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SEX, DRUGS AND BOWIE! I DETTAGLI PIU' HOT NEL LIBRO DEL BATTERISTA DI BOWIE, LICENZIATO IL GIORNO DEL SUO MATRIMONIO - DALLA VITA INSIEME NEL LOFT, DOVE SI TENEVANO LE ORGE LESBICHE DI ANGIE (MOGLIE DI DAVID) AL TOUR DI ZIGGY STARDUST, QUANDO LA ROCKSTAR ANDO' A RUOTA DI COCAINA, LITIGO' CON I FEDELI SPIDERS FROM MARS, E DISSE ADDIO AL SUO ALTER EGO

Woody Woodmansey per “Mail On Line

 

bowie con il saxbowie con il sax

Woody Woodmansey era il ragazzo dagli occhi spalancati che finì nell’orbita di sesso, droga e rock’n’roll di David Bowie. Batterista degli Spiders from Mars, ora racconta l’ascesa e il declino accanto a Ziggy nel libro ‘Spider From Mars: My Life With Bowie’, edizioni Sidgwick & Jackson, in uscita il 2 novembre.

 

«Ricevetti la telefonata il 7 luglio 1973, un’ora e mezza dopo il mio matrimonio. Pensavo fosse una chiamata di congratulazioni invece era Tony Defries, manager di Bowie, che mi diceva che non sarei andato in Francia a registrare il disco ‘Pin Ups’. Ero stato il batterista di David per oltre tre anni, non me lo aspettavo. Perché ero stato licenziato? Perché sei mesi prima avevo minacciato di non fare le restanti date del tour americano se non avessero aumentato la paga della band. Era stato un confronto duro e Bowie, che era strafatto di cocaina, aveva risposto che eravamo solo un fottutissimo gruppo e che lui avrebbe potuto fare lo stesso tour con chiunque altro.

bowie at haddon hallbowie at haddon hall

 

Alla fine ottenemmo i nostri soldi e pensai che la questione fosse risolta. Non lo era e tutto sommato pensai fosse meglio così. Non se potevo più di quella follia. Ero deluso ed era difficile ingoiare il fatto che avessero deciso di comunicarmi il licenziamento il giorno del mio matrimonio. Avevo fatto 4 dischi con Bowie, tutti finiti nella Top 40, 200 concerti, apparizioni tv. Anni per raggiungere la vetta, pochi minuti per precipitare. Tutto era cominciato sempre con una telefonata: «Sei Woody? Sono David Bowie».

bowie in giappone nel 1973bowie in giappone nel 1973

 

Gli ero stato raccomandato dal mio amico Mick Ronson. Mi presi del tempo per pensare alla sua offerta  avevo un’altra proposta come caposquadra del ‘Vortex’ a Hull, e, sembrerà strano, ma in quegli anni Bowie non lo conoscevano in molti. Poteva essere un colpo da un singolo e via, ma ero amico di Mick e David aveva del potenziale, quindi accettai. Andai a Londra, alla casa vittoriana di Southend Road, mi aprì lui, era vestito in modo incredibile e mi fece ascoltare i suoi brani in acustico. Una bella bionda arrivò e si presentò: «Ciao sono Angie Bowie, la moglie di David, e sono lesbica». Non sapevo cosa farmene dell’informazione, era una cosa strana da dire al primo incontro.

 

bowie con la madre peggy e angiebowie con la madre peggy e angie

Bowie aveva 23 anni, appariva sofisticato e sicuro di sé. Anche quando ti guardava dritto negli occhi, era distante, stava pianificando altro. Lui pagava l’appartamento di Haddon Hall in cui abitavamo e dava a me e Mick 10 euro a settimana a testa. Bowie campava con le royalties di “Space Oddity”. Non ne aveva molti ma viveva oltre le sue possibilità, soprattutto quando si trattava di cibo. Mettevamo i soldi in una cassa comune, e lui e Angie li sputtanavano in una sera a cena fuori.

bowie con mick e woodybowie con mick e woody

 

Allora cominciammo a fare la spesa, ma Angie non sapeva cucinare, bruciava tutto. Io e Mick ci cucinavamo da soli, David non mangiava quasi mai, forse per questo era così magro. Sua madre Peggy lo veniva a trovare quasi ogni domenica, era una donna inaspettatamente normale. Si preoccupava per lui. Al pranzo domenicale ogni tanto veniva anche il fratellastro di David, Terry Burns, che soffriva di schizofrenia e non aveva filtri quando parlava. «Che hai fatto oggi Terry?»,  domandavi, «Mi sono masturbato», rispondeva.

 

woodmansey con  ronsonwoodmansey con ronson

Durante la convivenza registrammo “The Man Who Sold The World” e “Hunky Dory”. Angie rimase incinta e David non se ne prese molta cura. Ero l’unico a starle vicino quando stava stesa sul letto coi dolori fortissimi. Non facevo molto per lei, lo ammetto, ma almeno le portavo una tazza di te e le chiedevo come stava. Se le cose andavano bene in studio, era facile lavorare con David. Altrimenti diventava molto scuro, ma raramente alzava la voce.

 

 

Per “The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars”, Bowie e Angie ci vestirono in modo spettacolare. La gente pensava fossimo tutti gay, soprattutto perché lui aveva confessato di esserlo al “Melody Maker”. Ci suonava nuovo, perché era effeminato sì, ma non gay. Sentimmo parlare di orge continue a Haddon Hall, ma noi evidentemente non eravamo invitati. Una volta mi svegliai e vidi una dozzina di donne nude al piano di sotto, urlavano e danzavano. Ma erano tutte lesbiche, lì per Angie.

woody e bowie a los angeleswoody e bowie a los angeles

 

David voleva attenzione. Ci voleva una cosa alla Hendrix, disse, così durante il tour di Ziggy Stardust si buttò in ginocchio, spalle al pubblico, e suonò la chitarra di Mick coi denti, ma sembrava gli stesse facendo un pompino. In America, verso la fine del secondo tour, le cose con David cambiarono. Arrivava in limousine da solo, alloggiava in hotel diversi dalla band. Non riuscivamo a comunicare con lui. Il suo problema erano le droghe, scoprimmo poi. Scoprimmo anche che i musicisti aggiunti venivano pagati molto più di noi Spiders. Lo dicemmo a David in camerino e il manager rispose: «Pagherei di più la ‘road crew’, piuttosto». Mi aspettavo che David ci difendesse, invece aggiunse: «Siete solo una fottuta band».

 

 ziggy stardust ziggy stardust

Gli risposi che era uno stronzo. Se volevano un’altra band poteva deciderlo prima del tour. Aggiunsi che se avessi potuto, avrei suonato per uno che cantasse bene con Elvis Presley. Bowie ne rimase scioccato, non era abituato a cose simili. Ci aumentò la paga, proseguimmo il tour in UK e Giappone, suonando alcuni fra i concerti più belli. Finché, una sera, senza dirci nulla, annunciò che quello sarebbe stato l’ultimo concerto della vita di Ziggy. Poi ci fu la famosa telefonata di nozze. Non rividi Bowie fino al 1976. Ci confrontammo, durante le registrazioni di ‘Low’, mi disse che durante il tour insieme era a ruota di cocaina. Lo faceva in modo discreto e non ce ne eravamo mai accorti. Aggiunse che, ripensandoci, con noi aveva passato un periodo bellissimo. Le mie ferite in parte si rimarginarono».

bowie backstage at bournemouth winter gardensbowie backstage at bournemouth winter gardensBOWIE SUKITABOWIE SUKITABOWIEBOWIE

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