giovanni pascoli

PERCHE’ GIOVANNI PASCOLI NON SI E’ MAI SPOSATO? E' VERO CHE ERA INNAMORATO DELLA SORELLA? UN LIBRO RICOSTRUISCE LA VITA DEL POETA CON LE SORELLE IDA E MARIA (CHE LA DIASPORA FAMILIARE AVEVA RELEGATO PRIMA IN UN CONVENTO, POI PRESSO UNA ZIA) – “DA QUANDO LE PRESE CON LUI, PASCOLI RINUNCIO’ A SÉ STESSO” – ANCHE IL FIDANZAMENTO CON UNA CUGINA, IMELDE MORRI, ANDO’ A ROTOLI PER DECISIONE DI LUI. TEMEVA FORSE CHE LA SORELLA MARIA NE AVREBBE SOFFERTO – LA TESTIMONIANZA: “SPOSARSI NON VOLLE MAI. A CHI GLI CONSIGLIAVA LE NOZZE, OPPONEVA LA STESSA DOMANDA: “E MARIÙ?” - LO PSICHIATRA VITTORINO ANDREOLI SOSTIENE CHE PASCOLI FOSSE INNAMORATO DELLA SORELLA IDA MA…

Estratto dell’articolo di Roberto Carnero per “Avvenire”

 

giovanni pascoli libro cover

Oggi, quando si raccontano le vite degli scrittori, la tendenza è spesso quella a una narrazione romanzesca o scandalistica. Ben diversi risultati offrono invece studi seri e rigorosi, basati su solide competenze archivistiche e, insieme, storico-letterarie.

 

 

Tale è il caso – come sottolinea nella prefazione Daniela Baroncini, presidente dell’Accademia pascoliana – del recente volume curato da Rosita Boschetti (direttrice dei Musei del Parco poesia Pascoli) e Jessica Magalotti (valente studiosa di cose pascoliane): Pascoli inedito. Nuove lettere e carteggi familiari (Carocci, pagine 184, euro 24,00).

 

[…] lo studio è in grado di smontare alcuni stereotipi cristallizzati nelle biografie di Pascoli e nei manuali di letteratura. A partire dall’immagine di un Pascoli privo di una propria vita sentimentale e indifferente alla prospettiva di formarsi una famiglia sua.

 

Dalla lettura dell’epistolario, emerge invece come il poeta avesse a un certo punto accarezzato, pur con trepidazione, il sogno di sposarsi.

 

Scrive nel 1887 a “Falino”, il fratello minore Raffaele, dopo il trasferimento a Livorno: «Comincio a entrare nelle tue idee, e sento che se trovassi chi m’amasse non avrei il diritto di respingerla; anzi dovrei accettare per me la felicità che a ogni modo non son capace, così, di dare né a me né altrui».

giovanni pascoli con le sorelle

 

Se il progetto non si realizza, è perché nel maggio 1885 Giovanni aveva deciso di prendere con sé le due sorelle nubili, Ida e Maria (che la diaspora familiare aveva relegato prima in un convento nel Forlivese, poi presso una zia), assecondando il loro desiderio di vivere con lui. « Da quel momento in avanti – scrivono le curatrici del volume – dovrà rinunciare a sé stesso».

 

Anni dopo Pascoli si fidanzerà ufficialmente con una cugina, Imelde Morri, ma poi il fidanzamento verrà sciolto per decisione di lui. Temeva forse che la sorella Maria ne avrebbe sofferto.

 

Una testimonianza di Manara Valgimigli sembra confermarlo: «Sposarsi, d’altra parte, non volle mai. Sempre, a chi gli consigliava le nozze, opponeva la stessa domanda, lo stesso disarmante sorriso: “E Mariù?”».

 

In varie lettere il poeta lamenta, nella convivenza con le sorelle, la difficoltà a trovare spazi per sé stesso, insomma una mancanza, diremmo oggi, di privacy. Si sente obbligato, per esempio, a nascondere i propri momenti di malinconia per non turbarle.

 

giovanni maria pascoli

Alla fine del 1894, però, Ida si fidanza e pochi mesi dopo sposa il romagnolo Salvatore Berti: un’unione che non si rivelerà felice, anche per problemi di natura economica. Si è sempre detto che Pascoli ne sia rimasto sconvolto, considerando il matrimonio della sorella come un tradimento e, cosa ancora più grave, un attentato all’integrità del “nido” familiare ricostruito, dopo i lutti dell’infanzia, a costo di tanti sacrifici.

 

In realtà, anche in questo caso le lettere danno indicazioni diverse. Sin dal 1886, Pascoli stesso aveva progettato un matrimonio per Ida. È infatti del 31 dicembre di quell’anno una lettera a Raffaele in cui gli scrive: «Trovami marito all’Ida». E definisce la decisione di prendere le sorelle presso di sé «un atto umanitario ».

 

[…]

 

Le ragioni della rottura tra Giovanni e Ida non sono dunque quelle adombrate da certa critica psicanalitica. Non manca, da parte di Boschetti e Magalotti, una stoccata in questa direzione: « Lo psichiatra Vittorino Andreoli asserisce, senza ombra di dubbio, che Pascoli fosse innamorato della sorella Ida, suffragando le sue ipotesi con documenti estrapolati dal contesto generale, senza alcun approfondimento, interpretando con grande fantasia disegni e documenti (…) e quindi forzando l’interpretazione delle carte per poter sostenere la propria tesi, a costo di falsare la realtà dei fatti».

 

È vero che in occasione del matrimonio di Ida, Giovanni ruppe con lei, al punto di non partecipare alla cerimonia nuziale, ma non per “gelosia”, bensì a seguito di un diverbio che l’aveva profondamente amareggiato. Anche a questo proposito è una lettera, scritta al fratello Raffaele nel settembre 1895, a illuminare i fatti: « Perché sappi che l’Ida ripetutamente mi ha rimproverato d’averla presa con la Mariuccia undici anni fa ; che per lei è stato un danno; che il mantenimento se l’è sempre guadagnato con molta fatica, e via dicendo.

giovanni pascoli 33

 

Molte volte singhiozzando in loro presenza, tra le fiere indignazioni della muta e buona Mariuccia, ho riconosciuto, che più infelici di così era impossibile essere al mondo: fare un sacrifizio, come più grande non si può fare al mondo, quello dell’amore e della giovinezza (della vita è ben più facile) e poi sentirlo non solo misconoscere ma maledire, ma rimproverare ».

 

Inoltre, Ida aveva accusato il fratello di avere limitato la sua rendita a 600 lire annue finché il poeta fosse stato in vita, manifestandogli il timore che il resto del patrimonio sarebbe andato disperso o avrebbe tutelato la sola Maria.

 

Prosegue la lettera di Pascoli: «Un’altra cosa che mi rimprovera è che ella non è così ricca come voleva. (…) In vano le ho dimostrato che facendo altrimenti, per molti anni ancora, il giorno che morissi (e queste gioie non prolungano di certo la vita) quello che lasciassi andrebbe tutto al Berti, buon possidente, e a lei agiata, e la mia angelica sorellina Maria non avrebbe che gli occhi da piangere. Essa insiste che io ho agito male. È impossibile riferirti il cumulo di cattiverie (…). Tra noi e lei è l’abisso». Dopo questa crisi, i contatti tra i due si ristabiliranno, ma il rapporto non sarà più quello di prima. […

giovanni pascoli con le sorelle 33GIOVANNI PASCOLI Giovanni PascoliSAN MAURO CASA PASCOLIPASCOLI 1la casa museo di giovanni pascoli

 

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