"LA RAI MI HA PROPOSTO DI ANDARE A IL CAIRO. VOGLIONO CHE FACCIA LA FINE DI REGENI?" - RANUCCI ESONDA E, DURANTE IL SUO SHOW A FAVIGNANA, SI PARAGONA AL RICERCATORE ITALIANO UCCISO DAGLI 007 EGIZIANI (GIÀ SI ERA EQUIPARATO A FALCONE, BORSELLINO, ALDO MORO E PIERSANTI MATTARELLA) - DOPO CHE L'AD RAI GIAMPAOLO ROSSI HA SOSTITUITO SIGFRIDO, AFFIDANDO LA CONDUZIONE A GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, INIZIA IL PROCESSO DI AUTO-MARTIRIO DI RANUCCI, CHE SI PREPARA A UNA VERTENZA AZIENDALE: "NON SANNO CHE IO VIVO SOTTO PROTEZIONE E, ALL’ESTERO, SAREI SENZA SCORTA. IL CAIRO È STATO USATO UN PO’ COME LA SIBERIA, CI MANDANO I DEPORTATI DA ALTRE PARTI" (MA SI CREDE PURE SOLGENITSIN?) - SIGFRIDO HA 40 GIORNI DI TEMPO PER PRENDERE UNA DECISIONE SULLE TRE PROPOSTE DELLA RAI: VICEDIRETTORE DEL TG3 O DI RAINEWS O IL RUOLO DA CORRISPONDENTE, MA È MOLTO PIU' PROBABILE CHE SI AVVERERÀ (IN PARTE) IL SOGNO DI VALTERINO LAVITOLA E RIVEDREMO IL NOVELLO "MARTIRE SIGFRIDO" CANDIDATO ALLE PROSSIME ELEZIONI - IL SOSTEGNO DI CONTE ("È L'EDITTO MELONI") E DI SCHLEIN ("LA DESTRA HA OTTENUTO IL SUO OBIETTIVO") - VIDEO
Conte, 'via Ranucci da Report è editto Meloni, sono pronti per la campagna elettorale'
(ANSA) - ROMA, 28 AGO - La rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report "è un editto Meloni perché è tutto governato da Palazzo Chigi".
Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a Lucera, alla presentazione del suo libro 'Una nuova primavera'. "Vi faccio nomi e cognomi come è mia abitudine: Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari, è tutto costruito e congegnato lì.
Dovevano mandar via Ranucci perché si sono preparati con Telemeloni ad affrontare la campagna elettorale", ha attaccato Conte. "Oggi lo stato dell'informazione in Italia è peggiore anche rispetto ai tempi di Berlusconi", ha sottolineato il leader pentastellato, osservando che il governo Meloni "con la scusa che c'era l'egemonia della sinistra ha iniziato un'opera sistematica per conquistare tutti gli spazi in Rai".
"Non fanno prigionieri, hanno occupato tutto. Oggi il 90% dell'informazione stampa e tv è controllata direttamente o indirettamente da palazzo Chigi. Rimaneva Report".
RANUCCI: «LA RAI MI HA PROPOSTO DI ANDARE AL CAIRO. VOGLIONO CHE FACCIA LA FINE DI REGENI? PRESUTTI E PIERVINCENZI A REPORT SCELTA MEDIOCRE»
Estratto dell'articolo di Ilaria Sacchettoni per "il Corriere della Sera"
Dal rammarico di Cerveteri all’indignazione di Favignana. Perché è dal palco allestito per il suo Diario di un trapezista che Sigfrido Ranucci respinge le offerte della Rai: «Io non capisco perché se non sono adatto per Report, dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews.
La terza alternativa era la sede di corrispondenza al Cairo. Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni. Poi Il Cairo ultimamente è stato usato un po’ come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti».
GOMES TAVARES - SIGFRIDO RANUCCI - VALTER LAVITOLA - MEME BY OSHO
È il blues dell’amarezza quello di Ranucci, impegnato a fronteggiare effetti mediatici e contromisure aziendali dopo che l’inchiesta ha svelato come il mandante dell’attentato subìto nell’ottobre dello scorso anno fosse il suo «amico fraterno» Valter Lavitola.
Ma è anche un grido di battaglia perché, salvo decisioni dell’ultima ora, l’ormai ex conduttore di Report si prepara a una vertenza aziendale.
Il primo commento sulla sua sostituzione alla conduzione di Report , arriva alle 17, subito dopo la nota Rai: «Una scelta mediocre che decreta la fine di Report — fa sapere — uno schiaffo alla professionalità di chi ci lavora da anni». Il giornalista è già alle Egadi pronto a salire sul palco con la propria biografia quando il suo avvocato lancia la vera sfida:
«La decisione della Rai — osserva il penalista Roberto De Vita — condanna la vittima di un attentato ma anche Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica.
Sigfrido Ranucci per adesso non condurrà Report ma la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede». La vera «sede», dunque, è con ogni probabilità il Tribunale di Roma.
Ranucci formula anche un algido commento sui nuovi conduttori, scelti, a suo dire, secondo logiche più «relazionali» che professionali, politiche anziché giornalistiche. «Logiche — afferma lui — che nulla hanno a che fare con la professionalità».
Ma Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti, si potrebbe osservare, hanno superato una prova di ammissione. «I vincitori di concorso — argomenta il giornalista — sono scelti su una prova che non ha molto a che fare con la complessità di una trasmissione come Report».
Sarà, dunque, vertenza. «Resisterò al fango con la mia storia» promette mentre il pubblico lo incoraggia. Ma è in un post pubblicato su Facebook la sintesi della giornata più difficile e la probabile traccia di un programma futuro. Scrive il giornalista sui social ai quali da mesi si affida per commenti, smentite, distinguo e opinioni in generale: «La Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report.
Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2.800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo... Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per trent’anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio.
VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI
Non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti». L’amico in carcere. [...]

DANIELE PIERVINCENZI
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DANIELE PIERVINCENZI AGGREDITO DA ROBERTO SPADA
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