival di Ama & Fiore è partito subito bene e, di serata in serata, è andato migliorando pure negli ascolti, infrangendo record e paragonandosi ai risultati baudeschi del 1997, èra prepiattaforme.

 

Tredici milioni di telespettatori medi nelle prime parti, 56% lo share delle seconde. Oltre che nella presenza di Fiorello, il segreto è nella durata delle serate fino all' albeggiare. Non a caso, lo share lievita svoltando la mezzanotte, quando la concorrenza è a nanna.

fiorello amadeus elettra lamborghini

Intanto si è già cominciato a immaginare chi potrebbe condurre e dirigere il carrozzone nel 2021. Fabrizio Salini permettendo, Ama & Fiore si sono guadagnati il bis sul campo. Tra i loro meriti, aver tenuto la politica abbastanza lontana dal teatro Ariston, salvo qualche eccezione. Altra tendenza, la difficoltà crescente nel linguaggio: lentamente il politicamente corretto sta accerchiando anche «l' unica festa patronale di questo gran paesone» (Marcello Veneziani).

 

Tracciamo un bilancio con voti decrescenti del Festival 2020 anche se, mentre scriviamo, ancora non si sa chi ha vinto. Anche su questo Fiorello aveva avuto l' idea giusta: «Chiudiamola qui», ha detto venerdì sera dopo l' inusitato forfait di Bugo, «proclamiamo una sera prima il vincitore e ce ne andiamo tutti a casa». Magari!

 

fiorello amadeus

FIORELLO

La formula era su misura per lui: battitore libero, ad Amadeus la burocrazia della gara. Mattatore, showman a 360 gradi, funambolo, improvvisatore di monologhi (contagioso quello sui sessantenni e i problemi di minzione). Dispensatore di buonumore anche nel climax della scomparsa di Bugo («Allora, allora - con fare risolutivo - non ho capito niente di quello che è successo»), calamita di eccellenze come il numero uno del tennis, Novak Djokovic. Tutto questo si sapeva, come pure se ne conosceva la permalosità. L' istinto di razza si è visto nel tormentone anti accuse di sessismo. «Qui c'è del fiorismo», ha detto dopo aver apprezzato l'omaggio floreale ricevuto nei panni di Maria De Filippi. E poi «del cantismo», «del bacismo», «del machismo»... Genialissimo fuori copione indirizzato ai maestrini della sala stampa. Talismano. 10

 

paolo palumbo 9

PAOLO PALUMBO

 Avanguardia empatica. Aziona con gli occhi un sintetizzatore che emette «una voce da casello autostradale». Eppure le sue rime scaldano l' Ariston come poche altre. Il messaggio più positivo del Festival arriva da questo ragazzo di 22 anni malato di Sla: «Quando vi dicono che i vostri sogni non si possono realizzare, continuate dritti per la vostra strada seguendo il cuore, perché i limiti sono dentro di noi».

Resiliente. 9

 

RICCHI E POVERI

Il vintage che vince. La reunion ha portato in vetrina una vecchia storia di corna e gelosie. Ma soprattutto ha innescato la festa in platea. Tutti in piedi a cantare La prima cosa bella, Che sarà, Se m' innamoro, Sarà perché ti amo, Mamma Maria. Da giovani ci si sarebbe vergognati a farlo. Come si cambia, canterebbe Fiorella Mannoia.

ricchi e poveri 1

Spensierati. 8

 

AMADEUS

Professionista. Muro di gomma. Perfetto medioman. Pian piano si è risollevato dalle gaffe di partenza. Sapeva che, stando a ruota dell' amico, poteva solo crescere. Ha subito ironie, sberleffi, gavettoni, alti e bassi. Ma lui non è permaloso, altrimenti... Sanremo è una giostra, impossibile non prendere qualche colpo. Non si è perso d' animo nemmeno quando Bugo si è dileguato. Il bravo ragazzo italiano che va a baciare mamma e papà in platea che fa simpatia a tutti. Punti deboli? La scelta delle canzoni, francamente non eccelse e troppo farcite di rap, e l' estenuante lunghezza delle serate. Sempre in piedi. 7,5

 

ANTONELLA CLERICI

Tra tante dive bellissime (si può dire?) è parsa la più signorile. L'Ariston è casa sua e la conduzione il suo mestiere, commozione in conferenza stampa a parte. Si è portata due boys perché l' aiutassero a scendere le scale ornata in abiti coloratissimi e strascicatissimi.

VINCENZO MOLLICA

Dal librone del Festival ha letto i segreti del successo di Ama: le gaffe, gli orari antelucani Se lo poteva permettere; anche lei, come lui, è della scuderia Lucio Presta. Disinvolta. 7,5

 

VINCENZO MOLLICA

Comunque vada sarà un successo, diceva Piero Chiambretti. Si potrebbe applicare alle cronache sempre positive dell' inviato principe della Rai sugli eventi di spettacolo. Lezioni di stile e garbo. Il Festival gli ha tributato l' omaggio dei grandi, con i video di Stefania Sandrelli, Vasco Rossi, Roberto Benigni. I dirigenti erano lì a fianco ma, non si sono intromessi. Commozione, affetto, compostezza. Perché Mollica è Mollica. Storico. 7,5

IL PACCO DI GABBANI E QUELLO DI LEO GASSMAN

 

FRANCESCO GABBANI

Ha vinto alla prima partecipazione Sanremo giovani nel 2016, poi tra i big nel 2017 battendo Fiorella Mannoia. La sua Viceversa parla di opposti che si aiutano e di condivisione. È una bella canzone, positiva, ben interpretata dal più teatrale fra i concorrenti. Outsider. 7

