temptation island

“TEMPTATION ISLAND” È LA MIGLIOR TV DI INTRATTENIMENTO POSSIBILE” - ASSIA NEUMANN DAYAN IN LODE DEL PROGRAMMA DEI RECORD: “LA STORIA DI VALENTINA E ANTONIO NON È UN VIAGGIO NEI SENTIMENTI, È UN INCUBO DIDASCALICO, UN FILM DI KEN LOACH. DOPO TOCCA A SARAH E VALERIO. LEI ANDAVA A BERE I CAFFÈ NEI PARCHEGGI CON ALTRI. IL TRATTO DOMINANTE DI PERSONALITÀ DI LUI È CHE È LAZIALE. CON LORO SEMBRA UN FILM DI GABRIELE MUCCINO CON SOLI ATTORI ROMANI” - IL CONTROCANTO DI MARCO REVELLI: “IL SUCCESSO LO SI PUÒ INDIVIDUARE NEL METTERE IN SCENA LO SPETTACOLO DELLA CRISI, CONFEZIONATO CON UNA BUONA DOSE DI VOYEURISMO SADICO…” - VIDEO

1 - UN PO' KEN LOACH UN PO' MUCCINO È LA MIGLIORE TV POSSIBILE

Estratto dell’articolo di Assia Neumann Dayan per “la Stampa”

 

tweet temptation island 10

Questa è la storia di un regalo: tre puntate in una settimana di Temptation Island. È un regalo amaro perché sono le ultime puntate della stagione, ma io voglio continuare a vivere il sogno che prima o poi Fascino e Canale 5 mettano in piedi un'edizione invernale ambientata nello chalet dei Forrester a Big Bear, con le pelliccette ecologiche e il camino di confronto. Martedì è andata in onda la prima parte, che ha visto concludersi il viaggio nei sentimenti di due coppie: quella formata da Valentina e Antonio e quella di Sarah e Valerio. Entrambe le storie finiscono bene, in modi completamente diversi. Dicevamo, Valentina e Antonio.

 

tweet temptation island 3

[…] La storia di Valentina e Antonio ha subito posto un problema interessante: cosa succede quando è la donna a pagare le bollette? Succede che vanno a Temptation Island.

 

Dopo una curva al rialzo della Siae di Baglioni, dopo una serie di tentativi di Antonio di scappare dal villaggio non appena sente le parole «tribuna Posillipo» in bocca a Valentina e al suo tentatore, Antonio si confida con il povero Rosario che non usufruisce dei sottotitoli come noi e gli dice «Valentina mi manca assai», che per fortuna è esperanto.

 

tweet temptation island 1

A questo punto con un video fa credere a Valentina di essersi innamorato della tentatrice, lei piange, fa le valige, o forse è sollevata, dice «lo brucio nel falò». Facendo la miglior televisione d'intrattenimento possibile, a Temptation Island dopo lo spazio e il tempo hanno anche eliminato i confessionali: i confessionali se li fanno tra di loro, e voi non avete idea del tempo e dei soldi che questa cosa fa risparmiare.

 

Arriviamo al falò di confronto, Antonio a un certo punto chiede di andare in bagno, Valentina piange, Bisciglia le fa vedere un video in cui il fidanzato dice che la ama davvero e che vuole fare un passo importante. Di fianco a Valentina, che magicamente non si è accorta di nulla, appare un gazebo incendiato con scritto M'VUÒ SPUSÀ? , lui si inginocchia con l'anello, e questo non è un viaggio nei sentimenti, è un incubo didascalico che si chiude con Ti sposerò perché di Ramazzotti.

 

tweet temptation island 14

Dopo i titoli di coda di questo film di Ken Loach, tocca a Sarah e Valerio. Sarah andava a bere i caffè nei parcheggi con altri, mentre il tratto dominante di personalità di Valerio è che è laziale. Lui e la tentatrice Ary si mettono la coperta in faccia e si baciano. Lui chiede un falò di confronto perché vuole che la fidanzata veda il filmato del bacio traditore insieme a lui, forse è una perversione.

 

Sarah arriva col revenge dress fuxia, lui già si pente. Lei recrimina che lui non l'ha mai portata a cavallo, lui che lei si scoccia a vedere la Lazio, sembra un film di Gabriele Muccino con soli attori romani. Lui piange, lei piange, si abbracciano, Bisciglia non ne può più nemmeno lui.

Valerio vuole uscire da solo, sembrano tutti e due contenti, noi pure, ma ho come la sensazione che il loro viaggio nei sentimenti non sia mica finito.

 

tweet temptation island 4

2 - CINQUE MILIONI DI VOYEURISTI SADICI LO SPETTACOLO TRISTE DELLA CRISI DI COPPIA

Estratto dell’articolo di Marco Revelli per “la Stampa”

 

«Una boiata pazzesca». La prima reazione è stata una citazione dall'ormai antico ragionier Fantozzi, ma due ore e passa davanti al video a guardare lo spettacolo del nulla sono un tormento che giustifica una certa sbrigatività nel giudizio.

Poi però leggo che «il docu-reality guidato da Filippo Bisciglia ha toccato picchi di 4,6 milioni di telespettatori e del 38,1% di share» e che il successo è particolarmente «straordinario tra i giovanissimi» con il 53,85% di share. E allora mi dico che qualcosa ci deve pur essere, che impone di riflettere sul perché

 

tweet temptation island 6

[…]

Gli esperti che vanno per la maggiore dicono che la chiave del successo sta nel fatto che Temptation Island «trasforma le vite in contenuto dello spettacolo». Ma questa non è una grande novità. È la materia prima di tutti i reality e dei social stessi. Aggiungono che questo, in particolare, ha come nocciolo duro il «tradimento», materiale ad alto potenziale emotivo, favorevole all'auto-identificazione. Il tradimento concepito e quello disvelato. Desiderio e paura. I frames dalla kiss-cam dei Coldplay sono ancora caldi, ad ammonire che nessuno è al sicuro. Come gli audiomessaggi di Bova a Ceretti.

 

[…]

temptation island 8

Eppure qualcosa in più ci dev'essere nel meccanismo di questa nuova isola, che ne spieghi il sia pur effimero successo. E credo che lo si possa individuare nel suo mettere in scena lo spettacolo della crisi confezionato con una buona dose di voyeurismo sadico (e di simmetrico masochismo). Si può spiare dal buco della serratura non l'inizio o lo sviluppo di una storia sentimentale, ma la fine – o la possibile fine – di un amore (l'happy end, che talvolta c'è, suona quasi come una delusione).

 

temptation island 9

Le coppie che arrivano al resort sono già rotte (o intuiscono di poterlo essere), e cercano una conferma attraverso una sorta di rito tribale (la sfida del single, la prova del falò). Il mantra che ripetono è «solo se si ha il coraggio di mettersi in gioco si può arrivare alla verità». E la verità chi la svela? La macchina, anzi, la telecamera di sicurezza che, come l'occhio di dio, vede tutto, e al momento buono te lo sbatte in faccia. Con sapiente compiacimento.

 

temptation island 13

Così, chi sta fuori, può vedere sadicamente il male che fa la verità, e compiacersi di non essere lì. Come cantava Zalone anni fa, «meno male che tocca a te». In questo, e solo in questo, il reality è lo «specchio della società»: perché ne riflette l'inguaribile sofferenza delle sue passioni tristi e l'inconfessabile aggressività della sua apatia.

temptation island 12temptation island 14temptation island 1temptation island 10

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…