LA VENEZIA DEI GIUSTI - ''STORIE SOSPESE'' VANTA UN BUON CAST, UN GIALLINI QUASI MUTO MA DI GRANDE PRESENZA, E UNA REGIA FORSE UN PO’ TIMOROSA DELLA STESSA OPERAZIONE CHE HA MESSO IN PIEDI

Marco Giusti per Dagospia

 

Storie sospese di Stefano Chiantini

 

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Voglia di scalare montagne in questo festival. Tutti rocciatori, anche alle Giornate degli Autori. Come Everest, pur se con un budget infinitamente più piccolo, i protagonisti di questo Storie sospese, terzo lungometraggio del quarantenne abruzzese Stefano Chiantini, già regista di L’amore non basta e Isole oltre che di serie televisive (Tutti pazzi per amore), sono dei rocciatori professionisti.

 

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Come il duro Thomas, un Marco Giallini che in tutto il film pronuncerà tre battute (però buone), fumerà almeno 50 sigarette e berrà altrettante birre, che vive proprio passando da roccia in roccia. Quando perde il suo partner di scalata per una fune non a posto, e l’incidente poteva benissimo capitare a lui, Thomas si fa due conti. Ha tre figli piccoli, uno appena nato, vede poco o niente sua moglie, ha una vita dura e senza luce. Accetta così un lavoro che non avrebbe voluto accettare per un vecchio collega, Ermanno, il grande Antonio Gerardi già Di Pietro in 1992, che si è messo in proprio e con una società sua sta preparando un grande tunnel in Abruzzo.

 

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Non lo dovrebbe accettare, perché da subito Thomas si rende conto che questo tunnel non farà alcun bene agli abitanti della zona, un paesino già mezzo svuotato dove rimangono solo vecchi, bambini e qualche testone. E’ dello stesso avviso il suo nuovo socio di scalata, il geologo Alessandro, un buon Alessandro Tiberi, che pur non sapendo granché di roccia, capisce che le trivellazioni del tunnel porteranno a una serie di frane che renderanno impossibile continuare a abitare nel paesino.

 

I due rocciatori diventano troppo amici della maestra del posto, una seriosa Maya Sansa, e di un vecchio geometra che lotta da no tav contro il tunnel, il sempre generoso Giorgio Colangeli. Pur sapendo che è una lotta senza possibilità di vittoria, Thomas e Alessandro cercano di capire cosa fare per il bene del paese e dei suoi abitanti.

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Ermanno sa benissimo che se non sarà la sua società a fare il lavoro se ne chiamerà un’altra, di certo non si tornerà indietro. Film onestissimo, dedicato alla città di Ripoli e a quanti lottano in Italia contro l’avanzare di tunnel e lavori che deturperanno il nostro paesaggio e la vita dei nostri paesi, Storie sospese vanta un buon cast, un Giallini quasi muto ma di grande presenza, e una regia forse un po’ timorosa della stessa operazione che ha messo in piedi.

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Magari è proprio questo il maggior difetto di quest’Italia sospesa tra il compromesso, il tacere e il voler fare qualcosa, prendere tempo, aspettare, mentre le frane ci portano sempre più giù. Comunque un film più che decoroso per iniziare le Giornate degli Autori. Produce la vecchia Faso Film che fu di Achille Manzotti, ora passata alla figlia Marta Manzotti e a Fulvia Ciccone. In sala dal 3 settembre.

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