 

TIZIANO FERRO

Quando devi cantare Perdere l'amore e Almeno tu nell'universo hai vinto a tavolino. Con la sua propensione al soprarighismo, l'interprete di Sere nere è riuscito a pareggiare. Capriccioso causa collocazione nel palinsesto delle serate, enfatico nelle esibizioni. Come quando ha voluto specificare, tra le lacrime, che Bruno Lauzi scrisse per una donna Almeno tu nell' universo perché l'imprescindibile rima con «tu che sei diverso» non poteva essere volta al femminile, ma lui era felice di essere il primo uomo a cantarla, mantenendo la coniugazione al maschile. Egoriferito. 5

 

mannoia

LA SAGA DI DEEJAY

Neanche un tweet da Jovanotti sul Festival dei suoi amici. Lorenzo Cherubini all' Ariston non s' è visto: era in Perù. Claudio Cecchetto, invece, non è stato invitato. Dicono che in Rai non amino «i pacchetti» e con Amadeus, Fiorello, Nicola Savino, il Festival era già monopolizzato dall' emittente del gruppo Gedi. Speriamo il dissapore non finisca come al Fatto quotidiano. Era indispensabile imbarcare tutti nel carrozzone? Festival dell' amicizia incrinata? Primedonne. 5

 

MANNOIA, NANNINI, PAUSINI & CO

Dopo il monologo di Rula Jebreal serviva ancora la comparsata delle sette cantanti sette per annunciare la campagna «Una, nessuna centomila» e il megaconcertone di Campovolo del poco prossimo 19 settembre? In piena overdose femminile e femminista, tra monologhi e denunce sparse, in mezzo alle tante interpretazioni di cover del passato e pur con l' ospitata dello stesso Zucchero, forse qualcuna poteva ripescare dalla storia festivaliera la sua Donne, meglio di tante parole Pleonastiche. 4,5

roberto benigni

 

PROMO RAI

Martellanti. Ridondanti. Sparati sempre in grappolo ad allungare i già incombenti break pubblicitari. La tv di Stato approfitta della vetrina per esporre tutto il meglio della programmazione in arrivo. Il meglio? C' è persino Mario Tozzi con Sapiens su Rai 3 Al centocinquantesimo sussurro tra le due amiche geniali cominci a sperare che si strozzino tra loro. Alla duecentesima telefonata di Catarella in siciliano stretto vorresti lanciare l' hashtag #Catarellaimparalitaliano.

Asfissianti. 4,5

 

ROBERTO BENIGNI

Il teologo di Sanremo. Il Cantico dei cantici apocrifo, presentato come «il libro più bello, più santo, più importante della Bibbia» (sono 15 pagine) con tanto di consulenti professori, poeti, biblisti, cardinali è stato forse il momento peggiore di tutta la kermesse. Il bello (o il brutto) è che se ne sono accorti in pochi. Un trailer molto arbitrario dell' amore omosessuale patrocinato dalle sacre scritture... Manipolatorio. 4

 

JUNIOR CALLY

junior cally 3

Rapper sardina. Per farci digerire i fiumi di polemiche pre Festival il suo brano avrebbe dovuto essere almeno un minuetto mozartiano. Invece arruola sei autori per martellare di «No, grazie» Matteo Salvini, Matteo Renzi, gli odiatori del web e gli yes men. Sai che novità. Rapper dell' establishment. Omologato. 4

 

REGIA E DIRIGENTI

Achille Lauro

Rai Selfie continuo. Ogni inquadratura una zoommata di saliva. Al neodirettore di Rai 1 Stefano Coletta, al direttore generale Fabrizio Salini e a Giovanna Civitillo, moglie di Amadeus. Non si sono schiodati un minuto dalla prima fila per tutta la settimana. Compiaciuti. 4

 

ACHILLE LAURO

Idolo di Vanity Fair. Sotto la cappa nera con intarsi dorati sfoggia la tutina di strass effetto nude look che dovrebbe simboleggiare la rinuncia francescana ai lussi mondani. Peccato sia firmata Gucci alla modica cifra di 5.700 euro. La sera dei duetti eccolo invece con trucco pesante, abito di raso verde smeraldo e parrucca ramata: citazione di Ziggy Stardust, uno dei tanti travestimenti di David Bowie, simbolo di «una mascolinità non tossica». Minchia! Si può dire? Fischiato all' ennesimo travestimento da divo del muto. Marylin Manson de noantri. Contraffatto. 3

Achille Lauro

 

MORGAN E BUGO

Dio li fa ma si accoppiano da soli. S' era capito già alla prima sera che l' ex leader dei Bluvertigo, occhi e bocca pittati, e il suo lugubre socio erano un binomio ad alta tensione. Morgan ha iniziato subito a scalpitare, inviando diffide dell' avvocato per le poche sessioni di prove. Per la serata delle cover in duetto, dopo le defezioni di Raffaella Carrà, Sergio Cammariere, Vittorio Sgarbi, Fast animals and the slow kids, i due soci erano già un duetto (?). In compenso, per storpiare Canzone per te di Sergio Endrigo, l' ex giudice di X Factor si è fatto in tre, cantando, suonando il pianoforte e dirigendo l' orchestra. Bugo, invece, gorgheggiava per conto suo. Fino al colpo di scena finale con abbandono del palco.

Autolesionisti. 0.

MORGAN E BUGO

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