francesco de carlo

"QUI IN AMERICA IO PORTO UN ITALIANO DIVERSO DAL 'GABAGOOL' E DAI SOPRANOS" - IL "SOGNO AMERICANO" DI FRANCESCO DE CARLO, IL PRIMO COMICO ITALIANO A ESIBIRSI AL LEGGENDARIO "COMEDY CELLAR" DI NEW YORK: "SONO CRESCIUTO NEL LIMBO. DA UNA PARTE MONTEVERDE VECCHIO, DALL’ALTRA LA MAGLIANA; NANNI MORETTI CONTRO IL LIBANESE. 'PIJAMOSE ’N PROZAC' CONTRO 'PIJAMOSE ROMA'" - "NEW YORK, VOCE DEI PROGRESSISTI E PIANETA ALIENO RISPETTO AL RESTO DEL PAESE, STA MUTANDO. L’AMERICA VERA È ARRIVATA FIN QUA, NON È RARO TROVARE SOSTENITORI DI TRUMP. IN ITALIA…"

 

 

Estratto dell'articolo di Filippo Brunamonti per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2025/01/21/news/francesco_de_carlo_io_un_pagliaccio_in_missione_per_far_ridere_senza_razzismo-423953011/

 

francesco de carlo

«Sono cresciuto nel limbo. Roma, da una parte Monteverde Vecchio, dall’altra la Magliana; da un lato Nanni Moretti, dall’altro il Libanese. “Pijamose ’n Prozac” contro “Pijamose Roma”». Francesco De Carlo, nato nella capitale nel 1979, ha gli occhi arrossati di jet lag e luci al neon. Le sue battute, in inglese con accento romano, stanno portando scompiglio al Village. «È tempo di prendersi New York».

 

A quel limbo autobiografico, il comico ha dedicato uno spettacolo (tutto esaurito). Ora dovrà infilarci un detour d’eccezione: il Comedy Cellar. È il primo italiano a esibirsi regolarmente nella “Harvard dei comedy club”. […]

 

francesco de carlo

De Carlo, l’agenda della booker Estee Adoram, “guardiana” del Cellar da quarant’anni, è fitta di nomi di comici. Tutti in attesa di essere chiamati e svoltare.

«Per un comico, il Comedy Cellar è il centro del mondo. Nonostante le sale siano piccole, massimo duecento posti, la paura di giocarsi ogni carta sopra quel palco non l’ho provata nemmeno a teatro, di fronte a quattromila persone. Ci sono tantissimi italoamericani — da Sebastian Maniscalco a Sal Vulcano — e li seguo con passione. Però non sono nati e cresciuti a Roma. Il quartiere non lo lasci mai e il quartiere non ti lascia mai. Io porto un italiano diverso dal gabagool (capocollo) e dai Sopranos ».

 

[…] Prima di esibirsi al Cellar, che rapporto aveva con la comicità americana?

«L’umorismo americano viaggia veloce. Noi rimaniamo al “Nord contro Sud”. Quando si scrive un nuovo show, in certi giri sento ancora parlare di Quelli della notte o Indietro tutta . La nostalgia mi distrugge».

 

francesco de carlo

Da dove ha iniziato?

«Da un programma di scherzi al telefono per Radio Globo, a Roma. Si chiamava Chiamata a carico . Sono passato dal Parlamento europeo — ufficio stampa dall’inglese sbeccato — al tormentare persone a caso. Poi l’estero: Edinburgh Fringe Festival, Soho Theatre a Londra… Oltreoceano sto tentando di crearmi una comunità di comici. Primo tra tutti, il fenomeno Matteo Lane, discendenza italiana. Siamo passati da cinquanta posti — vuoti — in una libreria romana al grande botto alla Carnegie Hall. Ad aprile aprirò uno spettacolo di Matteo a Radio City: seimila posti».

francesco de carlo

 

Hai mai considerato la cancel culture come un freno?

«Non necessariamente. La città di New York, voce dei progressisti e pianeta alieno rispetto al resto del Paese, sta mutando. L’America vera è arrivata fin qua, tanto che al Cellar non è raro trovare sostenitori di Trump. In Italia, nella lotta al politicamente corretto, tv, teatri e locali finiscono tutti per usare lo stesso codice: la volgarità. Dentro di me scorre la commedia all’italiana, Monicelli, Scola, Age & Scarpelli. Sono un pagliaccio con una missione: ripulire il mainstream di battute vecchie — razzismo, sessismo, omofobia, body shaming — e portare una sensibilità umana. Far passare qualche valore che unisca, non che divida».

 

francesco de carlo

Non crede che i social media stiano rendendo conformista la stand up comedy?

«L’algoritmo impoverisce il contesto. Per non farci bannare, noi comici ci inventiamo di tutto: tag sottosopra, parole scritte al contrario... È un momento cupo: TikTok “resuscitato” da Trump, Musk che apre le porte agli estremisti su X. Non è diverso dai tg nazionali, dove la parola “romeno” è dappertutto, quando si parla di criminalità. La politica è diventata così macchiettìstica che non vale un roast». […]

francesco de carlo francesco de carloFRANCESCO DE CARLO francesco de carlo francesco de carlo.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)