salone del libro torino

"SALOON" DEL LIBRO - MILANO GODE, TORINO PIANGE PER L’INATTESA "BOOKXIT" - DAGLI EDITORI UN SILURO A FRANCESCHINI - ADESSO CI SI ASPETTA UN BEL RINNOVAMENTO: BASTA CON LE SMANIE DA GRANDE EVENTO, CON I BIGLIETTI SALATI PER LIBRI CHE AL SUPERMARKET TROVI COL 15% DI SCONTO E CON I VIP DA PARATA

SALONE DEL LIBRO TORINOSALONE DEL LIBRO TORINO

Tommaso Labranca per “Libero Quotidiano”

 

Se avete visitato Milano vi avranno portati in Galleria a fare il giro di tacco sui «gioielli» del Toro musivo che rappresenta la città di Torino. Porta fortuna, dicono. In realtà si tratta di un gesto di spregio che gli industriali meneghini, vittimisti nei confronti del potere, facevano all' indomani dell'Unità verso la città degli esosi Savoia.

 

Oggi il Salone del Libro va a Milano. Lo dico da milanese orgoglioso: povera Torino che ancora una volta deve rinunciare a quello che crea. Lì sono nati il cinema, la radio e la televisione, rapinati da Roma. Lì è nata l'automobile, prima di volare in Olanda. Lì è nata la moda poi ghermita da Milano. Che ora raddoppia e conquista una delle ultime invenzioni torinesi, il Salone del Libro.

SALONE LIBRO LINGOTTOSALONE LIBRO LINGOTTO

 

Dopo una lunga riunione, lotte interne, indiscrezioni e smentite, l’Aie, l’associazione degli editori italiani, ha deciso di fare i bagagli e trasferirsi nel place to be, l'unica città italiana in cui sta succedendo tutto. Anzi, l'unica città italiana, punto. Su 32 presenti, 7 volevano restare sotto la Mole e ben17 hanno deciso per il trasferimento sotto la guglia Pelli. A Milano si festeggia, a Torino si piange per questa inattesa Bookxit.

 

Non sono servite nemmeno le cartucce politiche come la chiamata di Massimo Bray, ex ministro della Cultura in carica per dieci distrattissimi mesi passati rimpiangendo il lavoro in Treccani e ballando la pizzica in qualità di presidente della Notte della Taranta. Intanto ecco che qualcosa vola sul Lingotto.

 

È un aereo? È un uccello? No, è il ministro Dario Franceschini! Che promette di far sentire la sua voce presso l'Aie a difesa di Torino. Franceschini inizia a fare le prove davanti allo specchio come Fantozzi quando deve affrontare Diego Abatantuono garzone di panetteria che gli insidia la moglie. La risposta dell' Aie è la stessa di Abatantuono: una pernacchia.

 

SALONE DEL LIBRO TORINO SALONE DEL LIBRO TORINO

Milano ha vinto. Adesso ci aspettiamo grandi cose e un bel rinnovamento. Perché l'aria che si respirava al Lingotto era stantia, peggiorata dalle piastre per panini presenti ovunque. La manifestazione era nata nel 1988 e da allora non ha mai saputo scrollarsi di dosso quel birignao culturale anni 80.

 

Ve lo ricordate? Libri che vendevano solo se venivano presentati da Costanzo o da Baudo; la smania del «grande evento»; il desiderio, frustrato, di fare "cultura" come la facevano in Francia al Beaubourg; la sciocca convinzione che bastasse stare vicino a cataste di libri per acquisire telepaticamente lo status di intellettuale; le scolaresche condotte in file coatte a visitare la «cultura» con il secchioncello di turno intervistato dai tg per dimostrare che «i giovani leggono».

 

SALONE LIBRO FRANCESCHINISALONE LIBRO FRANCESCHINI

Milano, aiutaci tu. Fai sparire tutta questa fuffa, fai in modo che il Salone sia una sorgente di cose interessanti e non la concretizzazione di un'assurdità: pagare un biglietto salato per comperare libri mainstream che al supermercato trovi con il 15% di sconto. Milano, guarda in faccia la realtà.

 

SALONE DEL LIBRO TORINOSALONE DEL LIBRO TORINO

Nessuna città italiana sarà mai Francoforte, quindi non ti fregiare di titoli di internazionalità come hanno fatto a Torino dove gli editori stranieri erano più rari di Pikachu. Milano, regalaci una manifestazione che coinvolga la città, che sia allegra e partecipata come il Fuorisalone e non una triste fiera paesana in cui i soliti grandi marchi stavano al centro e tutt'intorno, in cubicoli di un metro quadro, sedevano tristi i microeditori specializzati in complottismo e apparizioni mariane.

 

Milano, Aie, Fiera, Filippo Dal Corno... contiamo molto su di voi per poter vivere già dal 2017 qualcosa di nuovo, che non sia un faticoso pellegrinaggio culturale risolto nella coda per farsi firmare da Ligabue una copia del suo libro. Nel Lingotto. Senza aria condizionata.

SALONE LIBRO TORINOSALONE LIBRO TORINO

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