INFAME, A CHI? - “DREYFUS” FARINA RISPONDE A FELTRI E SALLUSTI - “INFAME? MA NON ERAVAMO AMICI? MI AVETE INFILATO COME FANNO I MAFIOSI NEL CEMENTO ARMATO DEL VOSTRO MONUMENTO A CAVALLO, TRATTANDOMI COME UN CANE MORTO” - “IN QUEI DIECI GIORNI TRA LA CONDANNA ANNUNCIATA E LA SENTENZA MI MISI A DISPOSIZIONE. TELEFONO, SMS. ZERO RISPOSTE. CHE FACCIO? I MIEI AVVOCATI MI CONSIGLIARONO DI ASPETTARE A PARLARE, PER IL BENE DI SALLUSTI”...

Renato Farina per "Tempi.it"

Io non ci sto. E me ne infischio se questa frase l'ha già detta Scalfaro. Sono Boris Godunov alias Renato Farina alias Dreyfus. Devo raccontare una piccola storia molto russa e molto quietamente feroce. Ripeto: non ci sto. Ci sto a essere processato, addirittura lo esigo. Ma ad essere impalato dagli amici no, anzi, fate pure, visto che l'avete già fatto. Ma toglietevi quel ghigno da eroi pazienti e traditi.

Mi avete infilato come fanno i mafiosi nel cemento armato del vostro monumento a cavallo, trattandomi come un cane morto, cui non vale la pena di rivolgere la parola, dato che è morto. E poi lo prendete pure a calci. Alla malora. Infame? Vigliacco? Ah sì, fatevi sotto, quanti siete voi caporioni della Champions league giornalistica uniti nella lotta.

Noi russi ci infiammiamo, ma state tranquilli: basta che uno ci tenda non la mano ma il mignolo e noi diamo il braccio, il fianco, tutto quanto. Accadrà? Sperèm...

La vicenda in sintesi. Un giorno Dreyfus, alias ecc, scrisse su un aborto procurato ad una bambina di 13 anni. Riferì che un giudice aveva imposto l'interruzione della gravidanza alla ragazzina, la quale fu intimamente distrutta da questi eventi. Il commento fu duro, onestamente eccessivo. Dopo quelle frasi, Dreyfus nulla seppe più.

Farina, alias ecc, in quel momento era tenuto in vita da due grandi suoi amici, Feltri & Sallusti, che lo coprivano sotto il loro mantello (grazie per sempre) consentendogli in quei primi mesi del 2007 di scrivere su Libero con uno pseudonimo impegnativo. (Ma tutti abbiamo nomi riferiti a gente migliore di noi: non è che su uno si chiama Davide gli rinfacciamo di non saper scrivere salmi. I nomi non stabiliscono una parità, ma dichiarano un ideale cui voler somigliare. Così scegliamo quello dei figli...).

La storia non era vera nei termini che Dreyfus aveva attinto dalla Stampa. Il bambino (alias feto) c'era davvero e fu ucciso, ma la sua condanna a morte non venne eseguita secondo le procedure appena dette. Il giudice non impose l'aborto (notizia falsa, chiedo scusa, anche per la violenza del commento che ne derivò), ma lo autorizzò come vicario del padre (anzi del nonno). Querela a Libero. Condanne. Sallusti, senza che Dreyfus lo sapesse, continuò a proteggere lo pseudonimo.

Risultato finale, settembre 2012. Sallusti rinuncia a versare una certa somma, 20 o 30 mila euro, che il magistrato aveva chiesto per chiudere il caso senza sentenze. Il direttore del Giornale, in nome del principio per cui non si dovrebbe finire in carcere per un articolo, oltretutto non scritto da lui, rifiuta la conciliazione. La Suprema Corte gli affibbia 14 mesi di reclusione senza condizionale. Dreyfus annuncia alla Camera la sua identità, peraltro a tutti nota. Si assume tutte la responsabilità morale e giuridica. Chiede la revisione del processo.

La morale espressa a questo punto della storia, senza quasi dissensi è: 1) Il giudice è vittima di Dreyfus. 2) Sallusti è vittima di Farina. Infatti se andrà in carcere è colpa sua.

Il coro è unanime. Feltri dicono abbia insultato il mio alias come vigliacco, ma non ci credo, e se l'ha fatto, amen, so che non ci crede. Ma gli altri hanno dedotto che in questo modo Feltri stesso aprisse il carosello dei lanciatori di insulti a man salva. Si leva alto il dito di un professore di morale della Cattolica, di antica amicizia. Enrico Mentana scrive e dice: Farina infame. Dreyfus avrebbe secondo lui disvelato se stesso troppo tardi, tradendo e consegnando alle guardie Sallusti. Il quale dichiara di "non avere alcuna intenzione di parlare con Farina. È curioso che abbia deciso di parlare solo dopo".

In quella breve sequenza Mentana-Sallusti ho capito tutto. Sallusti, dopo aver coperto Farina quando rispetto ad oggi si scherzava, nel momento dell'onore, il più duro e importante, non lo copre più, gli presenta il conto, mentre l'universo lo celebra. Dire "non ho intenzione di parlargli" è peggio di una sentenza, incide nella pancia e nella testa, è l'allontanamento dalla città dei vivi. Con gli infami non si parla.

Non prende neanche in considerazione l'ipotesi di credergli, quando l'"amico" spiega di averlo fatto allora e solo allora per evitargli altri guai.
L'onorevole Daniela Santanchè, della quale rispetto i sentimenti per Sallusti, sigilla l'anatema dicendo che "Nel mio partito non c'è posto per gli infami. Farina? È stato Mentana a definirlo infame. Ora risponderà alla sua coscienza".

La mia coscienza risponde: ehi amici, in quei dieci giorni tra la rivelazione per me nuova della condanna annunciata di Sallusti a causa di Dreyfus e la sentenza della Cassazione, con umiltà totale mi sono messo a disposizione, per fare tutto quanto fosse utile. Qualsiasi fosse stata la decisione di Sallusti, se dare o no quei 20 mila euro e chiudere tutto, non ero un nomignolo, ma una persona, persino dotata di telefono e di affetto per gli amici. Per parte mia ero pronto a qualsiasi sacrificio, che fosse utile alla buona causa. Telefono, sms. Zero risposte. Che faccio?

A questo punto gli avvocati mi prendono per le orecchie: se parli ora danneggi Sallusti, e gli impedisci di portare a termine la missione voluta caparbiamente. Parlo quando posso riuscire a lasciarlo sul piedistallo dell'eroe evitandogli però la galera, perfettamente cosciente di essere schiacciato da chi non sa niente di me e crede di sapere tutto. Mi crederanno? Mi credete? Di solito, agli amici si crede.
E ci si perdona per le incomprensioni. "E se non mi credete fate conto sia una favola" (Boris qui cita un suo grande russo: Varlam Å alamov).
PS. Ah sì, scordavo la terza e quarta vittima. Le abbiamo dimenticate. Il bambino abortito, e la sua mammina.

 

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