serena williams

STAI SERENONA! DALLE SVISTE DELLA GIUDICE DI SEDIA MARIANA ALVES NEL 2004 ALLA SBROCCATA NEL 2009 AGLI US OPEN: CHE COSA HA SPINTO UNA GRANDE TENNISTA COME LA WILLIAMS A REAGIRE CON VEEMENZA A PALESI INGIUSTIZIE? - E PERCHÉ UNA PERSONA DI COLORE CHE RIFIUTA UN SOPRUSO VIENE ACCUSATA DI FOLLIA?

serena williams   serena williams

Estratto del libro “Citizen. Una lirica americana” di Claudia Rankine pubblicato da la Repubblica

 

 

Che aspetto assume il corpo di una donna nera, vittoriosa o sconfitta, in un contesto storicamente bianco? Serena e sua sorella maggiore Venus Williams fanno tornare alla mente l' affer-mazione di Zora Neale Hurston: «Mi sento più nera quando vengo spinta contro un fondale di un bianco assoluto».

 

Le parole di Zora Neale Hurston sono state messe in scena sul grande schermo da Serena e da Venus: a volte hanno vinto, a volte hanno perso, sono state offese, sono state felici, sono state tristi, ignorate, pesantemente fischiate (come a Indian Wells, che entrambe hanno boicottato per dieci anni), sono state acclamate, e per tutto il tempo, e in modo evidente a tutti, c' è stato chi si è infuriato per il fatto che si trovassero là - grafite contro un fondale di un bianco assoluto.

 

serena williamsserena williams

Per anni hai attribuito a Serena Williams il genere di resilienza che si addice a coloro che esistono solo sulla celluloide. In definitiva, né il padre né la madre né la sorella né Geova, il suo Dio, né lo schieramento della Nike potevano proteggerla dalle persone che ritenevano che il suo corpo nero non appartenesse al campo da tennis, al loro mondo.

 

La più nota tra i detrattori di Serena ha le sembianze di Mariana Alves, la famosa giudice di sedia. Nel 2004, alla Alves è stato interdetto di arbitrare altri incontri delle finali degli US Open a seguito di cinque contestazioni errate ai danni di Serena nei quarti di finale contro la connazionale Jennifer Capriati. I servizi e le risposte chiamati fuori dalla Alves erano atterrati, e incredibilmente non rinviati dalla Capriati, all' interno delle righe, e non serviva una vista particolarmente acuta per rendersene conto.

serena williams serena williams

 

Commentatori, spettatori, pubblico televisivo, giudici di linea, chiunque aveva potuto constatare che le palle erano buone, chiunque, a quanto pare, eccetto la Alves. Nessuno riusciva a capire cosa stesse accadendo. Serena, con il suo gonnellino in denim, sneaker nere a stivaletto e mascara scuro, cominciò ad agitare il dito e a dire «no, no, no» come se negare il momento potesse catapultarci tutti in un mondo intelligibile. La superstar del tennis John McEnroe, dotato di un occhio sensibile alle ingiustizie, era stupefatto che Serena fosse stata capace di mantenere la calma dopo aver perso il match.

 

Anche se nessuno ha mai fatto riferimento esplicito al corpo nero di Serena, non sei l' unico spettatore ad aver pensato che avesse coperto la visuale della Alves. (...) Un anno dopo, quella partita sarebbe stata citata per dimostrare la necessità dell' urgente adozione dell' occhio di falco, il dispositivo tecnologico che sottrae il responso all' occhio di chi guarda.

serena williams 8serena williams 8

 

Adesso la chiamata del giudice può essere verificata con il replay; invece, all' epoca, a match concluso Serena dichiarò: «In questo momento sono molto arrabbiata e amareggiata. Mi hanno imbrogliata. Devo aggiungere altro? Mi hanno derubata ». E nonostante lo sdegno che hai provato per lei dopo quegli US Open del 2004, con il passare degli anni sembra che Serena si lasci alle spalle la Alves e la lunga lista di curiose contestazioni e sviste, nei confronti suoi e di sua sorella, via via che avvengono.

 

serena e venus williams serena e venus williams

 Ed ecco Serena, cinque anni dopo la Alves, che torna agli US Open, di nuovo in una semifinale, questa volta contro la belga Kim Clijsters. Serena non sta giocando bene e perde il primo set. Per reazione scaraventa la racchetta sul campo. Stavolta McEnroe non è colpito dalla sua capacità di mantenere la calma ed è indotto a dire: «Non l' ho mai vista così furiosa».

 

serena williams 10serena williams 10serena williams 11serena williams 11serena williams 12serena williams 12serena williams 13serena williams 13serena williams serena williams CITIZEN RANKINE 3CITIZEN RANKINE 3serena williams e il compagno alexis ohanian   serena williams e il compagno alexis ohanian serena williams 6serena williams 6serena williams 7serena williams 7serena williams 9serena williams 9serena williamsserena williams

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?