LA PASSIONE DI MORAVIA PER IL “PESCIONE” – D’ESTATE LO SCRITTORE, IN VILLEGGIATURA A SABAUDIA, SI ACCANIVA SULLA SUA OLIVETTI FINO ALLE UNDICI DI MATTINA. POI SCENDEVA IN SPIAGGIA PER UNA LUNGA PASSEGGIATA: CON L'ACQUA ALLA VITA, TIRAVA SU DALLA RENA LE TELLINE, CHE APRIVA A INFALLIBILI COLPI D'UNGHIA E SUCCHIAVA. DI POMERIGGIO DICEVA: "VADO A COMPERARE UN BEL PESCIONE". FRUGAVA I PESCI SUL BANCO DI MARMO PER VERIFICARNE LA FRESCHEZZA. SI FERMAVA POI PER UN GELATO AL BAR E TORNAVA A CASA…
Estratto da “Anni Sessanta. Quando eravamo giovani”, di Maria Luisa Agnese (ed. Neri Pozza), pubblicato da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti"
«Moravia contrasse l'abitudine estiva di Sabaudia, che significava: accanirsi sui tasti della Olivetti (...) fino verso le undici della mattina, quindi scendere alla spiaggia e intraprendere una lunga passeggiata con l'acqua alla vita tirando su dalla rena lé telline, che apriva a infallibili colpi d'unghia e succhiava.
Di pomeriggio (...) diceva: "Vado a comperare un bel pescione". Il proprietario della pescheria sulla piazza del mercato lo ricorda ancora con che lena frugasse i pesci sul banco di marmo per verificarne la freschezza. Si fermava poi per un gelato al bar di fianco al Comune, e tornava a casa. Facevamo gare di cucina.
Alberto amava lavare i piatti trattando l'acqua bollente a mani nude come se le avesse coperte di pesanti guanti di caucciù. Tutti eravamo ghiotti dello sformato di patate e mozzarella di Laura Betti» (Enzo Siciliano) [Maria Luisa Agnese Anni Sessanta. Quando eravamo giovani Neri Pozza].
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CARMEN LLERA CON ALBERTO MORAVIA NELL AZZURRO MARE DI SABAUDIA
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