urbano cairo

URBAN LEGENDS - VITA E CARRIERA DI CAIRO, DA GALOPPINO BERLUSCONIANO A RE DI VIA SOLFERINO, PASSANDO PER PUBBLICITÀ, PERIODICI POP E LA7 - DORME 3/4 ORE A NOTTE, CONTROLLA OGNI FATTURA E ASCOLTA I CONSIGLI DI TUTTI, DALL'USCIERE AL TOP MANAGER

Francesco Specchia per "Libero Quotidiano"

 

urbano cairourbano cairo

Kairos, in greco, significa «momento opportuno», l' esatto istante in cui una cosa speciale accade, per abilità umana o per una straordinaria botta di culo. Nel caso di Urbano Cairo - un nome, un destino - valgono, da sempre, entrambi gli elementi.

 

Oggi, tutti noi cronisti naturalmente tesi all' arte della piaggeria, di Cairo festeggiamo l' imperlata di successi, ossia la trimestrale di Rcs che «ha chiuso i nove mesi con una perdita di 17,4 milioni dal rosso di 126,4 milioni di un anno prima, margine operativo salito a 51 da 18,7 milioni, benefici pari a 51,7 milioni» di cui 37,7 milioni in Italia e 14 milioni in Spagna dove le testate El Mundo, Marca e Expansion, dopo anni di buio, paiono essere toccate da grazia innaturale.

urbano cairo torino urbano cairo torino

 

Ma ci fu un tempo in cui l' Urbano, classe '57, oggi padrone del Torino, e di La7 e del Corriere della sera, e della Cairo Communication, nonostante l' attivismo da maverick americano e la faccia gaglioffa da film di Jean Gabin, era costantemente confinato nell' ala della servitù del Palazzo del potere. E Cairo, di irrompere nei salotti del Palazzo, ne ha fatto punto d' orgoglio.

 

Nipote d' un nonno contadino, figlio di un rappresentante di mobili e di un' insegnante, Cairo è milanese di nascita ma proviene in realtà da Masio, paese incastrato tra i profumi della Val del Tanaro sulle colline alessandrine: 1500 abitanti tutti abituati a vivere caparbiamente sotto la cresta dell' onda. Sarà per questo che il Kairos, in Cairo, ha virato sulla nemesi storica. La sua, più che l' epopea industriale da grande editore alla Pulitzer, ricorda quella del Conte di Montecristo.

URBANO CAIROURBANO CAIRO

 

Con Berlusconi e il suo romanzo inizia nel 1985, sede di Edilnord. 8880, la traccia genetica della Fininvest che verrà. Colori sgargianti, via vai di venditori, Marcello Dell' Utri che passa e scompare risucchiato dalle riunioni. La segretaria al centralone che s' accascia visibilmente estenuata dal giovane bocconiano - l' Urbano, appunto - lì impilato, il quale allegramente la stalkerizza per ottenere udienza presso il Capo. «Ho due idee eccezionali che vorrei spiegare al dottor Berlusconi. Se lei non mi permette di parlare con lui, lei rischia davvero di fargli un danno».

 

Passa allora il Berlusca. Il ragazzo lo placca, con una berlusconata: «Presidente, mi guardi, non vede le bollicine d' intelligenza uscirmi dagli occhi?». Silvio le vede: bollicione da show d' illusionista. Sicché subito assume Cairo, ne incanala l' estro nel marketing e nella raccolta pubblicitaria; lo rende, in breve, suo assistente personale e dirigentone, direttore commerciale, vicedirettore generale in Finivest e Publitalia, amministratore delegato di Mondadori Pubblicità.

 

urbano e mali cairourbano e mali cairo

Dopodiché Urbano litiga con Dell' Utri - screzi feroci in seguito a Mani Pulite -, viene licenziato, esce da Tangentopoli con un falso in bilancio patteggiato («Ritenevo fosse la cosa più giusta pur non avendo fatto nulla»); e, dall' abisso, fonda la Cairo Pubblicità, un ufficetto con un pugno di mastini sguinzagliati in tutt' Italia a rastrellar dinero. Lo spirito che lo anima è una romanzesca vendetta dumasiana; e il desiderio freudiano dell' uccisione del padre Silvio.

 

urbano cairo opsurbano cairo ops

Nel suo disordine creativo l' emulazione berlusconiana si riflette in ogni suo arrembaggio; lo chiamano «Berluschino», lui finge d' irritarsi e fa di tutto per arrampicarsi sulla vetta. Addirittura al matrimonio di Silvio e Veronica regala loro un suo ritratto.

 

Nel 1999 Urbano sborsa 15 miliardi per acquistare la Giorgio Mondadori e il suo patrimonio di testate mensili di qualità. Poi parte all' assalto dei popolari, ingaggiando i direttori fuoriclasse Sandro Mayer e Silvana Giacobini. Palta tipografica, secondo i soliti fighetti dei salotti che continuano a snobbarlo. Cairo risponde loro, sul Foglio, da editore puro: «Non è vero che con i giornali non si possono fare soldi. Io li faccio.

 

Ma quando fai un giornale devi parlare al pubblico. E quindi devi pensare con la testa di chi compra, non con la testa dei padroni. Altrimenti la gente se ne accorge. Certe volte ho l' impressione che alcuni editori italiani non siano interessati a vendere. Presidiano uno spazio, per ragioni d' interesse finanziario o politico, per proteggere altre loro attività. I miei mensili e settimanali possono non piacere a qualcuno ma vendono».

 

urbano cairo ops la redazione di sandro mayerurbano cairo ops la redazione di sandro mayer

Non vendono, stravendono. DiPiù, fatto di tronisti, cani e Padre Pio, arriva a toccare il milione di copie. A presidiare quest' impero editoriale è Giuseppe Ferrauto, Mazarino palermitano divoratore pregiato di carta stampata, uno del ristretto inner circle dell' Urbano. Gli altri del cerchio magico sono Marco Pompignoli della Cairo Communication e Marco Ghigliani, l' ad de La7.

 

urbano cairo ops    urbano cairo ops

Cairo, che dorme 3/4 ore al giorno - come Berlusconi - li convoca anche di notte. E li fa passeggiare assieme a lui, spingendoli nella notte milanese, come un furioso Socrate, alla ricerca del prodotto più giusto, della spending review più azzardata, dell' operazione più saggiamente spregiudicata.

urbano cairourbano cairo

 

Chi, tra i manager peripatetici, sopravvive, assurgerà al regno dei cieli. E i cieli di Cairo si sovrappongono, sono sogni stratificati: la sua scalata è inarrestabile. Nel luglio 2000 battezza in Borsa la Cairo Communication spa, nel 2003 fonda la Cairo Editore e due anni dopo, preso dalla nostalgia da ex ala destra alla Claudio Sala, acquista il Torino Football Club 1906 portando la squadra subito in serie A per poi affossarla in retrocessione e poi di nuovo farla promuovere in A (oggi è sesta in classifica, due punti più dell' Inter). Nel frattempo alimenta, nel proprio nome che diventata marchio, premi di arte contemporanea e una casa editrice interna di libri.

 

PRENDE LA7

enrico mentana premiato da urbano cairoenrico mentana premiato da urbano cairo

Gli manca, nella geometria della conquista berlusconiana, la tv. Si prende La7 da Telecom in perdita di 100milioni. Essendo uno speleologo dei bilanci, un maniaco del controllo minuzioso delle fatture, Cairo quasi sviene alla scoperta che la tv di Telecom spende 500 mila euro di taxi: «Mentre studiavo i bilanci sono stato folgorato da un pensiero. Mi stavo lavando le mani, ho guardato l' orologio e ho pensato: è passato un minuto. Ecco, ho perso mille euro».

 

URBANO CAIROURBANO CAIRO

Poi, però, con una campagna acquisti da molti criticata - compreso chi scrive -, affianca al campione della rete, Enrico Mentana, fior di star che spingono l' audience verso l' alto. Con Mentana il rapporto è altalenante: una volta lo titilla al punto - dicono - da pensarlo alla direzione della Gazzetta dello Sport, un' altra è in grado tranquillamente di cazziarlo alle 4 del mattino per non aver allestito uno Speciale del Tg per le elezioni Usa.

 

Mentana, di contro, su Cairo afferma: «Fa sua la massima di Deng Xiaoping: non importa se il gatto sia bianco o nero, conta che mangi il topo», ritenendolo l' editore perfetto, che bada più al profitto e agli stipendi dei dipendenti - si vanta di non aver mai licenziato nessuno - che alla politica.

urbano cairo la7urbano cairo la7

 

Ecco, in questo, nella passione politica, Urbano si differenzia da Silvio: si sa solo che ha votato per la Dc di Zaccagnini, mai per la Lega, una volta per Forza Italia, poi il suo voto si perde nel vento delle partite doppie, dei pacchetti azionari.

 

Cairo, nei rapporti umani è così, un po' Trump un po' Olivetti: assorbe il parere di tutti, dall' usciere al dirigente, e tratta dipendenti, amici e nemici allo stesso modo. Risponde al telefono direttamente e - come diceva Bazoli, con un pizzico di cianuro - «è un tipo educato, che quando esce spegne sempre la luce». L' uomo possiede una resistenza al tungsteno.

 

urbano cairo daria bignardiurbano cairo daria bignardi

L' ho sentito lamentarsi solo una volta: quando, un tantino intristito dai mostruosi orari di lavoro (passa tutto il giorno in Rcs a controllare le 4000 fatture al mese fino a mezzanotte, salvo i giorni in cui è Roma e a Torno, con capatine una tantum in Spagna) s' è lasciato scappare: «Questa settimana non sono riuscito a vedere i miei bimbi...». E avendo Cairo quattro figli da tre matrimoni, capirete che l' assenza assume il contorno d' un caso di Stato.

 

EFFETTO MONTECRISTO

Torno a La7. Che, ovviamente, diventa una sorta di Bbc italiana e Cairo vuole per sé anche il canone: «Dico che oltre a togliere pubblicità a una rete Rai si dovrebbero limitare gli spazi pubblicitari a disposizione di Viale Mazzini». Poi c' è il sogno del quotidiano.

 

URBANO CAIRO URBANO CAIRO

A fine 2012 Cairo pare intenzionato a realizzarlo: sta per fondare un quotidiano popolare alla Sun, cronaca nera, gossip e calcio a go go; e, dopo aver sondato Vittorio Feltri, manda il papabile direttore Andrea Biavardi in giro a fare campagna acquisti. Ma capisce subito che il giochetto è costoso, sicché, per non smentirsi, ingloba il sogno più piccolo nel sogno più grosso: scala Rcs e col 48,8% assume il controllo del Corriere della sera. Dove procede con i tagli, sfianca di riunioni manager e giornalisti.

 

«Mi sono sentito un po' come il conte di Montecristo: un uomo che ha fatto il miracolo passando dall' ingiustizia della condanna al grande rilancio, dimostrando capacità di risalire la china», confessa l' Urbano, per l' appunto. Ognuno ha il Kairos che si merita...

 

 

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...